Cronologia – 1967
| Il gennaio del 1967 è un mese che segna un momento fondamentale di mutamento della società civile, è il momento in cui la storia si trasforma e mondi lontani si avvicinano. Gli americani hanno intensificato i bombardamenti in Vietnam e l’eco della guerra arriva nei salotti delle famiglie italiane, sulle tavole dove a cena i figli discutono con i genitori. I giovani si ribellano alla generazione precedente, accusata di essere stata troppo impegnata nella ricerca di un egoistico benessere. La popolazione italiana tra i 15 e i 23 anni è di oltre 5 milioni di persone: ad oggi non è mai satto superato questo record nella storia del paese. La protesta collettiva monta sempre di più tra le strade: i manifestanti invadono le città e occupano le università. “Diritto allo studio” è la parola d’ordine, scandita nei cortei, scritta sui muri e sugli striscioni di protesta. [...] Il ’67 è in fondo l’anticipazione di ciò che nel ’68 diventerà un movimento mondiale, l’anno della grande trasformazione delle società. In Italia alla Camera si discute la legge sul divorzio mentre Paolo VI rivolge appelli per l’unità della famiglia. Nelle strade, intanto, la protesta degli studenti è dilagante. I giovani non portano più avanti solo rivendicazioni scolastiche ma anche politiche e culturali che vanno a toccare i capisaldi della società stessa. “Non vogliamo ottenere una scuola meravigliosa in una società che non lo è”, scrivono gli studenti sulle pareti della Sapienza, l’Università della capitale. Segno dei tempi è l’enciclica di Paolo VI Populorum et progressio, in cui il Pontefice afferma che non può esserci sviluppo e progresso senza una giustizia sociale. (La storia siamo noi) |
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| Disordini in tutta la Cina dove è in atto la Rivoluzione Culturale che vede contrapposti Mao Tse-Tung e Lin Piao a Liu Sciao-Ci (presidente della Repubblica). Primo ministro è Ciu En Lai; segretario generale del PCC Teng Siao-Ping schierato contro Mao. | |
| Sin dal primo mese dell’anno, Bologna è teatro di lotte operaie e studentesche. Le maestranze della fabbrica cartotecnica Stiassi di Borgo Panigale sono in sciopero a tempo indeterminato contro trasferimenti del personale e “rappresaglie” del padronato. L’UDI avvia con il sindacato e alcuni studenti un’indagine sulle condizioni del lavoro e sulla salute in fabbrica alla Pancaldi, un’industria di abbigliamento con quattrocento operaie. |
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| domenica 1 gennaio 1967 | Gli americani bombardano il Vietnam del nord. Colpite postazioni del FNL (Fronte Nazionale di Liberazione). |
| Il quotidiano l’Unità costa 50 Lit. | |
| lunedì 2 gennaio 1967 | Si sposano ad Ariccia i cantanti Edoardo Vianello e Wilma Goich. Testimoni Rita Pavone e Teddy Reno. |
| Sulla Tv nazionale va in onda per la Tv dei Ragazzi “Rin tin tin” alle 17.45, segue alle 18.45 “Quelli delle torte in faccia” con Stan Laurel e Oliver Hardy. | |
| martedì 3 gennaio 1967 | Jack Ruby, l’assassino di Lee Harvey Oswald l’attentatore di John F. Kennedy, muore all’ospedale Parkland di Dallas. La causa ufficiale: cancro. |
| Sul secondo canale RAI alle 22 va in onda “L’Approdo – settimanale di lettere ed arti”. | |
| mercoledì 4 gennaio 1967 | Il cardinale Lercaro, presidente del Consilium per l’applicazione della Costituzione sulla sacra liturgia, e il cardinale Larraona, prefetto della Congregazione dei riti, firmano un documento che deplora le cosiddette “messe beat“. Il documento recita: “Cerimonie liturgiche, soprattutto celebrazioni eucaristiche aliene dal culto cattolico, quasi inverosimili come “cene eucaristiche familiari” celebrate in case private e seguite da pranzi; messe con riti, vesti e formulari insoliti ed arbitrari, talora accompagnate da musiche di carattere del tutto profano e mondano, non degno di un’azione sacra. Tutte queste manifestazioni culturali dovute ad iniziative private, tendono fatalmente a dissacrare la liturgia”. |
| Mohamed Khider, ex segretario generale e tesoriere dell’FLN algerino, viene ucciso a revolverate a Madrid. Dopo aver rotto con il governo di Ben Bella viveva esule da tre anni tra Francia e Spagna. | |
| giovedì 5 gennaio 1967 | Entra nella classifica britannica dei dischi più venduti il singolo Hey Joe dei Jimi Hendrix Esperience. Il brano non è una novità assoluta, visto che ha già ottenuto un notevole successo negli Stati Uniti nell’interpretazione dei Leaves, ma la versione del trio capitanato da Hendrix introduce elementi d’innovazione capaci di lasciare un segno profondo nella storia del rock. Il brano rivela al mondo il talento di Jimi, uno che suona la chitarra come nessuno aveva mai osato fare prima d’allora. La sua abilità nel ricavare rumori ed effetti sonori è destinata a non essere mai pienamente svelata. Gli sono degni compagni il bassista Noel Redding, scartato dagli Animals perché troppo grezzo, e l’energico batterista Mitch Mitchell, il cui stile è fortemente influenzato da quello di Elvin Jones, reduce da una lunga serie di esperienze con i Pretty Thing, i Riot Squad e i Blue Flames. L’improbabile trio suscita consensi, ma anche critiche feroci. Non manca chi ne sottovaluta le potenzialità, come il direttore artistico della Decca che, dopo aver ascoltato la loro versione di Hey Joe li liquida con una frase divenuta famosa, «Credo che non ci sia niente d’interessante» e decide di non pubblicarla su disco. Per fortuna non tutti la pensano così. Come nella favola di Aladino arriva il genio della lampada. Si chiama Kit Lambert ed è il manager degli Who. Grazie al suo interessamento Hey Joe viene pubblicata dalla Polydor nel dicembre 1966. Il resto è storia nota. Quel chitarrista «poco interessante» diventerà una delle stelle più luminose del firmamento musicale. (Gianni Lucini) |
| venerdì 6 gennaio 1967 | Insieme alla Befana arriva nelle case degli italiani la classifica dei dischi. Il programma, presentato da Lelio Luttazzi, si chiama “Hit Parade” (parata di successi) come l’analoga classifica statunitense. In onda tutti i venerdì alle 13 in punto presenta i primi otto brani di una classifica sulla cui formazione nasceranno polemiche a non finire. In effetti il metodo di compilazione della lista è complicato perché prevede un mix tra i dati di vendita e le preferenze di un campione di ascoltatori. Per la macchinosità e la poca trasparenza di queste regole chiunque si senta ingiustamente escluso può aprire il fuoco sul programma che, però, finisce per trarre vantaggio anche dalle polemiche. Come già accaduto per “Bandiera Gialla” anche “Hit Parade” finisce per avere un effetto moltiplicatore sulle vendite dei dischi e sull’orientamento dei consumatori di musica. Il successo ottenuto è straordinario tanto da provocare nel corso degli anni una serie di trasmissioni derivate come “Speciale vetrina di Hit Parade” che replica i brani ai primi quattro posti della classifica e “Dischi caldi” che presenta i dischi piazzati oltre l’ottava posizione. “Hit Parade” durerà quasi un decennio. Si interromperà il 31 dicembre 1976, ma verrà poi ripresa a partire dal 5 gennaio 1979 con nuovi conduttori e, soprattutto, con una classifica ufficiale determinata dalle vendite nei negozi. (Gianni Lucini) |
| Nata da un parto prematuro, muore la figlia Serenella di Gianni Morandi che decide comunque di non annullare la partecipazione alla serata conclusiva di “Scala Reale” (la Canzonissima del 1966) a cui è abbinata la lotteria di Capodanno. La vittoria finale andrà a Claudio Villa con la canzone “Granada”. | |
| Nevicata a Roma. Ricoperti dalla coltre bianca i giardini, i monumenti e i tetti delle auto. La pioggia e il traffico sciolgono invece la neve nelle strade. 15 centimetri ai Castelli. | |
| sabato 7 gennaio 1967 | “Una nuova fase della guerra in Vietnam è cominciata. Per la prima volta truppe statunitensi sono entrati in territorio vietnamita, a Saigon, dove prima operavano reparti sudvietnamiti. Inizia una delle più ambiziose operazioni offensive degli Usa”. (Com. Ansa, 7 gen. ore 07.57) |
| Per la Tv dei Ragazzi alle 17.45 va in onda “Chissà chi lo sa?” spettacolo di indovinelli a cura di Cino Tortorella. | |
| domenica 8 gennaio 1967 | Vietnam: l’esercito USA scatena un’offensiva, che si rivelerà fallimentare, sul delta del Mekong. Dopo la tregua voluta dagli americani in Vietnam per le feste di Natale, riprendono più aspri i combattimenti in terra, in mare, in cielo. E questa volta sono gli americani a sostituirsi definitivamente ai sudvietnamiti fino a questo momento impiegati. “E’ l’inizio della “ambiziosa campagna americana” dentro il “Triangolo di ferro”. In due giorni 273 missioni di caccia bombardieri e di B-52, hanno spianato la strada” (Com. Ansa 10 Gen. ore 15.55). Gli americani subiscono forti perdite. Il Ministro della difesa americano fa sapere che si sono persi finora 2.273 aeroplani. Ma per queste cifre ritenute non veritiere, come pure i reali danni inflitti in Vietnam con i bombardamenti, l’ambasciatore italiano a Washington FENOALTEA polemizza e si dimette dall’incarico. Le polemiche non mancano, i socialisti uniti ora PSU, contestano queste dimissioni in senso negativo: “Ciò che è discutibile, è il modo, il momento, la pubblicità. Il governo non so se possa accettarle, e per una ragione di costume debba proporsi invece una questione di esonero” (Vittorelli, Psu – Com. Ansa del 11 maggio, ore 20.50). Gli americani, dopo l’insuccesso nel Mekong, iniziano a vedere tornare i loro figli a migliaia dentro le bare avvolte nella bandiera; la protesta sale, i casi di renitenza alla leva pure. Le marce pacifiste cominciano a diventare oceaniche. Che è poi un incoraggiamento a farle negli altri paesi che contestano, protestano, s’indignano per questa guerra assurda. Ogni governo con una politica estera filoamericana ha degli imbarazzanti atteggiamenti in quella interna. Più degli altri, maggiore è il disagio di Fanfani che era stato il mediatore di quella proposta pacifica che abbiamo già letto, poi andata fallita; ma è sempre ministro degli esteri e la sua posizione si è già compromessa due volte: con le dimissioni a fine ’65 e poi con la mediazione; sempre per la questione Vietnam. |
| Sul primo canale nel corso della Tv dei Ragazzi va in onda “I forti di Forte Coraggio”. Segue alle 18.00 “Settevoci” giochi musicali di Paolini e Silvestri, presenta Pippo Baudo. | |
| lunedì 9 gennaio 1967 | Sul secondo canale RAI alle 21.15 va in onda il film del 1952 “Don Camillo” con Gino Cervi, Fernandel, Vera Falqui e Franco Interlenghi. Con la regia di Julien Duvivier è il primo della serie. Il commento sull’Unità: “si rifà piuttosto pedissequamente al romanzo qualunquistico di Guareschi”. |
| martedì 10 gennaio 1967 | Il segretario dell’ONU, il birmano Maha Thray Sithu U Thant, in una conferenza stampa tenuta al Palazzo di vetro, chiede la fine dei bombardamenti americani nel Vietnam del nord. “cessino le incursioni o non vi sarà pace. L’FNL non è un “fantoccio”, ma l’interlocutore d’obbligo in qualsiasi trattativa”. |
| Sul primo canale alle 18.45 va in onda “Non è mai troppo tardi” (secondo corso), trasmissione curata dal maestro Alberto Manzi. Alle 19.25 “La posta di Padre Mariano”. Sul secondo canale alle 21.15 va in onda la trasmissione sportiva condotta da Maurizio Barendson “Sprint”. Un servizio riguarda la tragica fine il 4 gennaio a Coniston Water, nel Lake District al confine con la Scozia, di Donald Campbell, morto mentre cercava di battere il record mondiale di velocità sul motoscafo Bluebird spinto da un turbo da 4000 libbre di potenza, con cui aveva già fissato il record sull’ acqua, con 276 miglia all’ ora. Il relitto e il corpo di Campbell verranno recuperati solo nell’agosto 2001. Gli altri servizi di “Sprint” sono: “Il grande basket” in cui interviene anche Vittorio Gassman e “Lo stivale a caccia”. | |
| mercoledì 11 gennaio 1967 | |
| giovedì 12 gennaio 1967 | Nella rubrica settimanale “Giovani” (dedicata alle problematiche giovanili), condotta da Gian Paolo Cresci sul secondo canale alle ore 21.15 e giunta alla seconda puntata, va in onda un servizio sui “provos”, i giovani olandesi che si oppongono alla cosiddetta società del benessere e ai suoi miti. Nel corso del servizio viene intervistato Robert De Vries giovane leader dei provos eletto al Consiglio comunale di Amsterdam. Il giorno 10 a L’Aja i provos avevano lanciato bombe carta fumogene contro il cocchio di cristallo del corteo nuziale della principessa Margriet convolata a nozze con l’avvocato Pieter Van Vollenhoven. |
| Si sposa a Las Vegas per la terza volta il cantante 44 enne Charles Aznavour. Impalmata la modella svedese Ulla Thorsell (24 anni). Testimoni Sammy Davis jr.e Petula Clark. Presente alle nozze la figlia ventenne del cantante di origine armena. | |
| venerdì 13 gennaio 1967 | |
| sabato 14 gennaio 1967 | |
| domenica 15 gennaio 1967 | |
| lunedì 16 gennaio 1967 | |
| martedì 17 gennaio 1967 | Due fratelli di 20 e 24 anni, Gabriele e Silvano Menegazzo, rappresentanti di gioielli, vengono uccisi a freddo da alcuni banditi verso le 20,20 in via Gatteschi al Nomentano. I banditi fuggono con due valigie e una borsa contenenti complessivamente 40 chili di oro. Scatta una gigantesca caccia all’uomo. Ricercato il capo della banda il trentacinquenne Leonardo Cimino (detto lo Smilzo) e Franco Torreggiani (risulteranno complici anche Francesco Mangiavillano e Mario Loria). |
| mercoledì 18 gennaio 1967 | Inizia a New York la demolizione dell’ultra ottantenne teatro Metropolitan a soli tre isolati da Times Square. Al suo posto verrà costruito un grattacielo di quaranta piani a uso uffici. |
| giovedì 19 gennaio 1967 | La commissione Affari Costituzionali della Camera con 25 voti contro 20 dichiara non incostituzionale la proposta del deputato Farina che si prefigge di introdurre nella nostra legislazione taluni casi di divorzio. |
| venerdì 20 gennaio 1967 | Muore a Roma a 66 anni per un attacco cardiaco lo scrittore e critico letterario comunista Giacomo Debenedetti. |
| Il mezzofondista tedesco della RDT Jurgen May, co-primatista mondiale dei 1.000 metri insieme al tedesco occidentale F.J. Kemper col tempo di 2’16″2, è squalificato a vita dalla sua federazione per aver infranto le regole del dilettantismo. Ha infatti accettato denaro da una ditta produttrice di scarpette da atletica per pubblicizzare i suoi prodotti nei campionati europei di Budapest dell’agosto 1966. | |
| sabato 21 gennaio 1967 | La ventisettenne dottoressa Alessandra Gerini è la prima donna in Italia a cui sia stata affidata la mansione di Pubblico Ministero. Ha esordito in un processo per contrabbando al tribunale di Genova. |
| Peppino De Filippo dopo aver rifiutato numerose offerte di produttori cinematografici che volevano sfruttare la popolarità del suo personaggio Pappagone, creato per la trasmissione televisiva “Scala Reale”, acconsente affinchè lo si utilizzi per un fumetto. | |
| L’Interstate Theatre Circuit, una delle più forti associazioni americane di esercenti di sale cinematografiche, dichiara Raquel Welch “stella degli anni sessanta”. L’attrice ha raggiunto la notorietà ancora prima di interpretare il suo primo film. | |
| domenica 22 gennaio 1967 | Giro di vite autoritario in Brasile. Il Congresso approva la nuova Costituzione composta da ben 1.180 articoli che da ampi poteri al Presidente. Il testo entrerà in vigore il 15 marzo dopo l’accesso al potere del maresciallo Costa y Silva. Viene anche approvata una legge di 65 articoli sulla stampa che aggrava la responsabilità dei giornalisti e dei direttori e istituisce un gravissimo sistema di sanzioni. |
| Violente manifestazioni in Nicaragua contro la dittatura di Somoza (che esercita il potere attraverso il governo fantoccio di Lorenzo Guerrero). La repressione poliziesca causa secondo il leader dell’opposizione Fernando Aguero, più di 400 vittime. | |
| lunedì 23 gennaio 1967 | Vista l’ammissibilità costituzionale di una legge sul divorzio in Italia, Paolo VI pronuncia un duro discorso sull’indissolubilità del matrimonio che suscita le proteste dei laici. Una commissione di affari costituzionali sta decidendo infatti periodo di introdurlo nell’ordinamento italiano non essendo in contrasto con alcun articolo della Costituzione. Contrariamente a quanto era accaduto in altri Paesi, in Italia il Concordato incluso nei Patti Lateranensi e recepito poi nella Costituzione del 1948, pur non sancendo l’indissolubilità attribuiva funzioni civili al sacerdote celebrante: di conseguenza il matrimonio concordatario era indissolubile e poteva essere annullato soltanto dalla chiesa o, per gli effetti civili, dallo Stato (che prevedeva però pochissimi casi). Dopo il 1960, con l’intensificarsi della mobilità geografica e sociale, la situazione di migliaia di coppie era diventata angosciosa, erano dunque giunti i tempi favorevoli. Il gran moto di ammodernamento dei costumi innescato dal boom economico e dalla diffusione dell’istruzione “produsse” quindi la legge Fortuna-Baslini sul divorzio, anche se in casi fortemente circoscritti. La proposta di legge la si discute in questi giorni, ma remano contro le istituzioni cattoliche, la Democrazia Cristiana e alcune forze laiche che iniziano la loro battaglia a tutto campo. Il divorzio entrerà nelle legislazione italiana il 1° dicembre del 1970 in un modo molto strano. La DC aveva strappato ai partiti che volevano il divorzio per legge, la promessa, di non ostacolare un referendum abrogativo, era – disse la DC – la popolazione che doveva decidere, ed era sicurissima di vincere, mentre le sinistre altrettanto convinte di perdere accettarono di fare il Ponzio Pilato. Ma accadde un fatto molto strano: se per la prima volta dal dopoguerra gli schieramenti contrapposti non corrispondevano più a quelli politici tradizionali perchè i socialisti i socialdemocratici e i repubblicani (al governo con la DC) partecipavano attivamente con la DC nell’abrogazione della legge, nello stesso tempo per la prima volta non corrispondeva alle loro ideologie nemmeno più lo schieramento degli elettori. Ma non se ne erano affatto accorti! Anche se in seguito, tutto il PCI (poco convinto della vittoria) appoggerà in modo blando il divorzio, a sorpresa saranno determinanti i voti dei dissidenti nelle file socialiste, socialdemocratiche, repubblicane e…. non pochi i ribelli nelle stesse file dei cattolici perchè i conti non tornavano proprio. Insomma tutti i partiti non conoscevano i propri elettori. Nessuno aveva tastato il polso degli italiani; sia quelli che poi risultarono vincenti che i perdenti. Gli italiani diedero una lezione a tutti. |
| Inizia a Monaco di Baviera il processo contro il sessataduenne Wilhelm Harster (capo del servizio di sicurezza nazista in Olanda) e il cinquantottenne maggiore delle SS Wilhelm Zoepfl. Otto Frank, il padre di Anna, e unico superstite della sua famiglia ha ottenuto il permesso a costituirsi parte civile al processo. | |
| Una bomba a miccia schianta porte, infrange vetri, devasta parte del pianterreno del palazzo di via Botteghe Oscure sede della Direzione del Partito Comunista Italiano. | |
| martedì 24 gennaio 1967 | Il Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell’URSS, Nicolaj Podgorni, giunge in visita ufficiale in Italia, accolto dal presidente della Repubblica Saragat, dal presidente del Consiglio Moro e dal ministro degli esteri Fanfani. |
| Una ricerca attesta che oltre il 30% delle sale cinematografiche italiane sono parrocchiali. | |
| Esplodono a Bologna le prime mobilitazioni studentesche. Sono gli studenti dell’ISEF a scioperare nel quadro di una mobilitazione nazionale: chiedono l’istituzione del diploma di laurea di quattro anni (contro i tre esistenti). | |
| mercoledì 25 gennaio 1967 | Una bomba con due etti di esplosivo scoppia davanti all’ingresso della sezione comunista Latino-Metronio a Roma. Un secondo ordigno scoppia a Monteverde Nuovo di fronte alla sezione del PCI. |
| Dopo un’assemblea studentesca, è occupato a Bologna l’Istituto di Fisica A. Righi. Sono in agitazione anche gli assistenti universitari (UNAU) e i professori incaricati (ANPUI) per la riforma dell’università. Il Piano Gui è messo subito in discussione. | |
| giovedì 26 gennaio 1967 | Inizia a Sanremo il XVII Festival della Canzone. Presentano Mike Buongiorno e Renata Mauro. Tra le 15 canzoni della prima serata Ciao amore ciao: “Una canzone che non finirà con Sanremo è sicuramente Ciao amore ciao di Luigi Tenco e Dalida, la unica che, sia pure senza sforzarsi eccessivamente, abbia tentato di dire qualcosa di verosimile” (Daniele Ionio, L’arrivo di uno Stones scuote Sanremo (più di Modugno), l’Unità, 27 gennaio 1967) |
| Un ordigno esplosivo regolato ad orologeria è fatto esplodere su un davanzale della sezione del PCI “Palmiro Togliatti” in via Palermo a Milano. | |
| Un folto gruppo di studenti occupa alle ore 21.30 l’Aula Magna dell’Università di Bologna. Estendendo l’azione intrapresa il giorno precedente dagli studenti dell’istituto di Fisica “Augusto Righi”. La manifestazione contro il “piano Gui” ha l’esplicito significato di una pressione volta ad ottenere una efficace e profonda riforma universitaria. L’inaugurazione dell’anno accademico che si doveva tenere il 27 e il 28 è rinviata. Il Senato accademico deplorando l’occupazione avvenuta, per giunta, all’insaputa del ORUB, invia la polizia in zona universitaria. Anche Intesa condanna l’occupazione come il Consiglio di facoltà di giurisprudenza; il Centro socialista universitario conferma e rinnova la fiducia nell’ORUB e contemporaneamente accusa i comunisti di rompere l’unità degli studenti e di estremismo esasperato nei confronti del Piano Gui. | |
| venerdì 27 gennaio 1967 | A Mosca i rappresentanti di ventotto paesi tra cui Unione Sovietica, Stati Uniti e Gran Bretagna firmano un trattato per l’uso pacifico dello spazio, impegnandosi a non collocare ordigni di guerra negli spazi extra terrestri e a cooperare nella conquista pacifica. |
| L’Apollo 1 prende fuoco durante una esercitazione di lancio a Cape Canaveral. Una simulazione in vista della missione di 14 giorni nello spazio il cui lancio avrebbe dovuto aver luogo il 21 febbraio. Muoiono i tre astronauti selezionati per iniziare il programma Apollo: il pilota comandante Virgil I. Grissom, il pilota maggiore Edward H. White, e il pilota Roger B. Chaffee. Ben 26 tecnici sono rimasti semi asfissiati nel tentativo generoso quanto vano di soccorso. | |
| In Spagna (a Madrid, Bilbao, Barcellona, Siviglia e San Sebastian) numerose manifestazioni di studenti ed operai contro il regime franchista. | |
| Alle 2:30 sul pavimento della camera n° 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo viene ritrovato il corpo senza vita del cantautore Luigi Tenco. Indossa ancora i vestiti con i quali si è esibito qualche ora prima sul palcoscenico del Festival cantando il suo brano dedicato alla problematica dell’emigrazione interna italiana ed è immerso in un lago di sangue. La prima ad accorgersi di quanto accaduto è la cantante italofrancese Dalida, sua compagna nell’avventura festivaliera che, in preda al panico, chiede aiuto. Il più lesto ad arrivare è Lucio Dalla, che alloggia alla camera 215 dello stesso albergo. Arriva anche un medico, il dottor Franco Borelli, ma non c’è più niente da fare. Secondo la ricostruzione effettuata dalla polizia Tenco si sarebbe sparato un colpo di pistola alla tempia destra con una Walker PPK calibro 7.65 di sua proprietà. Poche ore prima la giuria del Festival di Sanremo aveva escluso dalla finale la sua canzone Ciao amore ciao. Viene anche diffuso il testo di una lettera trovata accanto al corpo nel quale sarebbero spiegate le ragioni del gesto: «Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io, tu e le rose in finale e una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi». Il suo sarebbe, quindi, un gesto di protesta contro l’esclusione dalle finali e di delusione per non essere stato compreso dal pubblico italiano. Tutto chiaro? Tutt’altro. L’episodio, ricco di lati oscuri, non sarà mai interamente chiarito e molti metteranno in dubbio la versione del suicidio. Tra questi uno dei più appassionati sostenitori della necessità di rivedere un’inchiesta che appare affrettata e in alcuni passaggi poco credibile è il cronista radiotelevisivo Sandro Ciotti, grande amico di Tenco. Il Festival, però, ha fretta di seppellire l’ingombrante cantautore. Anche a nome di altri colleghi Tata Giacobetti del Quartetto Cetra chiede con un telegramma al ministro del Turismo e dello Spettacolo la sospensione del Festival di Sanremo perché la morte di Tenco sarebbe «un’evidente conseguenza della drammatizzazione di un ambiente contagiato da fini esclusivamente commerciali». Il ministro non risponde. Non succederà niente. Il Festival continuerà come se nulla fosse accaduto. (Gianni Lucini) | |
| La nascita di “Avvenire” viene sancita dalla Conferenza Episcopale Italiana, che proprio in questi anni muove i suoi primi passi. “Avvenire” deve sorgere dalla fusione de “L’Italia” e de “L’Avvenire d’Italia”. Con questo nuovo quotidiano non si vuole cancellare tutta la tradizione del giornalismo cattolico italiano, ma se ne vuole scrivere un nuovo. | |
| Occupazione a Bologna di Chimica industriale. Gioventù goliardica (vicina al FUAN) condanna le occupazioni. Dopo le prime azioni spontanee studentesche, l’Orub comincia a vacillare, scavalcata dalla prassi e divisa al suo interno tra favorevoli e contrari. |
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| sabato 28 gennaio 1967 | Claudio Villa in coppia con Iva Zanicchi vince la XVII edizione del Festival di Sanremo con la canzone “Non pensare a me” di Testa Sciorilli. |
| Assemblea presso l’aula magna dell’Istituto di Fisica a Bologna. Viene costituito un comitato formato da studenti, professori incaricati e assistenti, per discutere di riforma universitaria con le istituzioni. L’opposizione al trasferimento delle facoltà scientifiche nel “campus” di Ozzano è uno dei motivi di scontro con le autorità politiche ed accademiche. Si tiene il congresso dell’Orub nei locali di Economia e commercio. La giunta, composta da Intesa (cattolici), Magistratus (laici di centro) e Comunità (laici di sinistra), viene sfiduciata. Liberata dagli studenti l’aula magna. | |
| domenica 29 gennaio 1967 | Corteo antifascista a Milano contro le provocazioni e gli attentati alle sedi del PCI. |
| A Madrid gli operai occupano una fabbrica (Barreiros – settore automobilistico) per reclamare la libertà di 8 loro compagni arrestati venerdì 27. | |
| Il presidente sovietico Podgorni incontra il papa Paolo VI. E’ la prima volta che uno dei massimi leader dell’URSS entra in Vaticano. | |
| Bomba a Roma contro la chiesa di San Pio X in piazza della Balduina. | |
| lunedì 30 gennaio 1967 | Dibattito alla Casa della Cultura di Milano sul tema “Movimento beat a Milano”. Discutono col pubblico “L’Onda Verde”, “Mondo beat” e “Gruppo provos”. “Passeggeremo con addosso certi impermeabili di cellophane adorni di scritte provocatorie come: Johnson vi invita ad una vacanza nel Vietnam; Sono le 20,30: correte a casa sennò perdete Carosello” (Andrea Valcarenghi). “Abbiamo chiuso con ogni tipo di ideologia assiomatica. Il nostro è il rifiuto di una generazione che alle sue spalle ha il nazismo, il fascismo, i ghetti, lo stalinismo e tante altre belle cose. E rifiutiamo la famiglia con tutte le sue costrizioni e repressioni sessuali” (Gianfranco Sanguineti). “Pensavo di venire qui come anonimo provo, invece mi fanno parlare. Scusate se non mi sono lavato i capelli” (Gianni Cicognani). “Non è vero che manifestiamo contro niente. Noi manifestiamo contro la guerra nel Vietnam e contro il neocapitalismo. Solo che usiamo una metodologia nuova – Quale? – Quella della non violenza” (Massimo Vitali). “Ridicolo è pensare che vi è un unico modo per cambiare le cose. La lotta di classe è positiva; ma non può essere esclusiva. I tempi cambiano”. “Nella società neocapitalista si deve lottare con la non violenza; ma è certo che nei paesi sottosviluppati ci vuole la rivoluzione”. |
| Esce ufficialmente l’edizione italiana curata da Feltrinelli del romanzo “Tropico del Cancro” di Henry Miller. E’ in tutto e per tutto la stessa edizione “fantasma” del 1962, con la traduzione di Luciano Bianciardi, che per i contenuti ritenuti pornografici è stata fintamente prodotta all’estero e diffusa riportando in terza di copertina «Avvertenza importante. Questa edizione è destinata al mercato estero; l’Editore ne vieta l’importazione e la vendita in Italia» . | |
| Occupazione a Bologna dell’Istituto di Chimica “Ciamician” e della facoltà di Lettere e filosofia. ANPUI e UNAU entrano in sciopero. Assemblea all’Istituto di Fisica con i parlamentari locali, il sindaco, i professori di ruolo, gli studenti e il comitato di lotta. Vi partecipano i deputati: Ferri (PCI), Marchiani (DC), Lami (PSIUP), il professore Colombo per il PRI. Il sindaco Fanti, assente, invia una lettera in cui manifesta la sua apertura e disponibilità al confronto, ribadendo, però, la necessità del decentramento. | |
| martedì 31 gennaio 1967 | Roma: clamorose rivelazioni del senatore Ferruccio Parri che riferisce in Parlamento sull’esistenza di circa 260 mila schede riguardanti altrettanti personaggi spiati dal SIFAR di cui 34.000 sono veri e propri fascicoli dossier di importanti personaggi politici, della magistratura, e noti imprenditori italiani, compilati anche con l’uso delle intercettazioni telefoniche. Lo spionaggio politico sarebbe opera dei servizi segreti e sarebbe avvenuto sotto la direzione del generale Giovanni De Lorenzo al vertice dal 1956 e ora Capo di Stato Maggiore. |
| Occupazione a Bologna di Economia e commercio e dell’Istituto di Matematica. Entrano in lotta gli studenti medi: manifestazione in piazza Maggiore, e corteo fino in via Zamboni, degli istituti “Righi”, “Galvani”, “Aldini-Valeriani” e una rappresentanza del “Minghetti”. Si auspica una riforma globale dell’istruzione. Anche i docenti di ruolo (ANPUR) entrano in sciopero dal 1 al 4 febbraio per un migliore trattamento economico. ANPUI e UNAU prolungano lo sciopero fino al 10 febbraio. | |
| mercoledì 1 febbraio 1967 | Sciopero in tutte le Università italiane. Astensione quasi totale da ogni attività didattica e scientifica. Occupate diverse facoltà a Pisa, Milano, Cagliari, Bologna, Perugia, Firenze, Camerino. Solidarietà con gli studenti spagnoli. A Bologna le facoltà occupate sono salite a otto: Lettere e filosofia, Magistero, Giurisprudenza, Economia e commercio, Chimica e chimica industriale, Scienze politiche, Matematica, Fisica. Le motivazioni si intrecciano, si accavallano e diventano patrimonio e piattaforma di lotta comuni: democratizzazione dell’università, creazione dei dipartimenti all’interno delle singole facoltà, opposizione all’accumulo degli insegnamenti da parte dei docenti, sdoppiamento dei corsi fondamentali, legittimazione del ruolo propositivo e interlocutorio dell’assemblea. |
| Uno sciopero imponente per gli aumenti salariali e il diritto al lavoro paralizza la Francia. | |
| Lo scienziato Bruno Pontecorvo, uno dei “ragazzi di via Paninsperna” di Enrico Fermi, trasferitosi spontaneamente in URSS nel 1950, pubblica un articolo sulla Pravda difendendo gli studi sulle particelle subnucleari, seguiti con scetticismo dall’opinione pubblica, dichiarando che in un futuro non lontano potranno dare applicazioni pratiche. | |
| A San Francisco, in una casa vittoriana di tredici stanze tutte drappeggiate in nero, un tempo proprietà della medium Mammy Pleasant, si svolge il primo matrimonio della Chiesa di Satana. Il capo della setta John Raymond ha giurato infedeltà per tutta la vita a Judith Case. L’officiante, l’alto sacerdote del Demonio Anton Levy ex domatore ha aggiunto: “Ricordatevi di commettere il più possibile i sette peccati capitali”. Presenti alla cerimonia una giovane allieva strega nuda (la ventunenne Lois Morgenstram), che troneggiava su un funereo altare, un leone, una troupe televisiva. Al termine della cerimonia tutti insieme sono andati a festeggiare nella sala delle Orge, bevendo estratti di eucalipto e vodka. | |
| giovedì 2 febbraio 1967 | Il senatore Robert Kennedy giunge in Italia. Incontrerà il 3 il ministro degli esteri Fanfani, il presidente del Consiglio Moro e il presidente della Repubblica saragat. Il 4 incontrerà il papa Paolo VI. |
| Conferenza stampa a Parigi della 1° Commissione del Tribunale Russel recatasi in Vietnam del Nord (dal 3 al 13 gennaio) e in Cambogia (dal 14 al 20 gennio). La riunione è presieduta da Jean Paul Sartre. La Commissione di cui fanno parte l’avvocato Leo Matarazzo, il fisico Jean Pierre Vigier, il fotografo Pic e il giornalista americani Gerassi, denuncia i metodi e le violenze delle truppe americane. | |
| La trasmissione “Confronto Diretto” messa in onda per la prima volta nel quadro delle diffusioni di “Tribuna Politica” alle 21.50 sul primo canale, ospita l’on. Ugo La Malfa segretario del Partito Repubblicano e tre giornalisti. Sarà seguita da oltre il 60% degli ascoltatori. | |
| venerdì 3 febbraio 1967 | Negli atenei italiani, ormai in scipero da giorni, raccolgono l’invito dell’Unione Goliardica e manifestano la loro solidarietà agli studenti e agli operai spagnoli in lotta contro il franchismo. A Bologna manifestazione degli studenti medi. Scioperano in un migliaio e poi si riuniscono in assemblea alla sala Farnese. Tra i punti di rivendicazione c’è la legittimità dell’assemblea d’Istituto. |
| Il pugile Sandro Mazzinghi ha conservato la corona europea dei superwelters battendo a Milano Jean Baptiste Rolland. | |
| sabato 4 febbraio 1967 | All’inaugurazione dell’anno giudiziario a Milano, l’avvocato generale Dott. Pontrelli ha annunciato che nel giro di sei anni le cause di separazione matrimoniale sono raddoppiate. Da 711 nel 1960 sono passate a 1568 nel 1966. |
| Va in onda alle 21 sul canale nazionale lo show “Il Tappabuchi” con Raimondo Vianello e Corrado. Ospiti Nanni Loy e Sandra Mondaini. La trasmissione che durerà altre sette settimane funge da ponte tra “Scala Reale”, la Canzonissima terminata il 6 gennaio e “Studio uno” con Mina. Nanni Loy propone dei brevi sketch che qualcuno definisce “televerità”, rubati alla realtà quotidiana. | |
| A Bologna termina lo sciopero dell’ANPUR. | |
| domenica 5 febbraio 1967 | Salpa dai cantieri di Castellammare l’ammiraglia della Marina Militare, l’incrociatore “Vittorio Veneto”. Alla cerimonia assiste il presidente Saragat. |
| La Ferrari P4 di Lorenzo Bandini e Chris Amon vince la 24 Ore di Daytona. Secondi Scarfiotti e Parkes sempre su Ferrari P4 e terzi Rodriguez e Guichet a bordo di una Ferrari P3. Solo sesta la prima Ford a 65 giri, mentre l’unica vettura ufficiale della casa di Detroit è giunta settima, guidata da Mclaren e Bianchi. | |
| lunedì 6 febbraio 1967 | Gli studenti delle scuole medie superiori e gli universitari della Toscana sfilano in corteo: “Scuole, non manganelli”. Alcuni studenti dell’Università di Pisa manifestano e occupano l’Ateneo. Le motivazioni sono all’incirca le stesse degli studenti di Roma dell’anno precedente: sono chiamate “Tesi della Sapienza”. In sostanza si innesta una grande forma di protesta per la tanto attesa riforma universitaria che il ministro LUIGI GUI con la proposta di legge (la celebre 2314) aveva promesso ma che poi modificandola in vari punti l’aveva resa debole. Aveva concesso solo frammenti della tanto attesa riforma, ma ad esempio aveva aumentato la tassa d’iscrizione raddoppiandola, rendendo così l’Università più elitaria di prima. Indubbiamente non conosceva la realtà esterna, nè il mondo dei giovani della nuova generazione. Era convinto di operare nell’800 con una popolazione scolastica di poche migliaia, invece fuori ci sono quasi sei milioni di giovani nella fascia dai 15 ai 20 anni, tanti ne erano nati dal 1947 al 1952. (Il 1967 rappresentò nelle scuole il massimo storico della presenza di giovani, di tutti i tempi. Un primato che resiste ancora oggi). L’ipotesi rivoluzionaria nasce dunque sostanzialmente per una immediata democratizzazione dell’Università; introduzione di rappresentanze di tutte le componenti negli organi di governo; e la garanzia della libertà di espressione culturale e politica in nome di un sapere critico e non nozionistico, autoritario e borghese. La “tesi” romana aggiungeva inoltre e affermava un “diritto al salario” che permettesse al mondo accademico di fare un collegamento con la classe operaia in modo da colpire a fondo la politica economica del capitalismo italiano. E non a caso fra breve la contestazione antiautoritaria si salderà (non come nel resto d’Europa) con la riapertura delle lotte sociali ed operaie durante una fase dove c’era un governo fantasma di centrosinistra (il terzo governo Moro) con forti contrasti tra i partiti della maggioranza ma anche all’interno degli stessi singoli partiti della maggioranza. A Bologna assemblea dibattito alla sala Farnese organizzata da ANPUI, UNAU e studenti. Tra gli interventi, quello dello studente Garibaldo insiste sulla questione del “potere” all’interno dell’università come reale motivo della contesa. |
| martedì 7 febbraio 1967 | Al Carnevale di Viareggio vince il carro “Dove andranno gli innamorati?” di Arnaldo Galli, ispirato alla canzone di Adriano Celentano “Il ragazzo della via Gluk”. Il carro è una efficace satira della speculazione edilizia. |
| All’Astrodrome di Huston in Texas si svolge l’incontro di boxe tra Cassius Clay (campione del mondo NYSAC – New York State Athletic Commission) e Ernest Terrel (campione del mondo WBA – World Boxing Association) . L’incontro che incorona Cassius Clay è anche l’occasione per la riunificazione del titolo della massima categoria. Terrel alla fine dell’incontro vede doppio. Il 10 febbraio sarà operato a Filadelfia dal dott. Harold Scheie che correggerà il difetto. | |
| A Bologna assemblea a Lettere. Si consolida il fronte studenti-ANPUI-UNAU. | |
| mercoledì 8 febbraio 1967 | Riprende a Milano il processo ai fumetti “neri”. Kriminal, Satanik, Sadik & soci sono accusati di aver offeso il comune sentimento della morale e dell’ordine familiare; di aver istigato i lettori ad imitarli. La Terza sezione del Tribunale, presieduta dal Dott. Daniele, emana pesanti condanne per i direttori editoriali e i distributori. Dieci gli imputati di cui uno assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. Sei mesi di reclusione e ottocento mila lire di multa per uno degli imputati; cinque mesi e dieci giorni e settecento mila lire di multa per un altro; sette condanne a quattro mesi quindici giorni e settecento mila lire di multa. |
| A Bologna sciopero dei professori degli istituti medi e dei maestri delle scuole elementari per la riqualificazione professionale ed aumenti nel contesto di una mobilitazione nazionale. Si protrarrà fino al 9 compreso. | |
| giovedì 9 febbraio 1967 | Torino. Altra occupazione dell’Università per protestare contro la riforma universitaria del governo. Per venti giorni centinaia di studenti occupano palazzo Campana, sede delle Facoltà umanistiche. Su invito del rettore interviene la polizia per lo sgombero e la relativa chiusura della Facoltà. Gli studenti attuano la resistenza passiva con un colossale sit-in. Portati via di peso, duecento studenti saranno denunciati. A Bologna convegno nazionale delle segreterie dei consigli studenteschi delle facoltà di Chimica e Chimica industriale nelle aule occupate (9-10-11 febbraio). |
| Va in onda alle 21.50 “Tribuna Politica” con la partecipazione della DC (Flaminio Piccoli) e del PCI (Emanuele Macaluso). Moderatore Ugo Zatterin. Il tema per il dibattito è stato così stabilito: “La Repubblica ha compiuto ventanni. L’Italia è cambiata: quali sono oggi le prospettive del paese?”. | |
| venerdì 10 febbraio 1967 | A Bologna in concomitanza con la fine dello sciopero di ANPUI e UNAU, cessano le occupazioni di Matematica, Magistero, Fisica. Restano occupate: Lettere, Chimica e Chimica industriale. Il comitato universitario di lotta decide di costituire comitati di facoltà con la partecipazione di studenti, professori incaricati e assistenti di ogni singola facoltà. Tra le richieste inoltrate al Rettore c’è l’ingresso, nei Consigli di facoltà, dei rappresentanti dei liberi docenti e degli incaricati. |
| sabato 11 febbraio 1967 | Alla Sapienza di Pisa, alle cinque del mattino, la polizia autorizzata dal rettore prof. Alessandro Faedo entra cacciando gli 80 studenti rappresentanti delle facoltà occupate. Gli studenti usciti ordinatamente vengono identificati e fotografati. |
| Oberstdorf, Germania: il norvegese Lars Grini di 22 anni è il primo uomo a raggiungere i 150 metri nel salto con gli sci. | |
| domenica 12 febbraio 1967 | |
| lunedì 13 febbraio 1967 | Gli Stati Uniti riprendono i bombardamenti sul Vietnam del Nord. |
| Ad Ascoli Piceno, denunciate 25 persone di cui 17 colpite da mandato di arresto; sequestrati ingenti quantitativi di vino; chiuse sette cantine vinicole. Feccia, acidi e ammoniaca nel vino sofisticato dei Ferrari. Uno dei produttori vinicoli più noti d’Italia. Testimonial delle pubblicità televisive erano lo scrittore Gianni Granzotto e il noto attore Carlo Campanini: “Il buon vino Ferrari. Allegria in tavola con Rubello Ferrari”. Ci si comincia a porre il problema della “irresponsabilità della Televisione”. nei confronti della genuinità dei prodotti propagandati. “Per cui a Carosello o a Tic Tac o ad Arcobaleno tutto è ottimo, tutto proviene direttamente da Madre Natura” (d.l., l’Unità, 15/02/1967, p. 5). L’Italia è l’unico paese moderno in cui non esiste ancora nessuna tutela del consumatore. | |
| Pierre Vanderburie, presidente dell’UNEF, l’Unione nazionale degli studenti francesi, viene arrestato a Madrid dove si era recato per esprimere solidarietà ai colleghi spagnoli. A Bologna liberata Chimica industriale. Il Consiglio di facoltà accetta la partecipazione di un assistente e di uno studente. | |
| martedì 14 febbraio 1967 | Giovanna Agusta, 21 anni, figlia dell’industriale delle moto MV ed elicotteri, fugge in Belgio per raggiungere l’ex calciatore di colore del Milan Josè Germano, ora in forza allo Standard Liegi, col quale è clandestinamente fidanzata da quattro anni. Da Milano, al suo inseguimento, è partita anche la madre, un avvocato e un dirigente del Milan. |
| A Bologna tavola rotonda al “Centro d’arte e cultura” con la partecipazione del prof. B. Andreatta il quale propone un potere consultivo e non decisionale per gli studenti. Corteo degli studenti dell’ITIS e del Liceo Malpighi. | |
| mercoledì 15 febbraio 1967 | Fissato a Roma il processo d’Appello contro Don Lorenzo Milani Comparetti e Luca Pavolini, già assolti in primo grado con formula piena, dall’accusa di concorso in istigazione a commettere reati. Tutto nacque da una lettera di Don Milani pubblicata su Rinascita in cui si difendevano gli obiettori di coscienza dall’accusa di vigliaccheria lanciata da un gruppo di cappellani a riposo. Don Milani gravemente malato non è in grado di presentarsi in aula e il processo viene rinviato. |
| A Bologna il Consiglio di facoltà di Lettere attua la serrata contro le agitazioni. | |
| Dopo quattro anni di lavoro il regista russo Andrei Tarkovski termina il film sulle vita del pittore del XV secolo Andrei Rubliov. | |
| giovedì 16 febbraio 1967 | A Bologna Il Senato accademico concede commissioni paritetiche ovunque. Gli studenti di Lettere decidono di abbandonare l’occupazione alla fine della settimana. Si mobilitano gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti con un corteo cittadino. Il Consiglio studentesco di Scienze politiche chiede nuove cattedre per far fronte all’aumento degli studenti. |
| venerdì 17 febbraio 1967 | Questi i prezzi di alcuni prodotti acquistabili nei supermercati Standa: Pasta 453 gr (Lit. 75); Tonno con piselli e fagioli 105 gr (Lit. 60); Fagioli borlotti lessati gr. 400 netto (Lit. 75); Funghi all’olio d’oliva gr. 130 netti (Lit. 180); Olio d’oliva lt. 0,9 (Lit. 550); Prosciutto crudo nostrano ht. 1 (Lit. 250); Spalla cotta ht. 1 (Lit. 128); Mortadella “S.B.” ht. 1 (Lit. 49); Grana padano ht. 1 (Lit. 125); Formaggio da tavola d’importazione ht. 1 (Lit. 79); Pere allo sciroppo gr 400 netti (Lit. 100); Fruttino Milano kg 1 (Lit. 400); Marsala all’uovo bottiglia gr. 720 (Lit. 250); Latte condensato zuccherato gr. 250 netto (Lit. 150); Cafè do Brasil gr. 190 netto (Lit. 300) |
| Disposta dalla Procura generale un’inchiesta sullo scandalo SIFAR. Se ne occuperà personalmente il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma dott. Giuseppe Lattanzi. | |
| Ondata di maltempo in tutta Italia. Neve al nord e temporali al sud. A castellammare di Stabia il tendone del Circo Orfei è stato lacerato e abbattuto dalle forti raffiche di vento. Anche parte delle gradinate e delle tribune sono state abbattute. | |
| A soli trenta minuti dall’affissione del primo manifesto, con una telefonata all’Ufficio Affissioni del Comune di Roma, viene ordinato il sequestro del manifesto del film di Elio Petri A ciascuno il suo, ispirato al romanzo omonimo di Leonardo Sciascia. Il manifesto rappresenta un uomo e una donna abbracciati, senza alcuna pornografia. L’on. Amadei del PSU con un’interpellanza al Ministro degli Interni pone il problema della censura cinematografica. Il processo per direttissima si terrà il 25 febbraio dinanzi alla IV Sezione Penale del Tribunale di Roma (giudice Testi, pubblico ministero Pedote). Il manifesto viene ritenuto “offensivo della pubblica decenza”. Il capo ufficio stampa della società distributrice della pellicola Alessandro Simeoni e lo stampatore del cartellone Gino Guadagno vengono condannati ciascuno a 150 mila lire di ammenda. | |
| sabato 18 febbraio 1967 | A Firenze giornata di protesta indetta dai numerosi comitati di quartiere unitari sorti nei vari rioni della città dopo l’alluvione di novembre 1966. Fine della protesta è richiamare l’attenzione dei responsabili locali e nazionali della cosa pubblica sulla situazione a tre mesi dagli eventi. 350 famiglie si trovano ancora in alloggi di emergenza, molti nuclei famigliari sono divisi, 700 famiglie sono albergate in abitazioni non ancora dotate dei necessari servizi e sotto l’incubo dello sfratto, tremila famiglie vivono in coabitazione e in case umide e malsane (fonte l’Unità). |
| Il fisico Robert J. Oppenheimer, che fu a capo del Progetto Manhattan per la costruzione della prima bomba atomica americana, muore all’età di 62 anni nella sua casa di Princeton. | |
| domenica 19 febbraio 1967 | Renato Longo conquista a Zurigo per la quinta volta la maglia iridata del ciclocross. |
| Franco Bitossi corridore della Filotex vince il Trofeo Laigueglia, prima gara della stagione. | |
| lunedì 20 febbraio 1967 | Sulla stampa americana escono clamorose rivelazioni sui fondi degreti della CIA e sui finanziamenti a partiti e organizzazioni nel mondo. Il noto columnist Drew Pearson scrive: “Sottobanco forti somme di denaro inviate in Italia per le campagne elettorali democristiane”. La DC smentisce. |
| Il procuratore della Repubblica di Lodi, Dott. Novello, dispone il ritiro delle copie del libro “Tropico del cancro” di Henry Miller, presso la casa editrice e su tutto il territorio nazionale. Le motivazioni sono così sintetizzate: “l’opera è priva di qualsiasi fondamento artistico e si basa esclusivamente sulla più smaccata oscenità. Alcune frasi contenute nel volume superano ogni immaginazione, sono irripetibili e offendono il pudore e la morale secondo il comune sentimento”. | |
| Altri fermenti a Pisa e nei dintorni. Sono ancora contestazioni studentesche: e qui si costituisce il gruppo (poi in Movimento nel luglio del ’69) di Potere Operaio (PotOp), un nucleo nascente della “nuova sinistra” guidato da ORESTE SCALZONE, FRANCO PIPERNO (Segretario Nazionale), ANTONIO NEGRI e VALERIO MORUCCI che diedero vita anche all’omonimo giornale che usci fino al 1973. Quello di Negri, un collettivo operaio, riteneva che ormai la lotta non doveva più seguire le logiche della politica parlamentare ormai ritenute tutte battaglie consumate, ma portate al di fuori delle istituzioni, affidandosi alla spontaneità degli operai, a una avanguardia in grado di sostenere, con coraggio e a proprio rischio uno scontro frontale contro l’apparato repressivo dello Stato. In parallelo sorge anche il gruppo pisano di ADRIANO SOFRI che si estende nei vari gruppi delle Università del nord, poi nel settembre 1969 a Torino darà vita a Lotta Continua, anche questo un Movimento con un omonimo settimanale che nel ’72 si trasformò in un quotidiano; il più seguito dalle giovani generazioni. Fra i fondatori oltre a ADRIANO SOFRI, troviamo ROMANO LUPERINI e UMBERTO CARPI, già della rivista “Nuovo impegno”. Sono due gruppi (non ancora movimenti) studenteschi ormai già fuori dalle vecchie gerarchie dei partiti storici. Vogliono un proprio spazio e agiscono in piena autonomia. Hanno nuove idee (alcune frange stravedono per quelle cinesi) e applicano nuove strategie. Sono entrambi convinti che le condizioni oggettive per l’avvento del comunismo siano ormai mature. Ora devono creare quelle soggettive e ritengono che il proletariato occidentale spetti dare inizio alla rivoluzione mondiale contro “l’imperialismo”. Insomma i due gruppi spargono intorno a se’ una cultura della politica guerreggiata, dove la parola d’ordine è “mai più senza fucile”, mentre RENATO CURCIO è ancora più chiaro “chi non possiede potenza di fuoco non possiede nemmeno peso politico”. A Bologna riprendono le attività a Lettere. Espulsi dal PSIUP tre “estremisti maoisti”: D. Bigalli, G. Buselli, P. Caneti. Solidarietà della sinistra del partito (G. Scalia, F. Stame) |
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| Il presidente indonesiano Sukarno firma un documento con il quale trasferisce i poteri di capo dello stato e del governo al genrale Suharto. Il documento verrà reso noto solo il 22 febbraio. | |
| martedì 21 febbraio 1967 | Scotland Yard cambia sede a Londra. Dal vecchio edificio con le torri merlate di fronte al Tamigi ad un moderno pazzo in vetro cemento di venti piani in Victoria Street. |
| All’Eliseo di Roma si esibisce Ravi Shankar il musicista indiano di Sitàr, strumento indiano che deve la sua improvvisa popolarità ai Beatles che l’hanno utilizzato in Revolver. In Italia ne ha fatto uso anche l’Equipe 84. | |
| Sul secondo canale va in onda “Dentro l’America”, una discussione tra l’avvocato americano Mark Lane e i giornalisti Piero Ottone e Alberto Ronchey. Si discute dell’assassinio di J.F. Kennedy e delle critiche al Rapporto Warren. “Un quadro impressionante di questa amarissima America nella quale i ‘tutori della legge’ costruiscono false verità, i testimoni pericolosi vengono eliminati da ‘qualcuno’ che addirittura inietta loro il cancro; si fabbricano false registrazioni (come quella attribuita a Ruby sul letto di morte) e ci si specula sopra”. (g.c., A video spento, l’Unità, 23 febbraio 1967, p. 9) | |
| mercoledì 22 febbraio 1967 | Pierpaolo Pasolini, regista dell’episodio “La ricotta” del film “Rogopag” viene ritenuto dalla Corte di Cassazione responsabile di vilipendio della religione, concedendo però l’amnistia. Il regista in primo grado era stato condannato a 4 mesi di reclusione. La Corte d’appello aveva ribaltato la sentenza assolvendo il regista con formula piena. |
| giovedì 23 febbraio 1967 | A “Giovani”, la trasmissione su TV 2° delle 21.15 si discute sui “capelloni”. Un servizio di Zavoli sui “beatniks” e uno su materiale raccolto a Bologna. |
| venerdì 24 febbraio 1967 | Sul Washington Post viene pubblicato un editoriale di Walter Lippmann intitolato “Spionaggio e sporchi trucchi”. In esso si sostiene che la CIA abbia finanziato in occasione di diverse campagne elettorali alcuni fra i principali candidati della democrazia Cristiana. |
| sabato 25 febbraio 1967 | Manifestazione per il Vietnam a Milano, al teatro Odeon, organizzata dalla consulta per la pace. Lanciata una petizione al parlamento. |
| domenica 26 febbraio 1967 | Massici bombardamenti navali nel nord del Vietnam. |
| La cantante Dalida, legata sentimentalmente a Luigi Tenco, tenta di uccidersi ingerendo una forte dose di barbiturici in una stanza dell’hotel parigino George V. | |
| lunedì 27 febbraio 1967 | Viene istituito il CIPE, Comitato Interministeriale Programmazione Economica. Il 17 marzo si vara alla Camera il primo Piano Quinquennale di sviluppo con 306 sì, 203 no e 9 astenuti. Ma il 12 maggio in un convegno a Milano indetto dalla DC dorotea, gli imprenditori criticano l’”economia programmata”, che vorrebbero invece “concertata” (dicono da loro “indicata meglio!”). Ma il 25 luglio la Camera cammina diritta, approva il programma economico di sviluppo quinquennale nonostante l’astensione dei deputati CGIL nel PCI e nel PSU. Il Cipe il 28 luglio darà l’approvazione all’IRI per la costruzione di uno stabilimento per la costruzione di automobili; l’Alfasud di Pomigliano d’Arco a Napoli. Non rimane certo indifferente la Fiat che vede in questo progetto lo Stato come suo concorrente, e indica che è un vero e proprio sperpero di denaro pubblico. Infatti sostiene che il mercato è già saturo e che è più agguerrita la concorrenza straniera. E che comunque se verrà accantonato questo progetto concorrenziale la Fiat stessa si impegna a fare un grande piano di investimenti nel Sud. Non verrà ascoltata. Lo stabilimento Alfasud vedrà la luce e vi si produrranno auto sempre con i conti in rosso. Le auto andranno sul mercato a un prezzo politico, si disse, alla metà del costo produzione. Finche’ dopo tredici anni di perdite con un management improvvisato, quindi incapace, si giunse alla decisione di venderla. Nel 1980 si prese in considerazione un’offerta non della Fiat ma della giapponese Nissan ( vedi il 1980 ) poi dopo sei anni nell’86 si trattò con la Ford. Ma andò tutto alla Fiat. Si sprecarono capitali enormi e si persero venti anni prima di cederla infine all’azienda torinese. Se presa in considerazione fin da quest’anno la Fiat poteva aspirare a diventare una delle più grandi case automobilistiche del mondo. Siglò l’acquisto nel’86, quando all’estero avevano già attuato grandi concentrazioni, fusioni, investimenti colossali, produzioni unificate, adottato tecnologie avanzate e nel frattempo erano già sbarcati in Europa anche i giapponesi. |
| Braccianti, operai e studenti in corteo a Lecce. | |
| martedì 28 febbraio 1967 | L’inviato de l’Unità a Mosca Enzo Roggi scrive un articolo che verrà pubblicato il 1° marzo intitolato: “Perché a Mosca non c’è il problema dello ‘smog’”, in cui si sostiene che contrariamente alle altre grandi città come Londra, Parigi, New York e amche Milano, nella capitale sovietica il problema dell’inquinamento è stato risolto. Il fumo degli scappamenti delle auto è filtrato da un “neutralizzatore” che blocca le sostanze tossiche prima che siano rilasciate nell’atmosfera. “Il Comitato della Scienza e della Tecnica ha espresso la certezza che prima che l’URSS raggiunga il previsto livello di un milione di autovetture all’anno (cioè prima del 1970) il neutralizzatore sarà entrato a far parte del normale corredo automobilistico. Le città sovietiche brulicheranno di auto ma l’atmosfera rimarrà egualmente pulita”. |
| Sciopero dei trasporti in tutta Italia per il rinnovo del contratto. | |
| mercoledì 1 marzo 1967 | La Immediate, un’etichetta di proprietà di Andrew Loog Oldham il manager dei Rolling Stones pubblica l’album The thoughts of Emerlist Davjack (I pensieri di Emerlist Davjack) che segna il debutto in proprio dei Nice, fino a quel momento considerati la band d’accompagnamento della cantante soul americana P.P. Arnold. Molti sono gli elementi di curiosità di questo disco dalle sonorità nuove, e ricche di contaminazioni di jazz, blues, rock e musica classica. Uno dei brani più originali viene anche pubblicato in singolo con buoni risultati. È Rondo, una versione rock del famoso brano Blue rondo a la turk di Dave Brubeck. Al di là del valore musicale, l’argomento che più intriga stampa, critici e pubblico è l’identità del misterioso Emerlist Davjack cui è dedicato l’album. C’è chi si lancia in avventurose ipotesi la più esotica delle quali parla della figura di un principe-filosofo indiano. Ben orchestrata da un volpone come Oldham la storia va avanti per un po’, fino a quando qualcuno, confrontando i nomi dei componenti della band scopre l’arcano. Il nome del fantomatico principe filosofo indiano, infatti, può essere spezzato in “Emer – List – Dav – Jack”, vale a dire l’inizio dei cognomi dei quattro componenti della band: il tastierista Keith Emerson, il chitarrista Dave O’List, il batterista Brian “Blinky” Davison e il bassista Keith “Lee” Jackson. L’album consolida una popolarità che il gruppo si è da tempo conquistato nei concerti dal vivo, ma segna anche l’inizio della crisi nei rapporti interni. Pochi mesi dopo Dave O’List, sempre più prigioniero di paranoie indotte dalla sua tossicodipendenza, lascia i compagni. Dopo un inutile tentativo di sostituirlo con Malcom Langstaff, decidono di continuare come trio strumentale. In questo periodo il leader della formazione è Keith Emerson, un tastierista di formazione classica che guida i Nice sulla strada di uno stile che verrà definito “rock sinfonico”. La loro storia non durerà a lungo. Dopo un paio d’album nel 1970 annunceranno l’intenzione di fermarsi per un po’. Lo scioglimento temporaneo diventerà definitivo. Keith Emerson continuerà a dar forma alle proprie intuizioni e troverà due nuovi compagni: il chitarrista Greg Lake, già con i King Crimson e il batterista Carl Palmer proveniente dagli Atomic Rooster. Insieme formeranno una delle band più importanti degli anni Settanta: Emerson, Lake & Palmer. (Gianni Lucini) |
| Sulla rete 2 della RAI alle 22,30 va in onda “Orizzonti della Scienza e della Tecnica”. Tema: l’ibernazione. Infatti un professore americano di psicologia, ammalato di cancro, ha predisposto che alla sua morte il suo corpo venga ibernato, nella speranza di essere riportato in vita quando sarà stata scoperta una cura sicura contro il cancro. Negli Stati Uniti si discute molto della criobiologia. Interverranno il prof. Leslie Rudolf dell’Università della Virginia e il prof. Maspes dell’Università di Milano. | |
| giovedì 2 marzo 1967 | L’attore Sean Connery (interprete dei film di 007, James Bond), invia una lettera al leader dei nazionalisti scozzesi George Leslie, nella quale prende apertamente posizione a favore dell’autonomia della Scozia dalla Gran Bretagna. |
| venerdì 3 marzo 1967 | La prima volta di Cuchillo, l’eroe di una generazione. Viene proiettato per la prima volta in pubblico “La resa dei conti”, il primo western diretto da Sergio Sollima nel quale si racconta la storia di una caccia all’uomo cercando di dare voce alle ragioni della preda, alle sue paure e anche alle sue furbizie. Il film lancia un personaggio destinato a calamitare l’attenzione del pubblico giovanile dell’epoca. Si tratta del peone messicano Cuchillo, quella che sembra la vittima predestinata, che diventa l’eroe dei giovani della fine degli anni Sessanta, in particolare di quelli più politicizzati, e viene citato anche in opere letterarie e teatrali. La frase con cui il peone messicano irride il suo cacciatore, «Non mi prenderai mai, Cuchillo se ne va!» diventa un sorta di tormentone presso una generazione che ha iniziato a mettere in discussione i rapporti con i genitori, con gli insegnanti e con le autorità in genere e che pochi mesi dopo comincerà a mettere in discussione l’intera struttura sociale e civile dell’Italia della ricostruzione e del dopoguerra. Il messicano capace di mettere nel sacco gli inseguitori si trasforma così nell’eroe preferito da molti giovani impegnati nei movimenti studenteschi e sociali di quel periodo di lotte e contestazioni che è destinato a restare nell’immaginario collettivo con il nome di Sessantotto. La sua popolarità è tale che il movimento politico d’estrema sinistra Lotta Continua lo adotta come simbolo. Proprio la popolarità di Cuchillo convincerà Sollima a riportare sullo schermo l’anno dopo il fortunato personaggio in “Corri uomo corri”. |
| Un attacco aereo americano in Vietnam provoca la morte di 105 civili e il ferimento di altri 175 nel villaggio di Lang Vei. | |
| La cantante Dalida esce dal coma. | |
| sabato 4 marzo 1967 | |
| domenica 5 marzo 1967 | Manifestanti per la pace in Vietnam aggrediti dalla polizia a Firenze. |
| Elezioni in Francia. 47% alle sinistre, 39 % ai gollisti. | |
| lunedì 6 marzo 1967 | Nuova Delhi: Svetlana Alliluyeva, figlia del dittatore Stalin, recatasi in India per portare le ceneri del suo terzo marito, chiede asilo politico all’ambasciatore degli Stati Uniti. Il 12 marzo sull’Unità m.f. scrive: “La notizia è di quelle che, comunque, addolora tutti quelli che non considerano l’URSS un paese qualsiasi, l’espressione geografica di una grande potenza, ma anche, come è, il grande simbolo di una grande idea“. |
| martedì 7 marzo 1967 | In una casupola ai margini dell’abitato di Monte Mario a Roma, i carabinieri grazie ad una soffiata, scovano Cimino e i suoi complici Franco Torregiani e Mario Loria, autori dell’assassinio per rapina dei fratelli Menegazzo, avvenuto il 17 gennaio 1967. Francesco Mangiavillani (François) verrò arrestato il 3 aprile ad Atene insieme alla compagna. |
| mercoledì 8 marzo 1967 | |
| giovedì 9 marzo 1967 | Sospesi 50 universitari a Pisa per la occupazione della Sapienza. |
| venerdì 10 marzo 1967 | Sul primo canale RAI nell’ambito della Tv dei ragazzi va in onda il telefilm Thierry La Fronde (episodio: Al di fuori della legge). |
| sabato 11 marzo 1967 | Londra: I Pink Floyd realizzano il primo singolo: Arnold Layne. |
| domenica 12 marzo 1967 | Corteo a Firenze per la pace nel Vietnam e contro le violenze poliziesche. |
| lunedì 13 marzo 1967 | Forte avanzata elettorale della sinistra in Francia. |
| martedì 14 marzo 1967 | Sciopero di due giorni all’Università di Trento per il Vietnam. |
| mercoledì 15 marzo 1967 | Le autorità accademiche dispongono la chiusura dell’Ateneo a Trento. |
| giovedì 16 marzo 1967 | |
| venerdì 17 marzo 1967 | |
| sabato 18 marzo 1967 | |
| domenica 19 marzo 1967 | Raccolte a Roma migliaia di firme per la pace nel Vietnam. |
| lunedì 20 marzo 1967 | Violenti scontri a Roma tra polizia e “capelloni” a Piazza di Spagna. |
| martedì 21 marzo 1967 | |
| mercoledì 22 marzo 1967 | Sanguinosa battaglia ai confini con la Cambogia tra truppe americane e vietnamite. |
| giovedì 23 marzo 1967 | Brian Poole, fino a quel momento cantante del gruppo Brian Poole & The Tremeloes, pubblica That reminds me baby il suo primo disco da solista. Anche sul piano formale viene così a perfezionarsi il divorzio tra la band che era stata preferita della Decca ai Beatles e il suo cantante e frontman. In molti pensano che la pubblicazione del singolo segni, nei fatti, la fine dell’avventura del gruppo nato nel 1959 e l’inizio di una lunga e fortunata carriera solista per Brian. Non sarà così. L’esperienza solistica di Brian Poole è destinata a esaurirsi rapidamente senza lasciare traccia, o quasi. La delusione sarà così cocente che il ragazzo deciderà per qualche tempo di abbandonare le scene e di tornare a lavorare nella macelleria della sua famiglia. Strano destino, visto che al momento della separazione i più disperati sembrano i suoi ex compagni: i chitarristi Alan Blakely e Rick West e il batterista Dave Munden. I tre, dopo un primo momento di incertezza, decidono di continuare con il nome di The Tremeloes. Incuranti dello scetticismo generale e dell’aperta ostilità della Decca, la loro casa discografica, che si rifiuta di assecondarli ritenendoli destinati all’insuccesso, serrano le fila e si riorganizzano. Inseriscono in formazione il bassista Len “Chip” Hawkes e, vista la determinazione della Decca di puntare tutte le sue carte sul loro ex leader, cercano e trovano ospitalità in un’etichetta concorrente, la CBS. In quello stesso 1967, mentre Brian Poole fatica, nonostante lo sforzo promozionale, ad affermarsi, i “nuovi” Tremeloes pubblicano Here comes my baby, un brano composto da un autore fino a quel momento sconosciuto che risponde al nome di Cat Stevens. Il singolo vende oltre un milione di copie ed entra in classifica sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti. Senza il suo carismatico leader la band si rivela una forza della natura , mentre Brian Poole, privato della sua band, si è tramutato in uno dei tanti modesti cantanti che animano la scena musicale britannica di quel periodo. Non è finita qui perché, sull’onda del successo ottenuto, i Tremeloes coglieranno una serie di successi impressionanti con brani come Silence is golden, Even the bad times are good, Suddenly you love me e My little lady. Il periodo d’oro durerà fino ai primi anni Settanta quando, di fronte all’affermarsi di nuovi stili, personaggi e gusti musicali, sceglieranno di non rinnovarsi e di continuare a ripetersi all’infinito. (Gianni Lucini) |
| venerdì 24 marzo 1967 | |
| sabato 25 marzo 1967 | |
| domenica 26 marzo 1967 | |
| lunedì 27 marzo 1967 | |
| martedì 28 marzo 1967 | Pubblicata l’enciclica “Populorum Progressio”: PaoloVI si pronuncia per lo sviluppo pacifico dei popoli. «Lo sviluppo non si riduce alla sola crescita economica». |
| mercoledì 29 marzo 1967 | |
| giovedì 30 marzo 1967 | In concomitanza con l’arrivo a Roma del vice di Johnson, Humphrey, il “Comitato per la pace e la libertà nel Vietnam” organizza una manifestazione al Colosseo. |
| venerdì 31 marzo 1967 | Duro intervento della polizia contro i giovani che manifestano a Palazzo Chigi per il Vietnam. |
| Che cos’è un “package tour”? È una sorta di “offerta speciale” per il pubblico che mette insieme artisti diversi sullo stesso palco. Il 31 marzo 1967 all’Astoria Theatre di Londra, in Finsbury Park fa il suo debutto un “package tour” con un pacchetto di artisti che sembra compilato appositamente per attrarre spettatori di ogni tipo e gusto. In una sorta di azzardata compilation, infatti, si alternano sul palco i Walker Brothers, il re del pop melodico Engelbert Humperdinck, il cantautore Cat Stevens non ancora convertitosi all’Islam e Jimi Hendrix con gli Experience. Una tale mescola di stili e generi musicali oggi farebbe accapponare la pelle, ma in quel periodo non è dissimile da altri “package”. È comunque certo che nessuno ricorderebbe quello spettacolo se Hendrix non l’avesse marchiato a fuoco, non solo per modo di dire. Fin dalle prime battute il chitarrista, da pochi mesi trasferitosi in Gran Bretagna alla corte di Chas Chandler, l’ex chitarrista degli Animals suo scopritore, estimatore e manager, fatica a reprimere la noia per quanto accade sul palco. Jimi detesta i tempi contingentati di quel genere di spettacolo e, ancor di più, non sopporta la superficialità con la quale il pubblico digerisce tutto. Quando sale sul palco è teso come un elastico. Mentre il basso di Noel Redding e la batteria di Mitch Mitchell pompano blues a tutta forza, Hendrix impressiona per il suo modo di trattare la chitarra. Spinge al massimo il volume degli amplificatori, lavora sulla distorsione del suono e introduce cacofonie mai ascoltate prima. Di fronte a tanta forza gli spettatori sono divisi. C’è chi si lascia catturare dal suo carisma trascinante e chi manifesta a gran voce il suo disappunto. Jimi, sul palco, non si cura di nulla. La sua attenzione principale è concentrata sulla chitarra. Ne sfrega le corde contro l’asta del microfono, la stimola, la maltratta, la avvicina alla bocca e inizia a suonarla con i denti. Quando l’ultimo brano sta per finire appoggia la chitarra per terra, si inginocchia e le dà fuoco. La fiammata sembra avvolgerlo. Jimi si alza e guarda emozionato il suo strumento che brucia mentre gli amplificatori ne rimandano l’ultima lancinante distorsione. Poi si alza e se ne va. Il pubblico non s’è accorto, ma le sue mani sono state investite dalla prima fiammata. Rientrato tra le quinte dovrà essere accompagnato all’ospedale per essere medicato. Il “numero” della chitarra bruciata diventerà un classico delle sue esibizioni. (Gianni Lucini) | |
| sabato 1 aprile 1967 | Manifestazioni a Milano, Torino, Genova e Firenze per la pace e la libertà in Vietnam. |
| domenica 2 aprile 1967 | 25000 in corteo a Bologna per il Vietnam. |
| lunedì 3 aprile 1967 | |
| martedì 4 aprile 1967 | Durante una dimostrazione a New York, per la prima volta Martin Luther King prende pubblicamente posizione contro il conflitto in Vietnam, sottolineando nel suo discorso la drammatica contraddizione tra una guerra combattuta per la democrazia e la libertà di un paese lontano migliaia di chilometri e la condizione di discriminazione e di violazione dei diritti umani in cui vivono i neri d’America. |
| Si costituisce la società editrice di “Avvenire” con la denominazione di Nuova Editoriale Italiana S.p.A. (Nei). All’atto della costituzione il consiglio di amministrazione è composto da Monsignor Giuseppe Bicchierai (presidente), monsignor Renato Corbella e Adina Pegorari. La scelta è stata fatta: di lì a poco il quotidiano della diocesi di Milano e “L’Avvenire d’Italia” si sarebbero chiusi per lasciar spazio ad “Avvenire”. | |
| mercoledì 5 aprile 1967 | Ad Amsterdam i marines olandesi aggrediscono con violenza una trentina di giovani capelloni e li sottopongono al taglio forzato dei capelli. |
| Grande ondata di lotte in Francia. | |
| giovedì 6 aprile 1967 | |
| venerdì 7 aprile 1967 | Scontro aereo fra israeliani e siriani nel cielo di Damasco. |
| sabato 8 aprile 1967 | |
| domenica 9 aprile 1967 | Manifestazione a Bari per il Vietnam. |
| A Nashville la polizia spara contro gli studenti negri. | |
| lunedì 10 aprile 1967 | |
| martedì 11 aprile 1967 | |
| mercoledì 12 aprile 1967 | Cortei per il Vietnam a Roma e Firenze. |
| In Grecia manifestazioni per la democrazia. | |
| giovedì 13 aprile 1967 | A Montevideo manifestazioni degli studenti universitari contro l’imperialismo americano |
| Sarà un caso, ma i veri guai giudiziari per i Rolling Stones iniziano proprio nel 1967, l’anno in cui dimostrano la loro disponibilità a suonare nei paesi dell’Est accettando di esibirsi a Varsavia. Non sono la prima rockband britannica che accetta l’invito delle autorità dei paesi del “socialismo reale” (i primi sono stati qualche anno prima i Manfred Mann), ma certamente la loro è una presenza che non può passare inosservata. L’invito rivolto dalle autorità polacche alla più provocatoria band del panorama mondiale rischia di compromettere anche il lavoro dei media che tendono ad accreditare l’immagine dell’Europa dell’Est come di un’enorme caserma grigia e impermeabile alle novità. Per questo Mick Jagger e compagni sono sottoposti a più d’una pressione da parte degli ambienti politici britannici perché annullino il concerto di Varsavia. E che le pressioni non siano soltanto verbali lo prova la prima perquisizione nelle loro case e la prima denuncia per possesso di droga, che hanno luogo un paio di mesi prima della partenza per la Polonia. I Rolling Stones, però, hanno la testa più dura delle autorità britanniche. Pur precisando che «Non c’è niente di politico. Noi suoniamo per i giovani che sono uguali dovunque…», si presentano puntuali sul palco allestito nel Palazzo della Cultura di Varsavia il 13 aprile 1967 accolti da migliaia di fans in delirio. Va peggio all’esterno dove la polizia usa le maniere forti, con manganelli e lacrimogeni, per contenere l’assalto di duemila giovani senza biglietto che cercano di entrare. Le scaramucce degenerano in scontri ripetuti fino al termine del concerto. L’eccezionalità dell’avvenimento attira nel Palazzo della Cultura molti giornalisti che per la prima volta assistono a un’esibizione dei Rolling Stones e abbondano in colore descrivendo l’ambiente come una bolgia infernale in stato d’assedio. Le critiche più accese si appuntano sulla violenta repressione all’esterno, che viene considerata emblematica dei rapporti tra l’autoritarismo dello stato e il desiderio di libertà delle giovani generazioni. Diversi saranno i commenti dei Rolling Stones: «Il concerto? Eccezionale. Gli incidenti? Normali episodi di esuberanza giovanile e ottusità della polizia. Sono successi episodi simili a Blackpool, a Belfast, a l’Aia, a Toronto, a Rochester, a Vienna, a Parigi e ad Halsinborg… Non c’è niente di nuovo. I giovani sono esuberanti in tutto il mondo e la polizia non brilla per comprensione in nessun paese del mondo…». (Gianni Lucini) | |
| venerdì 14 aprile 1967 | Per protestare contro dei provvedimenti disciplinari gli studenti abbandonano la Normale di Pisa. |
| Inviati altri 40000 marines in Vietnam | |
| sabato 15 aprile 1967 | Manifestazioni per il Vietnam a Roma, Torino e Palermo. |
| A New York 500000 persone manifestano per la pace nel Vietnam. | |
| Colto da un malore sul set del film “Capriccio all’italiana” Totò muore nella sua casa di Roma il 15 aprile 1967, intorno alle tre e mezzo del mattino per una devastante serie di attacchi cardiaci. Alle 11,20 del 17 Aprile 1967 la salma è trasportata nella chiesa di Sant’Eugenio in Viale delle Belle Arti. Sulla bara ci sono la sua bombetta e un garofano rosso. La cerimonia ufficiale è limitata ad una semplice benedizione perché le autorità religiose non possono accettare la suo convivenza con la Faldini senza matrimonio. Nel pomeriggio la salma arriva a Napoli accolta, già all’uscita dell’autostrada e alla Basilica del Carmine, da una folla enorme. Totò viene sepolto nella cappella De Curtis al Pianto, il cimitero di Capodichino sulle alture di Napoli. Finisce qui la storia di uno dei più importanti personaggi dello spettacolo italiano. Totò nasce il 15 febbraio 1898 nel rione Sanità, a Napoli, al n. 109 di via Santa Maria Antesaecula. Figlio di Anna Clemente, viene registrato con il nome di Antonio Clemente perché il padre naturale, Giuseppe De Curtis, figlio di un marchese e costretto a dipendere dalle finanze del genitore perché senza lavoro, non può riconoscerlo pena la perdita del sostegno finanziario indispensabile a sopravvivere. Totò cresce tra i vicoli di Napoli, e per i compagni delle avventure d’infanzia il suo nome è già quello che poi diverrà quello artistico. Finite le elementari se ne va in collegio dove un insegnante boxando per scherzo con lui gli rompe il setto nasale definendo inconsapevolmente quella che sarà una linea caratteristica della sua maschera comica. Quando sale sul palcoscenico porta ancora i calzoni corti. A quindici anni debutta in uno dei piccoli teatri di Napoli. Con il nome d’arte di Clerment, derivato dalla storpiatura del suo cognome. Dopo l’interruzione dovuta alla Prima Guerra Mondiale, cui partecipa come fante, torna al teatro e nel 1928 finalmente può fregiarsi del cognome del padre diventando Antonio De Curtis visto che il suo genitore è diventato agente teatrale e si è reso economicamente indipendente dalla famiglia. Trasferitosi con la famiglia a Roma diventa uno dei protagonisti del teatro di varietà allargando pian piano a tutta Italia la popolarità del suo personaggio: una marionetta disarticolata, con la bombetta, il tight fuori misura, le scarpe basse e le calze colorate. Alle soddisfazioni della vita artistica fanno da contraltare le tragedie sentimentali come il suicidio per amore suo di Liliana Castagnola, una famosa cantante di café-chantant che si uccide nella notte del 3 dicembre del 1931 ingerendo barbiturici dopo una lite. Il drammatico episodio segnerà per sempre la vita di Totò che, oltre a far seppellire Liliana nella tomba di famiglia dei De Curtis imporrà il suo nome anche alla figlia avuta nel 1933 da Diana Bandini Lucchesi Rogliani. Nello stesso anno Antonio De Curtis viene adottato dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas, che gli concede il suo nome, in cambio di un vitalizio. In quel periodo forma anche una propria compagnia attraversando da dominatore gli anni d’oro dell’avanspettacolo. Anche il cinema si accorge di lui e nel 1937 lo chiama a interpretare “Fermo con le mani!”, il suo primo film cui segue due anni dopo “Animali pazzi”. Non ottengono un grande successo, ma segnano l’inizio di una carriera destinata a dargli nuove soddisfazioni a partire dal 1947 con “I due orfanelli”. La carriera cinematografica segna tutta la seconda parte della sua vita d’attore, che lo porterà ad essere protagonista di centodue film, trascurando definitivamente il teatro. Anche dal punto di vista sentimentale si apre una nuova epoca, segnata dalla felicità e dall’amore per la giovanissima Franca Faldini, che non sposerà mai ma l’accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni. La vita di Totò si chiude sul lavoro. (Gianni Lucini) | |
| domenica 16 aprile 1967 | |
| lunedì 17 aprile 1967 | |
| martedì 18 aprile 1967 | |
| mercoledì 19 aprile 1967 | |
| giovedì 20 aprile 1967 | |
| venerdì 21 aprile 1967 | Colpo di stato militare in Grecia. In risposta alla prevista vittoria elettorale dei socialisti di Geórgios Papandréu un golpe militare guidato dai colonnelli Papadopulos e Pattakos si impadronisce del potere. Inizia la dittatura dei colonnelli. |
| sabato 22 aprile 1967 | |
| domenica 23 aprile 1967 | Cortei per la pace e la libertà a Firenze e Genova. |
| lunedì 24 aprile 1967 | Manifestazioni antifasciste in tutta Italia. |
| martedì 25 aprile 1967 | Bombardate Hanoi e Haipong. |
| mercoledì 26 aprile 1967 | |
| giovedì 27 aprile 1967 | Nel corso del meeting di Accra (Ghana) vengono compiuti i primi passi per la fondazione dell’Economic Community of West African States (Ecowas), nel nome inglese, o Communautè Economique des Étates de l’Afrique Occidentale (Cedeso), nella dizione francese. Sono adottati gli “Articoli di Associazione per lo stabilimento di una Comunità Economica”; paesi firmatari sono: Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Ghana, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Togo. Il meeting terminerà il 4 maggio. |
| venerdì 28 aprile 1967 | Montreal (Canada): apre l’Expo 67, esposizione mondiale di architettura, design, tecnologia, cultura. In sei mesi avrà più di 50 milioni di visitatori. |
| sabato 29 aprile 1967 | Manifestazione a Madrid contro l’aggressione americana nel Vietnam. |
| L’underground londinese, stanco delle persecuzioni dei tutori dell’ordine pubblico e del fastidio con cui è vissuto dall’establishment musicale rompe gli indugi. Sono circa quaranta i gruppi che all’Alexander Palace danno vita a un gigantesco happening multimediale destinato a restare nella storia del rock. Si chiama “14 Hours Technicolour Dream” e vede tra i protagonisti Syd Barrett con i suoi Pink Floyd, Keith West e i Tomorrow, i Misunderstood di Tony Hill , gli scatenati Creation del chitarrista e sperimentatore Eddie Phillips, Hapshash & Coloured Hat, i Soft Machine, i Pink Fairies, i Social Deviants, Marc Bolan con i suoi John’s Children, i Purple Gang, i Syn di Peter Banks e Chris Squire e una lunga sequenza di gruppi destinati a vivere soltanto quel momento di gloria. Nell’agosto dello stesso anno si terrà a St. Tropez il più grande love-in europeo, al quale parteciperanno gran parte dei gruppi del sottobosco inglese presenti alla “14 Hours Technicolour Dream”. La mobilitazione dell’Alexander Palace fa seguito a sei mesi intensi di attività iniziati il 23 dicembre del 1966 quando John Hopkins, su suggerimento di Steve Stoliman, il proprietario dell’etichetta underground ESP di New York, inaugura l’UFO Club, un’organizzazione che ogni domenica pomeriggio apre le sale del Marquee agli “Spontaneous Underground”, uno spazio con palco, teatro, sala di proiezione e discoteca dove si esibiscono liberamente i gruppi del fertile tessuto underground. Sull’onda anche dell’iniziativa all’Alexander Palace le iniziative dell’UFO diventeranno il fulcro della vita artistica alternativa di Londra e nell’autunno del 1967 si trasferiranno nella più capiente Roundhouse, che però verrà quasi subito chiuso dalla polizia. Ma il seme ormai è gettato e la pianta crescerà da sola. (Gianni Lucini) | |
| domenica 30 aprile 1967 | Violenti scontri aerei ad Hanoi. |
| A Louisville il pugile Cassius Clay, campione del mondo dei pesi massimi, rifiuta vestire la divisa dell’esercito degli Stati Uniti. Muhammad Alì, come si fa chiamare dopo la sua conversione alla religione musulmana, non intende derogare dalla sua decisione. Spiega che non ha alcuna intenzione di combattere contro gli oppressi del Vietnam vestendo la divisa di un paese nel quale vigono ancora forme di discriminazione razziale. A nulla valgono le grandi pressioni messe in atto dalle autorità e dall’apparato mediatico-sportivo. Incriminato per renitenza alla leva il 20 giugno 1967 viene privato del titolo di campione del mondo e condannato al carcere. (Gianni Lucini) | |
| Per le strade di Roma corteo di studenti greci. | |
| lunedì 1 maggio 1967 | In occasione del 1 Maggio grandi manifestazioni antifasciste in Spagna. |
| martedì 2 maggio 1967 | Si apre a Stoccolma la sessione del Tribunale Russell per i crimini di guerra. |
| mercoledì 3 maggio 1967 | Il governo Moro impone il voto di fiducia sullo scandalo del SIFAR. |
| Il settimanale “Big” rivela che una studentessa dell’Istituto d’Arte di via Conte Verde a Roma è stata sospesa perché porta la minigonna. In realtà non si tratta di una ragazza qualsiasi e il provvedimento di sospensione non riguarda soltanto la minigonna. La studentessa infatti, oltre a indossare gonne corte balla in TV nelle Collettine di Rita Pavone e ha l’abitudine di protestare per i voti troppo bassi assegnati a lei e ai suoi compagni. Il nome della studentessa è Loredana Berté ed è destinato, comunque a diventare famoso indipendentemente dalle sospensioni scolastiche. (Gianni Lucini) | |
| giovedì 4 maggio 1967 | Oltre 25000 persone dimostrano, nel centro di Parigi, contro l’escalation militare americana in Vietnam. |
| venerdì 5 maggio 1967 | Una ragazza che guida può indossare la minigonna? No, secondo il severo esaminatore milanese che il 5 maggio 1967 rifiuta di ammettere la giovane Damiana Somenzi all’esame pratico di guida perché indossa una minigonna. La visione di un paio gambe, si sa, può turbare il sonno dei buoni padri di famiglia…. Che vergogna! Presidi, professori, parroci e genitori sono tutti d’accordo: quelle ragazze che masticano chewing gum e mostrano le gambe con disinvoltura sono la prova vivente della corruzione morale della società. Esplosa in Gran Bretagna nel 1964 la minigonna in Italia arriva un po’ più tardi e subito suscita sconquassi. Nel paese maschio per eccellenza la pelle delle gambe delle donne esposta agli sguardi di tutti assume il carattere di una provocazione e un’offesa ai costumi tradizionali, un evidente oltraggio alla morale e al buon senso. Chi porta la minigonna non può entrare a scuola, negli uffici pubblici, in Chiesa, né partecipare a manifestazioni religiose o civili. Il luogo principale dove si scatena l’offensiva moralistica è la famiglia, da sempre considerata il principale tutore delle regole di civile convivenza e della moralità diffusa. Le minigonne costano schiaffi, urla e castighi, ma le ragazze italiane degli anni Sessanta non sono più succubi dell’autorità famigliare, anzi la mettono apertamente in discussione. Contro il nuovo scandalo si mobilitano anche i giornali con campagne moralistiche e con analisi di presunti esperti che sostengono si tratti di una moda decisamente di cattivo gusto e destinata a non durare più di una stagione. I magazine giovanili replicano colpo su colpo e la società si spacca in due. Da un lato i severi censori e gli adulti ripropongono l’etica del sacrificio e della rassegnazione e dall’altra esplode la voglia di vivere e di cambiare regole che sembrano ormai insopportabili. Con la minigonna, ma non solo con quella, le ragazze italiane rivendicano la propria identità e fanno capire che l’adolescenza non può essere più considerata soltanto un fastidioso e inutile periodo di passaggio, quasi un limbo in attesa di diventare adulti. Quei pochi centimetri quadrati di stoffa diventano così un simbolo di liberazione. (Gianni Lucini) |
| sabato 6 maggio 1967 | |
| domenica 7 maggio 1967 | Manifestazioni in tutta Italia per la libertà del popolo greco. |
| lunedì 8 maggio 1967 | |
| martedì 9 maggio 1967 | |
| mercoledì 10 maggio 1967 | |
| giovedì 11 maggio 1967 | |
| venerdì 12 maggio 1967 | |
| sabato 13 maggio 1967 | I successi che va riscuotendo all’estero la formula del settimanale di notizie, primi fra tutti il tedesco “Der Spiegel” ed il francese “L’Express”, inducono editore e direttore ad intensificare la periodicità di “Panorama”: il giornale mondadoriano diventa un newsmagazine settimanale. |
| L’Unione Sovietica informa Nasser che gli israeliani stanno preparando una nuova guerra e che hanno intenzione di attaccare la Siria. In realtà, il rapporto che i sovietici inviano al leader egiziano sulle mire espansionistiche di Israele si rivelerà inesatto. Nasser, comunque, si prepara a scoraggiare qualunque pressione israeliana contro la Siria e il 18 maggio chiede il ritiro delle forze di pace dell’ONU stanziate nel Sinai. Il 20 gli egiziani si attestano sulla striscia di Gaza e il 22 Nasser annuncia la chiusura dello stretto di Tiran, indispensabile alle navi israeliane. (La storia siamo noi) | |
| domenica 14 maggio 1967 | Migliaia di manifestanti provenienti da 10 Paesi avviano in Danimarca una marcia di protesta contro l’aggressione americana nel Vietnam. |
| La copertina del settimanale “L’Espresso” titola: “14 luglio 1964: complotto al Quirinale. Segni e De Lorenzo preparavano il colpo di Stato”. Il giornalista Lino Jannuzzi rivela l’esistenza del piano Solo: un colpo di Stato che, grazie all’apparato del SIFAR, il servizio di sicurezza dell’esercito, sarebbe stato preparato nell’estate del 1964 con l’aiuto di De Lorenzo, allora comandante generale dei Carabinieri. “L’Espresso” sostiene la complicità del Presidente della Repubblica Segni nel tentato golpe che avrebbe dovuto favorire la nascita di un governo di destra e porre fine all’esperienza del centro-sinistra | |
| lunedì 15 maggio 1967 | Intervento della polizia contro gli studenti di Architettura a Roma: 36 fermati. |
| martedì 16 maggio 1967 | |
| mercoledì 17 maggio 1967 | Gli studenti di Architettura a Roma rientrano nella loro Facoltà dopo la serrata poliziesca e si riuniscono in assemblea permanente. |
| giovedì 18 maggio 1967 | Nasser (secondo Presidente della Repubblica d’Egitto, 16 gennaio 1956 – 28 settembre 1970), chiede la partenza dei caschi blu dell’ONU dall’Egitto, U Thant (segretario dell’ONU) accetta. I caschi blu erano stati accettati dall’Egitto nel 1956, ma ora veniva chiesta la loro rimozione perché ormai Nasser si sentiva più forte di Israele (disse Nasser: Quando abbiamo creduto di poter affrontare da soli Israele, nel caso di un attacco alla Siria, i caschi blu non significavano più nulla). A quanto si seppe da Rabin, Nasser non avrebbe chiesto il ritiro totale, ma uno spostamento e un ritiro parziale. Ma U Thant lo mise di fronte a una scelta netta: o tutto o niente. Per di più rese pubblica tale alternativa, anziché comunicarla privatamente a Nasser. Mise perciò il presidente egiziano di fronte alla responsabilità diretta di un’eventuale attacco a Israele. Visto l’esito della successiva Guerra dei sei giorni, in cui la forza bellica di Israele si dimostrò molto al di sopra di quella stimata da Nasser e dello stesso esercito egiziano, si capisce chiaramente che il terzo Segretario Generale dell’ONU non intese affatto, come molti all’inizio pensarono, fare a Nasser un regalo in omaggio alla solidarietà del “terzo mondo”. |
| venerdì 19 maggio 1967 | Gli americani invadono la fascia smilitarizzata e neutrale fra il Vietnam del Nord e del Sud. Manifestazioni di condanna in tutta Italia. |
| sabato 20 maggio 1967 | Manifestazione per il Vietnam a Bologna. |
| domenica 21 maggio 1967 | Manifestazioni per il Vietnam a Firenze e Venezia. |
| lunedì 22 maggio 1967 | Il presidente egiziano Nasser, dopo aver ottenuto dal Segretario Generale delle NU U-Thant il ritiro dei Caschi blu dalle frontiere egiziane, annuncia la chiusura dello stretto di Tiran. Il Rais, al culmine del suo prestigio nel mondo arabo, con una serie di mosse politiche vuole isolare Israele e dimostrare l’indiscutibilità della sua leadership nella regione, in attesa di colpire Israele militarmente. La coalizione araba stavolta appare formidabile: all’esercito regolare egiziano si aggiungono la Legione araba giordana, forze irachene e contingenti del Golfo e del Magreb. |
| martedì 23 maggio 1967 | |
| mercoledì 24 maggio 1967 | |
| giovedì 25 maggio 1967 | |
| venerdì 26 maggio 1967 | Il presidente egiziano Nasser, parlando ai leader della federazione panaraba, afferma che se la guerra scoppierà sarà stata totale e avrà come obiettivo la distruzione di Israele: «Fidiamo nella vittoria e siamo pronti a batterci anche subito con Israele [...]. Questa volta non succederà come nel 1956, perché allora non combattevamo contro Israele ma contro la Gran Bretagna e la Francia». |
| sabato 27 maggio 1967 | |
| domenica 28 maggio 1967 | Concerto di Joan Baez a Milano. |
| lunedì 29 maggio 1967 | Il colonnello Odumegwu Ojukwu, governatore militare della regione orientale della Nigeria, dichiara l’Est Nigeria indipendente con il nome di Biafra. Scoppia la guerra del Biafra. |
| martedì 30 maggio 1967 | |
| mercoledì 31 maggio 1967 | |
| giovedì 1 giugno 1967 | Londra: i Beatles pubblicano Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, uno degli album-simbolo della musica rock. |
| venerdì 2 giugno 1967 | 100000 in corteo a Milano per la pace nel Vietnam. |
| Lo studente Benno Ohnesorg viene ucciso dal poliziotto Karl-Heinz Kurras durante una manifestazione studentesca nelle strade di Berlino contro la visita dello scià d’Iran. Da quel giorno, la Repubblica Federale Tedesca conoscerà una escalation della violenza politica, sia collettiva che individuale, destinata a protrarsi per un quindicennio. | |
| sabato 3 giugno 1967 | |
| domenica 4 giugno 1967 | |
| lunedì 5 giugno 1967 | Scoppia la guerra tra Egitto, Siria, Giordania e Iraq da un lato e Israele dall’altro. Per la rapidità con cui si svolge (dal 5 al 10 giugno) viene denominata “Guerra dei sei giorni”, porta la Siria a perdere le alture del Golan, l’Egitto la penisola del Sinai e Gaza, fino al Canale di Suez e la Giordania i territori ad Ovest del fiume Giordano, compresa la città di Gerusalemme. In seguito all’occupazione di tali territori, Israele quadruplica la propria estensione. Le forze israeliane sono guidate dal ministro della difesa Moshe Dayan. Circa quattrocentomila palestinesi riparano in Giordania e negli altri stati limitrofi ingrossando le fila dei rifugiati.nei campi profughi. L’esito disastroso della guerra ha per gli arabi effetti di vasta portata: il declino della figura del presidente egiziano Nasser e della sua politica di oltranzismo panarabo; il ritorno dei paesi arabi confinanti con Israele a un atteggiamento più prudente; il distacco dei gruppi di resistenza palestinese, riuniti nell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, dalla tutela dei regimi arabi. |
| Viene emanata una legge di ampia riforma dell’istituto dell’adozione, la L. 431, che da un lato opera delle modifiche nella disciplina codicistica vigente e dall’altro introduce, nel Titolo VIII del libro I del codice civile, un capo III, contenente circa trenta articoli, rubricato dell’adozione speciale. L’adozione ordinaria viene dunque a trovarsi in posizione alternativa con l’adozione speciale, forma legale destinata agli abbandonati di età inferiore agli anni otto. Gli interventi effettuati dalla L. 431/67 sull’adozione ordinaria sono di modesta entità: modificano il requisito dell’età dell’adottante (infatti il limite si abbassa da cinquanta a trentacinque anni, e in circostanze eccezionali è sufficiente che l’adottante abbia compiuto i trent’anni) e ammettono l’adozione di più persone, anche con atti successivi. L’introduzione dell’istituto “adozione speciale” costituisce invece senza dubbio la vera innovazione della L.431/67: con essa si mira ad inserire il minore in una famiglia e a tal scopo si richiede che gli adottanti siano una coppia di coniugi uniti dal vincolo matrimoniale da almeno 5 anni; che la sussistenza di tale vincolo non sia inficiata da una separazione personale e che le loro condizioni morali e materiali permettano di educare, istruire e mantenere i minori. L’età degli adottanti deve superare di almeno venti e di non più di quarantacinque anni l’età dell’adottando, in modo da evitare perlomeno i conflitti generazionali tra “figlio” e “genitori” adottivi. Per garantire poi l’esclusività del rapporto tra genitori e figli che caratterizza la famiglia biologica, la legge in esame tronca ogni rapporto e legame giuridico tra l’adottando e la famiglia d’origine. |
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| martedì 6 giugno 1967 | L’esercito israeliano avanza fino al Canale di Suez. |
| mercoledì 7 giugno 1967 | |
| giovedì 8 giugno 1967 | |
| venerdì 9 giugno 1967 | |
| sabato 10 giugno 1967 | A Pechino 1.200.000 persone manifestano solidarietà ai Paesi arabi. |
| 30000 palestinesi costretti dagli israeliani a lasciare le loro case. | |
| Fine della “guerra dei sei giorni”. | |
| domenica 11 giugno 1967 | Felice Gimondi vince il cinquantesimo Giro d’Italia. |
| lunedì 12 giugno 1967 | |
| martedì 13 giugno 1967 | Negli Stati Uniti la polizia mette sotto assedio numerosi ghetti neri. |
| mercoledì 14 giugno 1967 | La risoluzione 237 del Consiglio di Sicurezza è il primo documento nel quale le Nazioni Unite si occupano di una situazione di conflitto armato. Nella risoluzione, relativa al conflitto arabo-israeliano, si raccomanda alle Parti in conflitto «di rispettare scrupolosamente i principi umanitari che disciplinano il trattamento dei prigionieri di guerra e la protezione dei civili in tempo di guerra quali sono stati enunciati nelle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949». |
| giovedì 15 giugno 1967 | |
| venerdì 16 giugno 1967 | Con il brano Enter the young gli Association aprono il Monterey Pop Festival, destinato a restare nella storia, oltre che come l’antesignano dei grandi raduni di massa della generazione hippy, come un primo segnale evidente di un’epoca di grandi cambiamenti. Organizzato da un singolare trio composto da John Philips dei Mamas & Papas, Paul Simon e Lou Adler per un pubblico stimato, alla vigilia, intorno alle settemila persone, attirerà, invece, oltre cinquantamila giovani e con la sua svolta musicale progressista contribuirà, nonostante i dubbi degli esperti di mercato, a far uscire il rock dai ristretti recinti delle musiche di culto. Farà conoscere al mondo, anche grazie al film realizzato nei tre giorni della manifestazione dal regista D.A. Pennebaker, la chitarra lancinante di Jimi Hendrix, la carica devastante degli Who e gli innovativi suoni delle band nate nel movimento hippy di San Francisco, prima fra tutte Janis Joplin con i suoi Big Brother & The Holding Company. Segnerà anche la consacrazione di Otis Redding, profeta di un soul che, senza rompere con le sue radici nere, abbatte le barriere razziali per parlare ai giovani di tutti i colori. A Monterey la generazione hippy sceglie poi i suoi nuovi eroi e li acclama sul campo, come accade ai Buffalo Springfield, a Simon & Garfunkel e alla Paul Butterfield Band, arrivati in punta di piedi e ripartiti con l’investitura ufficiale. La kermesse inizia nel primo pomeriggio del 16 giugno. Dopo gli Association salgono sul palco Lou Rawls e Johnny Rivers, cui seguono gli Animals di Eric Burdon riformatisi quasi per l’occasione. La chiusura della giornata celebra la santificazione di Simon & Garfunkel. Tra le curiosità del secondo giorno di Festival, dedicata al blues, ci sarà l’improvvisa defezione di vari artisti neri, sostituiti in tutta fretta dai bianchissimi Canned Heat e Janis Joplin, ma a rimettere la cose a posto ci penserà, a notte inoltrata, l’esplosivo Otis Redding. Nel terzo e ultimo giorno le note di Jimi Hendrix infiammeranno la platea a tal punto che i Buffalo Springfield, incaricati della chiusura, faticheranno non poco a convincere tutti della necessità di sgombrare l’area prima dell’alba. Alla fine, tirate le somme, gli organizzatori potranno contare su un utile di duecentomila dollari che verranno immediatamente devolute in beneficenza, come annunciato da tempo. Agli artisti, invece, non toccherà un soldo, perché i patti erano chiari fin dall’inizio: «A Monterey si suona gratis». (Gianni Lucini) |
| sabato 17 giugno 1967 | |
| domenica 18 giugno 1967 | |
| lunedì 19 giugno 1967 | |
| martedì 20 giugno 1967 | |
| mercoledì 21 giugno 1967 | Aldo Moro pronuncia un discorso alle Nazioni Unite. Parlando dei «profughi arabi palestinesi», li descrive come problema «umano, sociale e politico, la cui soluzione esige generosità, immaginazione e coraggio». Moro prosegue chiarendo che il ritiro delle truppe israeliane dai territori occupati non è una condizione sufficiente al ristabilimento della pace in un’area che ha visto scoppiare due guerre in due decenni. |
| giovedì 22 giugno 1967 | |
| venerdì 23 giugno 1967 | |
| sabato 24 giugno 1967 | |
| domenica 25 giugno 1967 | 400 milioni di spettatori assistono a Our world, la prima trasmissione in mondovisione. |
| lunedì 26 giugno 1967 | Città del Vaticano: papa Paolo VI ordina nuovi cardinali, tra cui Karol Wojty?a. |
| Muore a Firenze don Lorenzo Milani. Aveva quarantaquattro anni ed era malato da tempo di leucemia. Nel maggio precedente era uscito “Lettera ad una professoressa”, il racconto dell’esperienza nella scuola di Barbiana, la comunità scolastica alla quale don Milani aveva dato vita nella sua parrocchia con i figli degli operai e dei contadini analfabeti. Il testo avrà una grande influenza sulla nascita e lo sviluppo del movimento studentesco. (La storia siamo noi) | |
| martedì 27 giugno 1967 | Ray Varney inaugura in Inghilterra la prima cassa automatica del mondo. Questa prima macchina ATM viene installata presso la Barclay’s Enfield Branch, una delle filiali Barclays a nord di Londra. Il servizio è chiamato Barclaycash e le sue funzioni sono molto limitate, ma per la prima volta una banca rende disponibile un servizio 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno. |
| mercoledì 28 giugno 1967 | Il governo israeliano emana un’ordinanza che riunifica la città di Gerusalemme sotto la sovranità di Israele. |
| giovedì 29 giugno 1967 | La Francia respinge l’annessione di Gerusalemme. |
| venerdì 30 giugno 1967 | |
| Esce il primo numero della rivista Sgt. Kirk fondata da Hugo Pratt e Florenzo Ivaldi. Nel primo numero inizia la storia a puntate di “Una ballata del mare salato” dove esordisce Corto Maltese. | |
| sabato 1 luglio 1967 | Violenti bombardamenti americani sul Nord Vietnam. |
| domenica 2 luglio 1967 | Gli israeliani violano l’accordo di tregua e attaccano nella zona nord del Canale di Suez. |
| lunedì 3 luglio 1967 | |
| martedì 4 luglio 1967 | |
| mercoledì 5 luglio 1967 | L’Italia si astiene sulla mozione di condanna per l’annessione israeliana della parte araba di Gerusalemme. |
| giovedì 6 luglio 1967 | Nel Congo scontro militare tra soldati governativi e mercenari. |
| Il Biafra, una regione nella zona orientale della Nigeria, rivendica l’indipendenza e si autoproclama Repubblica autonoma. Comicia la guerra civile. | |
| venerdì 7 luglio 1967 | Jimi Hendrix è in viaggio verso Jacksonville, in Florida, con i suoi Experience, dove il giorno dopo l’attende, al Coliseum, il primo concerto di una lunga tournée con i Monkees, i freschi e puliti idoli dei teen-ager locali. È il suo primo tour nella nazione dove è nato, quell’America che non lo ama troppo, che detesta la sua musica nervosa e la mescola di razze che porta nel sangue, metà nero e metà pellerossa. Non è un caso che siano stati gli europei a scoprirlo e a dargli la possibilità di farsi conoscere in tutto il mondo. Il suo manager è un inglese, il ruvido Chas Chandler, già bassista degli Animals, che ha creduto in lui e lo ha aiutato anche economicamente nei momenti duri. In Europa ha colto i suoi primi successi e ora, con l’aureola della gloria, torna nel suo paese per una lunga serie di concerti. Non lo convince l’idea di essere accoppiato ai Monkees, un gruppo dolciastro nato a tavolino come risposta americana ai Beatles, ma i contratti sono contratti e lui è uno di parola. Nel tardo pomeriggio di quel 7 luglio 1967, al suo arrivo a Jacksonville trova, però, la città tappezzata da manifesti che lo contestano. Sono firmati da un gruppo di destra chiamato “Associazione delle figlie della rivoluzione americana” e chiedono ai “veri americani” di mobilitarsi contro le sue esibizioni, considerate “oltraggiose” e “pornografiche”. Non sono minacce vuote. I luoghi dove si deve esibire vengono presidiati da gruppi di manifestanti che danno alle fiamme i suoi manifesti. La contestazione spaventa gli organizzatori della tournée che, dopo aver tentato qualche formale resistenza in nome della “libertà d’espressione”, danno il benservito al buon Jimi e lo rimandano a casa. (Gianni Lucini) |
| sabato 8 luglio 1967 | 7.000 impiegati scioperano alla FIAT per ottenere l’orario di lavoro articolato su 5 giorni |
| domenica 9 luglio 1967 | |
| lunedì 10 luglio 1967 | |
| martedì 11 luglio 1967 | Israele dice no all’ONU per il ritiro da Gerusalemme. |
| mercoledì 12 luglio 1967 | |
| giovedì 13 luglio 1967 | |
| venerdì 14 luglio 1967 | Dura repressione razzista negli Stati Uniti: la polizia tenta di occupare un ghetto negro e provoca un morto e numerosi feriti. |
| La Francia e l’Inghilterra contrarie all’annessione di Gerusalemme. | |
| La sinistra del PSU non partecipa al voto della Camera che approva la solidarietà del governo con la politica americana in Vietnam. | |
| Marzabotto: un referendum tra i cittadini di Marzabotto respinge la richiesta di perdono del maggiore delle SS Walter Reder, che aveva ordinato la strage del 1944. | |
| sabato 15 luglio 1967 | Bombardata dagli israeliani la città di Suez. |
| Negli USA uccisi 13 neri negli scontri con la polizia nel ghetto di Newark. | |
| domenica 16 luglio 1967 | Altri 5 neri uccisi a Newark. |
| lunedì 17 luglio 1967 | |
| martedì 18 luglio 1967 | |
| mercoledì 19 luglio 1967 | |
| giovedì 20 luglio 1967 | Viareggio: prima edizione del Premio Internazionale Viareggio-Versilia a Pablo Neruda. |
| venerdì 21 luglio 1967 | |
| sabato 22 luglio 1967 | Nel Village Theatre di New York la sera di venerdì 22 luglio 1967 non si respira. L’afa, il fumo delle sigarette e il calore dei corpi di centinaia di ragazze e ragazzi stordiscono più della musica diffusa dalle casse audio del locale. Sfidando la calura estiva in molti aspettano il concerto dei Byrds, annunciato come l’evento principale del fine settimana. Il cartellone della serata prevede l’esibizione di due gruppi di contorno: i Seeds e i Vanilla Fudge. Questi ultimi, sconosciuti ai più, sembrano destinati a fare le spese dell’impazienza degli spettatori, accaldati e ansiosi di applaudire la band principale. Un mormorìo insofferente accoglie il loro ingresso sulla scena. Sono quattro, Vince Martell alla chitarra, Carmine Appice alla batteria, Tim Bogert al basso e Mark Stein alle tastiere. Senza dire una parola iniziano a suonare una stralunata versione di You keep me hangin’ on, un brano “leggero” portato al successo dalle Supremes. Le note distorte delle tastiere e della chitarra, talora in leggera dissonanza, sorrette da una batteria che sembra suonare in controtempo, catturano l’attenzione del pubblico che, rapito, si lascia ipnotizzare dalla liquidità psichedelica della band. L’esibizione segna l’inizio delle fortune dei Vanilla Fudge. Scritturati dall’Atlantic, incuriosiranno i ragazzi di tutto il mondo con la loro musica, caratterizzata da un collage di citazioni classiche e rivisitazioni psichedeliche di canzoni famose. Nelle loro esecuzioni si ritrova di tutto: dai successi pop del momento ai Beatles, a Chopin, a Stravinsky. Il successo della band sarà breve, un paio d’anni o poco più. Nel 1970 i Vanilla Fudge si scioglieranno lasciando ai critici il compito di gingillarsi con un dubbio su quel frullato di suoni che caratterizzava le loro esecuzioni: un’intelligente contaminazione tra varie forme musicali filtrate attraverso la psichedelia o una furba e fortunata operazione commerciale? (Gianni Lucini) |
| domenica 23 luglio 1967 | |
| lunedì 24 luglio 1967 | Contro i neri di Detroit in rivolta interviene il V Corpo d’Armata. |
| martedì 25 luglio 1967 | |
| mercoledì 26 luglio 1967 | La rivolta nera si estende anche a Chicago. |
| giovedì 27 luglio 1967 | |
| venerdì 28 luglio 1967 | |
| sabato 29 luglio 1967 | |
| domenica 30 luglio 1967 | |
| lunedì 31 luglio 1967 | All’Avana la Conferenza dell’Organizzazione latinoamericana di solidarietà si pronuncia a favore della lotta armata contro l’imperialismo americano. |
| Dopo una mobilitazione senza precedenti dei più popolari personaggi del beat britannico, il 31 luglio 1967 la Corte d’Appello di Londra libera dal carcere Mick Jagger e Keith Richards dei Rolling Stones. Cosa ci fanno in prigione due protagonisti di primo piano della musica pop di quel periodo? Facciamo un passo indietro fino al 29 giugno, quando il giudice Lesley Block condanna Jagger a tre mesi di reclusione e cinquecento sterline di multa e Richards a un anno di carcere più cento sterline di multa. L’imputazione è di detenzione e uso di marijuana. La sentenza è immediatamente operativa. Mick Jagger viene rinchiuso nel carcere di Brixton e Keith Richards in quello di Warmwood Scrubs. La notizia fa rapidamente il giro di Londra e immediata scatta la solidarietà. Alla faccia delle finte rivalità e nonostante gli inviti alla prudenza dei loro discografici, i primi a prendere pubblicamente posizione sono gli Who, che, convocata in fretta e furia una conferenza stampa, annunciano l’intenzione di pubblicare un disco con due brani degli Stones, Under my thumb e The last time per “mantenere desta l’attenzione del pubblico” sul lavoro del gruppo. Tre giorni dopo la sentenza il prestigioso Times in un editoriale firmato da William Rees-Moog parte dalla carcerazione dei due artisti per attaccare duramente il sistema giudiziario britannico. La mobilitazione raggiunge il culmine quando, cinque giorni prima del processo d’appello, lo stesso Times ospita in un’intera pagina a pagamento un appello per la legalizzazione della marijuana firmato da tutti e quattro i Beatles, dal loro manager Brian Epstein e da altri personaggi della scena musicale britannica. Questo è il clima nel quale il 31 luglio si svolge l’udienza conclusiva dell’appello. Tra il tripudio dei presenti, dopo la lettura della sentenza il giudice, Lord Parker, con motivazioni tecniche diverse, revoca la condanna al carcere e ordina l’immediata liberazione dei due musicisti. (Gianni Lucini) | |
| martedì 1 agosto 1967 | |
| mercoledì 2 agosto 1967 | |
| giovedì 3 agosto 1967 | |
| venerdì 4 agosto 1967 | |
| sabato 5 agosto 1967 | Viene pubblicato The piper at the gates of dawn, il primo album dei Pink Floyd. La realizzazione del disco è stata preceduta dal licenziamento di Joe Boyd, il produttore della band, e dalla sua sostituzione con Norman Smith, più gradito alla Columbia, l’etichetta del gruppo EMI alla quale sono legati contrattualmente. È proprio Smith il primo a intuire che le potenzialità dei Pink Floyd non possono essere compresse nel ristretto spazio di un singolo. Per questa ragione lascia mano libera alla band nella scelta dei brani da inserire nel loro primo album. Il risultato è un disco splendido, completamente ispirato dal genio visionario del chitarrista Syd Barrett. A lui si deve, oltre che la composizione di ben dieci degli undici brani dell’album, anche la scelta del titolo The piper at the gates of dawn, ispirato a uno racconto dello scrittore underground Kenneth Graham. L’impronta di Barrett non finisce qui, visto che s’è anche occupato delle grafica della copertina. Il disco segna una forte discontinuità con i due singoli che l’hanno preceduto. Due brani in particolare, Astronomy domine e Interstellar overdrive sono destinati a vivere a lungo entrando nei classici senza tempo della band. L’album, accolto con stupore e qualche perplessità dalla critica, vola alto nelle classifiche di vendita aprendo ai nuovi leader della psichedelia britannica le porte del mercato internazionale. Di lì a qualche mese, infatti, i Pink Floyd partiranno per la loro prima tournée negli Stati Uniti. Soprattutto nei concerti dal vivo emerge con forza la completa dipendenza della band da Syd Barrett, la cui carismatica presenza scenica è però resa ogni giorno più imprevedibile dalla costante assunzione di forti dosi di LSD. I rapporti interni al gruppo vengono messi a dura prova nonostante o, forse, a causa del crescente successo. I Pink Floyd da band “di nicchia”, con un seguito ristretto a pochi ma fedeli appassionati, si ritrovano, quasi da un giorno all’altro, a dover gestire il ruolo di profeti della psichedelia con un crescente ed entusiastico seguito di pubblico. Con il passar del tempo cresce l’insofferenza dei compagni nei confronti di Barrett, spesso alle prese con disturbi mentali provocati dall’azione dell’acido lisergico. Proprio in questo periodo inizia l’evoluzione che li porterà prima ad affiancare, poi a sostituire il loro fragile leader con David Gilmour. I fans della prima ora lo rimpiangeranno per sempre, ma per i Pink Floyd inizierà l’era dei grandi successi mondiali. (Gianni Lucini) |
| domenica 6 agosto 1967 | Manifestazione a NewYork contro la guerra del Vietnam. |
| lunedì 7 agosto 1967 | La Repubblica Popolare Cinese invia aiuti economici al Vietnam del Nord sotto forma di un prestito. |
| martedì 8 agosto 1967 | Nasce a Bangkok, dall’accordo di cinque paesi (Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore e Thailandia) l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico. Gli obiettivi dell’istitituzione sono la cooperazione per la pace, la stabilità, il progresso e la prosperità della regione. |
| mercoledì 9 agosto 1967 | |
| giovedì 10 agosto 1967 | Nel suo consueto stile, de Gaulle descrive la nuova situazione della Francia, con parole che ne sottintendono la presenza ormai solo nominale all’interno della Nato: «La Francia ha ripreso possesso delle sue forze [...] nell’ipotesi di una guerra tra i due giganti, una guerra in cui, senza colpirsi a vicenda, essi volessero muovere battaglia usando l’Europa come campo di battaglia, la Francia non accetterebbe automaticamente il ruolo dell’umile aiutante e si preparerebbe per la possibilità di essere qualcosa d’altro che un campo di battaglia per i loro corpi di spedizione e obiettivo per le loro bombe alternate». |
| venerdì 11 agosto 1967 | |
| sabato 12 agosto 1967 | |
| domenica 13 agosto 1967 | |
| lunedì 14 agosto 1967 | |
| martedì 15 agosto 1967 | |
| mercoledì 16 agosto 1967 | |
| giovedì 17 agosto 1967 | |
| venerdì 18 agosto 1967 | |
| sabato 19 agosto 1967 | |
| domenica 20 agosto 1967 | Manifestazioni in Friuli contro le basi militari NATO. |
| lunedì 21 agosto 1967 | |
| martedì 22 agosto 1967 | Si inaspriscono i rapporti tra la Cina e l’Inghilterra per Honk Hong: incendiata l’ambasciata inglese a Pechino. |
| mercoledì 23 agosto 1967 | |
| giovedì 24 agosto 1967 | |
| venerdì 25 agosto 1967 | Marburg (Germania): un’epidemia di febbre emorragica fa ammalare 37 persone tra lo staff di un laboratorio che lavora su tessuti di scimmia. Viene così isolato il virus Marburg. |
| sabato 26 agosto 1967 | Il Parlamento olandese chiede la cessazione dei bombardamenti in Vietnam. |
| domenica 27 agosto 1967 | |
| lunedì 28 agosto 1967 | Parte da San Francisco una marcia di protesta contro la guerra che si concluderà a Washington. |
| martedì 29 agosto 1967 | |
| mercoledì 30 agosto 1967 | |
| giovedì 31 agosto 1967 | Manifestazione contro il fascismo davanti all’ambasciata greca a Roma. |
| venerdì 1 settembre 1967 | Al Congresso degli assistenti a Siena criticata la “riforma universitaria”. |
| sabato 2 settembre 1967 | |
| domenica 3 settembre 1967 | Nguyen Van Thieu eletto presidente del Vietnam del Sud. «I dirigenti Usa sono rimasti sorpresi e rincuorati oggi dalla grande affluenza alle elezioni presidenziali in Vietnam del sud, nonostante la campagna terroristica dei Vietcong per disturbare il voto. Secondo i bollettini di Saigon, l’83% dei 5,85 milioni degli elettori registrati hanno votato ieri. Molti hanno rischiato le rappresaglie dei Vietcong. Il successo elettorale è visto come una pietra miliare nella politica di Johnson (…). Le elezioni sono state il culmine di uno sviluppo costituzionale iniziato il febbraio del `66, nel quale il presidente Johnson si è impegnato incontrando il premier Ky e il generale Thieu a Honolulu. Obiettivo del voto: dare legittimità al governo di Saigon fondato su colpi di stato e giochi di potere dal novembre `63, quando il presidente Ngo Dinh Diem fu rovesciato da una giunta militare». (New York Times, 3/9/1967). |
| Svezia: scatta l’H-Day, dalle 5 di questa mattina cambia il senso di marcia nella circolazione stradale e gli automezzi dovranno tenere la destra come nel resto dell’Europa continentale. | |
| lunedì 4 settembre 1967 | Alle elezioni tenute nel Vietnam del Sud vittoria delle opposizioni sui militari filo-americani. |
| martedì 5 settembre 1967 | |
| mercoledì 6 settembre 1967 | Il governo australiano decide in via di principio di impegnare un quarto battaglione in Vietnam del Sud, considerata anche la situazione militare in progressivo e continuo peggioramento, ma non viene decisa la data in cui dare quest’annuncio al pubblico (e soprattutto agli Stati Uniti), né il mese di partenza del battaglione. |
| giovedì 7 settembre 1967 | |
| venerdì 8 settembre 1967 | |
| sabato 9 settembre 1967 | |
| domenica 10 settembre 1967 | Corteo di centinaia di migliaia di giovani e lavoratori a Milano per la pace e la libertà. |
| lunedì 11 settembre 1967 | Il presidente della repubblica, Giuseppe Saragat, accompagnato dal ministro degli Esteri, Amintore Fanfani, si reca in visita negli Stati uniti, in Canada e in Australia per tre settimane. Tra gli scopi del viaggio, fugare ogni dubbio dell’amministrazione USA sulla fedeltà italiana, di fronte alle contestazioni di ampi settori della pubblica opinione in merito alla condotta americana in Vietnam. Nel corso della visita viene riaffermata la tradizionale amicizia tra i due paesi e la loro comunanza di obbiettivi e valori, anche se vengono comunque espresse delle riserve e avanzati dei suggerimenti per il disimpegno americano nel Vietnam. |
| martedì 12 settembre 1967 | Francia e Polonia condannano l’aggressione USA al Vietnam. |
| mercoledì 13 settembre 1967 | |
| giovedì 14 settembre 1967 | |
| venerdì 15 settembre 1967 | |
| sabato 16 settembre 1967 | |
| domenica 17 settembre 1967 | |
| lunedì 18 settembre 1967 | |
| martedì 19 settembre 1967 | |
| mercoledì 20 settembre 1967 | |
| giovedì 21 settembre 1967 | |
| venerdì 22 settembre 1967 | |
| sabato 23 settembre 1967 | |
| domenica 24 settembre 1967 | |
| lunedì 25 settembre 1967 | |
| martedì 26 settembre 1967 | |
| mercoledì 27 settembre 1967 | |
| giovedì 28 settembre 1967 | |
| venerdì 29 settembre 1967 | |
| sabato 30 settembre 1967 | |
| Bob Thiele (con lo pseudonimo George Douglas) e George David Weiss, scrivono la canzone What a Wonderful World (dall’inglese letteralmente: che mondo meraviglioso). Fu interpretata per la prima volta da Louis Armstrong, e pubblicata come singolo agli inizi di autunno del 1967. | |
| domenica 1 ottobre 1967 | |
| lunedì 2 ottobre 1967 | |
| martedì 3 ottobre 1967 | Dopo un calvario durato tredici anni di ricoveri, guarigioni e speranze, muore al Queen Hospital di New York , consumato dal morbo di Hutchinson, il folksinger Woody Guthrie. Considerato universalmente il padre della moderna canzone di protesta. |
| mercoledì 4 ottobre 1967 | |
| giovedì 5 ottobre 1967 | |
| venerdì 6 ottobre 1967 | Ridotto l’orario di lavoro a 40 ore settimanali a 58.000 lavoratori della FIAT, con grave taglio del salario. |
| Tutte le comuni hippie situate nel circondario di San Francisco si radunano in città. Una moltitudine di ragazzi e ragazze vestiti a lutto si avvia in un lungo e silenzioso corteo che percorre le vie principali. Ai bordi delle strade percorse dalla singolare processione altri ragazzi distribuiscono volantini che spiegano ai passanti come tutte le comuni abbiano deciso di celebrare “la morte degli hippie”. Il movimento hippie fa il funerale a se stesso per protestare contro lo sfruttamento commerciale della sua immagine, delle sue idee e della sua stessa esistenza. «Questo mondo non ci piace. Siamo nati per cambiarlo e il consumismo ha scoperto che anche la nostra voglia di cambiamento può diventare merce. Per questo il movimento è morto e oggi lo accompagnamo nel suo ultimo viaggio». Basta guardarsi intorno per capire quali siano i fenomeni cui fanno riferimento i ragazzi delle comuni. Le vetrine di San Francisco, i bar, i ritrovi, tutto è stato colorato da fiori. La scritta “Peace and love” campeggia su un numero impressionante di oggetti e capi di vestiario in vendita. A partire dall’aprile di quell’anno la Greyhound, la più famosa compagnia statunitense di pullman, ha addirittura inaugurato un singolare giro turistico tra le varie comuni hippie di S. Francisco. «Adesso basta, non si possono vendere le idee». Un movimento culturale ed esistenziale nato dalla ribellione al consumismo sta diventando esso stesso oggetto di consumo. Al di là del gesto simbolico, il funerale segnerà davvero la fine di una fase nella storia degli hippies. Di lì a poco il movimento si spezzerà in due tronconi. Uno, sull’onda del “flower power”, finirà per rifugiarsi sempre più in una sorta di individualismo di massa finalizzato alla felicità interiore e lontano dalle questioni sociali. L’altra scoprirà la politica e affiancherà l’impegno alle esperienze di vita comunitaria finendo poi per confluire nelle grandi battaglie pacifiste e per i diritti civili che di lì a poco infiammeranno gli States. (Gianni Lucini) | |
| Un messaggio del Primo ministro australiano Holt, inviato all’ambasciata australiana di Washington per essere trasmesso alla Casa Bianca, promette un incremento delle forze di terra australiane impegnate in Vietnam fino a raggiungere un totale di 8.000 uomini. Inoltre, sottolineando che questo è il massimo dispiegamento che le capacità militari australiane possano concedersi e che l’opinione pubblica interna non avrebbe accetterebbe ulteriori contributi, chiede esplicitamente a Johnson rassicurazioni e garanzie sulla politica complessiva di sicurezza e di difesa nella regione del Sud-Est asiatico. | |
| sabato 7 ottobre 1967 | Con il brano Pata pata entra per la prima volta nella classifica dei dischi più venduti negli Stati Uniti la sudafricana Miriam Makeba, esponente di punta, non solo sul piano culturale, della lotta contro l’apartheid. La cantante, nata a Johannesburg, è soprannominata “Mamma Africa” per la sua tenace e implacabile lotta contro l’apartheid nel suo paese d’origine. Ai giornalisti che le fanno notare come sia la prima volta che un’artista africana arriva al successo negli Stati Uniti, lei finge di cadere dalle nuvole: «Davvero? Eppure vedo più neri qui che in alcune vie del mio quartiere!». Figlia di un maestro elementare inizia a cantare sui banchi di scuola per poi passare ai locali alternativi, quelli dove i neri possono frequentare più o meno liberamente i bianchi che non approvano la discriminazione razziale. La sua carriera artistica non è mai disgiunta dall’impegno politico. A vent’anni entra a far parte dei Manhattan Brothers, uno dei più celebri gruppi vocali del Sudafrica e nel 1955 è la protagonista femminile del musical “King Kong”, un’opera jazz ispirata all’uccisione di un pugile nero. Nel 1958 partecipa alla realizzazione del film antiapartheid “Come back Africa”, con il quale partecipa ai festival cinematografici di Venezia e di Londra. Alla fine degli anni Cinquanta la repressione nei suoi confronti si fa più dura e la costringe a lasciare il suo paese natale. Si trasferisce negli Stati Uniti dove può contare sull’appoggio di numerosi artisti, primo fra tutti Harry Belafonte, e sulla solidarietà di un forte movimento d’appoggio alla lotta del popolo sudafricano. Quando il governo razzista di Pretoria le revoca la cittadinanza sudafricana si dichiara “cittadina d’Africa”. Il suo rapporto con le autorità statunitensi alterna momenti di tranquillità ad altri di forte tensione. Più di una volta viene invitata a limitare il suo frenetico attivismo politico soprattutto quando, nel 1968, sposa Stokeley Carmichael, un autorevole esponente del Black Power Movement. Nel giugno del 1990 dopo la revoca da parte del Sudafrica dei provvedimenti contro di lei potrà finalmente tornare nel suo paese natale per abbracciare il vecchio amico Nelson Mandela. (Gianni Lucini) |
| domenica 8 ottobre 1967 | |
| lunedì 9 ottobre 1967 | L’Università di Pisa chiede in una petizione l’isolamento del governo greco |
| Alle 13.30 del 9 ottobre 1967, a La Higuera, un paesino della Bolivia, una raffica del mitra Uzi di fabbricazione belga in dotazione al sottufficiale dell’esercito boliviano Mario Teran e un colpo di pistola al cuore pongono fine alla vita di Ernesto ‘Che’ Guevara. La sua morte è stata decisa in accordo con i servizi segreti statunitensi per evitare i contraccolpi propagandistici di un processo pubblico. Il rivoluzionario argentino, comunista e giramondo, tra i principali protagonisti della rivoluzione cubana, che era arrivato in Bolivia per guidare la guerriglia è stato catturato poche ore prima dai soldati in un agguato insieme ad altri compagni. Guevara ha trentanove anni. La fotografia del suo cadavere steso su un tavolo con gli occhi aperti fa il giro del mondo. Contrariamente a quello che pensano i suoi aguzzini la sua morte, lungi dal chiudere per sempre la questione, ne farà un mito destinato a sopravvivere nel tempo. Mario Teran, il sottufficiale che gli avrebbe sparato l’ultima raffica, morirà suicida nell’aprile del 1968 a La Paz. | |
| martedì 10 ottobre 1967 | Annunciata la morte di Che Guevara in Bolivia. |
| mercoledì 11 ottobre 1967 | |
| giovedì 12 ottobre 1967 | |
| venerdì 13 ottobre 1967 | |
| sabato 14 ottobre 1967 | |
| domenica 15 ottobre 1967 | La sera del 15 ottobre 1967 un’auto travolge a Torino Gigi Meroni, il calciatore beat e capellone del Torino e della nazionale. Eccentrico e anticonformista, con i suoi capelli lunghi, i vestiti colorati e la vita sregolata era divenuto un simbolo per le nuove generazioni che si specchiavano nella sua immagine al di là del colore della sua maglia e del semplice fatto sportivo. La sua morte improvvisa e tragica ne alimenta il mito e lega per sempre la sua immagine all’Italia degli anni Sessanta quando i giovani di tutto il mondo iniziano a comunicare sulla stessa onda utilizzando la musica. In quegli anni i giovani della prima generazione nata dopo la seconda guerra mondiale rovesciano la scala gerarchica che li voleva trasparenti in attesa di diventare adulti e decidono di vivere il loro tempo da protagonisti. È l’avvio di un’onda lunga che non resterà limitata al fenomeno di costume ma finirà per investire l’intero assetto della società, istituzioni politiche comprese. Ben presto alle parole d’amore adolescenziale si sostituiscono contenuti diversi. I giovani parlano di parità dei sessi, libero amore, rifiuto del consumismo e pace universale. Nell’Italia tradizionalista del dopoguerra il contrasto generazionale diventa fortissimo e ricco di una simbolica trasgressiva. Capelli lunghi, minigonne, jeans con l’aggiunta di coloratissimi e stravaganti accessori, tutti i segni di identificazione delle giovani generazioni vengono presi di mira dai media. Chi porta i capelli lunghi viene sbrigativamente e negativamente definito dai giornali “capellone”, mentre per le ragazze che osano indossare la minigonna si conia il termine “ninfette” prendendo a prestito la definizione inventata dallo scrittore Nabokov per la sua Lolita. Dall’altra parte si prendono le distanze dagli interlocutori adulti definendoli “matusa”, dalla contrazione di Matusalemme, l’uomo più vecchio della storia del genere umano. La risposta alle accuse viene affidata alle canzoni dei gruppi o “complessi”, come si chiamano in quel periodo mutuando un termine preso a prestito dal jazz. «Ma che colpa abbiamo noi» cantano i Rokes, mentre i Nomadi chiedono ai censori «Come potete giudicar… chi vi credete che noi siam/per i capelli che portiam?». Nella contesa generazionale entrano anche i vecchi ribelli del rock che un po’ dappertutto reagiscono spaventati all’ascesa dei nuovi ritmi. E se in Francia un rocker come Johnny Hallyday canta di «capelli lunghi e idee corte», in Italia Celentano gli risponde a ritmo di rock and roll «…tre passi avanti e crolla il mondo beat…». Meroni era uno dei simboli di tutto questo oltre che un calciatore. (Gianni Lucini) |
| lunedì 16 ottobre 1967 | |
| martedì 17 ottobre 1967 | Manifestazioni in tutta Italia per Che Guevara. |
| La legge dedicata alla Tutela del lavoro dei bambini e degli adolescenti rimedia alle più gravi carenze della legislazione precedente, specie con riguardo all’ambito d’applicazione, esteso ormai alla quasi generalità dei rapporti privati di lavoro (regolare), ai limiti d’età per l’ammissione al lavoro, alla disciplina del lavoro notturno, dell’orario e dei riposi. La legge, dopo aver definito “fanciulli” i minori che non abbiano compiuto i 15 anni e “adolescenti” quelli d’età compresa tra 15 e 18 anni, fissa l’età professionale per tutti a 15 anni, tranne l’abbassamento del limite a 14 anni per i servizi familiari, per il settore agricolo o per i lavori leggeri. |
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| Il Primo ministro australiano Holt informa ufficialmente i membri del Parlamento dell’impiego addizionale di uomini e mezzi nel Vietnam del Sud deciso in precedenza con le autorità americane, nonché delle ingenti spese di carattere non militare cui l’Australia sta contribuendo: sono stati spesi per il Vietnam del Sud, sin dall’inizio, più di 12 milioni di dollari ed altri due milioni in uscita sono previsti per quest’anno. | |
| mercoledì 18 ottobre 1967 | Numerosi scontri in California fra dimostranti per la pace nel Vietnam e la polizia. |
| giovedì 19 ottobre 1967 | La sonda Mariner 5 viene lanciata verso Venere. |
| venerdì 20 ottobre 1967 | |
| sabato 21 ottobre 1967 | Manifestazioni per il Vietnam in tutto il mondo. |
| domenica 22 ottobre 1967 | In 200.000 a Washington manifestano contro la politica di Johnson. |
| A Londra violenti scontri fra dimostranti e polizia davanti all’ambasciata americana. | |
| In un’intervista rilasciata al New York Times l’indiano Ravi Shankar, che tiene lezioni di sitar all’Università di New York, esprime il suo fastidio per le eccessive attenzioni cui lo sottopongono i media e minaccia di sospendere il corso. Il clamore suscitato attorno a lui disturba il suo lavoro. «Prima di essere uno strumento musicale, il sitar è una porta per conoscere la millenaria cultura del mio paese». Invece sempre più spesso le sue lezioni si trasformano in un chiassoso appuntamento per ragazzi attirati non dalla musica e neppure dalla strordinaria cultura che in essa si esprime, ma dal personaggio dello “strumentista che ha suonato con i Beatles”. La stessa università ha chiaramente puntato sulla sua popolarità a scopo promozionale, accettando di aprire i suoi corsi (a pagamento) a chiunque ne facesse richiesta. Le lamentele e, soprattutto, la minaccia di andarsene, sono destinati a ottenere il risultato voluto selezionando gli studenti ammessi sulla base della preparazione culturale e musicale. La vicenda suscita un clamore sproporzionato per un musicista che non è un ragazzino e non ha nulla della rockstar. Nato nel 1920 a Benares, in India, Ravi Shankar, figlio di un bramino ortodosso indù, si dedica alla musica fin da piccolo girando il mondo con la compagnia di musica e danza del fratello maggiore Uday. A diciannove anni torna in India per imparare dal maestro Baba Khan la difficile arte del sitar, lo strumento fondamentale della musica indù. Scoperto da George Harrison, appassionato di filosofia orientale, accetta di insegnargli i primi rudimenti della sua arte. Nel 1967, dopo l’inserimento del sitar nel tessuto strumentale del brano Within you without you dei Beatles, l’interesse del pubblico per la musica orientale tocca l’apice e Ravi Shankar si trova al centro dell’attenzione. Personaggio schivo e riservato, il musicista vede nella popolarità un mezzo per far conoscere la cultura musicale indiana all’occidente. Si considera, però, più uno studioso che un personaggio pubblico e raramente accetta di mescolarsi con generi diversi dal suo. Quando lo fa si ritaglia uno spazio particolare come accade al Festival di Monterey o a quello di Woodstock. Le sue registrazioni vengono raccolte in vari dischi, alcuni dei quali di notevole importanza nel campo delle ricerca sulla tradizione musicale indù. (Gianni Lucini) | |
| lunedì 23 ottobre 1967 | |
| martedì 24 ottobre 1967 | Il chitarrista David Crosby lascia i Byrds. Non se ne va di sua volontà, ma dopo una lunga lite conclusasi con un licenziamento accompagnato da una regolare buonuscita. Nel giro di un anno il nucleo storico di una delle band più impegnate sul piano sociale si è più che dimezzato. Tre dei cinque fondatori se ne sono andati. Il primo a lasciare la band era stato Gene Clark, che con Rodney Dillard aveva dato vita ai Dillard & Clark, un’esperienza che confluirà poi nei Flying Burrito Brothers. Qualche mese dopo l’aveva seguito il batterista Michael Clarke, sostituito nella formazione dei Byrds da Kevin Kelly. Le due defezioni, però, pur segnalando una certa turbolenza nei rapporti interni al gruppo, non avevano lasciato segni particolari. Nel caso di David Crosby non è così. La lacerazione implicita nel concetto di “licenziamento” fa emergere un dissenso sostanziale sulle scelte musicali. A due anni dalla pubblicazione della dylaniana Mr. Tambourine man il gruppo, infatti, cedendo alle richieste dei discografici, sta per cambiare indirizzo. La tiepida accoglienza riservata dal pubblico a due album sperimentali come Fifth dimension e Younger than yesterday ha convinto il leader della band Roger McGuinn della necessità di cambiare registro: basta con l’impegno. Crosby non è d’accordo e lo fa capire subito. In sala di registrazione si rifiuta di cantare e suonare un paio di brani disimpegnati chiedendo che vengano sostituiti. Ogni tentativo di fargli cambiare idea è inutile. McGuinn chiede agli altri componenti della band di esprimersi in merito spiegando che la svolta è necessaria per garantire la sopravvivenza dei Byrds. In sostanza pone una “questione di fiducia”. Crosby non gliela dà e viene licenziato. Al suo posto arriverà Gram Parsons. David Crosby si avvierà su una nuova strada e darà vita con Graham Nash e Stephen Stills a un supergruppo destinato a lasciare più di un segno nella storia della musica rock. (Gianni Lucini) |
| mercoledì 25 ottobre 1967 | Arresti in massa in Spagna per impedire le manifestazioni contro il regime franchista. |
| giovedì 26 ottobre 1967 | |
| venerdì 27 ottobre 1967 | Manifestazioni di operai e studenti in Spagna. |
| sabato 28 ottobre 1967 | Condanna postuma di don Milani per avere difeso l’obiezione di coscienza. |
| domenica 29 ottobre 1967 | |
| lunedì 30 ottobre 1967 | |
| martedì 31 ottobre 1967 | |
| mercoledì 1 novembre 1967 | Sit-in all’Università di Trento. |
| giovedì 2 novembre 1967 | Il Congo aggredito da forze della Angola. |
| venerdì 3 novembre 1967 | Parte da Milano la grande marcia per la pace nel Vietnam. |
| Viene pubblicato un singolo dal titolo I believe my time ain’t long. È firmato dai Peter Green’s Fleetwood Mac, una band appena nata e praticamente sconosciuta ai più. Come molti altri gruppi del periodo nasce da una delle tante scissioni di quei Bluesbreakers di John Mayall divenuti con il tempo una palestra di strumentisti destinati a restare nella storia del rock. La compongono i chitarristi Peter Green e Jeremy Spencer, il batterista Mick Fleetwood e il bassista John McVie. Il disco segna l’inizio della storia di una delle band più longeve e turbolente del rock blues britannico. Ben presto il gruppo perde un pezzo del suo nome che diventa, più semplicemente, Fleetwood Mac. Nel 1968, dopo l’arrivo del chitarrista Danny Kirwan, i cinque ragazzi sono la prima band della storia a schierare tre chitarre soliste in formazione. Non è soltanto una curiosità, ma un cambiamento sostanziale. L’ingresso del diciannovenne Kirwan, infatti, determina un poderoso salto commerciale del gruppo. Alla fine dell’anno i Fleetwood Mac centrano con Albatross il loro primo grande successo di vendita che verrà ripubblicato più volte nel corso degli anni successivi. All’inizio degli anni Settanta la band sopravviverà anche all’abbandono di uno dei suoi “soci fondatori”, Peter Green, che verrà sostituito da Christine Perfect, ex cantante dei Chicken Shack e futura moglie di John McVie. La forte personalità della ragazza caratterizzerà negli anni successivi la storia dei Fleetwood Mac. Dopo l’uscita di Green, infatti, il gruppo entrerà in una fase di generale riorganizzazione che culminerà nell’addio di un altro “socio fondatore”, il chitarrista Jeremy Spencer, colto da una crisi mistica. La sua uscita, paradossalmente, sarà l’inizio di un nuovo salto di qualità nella band. Il vuoto riempito in un primo tempo da Bob Welch successivamente creerà le condizioni per l’ingresso in formazione di una giovane coppia non di primo pelo come Stevie Nicks e Lindsey Buckingham. Con loro i Fleetwood Mac perderanno parte delle caratteristiche più decisamente blues a favore di un’impostazione sempre più commerciale ed entreranno in una fase costellata da un lunga striscia di successi straordinari. I brani interpretati dalle voci di Christine Perfect McVie, Stevie Nicks e Lindsey Buckingham trasformeranno i Fleetwood Mac in una delle bands più vendute del mondo. (Gianni Lucini) | |
| sabato 4 novembre 1967 | Gli studenti universitari della Cattolica di Milano vengono sgomberati dalla polizia mentre erano in assemblea per protestare contro gli aumenti delle tasse universitarie. |
| domenica 5 novembre 1967 | |
| lunedì 6 novembre 1967 | |
| martedì 7 novembre 1967 | Un gruppo sconosciuto pubblica il suo primo singolo che, pur non suscitando grandi entusiasmi tra il pubblico, è destinato ad attirare l’attenzione del critica. Il disco in questione è If I had a ribbon bow dei Fairport Convention, una band che sembra voler riproporre gli antichi suoni della tradizione britannica pur utilizzando una modernissima strumentazione elettrica. I ragazzi non sono ancora al meglio, la ricerca musicale appare ancora grezza e un po’ forzata, ma nelle sonorità proposte dalla sua prima fatica discografica sono già presenti gli elementi che di lì a qualche anno faranno di loro i più autorevoli protagonisti del momento magico del folk-revival britannico. La formazione, instabile e più tesa a trovare una propria identità stilistica che a curare la produzione, è composta dai cantanti Judy Dyble e Ian Matthews, dai chitarristi Richard Thompson e Simon Nicol, dal bassista Ashley Hutchings e dal batterista Martin Lamble. L’anno dopo la Dyble se ne va e viene sostituita da Sandy Denny, una cantante dalla voce cristallina, ancora oggi considerata una delle più grandi interpreti britanniche di quel periodo. La ricerca del gruppo si orienta decisamente verso il passato. Il più convinto assertore della necessità di attingere direttamente e senza mediazioni al patrimonio popolare è il bassista Hutchings, ma decisivo per la definizione più compiuta della linea stilistica è l’arrivo del violinista e mandolinista Dave Swarbrick. Soprannominato Swarb quest’ultimo è un musicista solido che sa cosa vuole e si è fatto le ossa suonando con lo Ian Campbell Group e con altre formazioni attive nel campo della ricerca sul folclore tradizionale. Il suo apporto si rivela fondamentale nella realizzazione di Liege and lief, l’album pubblicato nel 1969 che viene universalmente considerato come l’atto di nascita del folk-revival britannico. La voce di Sandy Denny e il violino di Swarb la fanno da padroni. Quest’ultimo, soprattutto, guida con il suo violino un fiammeggiante medley di danze irlandesi e, insieme a Thompson lega in modo incantevoli i tappeti sonori destinati a sostenere la straordinaria vocalità della Denny. Il grande successo commerciale arriva inaspettato e rischia di compromettere la stabilità della band. I concerti, i dischi, le pubbliche relazioni e tutti gli obblighi che derivano dalla popolarità vanno stretti a un gruppo come i Fairport Convention, composto da musicisti di forte individualità e con la passione della ricerca. Non si sottopongono volentieri alle interviste e spesso non sanno cosa dire. In più l’industria discografica, intenzionata a investire sul folk revival, tende a smembrare la band per moltiplicare i possibili guadagni. Quasi tutti i componenti, a partire da Sandy Denny, formano dei gruppi paralleli, ma senza abbandonare per sempre la famiglia dei Fairport Convention. Proprio l’intelligenza dei suoi componenti, infatti, salva l’esistenza del gruppo che, lungi dal diventare una gabbia chiusa in se stessa, si dà una struttura aperta lasciando libero ciascun musicista di andarsene e tornare quando vuole. «La nostra è la fedeltà a un’idea, a un ponte lanciato da un gruppo di musicisti di oggi a chi nel passato anche molto lontano ha suonato e cantato musiche meravigliose» dice Swarb con il piglio di chi sa di aver dato vita a un nuovo genere. Sulla strada tracciata dai Fairport Convention si muoveranno bands come i Pentangle, gli Steeleye Span, la Albion Band, gli Amazing Blondel, i Lindisfarne, gli Strawbs, i Renaissance e tanti altri. Le canzoni si popolano di personaggi leggendari e figure mitologiche, mentre il linguaggio non rifiuta espressioni arcaiche prese direttamente dalla tradizione. I giovani, stanchi della ripetitività del beat e dei suoi interpreti dalle foto patinate, scoprono la musica dei loro avi. Il folk-revival non durerà a lungo, ma dalla sua breve stagione nasceranno i primi germogli del rock progressivo. (Gianni Lucini) |
| mercoledì 8 novembre 1967 | |
| giovedì 9 novembre 1967 | |
| venerdì 10 novembre 1967 | In Calabria contadini e lavoratori in lotta per l’occupazione e la terra. |
| sabato 11 novembre 1967 | La lotta in Calabria si allarga agli studenti. |
| domenica 12 novembre 1967 | |
| lunedì 13 novembre 1967 | |
| martedì 14 novembre 1967 | |
| mercoledì 15 novembre 1967 | |
| giovedì 16 novembre 1967 | L’università Cattolica di Milano viene occupata dagli studenti che contestano l’aumento (100%) delle tasse universitarie. Il rettore la chiude fino a tempo indeterminato. |
| venerdì 17 novembre 1967 | Occupata l’Università Cattolica di Milano. |
| Sciopero alla Facoltà di Sociologia a Trento. | |
| sabato 18 novembre 1967 | |
| domenica 19 novembre 1967 | Irruzione della polizia nell’Università Cattolica di Milano: cacciati con violenza gli studenti che la occupavano. |
| lunedì 20 novembre 1967 | |
| martedì 21 novembre 1967 | |
| mercoledì 22 novembre 1967 | Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approva, con il voto favorevole dell’Italia, la risoluzione n. 242 sui principi della pace in Medio Oriente. E’ questo un documento fondamentale al quale si richiamerà l’attività diplomatica italiana e internazionale per molti anni. Esso esprime l’inquietudine del Consiglio di Sicurezza per la situazione in Medio Oriente; sottolineando l’inammissibilità dell’acquisizione di territori tramite la guerra; affermando la necessità del ritiro delle forze armate israeliane da tutti i territori occupati e del riconoscimento dell’indipendenza e dell’integrità territoriale di tutti gli stati della regione; auspicando la libera navigazione sulle vie d’acqua internazionali, la giusta soluzione al problema dei profughi e la creazione di zone smilitarizzate ai confini degli stati; prega infine il Segretario Generale di designare un rappresentante speciale per il Medio Oriente che relazionasse appena possibile sulla situazione dell’area. |
| giovedì 23 novembre 1967 | |
| venerdì 24 novembre 1967 | |
| sabato 25 novembre 1967 | Convegno a Rimini dei gruppi spontanei del dissenso cattolico. |
| Raquel Welch e Bob Hope allietano le truppe americane in Vietnam. | |
| domenica 26 novembre 1967 | 70.000 giovani a Parigi manifestano per il Vietnam. |
| lunedì 27 novembre 1967 | Occupata l’Università a Torino. |
| martedì 28 novembre 1967 | |
| mercoledì 29 novembre 1967 | A Roma corteo per il Vietnam |
| giovedì 30 novembre 1967 | Viene occupata l’Università di Pavia. Le richieste sono: gestione delle facoltà affidate ad un comitato di insegnanti e studenti, possibilità di rifiutare il voto agli esami e bocciature non menzionate sul libretto. Quest’occupazione durerà una settimana, finché le proposte non saranno accolte. |
| venerdì 1 dicembre 1967 | La Liguria bloccata da uno sciopero per il lavoro e lo sviluppo industriale. |
| A Cagliari gli studenti occupano l’Università. | |
| sabato 2 dicembre 1967 | |
| domenica 3 dicembre 1967 | Città del Capo: il chirurgo Christiaan Barnard effettua il primo trapianto di cuore della storia. |
| lunedì 4 dicembre 1967 | |
| martedì 5 dicembre 1967 | Aldo Braibanti, professore di filosofia, è accusato di plagio nei confronti di due suoi studenti che sono andati a vivere nella sua abitazione. Il caso Braibanti suscita clamore nell’opinione pubblica e fra gli intellettuali del paese: fra il docente e i suoi allievi c’è una relazione omosessuale. Il professore viene arrestato nel carcere romano di Regina Coeli. Il processo si conclude con la condanna di Braibanti a sette anni che in appello sono ridotti a due. (La storia siamo noi) |
| mercoledì 6 dicembre 1967 | |
| giovedì 7 dicembre 1967 | Si estende in Spagna la protesta degli studenti. |
| venerdì 8 dicembre 1967 | |
| sabato 9 dicembre 1967 | Bucarest: Nicolae Ceau?escu diviene capo del governo rumeno, diventando di fatto il dittatore della Romania. |
| domenica 10 dicembre 1967 | Il 1967 è un anno decisamente positivo per il ventiseienne Otis Redding, soprannominato “Big O”, il grande O, da tutti considerato ormai uno dei protagonisti più originali della grande esplosione del soul degli anni Sessanta. Il suo ultimo album Live in Europe, registrato dal vivo nel corso di una lunga tournée nel Vecchio Continente, fa il punto sulla sua carriera e sembra preludere a un’ulteriore evoluzione. Nel referendum annuale di “Melody Maker” ha addirittura strappato, lui dalla pelle nera come il carbone, la palma di “miglior voce maschile” al bianco re del rock and roll, Elvis Presley, da dieci anni abituato a vincere a mani basse. In più c’è stato il Festival di Monterey, un grande raduno che ha catturato l’attenzione dei media e ha ufficializzato l’abbattimento delle barriere razziali, almeno in campo musicale. In autunno si sottopone a una operazione alle corde vocali. La convalescenza e il riposo forzato gli danno la possibilità di comporre nuove canzoni, ma soprattutto di riflettere. Si accorge che i tempi stanno cambiando rapidamente e che il pubblico si sta stancando della ripetitività ossessiva del soul e del rhythm and blues. È convinto che il futuro stia nella contaminazione tra i generi, più che nel rinnovamento di una moda, e che l’ambiente sia ormai maturo per nuove esperienze. Insieme al chitarrista Steve Cropper compone un brano che nelle sue intenzioni dovrebbe indicare la via del rinnovamento. È (Sittin’ on) The dock of the bay, una ballata soul carezzevole e leggermente ipnotica che si presta a infinite variazioni interpretative. Il 7 dicembre ne registra la prima versione, anche se si ripromette di lavorarci ancora con calma più avanti. In quel momento non può. Lo aspetta un breve tour nel Mid-West che avrebbe preferito evitare. Gli piace poco l’idea di spostarsi ogni giorno volando da una città all’altra come un pacco postale senza avere neppure il tempo di pensare. Non finirà mai la tournée perché il 10 dicembre 1967 l’aereo che lo sta trasportando a Madison, nel Wisconsin precipita nelle fredde acque del Lago Monoma. Con lui perdono la vita anche quattro componenti dei Bar-Kays, il gruppo che l’accompagna nei concerti: Jimmy King, Ron Caldwell, Phalm Jones e Carl Cunningham. (Gianni Lucini) |
| lunedì 11 dicembre 1967 | |
| martedì 12 dicembre 1967 | |
| mercoledì 13 dicembre 1967 | A Roma manifestazione per la libertà della Grecia indetta dai movimenti giovanili di sinistra e dalle associazioni studentesche. |
| Inizia lo sciopero degli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. | |
| giovedì 14 dicembre 1967 | |
| venerdì 15 dicembre 1967 | |
| sabato 16 dicembre 1967 | |
| domenica 17 dicembre 1967 | |
| lunedì 18 dicembre 1967 | |
| martedì 19 dicembre 1967 | |
| mercoledì 20 dicembre 1967 | |
| giovedì 21 dicembre 1967 | |
| venerdì 22 dicembre 1967 | |
| sabato 23 dicembre 1967 | Migliaia di persone manifestano contro il presidente americano Johnson in visita a Roma e lo costringono a spostarsi in elicottero per incontrarsi con Saragat. |
| domenica 24 dicembre 1967 | |
| lunedì 25 dicembre 1967 | |
| martedì 26 dicembre 1967 | |
| mercoledì 27 dicembre 1967 | |
| giovedì 28 dicembre 1967 | |
| venerdì 29 dicembre 1967 | |
| sabato 30 dicembre 1967 | |
| domenica 31 dicembre 1967 |
Le voci riportate giorno per giorno sono in gran parte tratte dalla rete. E’ dunque possibile che alcuni episodi risultino… schierati politicamente, ovvero descritti con una particolare enfasi di parte. Altri sembreranno, a ragione, di segno opposto. Sarà mia cura nel tempo renderli i più asettici e oggettivi possibile, anche se, la passione squilibrata resta comunque una componente irrinunciabile e indiscutibile di quegli anni.
I files della cronologia saranno continuamente aggiornati con modifiche ed integrazioni. Si accettano pertanto suggerimenti e segnalazioni, qualora si riscontrino errori od omissioni.
Per gli “aneddoti” musicali si è copiosamente attinto dal bellissimo blog di Gianni Lucini Rock & Martello.