Cronologia – 1970

  Viene documentato che nel corso delle lotte operaie dell’ “autunno caldo” la magistratura ha denunciato 13. 903 militanti per reati politici e sindacali. Le denunce riguardano lavoratori, sindacalisti e studenti .Circa 4 000 di esse a riferiscono a lavoratori agricoli e oltre 2000 a metalmeccanici . In data 27 gennaio il Ministro dell’Interno Restivo, aveva dichiarato al Senato, che , in ordine alle agitazioni sindacali, erano state effettuate nei mesi di settembre novembre 1969 , 6. 907 denunce e altre 1489 nel mese di dicembre. I reati contestati ammontavano in totale a 14 036 e, m particolare 235 denunce per lesioni personali, 179 per devastazione e saccheggio, 4 per sequestro di persona, 124 per detenzione abusiva di armi da guerra e comuni o di esplosivo e di intimidazione con uso di materiale esplodenti 1712 per violenza privata, 1.610 per blocco ferroviario, 29 per attentati alla sicurezza dei trasporti, 3 325 per invasione arbitraria di aziende, terreni ed edifìci pubblici, 1 376 per interruzione di pubblico servizio
A dominare la scena della prima metà del 1970 sono i Gap di Giangiacomo Feltrinelli. All’interno di Sinistra proletaria, invece, sono ormai insanabili gli orientamenti che hanno per oggetto sempre il solito tema: la necessità (o meno) di passare a forme di lotta più incisive e organizzate (nonché clandestine).
giovedì 1 gennaio 1970 Giangiacomo Feltrinelli varca clandestinamente la frontiera con l’aiuto di militanti di Potere operaio che lo conducono, attraverso un passo non sorvegliato dalla Guardia di Finanza, in Svizzera, dopo che era fallito per l’eccessiva neve un analogo tentativo il 30 dicembre 1969.
venerdì 2 gennaio 1970  
sabato 3 gennaio 1970 Il Congo-Brazzaville adotta una nuova costituzione di stampo marxista e muta il suo nome in Repubblica Popolare del Congo 
  A Londra – I Beatles si riuniscono per l’ultima volta in uno studio di registrazione per concludere l’incisione dell’album Let it Be 
domenica 4 gennaio 1970  
lunedì 5 gennaio 1970  
martedì 6 gennaio 1970  
mercoledì 7 gennaio 1970 Fin dall’inizio si era capito che non l’avrebbe passata liscia e Max Yasgur, il proprietario della fattoria di Bethel che aveva ospitato la “tre giorni di pace, amore e musica” entrata nella storia come il Festival di Woodstock si era preparato per tempo alla resa dei conti. Il 7 gennaio 1970, puntualmente, viene citato in tribunale dai proprietari dei terreni confinanti che chiedono trentacinquemila dollari di risarcimento per i danni provocati dal pubblico alle loro proprietà. Non è che l’ultimo strascico, in ordine di tempo, di un evento la cui portata epocale non ha impressionato né le autorità, né i grandi proprietari terrieri di una zona fondamentalmente conservatrice e che ha vissuto la pacifica invasione dei cinquecentomila giovani come un insopportabile fastidio. Spenti i fari dei palchi, rimesse in sesto le strade, rinata l’erba sui prati trasformati in pantano, rifatte le recinzioni travolte dalla massa umana, anche l’attenzione dei media si è spostata altrove. L’unico a non andarsene è stato Max Yasgur, cui la commozione aveva fatto pronunciare le parole rimaste a simbolo di un evento irripetibile: «Credo che tutti voi abbiate dimostrato qualcosa al mondo, e cioè che mezzo milione di giovani possano stare insieme e divertirsi ad ascoltare musica…» La sua casa è qui. Qui è nato, è cresciuto e qui ha vissuto uno dei momenti più straordinari della sua vita. Quando gli viene notificata la citazione non fa commenti. È un uomo semplice. A un cronista locale chiarisce soltanto la sua posizione: «Non ho tutti i soldi che mi chiedono. Andrò davanti ai giudici e glielo dirò…». Pratico più che rassegnato, per lui il mondo è più semplice di come vogliono farlo apparire gli altri. Nella battaglia legale che l’aspetta non può contare sul sostegno di nessuno. Anche i protagonisti del Festival di Woodstock, divenuti improvvisamente delle star, sono lontani, impegnati a far fruttare l’inaspettata popolarità. Lui non si lamenta, non si fa problemi. La causa si trascinerà per molto tempo, ma non approderà a niente, anche perché il buon Max con la sua semplicità troverà un modo originale per uscirne: l’8 febbraio 1973, a cinquantatré anni, morirà d’infarto lasciando tutti con un palmo di naso… (Gianni Lucini)
giovedì 8 gennaio 1970  
venerdì 9 gennaio 1970  
sabato 10 gennaio 1970  
domenica 11 gennaio 1970  
lunedì 12 gennaio 1970  
martedì 13 gennaio 1970  
mercoledì 14 gennaio 1970  
giovedì 15 gennaio 1970 Il Colonnello Muammar Gheddafi viene proclamato premier della Libia. Avvia la nazionalizzazione delle compagnie petrolifere e l’esproprio dei beni stranieri. Oltre ventimila italiani presenti sul suolo libico rientreranno in patria.
  La regione nigeriana secessionista del Biafra capitola. La rivolta era cominciata il 6 luglio 1967
venerdì 16 gennaio 1970  
sabato 17 gennaio 1970  
domenica 18 gennaio 1970 Viene assassinata Carla Gruber, amante del fascista Luberti, soprannominato “il boia di Albenga”. La Gruber era in procinto di fare rivelazioni sulla strage di Piazza Fontana
lunedì 19 gennaio 1970  
martedì 20 gennaio 1970  
mercoledì 21 gennaio 1970 II Movimento Studentesco organizza a Milano una manifestazione contro la repressione che si conclude con duri scontri con la polizia (67 feriti). II giorno seguente si svolge come risposta alle cariche delle forze dell’ordine una nuova imponente manifestazione alla quale partecipano militanti del M S , dei diversi gruppi extraparlamentari e anche esponenti del PCI.
giovedì 22 gennaio 1970 Primo volo commerciale del Boeing 747 da parte della Pan Am
venerdì 23 gennaio 1970  
sabato 24 gennaio 1970 Quasi 10.000 sono i lavoratori denunciati per ‘reati di lotta’ nell’autunno caldo. In previsione del dibattito al Senato sulle denunce a carico dei lavoratori, un elenco dettagliato di queste è stato inviato ai presidenti delle due Camere dalle segreterie delle Confederazioni sindacali. Si tratta, dicono i sindacati, di un rapporto ancora incompleto, ma da esso già risulta che i lavoratori denunciati sono 9.938, così suddivisi per categoria di appartenenza: 1.768 metalmeccanici, 1.474 braccianti, 359 edili, 107 alimentaristi, 538 chimici e vetrai, 526 minatori e cavatori, 1.054 vigili urbani, 277 statali e parastatali, 43 lavoratori del commercio, 400 tessili, 228 nei trasporti, 2.135 negli enti locali ed ospedalieri, 1.166 nelle altre categorie. Il 46% delle denunce sono state presentate da polizia e carabinieri, il 17% da enti ed aziende, il 13% da procuratori o pretori, il 24% da singoli cittadini. Oltre alle denunce, il rapporto sindacale registra 800 interrogatori ad altrettanti lavoratori, 40 licenziamenti per rappresaglia, gravi sanzioni a carico di altri 20. I sindacati chiedono l’abrogazione di norme del codice penale Rocco, incompatibili con la Costituzione, delle quali si è fatto largo uso per reprimere le agitazioni. Le denunce si riferiscono infatti ad azioni condotte sui luoghi di lavoro come occupazioni, assemblee, picchettaggi; rubricate come ‘turbativa violenta del possesso di cose immobili’, ‘ingresso abusivo su fondo altrui’, ‘ingresso arbitrario in luoghi di interesse militare’, ‘danneggiamento’, ‘violenza privata’, ‘lesione personale’, ‘interruzione di pubblico servizio’, eccetera. 
domenica 25 gennaio 1970  
lunedì 26 gennaio 1970 Simon & Garfunkel pubblicano Bridge over Troubled Water è il loro quinto e ultimo album. Il disco riscosse un successo mondiale, vendendo solo negli Stati Uniti otto milioni di copie e in tutto il mondo si stima oltre venti milioni. L’album raggranellò cinque Grammy Award, tra cui Miglior album dell’anno.
martedì 27 gennaio 1970  
mercoledì 28 gennaio 1970 In un pozzo della periferia di Roma viene trovato il cadavere di Armando Calzolari, tesoriere del Fronte Nazionale. L’inchiesta archivia il caso come suicidio. Nel libro inchiesta “La strage di Stato” viene indicato il gruppo di fascisti, coinvolto nella strage del 12 Dicembre, come autore della morte di Calzolari, che sarebbe stato ucciso per evitare che facesse rivelazioni su Piazza Fontana. Una successiva nuova inchiesta si concluderà con il verdetto “…omicidio ad opera di ignoti…”
  Entrano in vigore gli organi delle regioni a statuto ordinario, stabilite dall’art. 131 della Costituzione della Repubblica Italiana
giovedì 29 gennaio 1970  
venerdì 30 gennaio 1970  
sabato 31 gennaio 1970 A Roma, il pugile Bruno Arcari batte il filippino Pedro Adigue e conquista il titolo mondiale WBC dei Superleggeri.
Negli Stati Uniti, nasce ufficialmente il Super Bowl, partita che determina la squadra vincitrice della National Football League, tra le capoliste delle due confederazioni, la American Football Conference e la National Football Conference
domenica 1 febbraio 1970  
lunedì 2 febbraio 1970  
martedì 3 febbraio 1970  
mercoledì 4 febbraio 1970  
giovedì 5 febbraio 1970 Sul Secondo Programma debutta Rischiatutto, quiz a premi condotto da Mike Bongiorno.
venerdì 6 febbraio 1970  
sabato 7 febbraio 1970 Si dimette il Governo Rumor II 
domenica 8 febbraio 1970  
lunedì 9 febbraio 1970  
martedì 10 febbraio 1970  
mercoledì 11 febbraio 1970 Il presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul caso SIFAR, il senatore democristiano Alessi, ordina il sequestro del nastro esibito dalla difesa di De Lorenzo. Otto giorni dopo il nastro viene sequestrato dal ministero della Difesa (il sequestro viene eseguito da Francesco Cossiga)
giovedì 12 febbraio 1970  
venerdì 13 febbraio 1970  
sabato 14 febbraio 1970  
domenica 15 febbraio 1970  
lunedì 16 febbraio 1970  
martedì 17 febbraio 1970  
mercoledì 18 febbraio 1970  
giovedì 19 febbraio 1970  
venerdì 20 febbraio 1970  
sabato 21 febbraio 1970 Viene eletto gran maestro del Grande Oriente d’Italia Lino Salvini
domenica 22 febbraio 1970  
lunedì 23 febbraio 1970  
martedì 24 febbraio 1970  
mercoledì 25 febbraio 1970 Alla fine degli anni Sessanta le cronache rosa hanno in Mina uno dei bersagli preferiti. La sua riservatezza, l’assenza di smentite, la sostanziale indifferenza nei confronti dei media alimentano e incoraggiano il gioco dei «si dice, si sussurra, sembra che…». Circola anche la voce che la cantante si sia sposata in gran segreto con Augusto Martelli in una antica chiesetta del quartiere Ticinese di Milano. In realtà il rapporto sentimentale tra la cantante e il maestro Martelli è ormai esaurito anche se i due continuano a collaborare sul piano professionale. All’inizio del mese di gennaio del 1970 Mina si esibisce in concerto a Terni. Al termine dello spettacolo il suo vecchio amico Fabrizio Zampa, giornalista con un passato da batterista nei Flippers, va in camerino a salutarla. L’accompagna un collega, Virgilio Crocco, giornalista del Messaggero di Roma. La cantante resta piacevolmente colpita da quest’ultimo, un uomo gentile, distinto e un po’ chiuso in se stesso. Tra i due scocca una scintilla che fin dal primo momento è qualcosa di più di una semplice simpatia. Un mazzo di fiori, una telefonata, qualche confidenza colpiscono Mina più di un lungo e stucchevole corteggiamento. Si rivedono a Bologna qualche giorno dopo e decidono di non perdere altro tempo. Il 25 febbraio 1970 si sposano nel Municipio di Trevignano, in provincia di Roma. Perché aspettare? (Gianni Lucini)
giovedì 26 febbraio 1970 Inizia il Festival di Sanremo. Classifica finale: 1) Adriano Celentano e Claudia Mori Chi non lavora non fa l’amore (Celentano­Beretta­Del Prete); 2) Nicola Di Bari e i Ricchi e Poveri La prima cosa bella (Di Bari­Mogol); 3) Sergio Endrigo e Iva Zanicchi L’arca di Noè (Endrigo). Presentano Nuccio Costa, Enrico Maria Salerno e Ira Furstenberg. Organizzazione Società Due Erre, Ezio Radaelli e Gianni Ravera 
venerdì 27 febbraio 1970  
sabato 28 febbraio 1970 Adriano Celentano e Claudia Mori trionfano al XX Festival di Sanremo con la canzone “Chi non lavora non fa l’amore”.
Una folla immensa attende a Copenaghen il concerto dei NOBS. La notizia finisce sul tavolo di un redattore di cronaca di uno dei più diffusi quotidiani della capitale danese con una nota a mano del direttore: «Chi diavolo sono questi NOBS e perché hanno tanto successo?». Se si eccettuano i magazine specializzati, in quel periodo nelle redazioni non c’è un vero e proprio esperto musicale. La musica pop tocca, di volta in volta, alla cronaca, al costume e, più raramente, alla cultura. L’idea che guida i direttori è che la musica non faccia notizia se non nelle pagine delle inserzioni a pagamento. Al malcapitato cronista non resta che cercare aiuto per evitare di scrivere stupidaggini. Scopre così quello che gli appassionati di musica sanno da tempo. La formazione dei NOBS è composta da Jimmy Page, Robert Anthony Plant, John Henry “Bonzo” Bonham e John Paul Jones. I quattro ragazzi quando sono fuori dai confini della Danimarca si chiamano Led Zeppelin, ma nel regno che fu d’Amleto non possono più utilizzare quel nome. Su di loro, infatti, pende la diffida di una certa Eva Von Zeppelin, discendente di Ferdinand, l’inventore dei famosi dirigibili, che ha minacciato di chiedere un risarcimento miliardario per l’uso improprio e non autorizzato del nome. La causa deve ancora essere discussa e i legali già da qualche mese hanno consigliato la band di sospendere la distribuzione dei loro dischi. Su questo i discografici sono stati, però, categorici: «Non se ne parla». Come dar loro torto visto che l’album Led Zeppelin II sta facendo sfracelli in tutte le classifiche di vendita e in Gran Bretagna ha addirittura scalzato dal vertice della classifica Abbey road dei Beatles? Il Financial Times ha calcolato in cinque milioni di dollari l’utile commerciale dei loro dischi e anche il mondo politico s’è accorto di loro. Il segretario del Parlamento Britannico in persona è intervenuto alla consegna di due dischi d’oro alla band lanciandosi in un pubblico encomio per il contributo dato con le vendite dei dischi alla bilancia dei pagamenti britannica. Un po’ sconcertati da quanto sta accadendo i Led Zeppelin invocano tranquillità per comporre in santa pace nuovi brani da inserire nel terzo album. Il concerto di Copenaghen cade in un periodo di relativa serenità della band. La scelta di esibirsi come NOBS finisce per diventare una nota di colore in più. Confonde qualche caporedattore, ma non disorienta il pubblico. (Gianni Lucini)
In Cambogia il primo ministro Lon Nol attua un colpo di stato per destituire re Norodom Sihanouk 
domenica 1 marzo 1970  
lunedì 2 marzo 1970  
martedì 3 marzo 1970  
mercoledì 4 marzo 1970  
giovedì 5 marzo 1970 Entra in vigore il Trattato di non proliferazione nucleare, accettato da circa 100 nazioni. Non vi aderiscono Francia, India, Israele, Cina e Brasile.
venerdì 6 marzo 1970  
sabato 7 marzo 1970  
domenica 8 marzo 1970  
lunedì 9 marzo 1970  
martedì 10 marzo 1970 Nei leggendari Abbey Road Studios, la tana in cui sono nati i successi dei Beatles, c’è molta agitazione. Si sta registrando, infatti, I can’t tell the bottom from the top, il brano che dovrebbe segnare il rilancio degli Hollies. La band, considerata uno dei grandi gruppi beat degli anni Sessanta, è in piena crisi dopo che, un anno prima, il suo chitarrista Graham Nash se n’è andato oltreoceano a cercare fortuna. Nonostante l’inserimento di Terry Silvester il gruppo, la cui formazione è completata dai chitarristi Allan Clarke e Tony Hicks, dal batterista Bobby Elliot e dal bassista Bernie Calvert, fatica a mantenersi a galla. Per la verità, dopo la fuga di Nash, gli Hollies hanno pubblicato qualche singolo di successo come Listen to me, Sorry Suzanne e He ain’t heavy, he’s my brother, ma la loro storia sembra arrivata alla fine. «Scordatevi gli Hollies. Senza Graham Nash assomigliano a una minestra costantemente riscaldata» scrive di loro uno dei più famosi critici musicali britannici. Per questo il 10 marzo 1970 entrano negli studi di Abbey Road decisi a dare una svolta nella loro carriera. Dopo qualche ora di lavoro decidono di fare una pausa, insoddisfatti del risultato. Mentre stanno discutendo tra loro vedono un ragazzotto brufoloso, basso di statura, con una frangetta sulla fronte e un paio di occhiali spessi che s’aggira con aria un po’ persa nei corridoi. Il suo nome d’arte è Elton John, ha pubblicato qualche disco senza particolari risultati e in quel periodo sbarca il lunario cercando ingaggi come pianista in sala di registrazione. «Un pianoforte, ecco quel che ci vuole!» Allan Clarke convince i compagni che per dare maggior corpo al suono del gruppo è indispensabile aggiungere alla formazione un pianoforte. «Ehi, ragazzo, te la senti di darci una mano?» Il giovane pianista guarda un po’ emozionato il leader di uno dei gruppi più famosi della Gran Bretagna che lo invita a suonare con lui. Inizialmente si schermisce, ma poi accetta, anche perché non sa dir di no al compenso che gli viene proposto. Gli Hollies registrano così, con l’apporto di quel brufoloso e sconosciuto pianista, I can’t tell the bottom from the top, il brano del loro rilancio. Allan Clarke è entusiasta del risultato e glielo dice: «Ci sai fare davvero». Per un attimo il ragazzo pensa di aver trovato un lavoro, ma non c’è niente da fare. La formazione degli Hollies non si tocca e lui dovrà aspettare per qualche tempo ancora prima di arrivare al successo. (Gianni Lucini)
mercoledì 11 marzo 1970  
giovedì 12 marzo 1970 Negli USA, viene abbassata da 21 a 18 anni l’età in cui si ottiene il diritto di voto. 
venerdì 13 marzo 1970  
sabato 14 marzo 1970  
domenica 15 marzo 1970  
lunedì 16 marzo 1970  
martedì 17 marzo 1970  
mercoledì 18 marzo 1970  
giovedì 19 marzo 1970  
venerdì 20 marzo 1970  
sabato 21 marzo 1970  
domenica 22 marzo 1970  
lunedì 23 marzo 1970  
martedì 24 marzo 1970 Luciano Lama è eletto segretario della Cgil. Succede ad Agostino Novella.
mercoledì 25 marzo 1970 Primo volo commerciale del Concorde 
giovedì 26 marzo 1970  
venerdì 27 marzo 1970  
sabato 28 marzo 1970  
domenica 29 marzo 1970 Varato il terzo governo Rumor 
lunedì 30 marzo 1970  
martedì 31 marzo 1970  
Una serie di attentati dinamitardi a tralicci dell’alta tensione vengono realizzati a Tirano e Valdisotto. Lo scopo è quello di causare interruzioni di energia elettrica in modo da causare un black out a Milano e in parte della Lombardia creando il caos. Il piano prevede una “…settimana di fuoco…” a Bologna, Carrara, Empoli, Catanzaro, Palermo, Viareggio, Pisa e Sondrio con attentati dimostrativi e attacchi alle caserme realizzati da fascisti del MAR (Movimento di Azione Rivoluzionaria) che si forma a Sondrio guidato da Carlo Fumagalli) e della Lega Italia Unita per realizzare una “…stagione eversiva…” tendente ad instaurare in Italia una repubblica presidenziale. Il piano naufraga dopo le prime esplosioni
mercoledì 1 aprile 1970  
giovedì 2 aprile 1970  
venerdì 3 aprile 1970 Roma, agenti della polizia rinvengono il cadavere di Carla Gruber nell’appartamento di Via Pallavicini, 52. La scena è agghiacciante e l’odore è insopportabile: in decomposizione giace avvolta tra le lenzuola corpo della donna amante di Luciano Luberti, detto il Boia di Albenga.
  A Pisa i militari della Folgore assalgono un bar del centro frequentato da militanti del PCI.
sabato 4 aprile 1970  
domenica 5 aprile 1970  
lunedì 6 aprile 1970  
martedì 7 aprile 1970  
mercoledì 8 aprile 1970  
giovedì 9 aprile 1970 La nave London Valour, battente bandiera inglese e carica di cromo, naufraga nella rada del porto di Genova dopo l’impatto contro la diga foranea a causa di una forte mareggiata: venti i marinai morti nell’affondamento della nave 
venerdì 10 aprile 1970 Paul Mc Cartney annuncia lo scioglimento dei Beatles.
sabato 11 aprile 1970  
domenica 12 aprile 1970 Il Cagliari di Gigi Riva vince il suo primo scudetto.
lunedì 13 aprile 1970  
martedì 14 aprile 1970 Grave guasto alla navicella Apollo 13 si rischia il disastro spaziale.
mercoledì 15 aprile 1970  
giovedì 16 aprile 1970 Una voce interrompe il telegiornale nazionale in diverse zone dell’Italia Settentrionale: è l’annuncio della nascita delle Brigate Gap, riconducibili all’editore Giangiacomo Feltrinelli.
venerdì 17 aprile 1970 USA/NASA: rientro dell’Apollo 13 con salvataggio dell’equipaggio 
sabato 18 aprile 1970 E’ indetta a Piazza Santo Stefano a Milano, una manifestazione antimperialista per protestare contro l’imminente invasione americana della Cambogia. La manifestazione viene vietata e i dimostranti caricati dalla polizia. Violenti scontri si verificano intorno alla università statale
  Genova. Ugo Venturini, 33 anni, attivista missino, durante violenze scatenate da appartenenti al MSI in occasione del comizio dell’on. Giorgio Almirante, viene ferito gravemente dai suoi stessi camerati. Trasportato all’ospedale muore il 1° maggio.
domenica 19 aprile 1970  
lunedì 20 aprile 1970  
martedì 21 aprile 1970  
mercoledì 22 aprile 1970 Lussemburgo, I 6 stati della CEE firmano il Trattato di Lussemburgo 
giovedì 23 aprile 1970 Giacomo Mancini diventa segretario del Partito Socialista Italiano 
venerdì 24 aprile 1970  
sabato 25 aprile 1970  
domenica 26 aprile 1970  
lunedì 27 aprile 1970  
martedì 28 aprile 1970  
mercoledì 29 aprile 1970  
giovedì 30 aprile 1970 USA, Il Presidente Richard Nixon annuncia che truppe americane prendono parte alle azioni militari avviate in Cambogia dal forze sudvietnamite per bloccare le infiltrazioni delle truppe del Vietnam del Nord 
Germania Ovest, il cancelliere Willy Brandt compie viaggi verso l’est europeo, prima in Unione Sovietica e poi in Polonia; è l’inizio della Ostpolitik 
venerdì 1 maggio 1970 A Torino un corteo non autorizzato di operai della Fiat viene represso da ingenti forze di polizia che causano molti contusi e feriti.
sabato 2 maggio 1970  
domenica 3 maggio 1970 I Gap incendiano a Genova il consolato degli Stati Uniti.
  A Milano, un gruppo di militanti di destra danneggia, con un’incursione, il circolo di sinistra “Il Melograno”.
lunedì 4 maggio 1970 Nella Kent State University (Ohio, Usa), la Guardia Nazionale apre il fuoco durante una protesta studentesca contro la politica di Richard Nixon: muoiono quattro studenti.
martedì 5 maggio 1970  
mercoledì 6 maggio 1970  
giovedì 7 maggio 1970  
venerdì 8 maggio 1970  
sabato 9 maggio 1970  
domenica 10 maggio 1970 A Milano studenti della cattolica vengono malmenati dalla polizia mentre questi tentavano di occupare l’Università.
lunedì 11 maggio 1970  
martedì 12 maggio 1970  
mercoledì 13 maggio 1970  
giovedì 14 maggio 1970 Nella Germania Federale nasce il gruppo armato comunista Raf (Rote Armee Fraktion), nelle cui fila militano Andreas Baader e Ulrike Meinhof.
venerdì 15 maggio 1970  
sabato 16 maggio 1970  
domenica 17 maggio 1970 Thor Heyerdahl attraversa l’Atlantico su una zattera di canne di papiro chiamata Ra II 
lunedì 18 maggio 1970  
martedì 19 maggio 1970  
mercoledì 20 maggio 1970 Il Parlamento approva lo Statuto dei Lavoratori, che tutela i diritti dei lavoratori dipendenti. Il padre di questa legge (legge 300/70) è il socialista Gino Giugni.
giovedì 21 maggio 1970  
venerdì 22 maggio 1970  
sabato 23 maggio 1970  
domenica 24 maggio 1970  
lunedì 25 maggio 1970 Viene istituito il referendum (legge 352/70). Il referendum è abrogativo e si può indire se ne fanno richiesta 500.000 cittadini o 5 consigli regionali o un quinto del Parlamento.
martedì 26 maggio 1970  
mercoledì 27 maggio 1970  
giovedì 28 maggio 1970  
venerdì 29 maggio 1970  
sabato 30 maggio 1970  
domenica 31 maggio 1970  
lunedì 1 giugno 1970 A Roma Stefano Delle Chiaie entra a far parte dell’organizzazione  fondata da Junio Valerio Borghese con compiti definiti”operativi”.
martedì 2 giugno 1970 A 82 anni, muore a Milano il poeta Giuseppe Ungaretti.
mercoledì 3 giugno 1970  
giovedì 4 giugno 1970 Le isole Tonga, già protettorato britannico, ottengono la piena indipendenza 
venerdì 5 giugno 1970  
sabato 6 giugno 1970  
domenica 7 giugno 1970 Italia, si tengono per la prima volta le elezioni regionali 
lunedì 8 giugno 1970  
martedì 9 giugno 1970  
mercoledì 10 giugno 1970  
giovedì 11 giugno 1970  
venerdì 12 giugno 1970  
sabato 13 giugno 1970 Schizza al vertice della classifica britannica dei singoli più venduti In the summertime, una canzoncina senza pretese destinata a lasciare un segno indelebile nella storia del pop per i suoi suoni sporchi e per l’utilizzo di strumenti inusuali, compreso il soffio cadenzato nel collo di una damigiana e lo sfregamento di una grattugia. Il disco venderà sei milioni di copie e arriverà al primo posto nelle classifiche di ben ventisei paesi, Italia compresa. Ne sono interpreti i Mungo Jerry, una band formata l’anno precedente dal cantante e chitarrista Ray Dorset insieme a Paul King, anche lui esperto di strumenti a corde, al tastierista Colin Earl e al bassista Mike Cole. Manca un batterista ma la scelta non è casuale. I Mungo Jerry, infatti, nascono nella mente di Dorsey come una sorta di band povera, sulla falsariga delle jug band statunitensi, a strumentazione variabile e arricchita dall’uso musicale di oggetti d’uso comune. Il successo così rapido e inatteso finirà per mettere in crisi la stessa band. Mentre i discografici tentano di sfruttare la formula con un altro paio di singoli, il gruppo non regge la pressione. Pochi mesi dopo il successo di In the summertime Mike Cole se ne va, sostituito rapidamente dal bassista John Godfrey. Non è finita, perché nel 1972 il primo calo di vendite allarma la casa discografica che chiede loro di “elettrizzare” maggiormente i suoni. Colin Earl e Paul King non ci stanno e salutano la compagnia. Dorset “normalizzare” la formazione con il batterista Tim Reeves e il tastierista Jon Pope. È l’inizio della crisi definitiva. A partire dal 1974 i Mungo Jerry sono praticamente una sigla che nasconde il solo Ray Dorset con il supporto di musicisti di studio. Nel 1977 Dorset convincerà Colin Earl a seguirlo nel tentativo di ridare vita alla band con il bassista Chris Warnes e il batterista Pete Sullivan, ma ormai lo spazio loro riservato è soltanto quello della nostalgia e del revival. (Gianni Lucini)
domenica 14 giugno 1970  
lunedì 15 giugno 1970  
martedì 16 giugno 1970  
mercoledì 17 giugno 1970 Allo stadio Azteca di Città del Messico si disputa la semifinale dei Mondiali di calcio: Italia-Germania Ovest finisce 4-3 dopo i tempi supplementari.
giovedì 18 giugno 1970  
venerdì 19 giugno 1970  
sabato 20 giugno 1970  
domenica 21 giugno 1970 Allo stadio Azteca di Città del Messico si disputa la finale dei Mondiali di calcio: Brasile-Italia finisce 4-1.
lunedì 22 giugno 1970  
martedì 23 giugno 1970  
mercoledì 24 giugno 1970  
giovedì 25 giugno 1970  
venerdì 26 giugno 1970  
sabato 27 giugno 1970 I fratelli Reinhold e Gunther Messner conquistano la cima himalayana del Nanga Parbat, ma durante la discesa Gunther muore.
  Sull’onda del successo ottenuto alla manifestazione “Un disco per l’estate”, arriva al primo posto della classifica dei singoli più venduti in Italia il brano Lady Barbara. La interpreta Renato Brioschi o, come recita la copertina del disco, Renato dei Profeti, dal nome della band di cui è leader. Resterà al vertice delle classifiche di vendita per oltre quattro mesi, ispirerà un film omonimo e diventerà una delle canzoni simbolo di quello che qualcuno, con un po’ d’azzardo, chiamerà “pop sinfonico italiano”. Il brano, in realtà, è una furba operazione d’aggancio con le sonorità del pop inglese di quel periodo: una melodia romantica supportata da un sontuoso arrangiamento in stile sinfonico, ricco d’archi. Lady Barbara segna la definitiva rottura tra il cantante e la sua band, che proseguirà in proprio. Il buon Renato, non più “dei Profeti”, non riuscirà più a bissare lo straordinario successo del suo debutto come solista, anche se pian piano comincerà a farsi apprezzare come autore e produttore. Nel 1975 una sua canzone, Giochi senza età, passata quasi inosservata in Italia diventerà un grande successo in terra di Francia con il titolo La peure d’aimer nell’interpretazione di Jean Chevalier, il figlio del famoso Maurice. La vicenda si ripete qualche anno dopo quando un altro brano, Io voglio vivere viene snobbato dai discografici italiani ma diventa un successo internazionale nella versione francese di Gerard Lenorman. Come produttore è stato uno dei primi a credere in Eros Ramazzotti e, soprattutto, ha rischiato operazioni di qualità anche se non baciate dal successo, come la produzione di Gunfire, l’unico disco da solista del batterista Andy Surdi. La sua carriera di cantante sembra, invece, contraddire il coraggio dimostrato in altri campi. Costretto a ripetere all’infinito Lady Barbara per un pubblico in vena di ricordi, nel 1986 accetta persino di partecipare alla “reunion” nostalgica dei Profeti. (Gianni Lucini)
domenica 28 giugno 1970  
lunedì 29 giugno 1970  
martedì 30 giugno 1970  
Rivolta a Reggio Calabria fra il 5 Luglio e il 15 Settembre strumentalizzata dalla destra fascista. Il ministro degli interni comunica alla camera il bilancio della sommossa: 3 morti di cui 2 civili e 1 militare, 191 feriti nella polizia e 37 fra i civili, 426 persone denunciate, 19 giorni di sciopero generale, 25 cortei, 12 attentati dinamitardi, 32 blocchi stradali, 14 blocchi ferroviari, 1 blocco dell’aeroporto, 2 blocchi portuali, 1 occupazione degli studi radiotelevisivi, 6 assalti alla Prefettura e 4 alla Questura, 23 scontri con la polizia
mercoledì 1 luglio 1970  
giovedì 2 luglio 1970  
venerdì 3 luglio 1970 Il giudice Amati accoglie la richiesta di archiviazione per la morte di Pinelli e la classifica come “fatto accidentale”
sabato 4 luglio 1970  
domenica 5 luglio 1970  
lunedì 6 luglio 1970  
martedì 7 luglio 1970 Prima puntata di Alto Gradimento. Va in onda tutti i giorni feriali dalle 13 alle 14 (tradizionalmente fascia morta) sul Secondo Programma radiofonico, condotto da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni.
mercoledì 8 luglio 1970  
giovedì 9 luglio 1970  
venerdì 10 luglio 1970  
sabato 11 luglio 1970  
domenica 12 luglio 1970  
lunedì 13 luglio 1970  
martedì 14 luglio 1970 Esplode a Reggio Calabria una rivolta popolare appoggiata dal Msi. Si protesta contro la designazione di Catanzaro a capoluogo di Regione. Tra i manifestanti emerge la figura di Ciccio Franco, sindacalista della Cisnal.
  La Brave New World Productions, società organizzatrice del Randall’s Island Rock Festival, convoca una conferenza stampa a New York nella quale denuncia che i “guevaristi” del White Panthers Party vogliono disturbare i concerti per protestare contro la mercificazione della musica. Da qualche giorno, per la verità, sull’area destinata a ospitare la manifestazione, sono accampati alcune centinaia di giovani, in gran parte membri di varie Comuni del “Movement”, il variegato arcipelago delle organizzazioni d’estrema sinistra nate dopo la grande fiammata del 1967 e del 1968. Di per sé non è, però, un fatto strano. Tutte le manifestazioni musicali di quel periodo vedono molti giovani affluire in zona con largo anticipo. Qualche giornalista sospetta che la denuncia sia una trovata pubblicitaria, ma le autorità, accusate di inerzia, intervengono. L’area del Festival viene sgomberata. I giovani si accampano fuori dal perimetro della manifestazione, mentre gli organizzatori rafforzano la recinzione. Lo sgombero si conclude rapidamente senza tensioni e non succede nulla nemmeno nei giorni successivi, quando i ragazzi delle Comuni ricevono la solidarietà di due gruppi in cartellone: gli Elephant’s Memory e gli Steppenwolf. Sembra tutto finito, ma la calma è apparente. La resa dei conti arriva il 18 luglio, giorno d’inizio della manifstazione. Fin dalle prime ore dell’alba piccoli gruppi di militanti del White Panthers Party fingono vari tentativi di sfondamento degli ingressi ufficiali per impegnare e distrarre il servizio d’ordine. Contemporaneamente il grosso dei giovani delle Comuni rimuove parti intere di recinzione in punti precisi e indicati su volantini passati di mano in mano nei giorni precedenti. Il Festival ha un grande successo di pubblico, ma è un fiasco sul piano economico: si calcola che solo uno spettatore su cinque abbia pagato regolarmente il biglietto. I cronisti riferiscono una frase colta al volo tra i giovani delle Comuni: «L’idea del piano per far fallire la manifestazione era una balla da paranoici. Noi siamo arrivati qui per divertirci e basta, ma dopo le accuse della conferenza stampa ci siamo detti: perché non farlo davvero?» (Gianni Lucini)
mercoledì 15 luglio 1970 II governo Rumor si è dimesso alla vigilia dello sciopero generale per la casa indetto dai sindacati Scoppia intanto la rivolta di Reggio che prende spunto dalle polemiche sulla designazione della città che dovrà essere sede del consiglio regionale. Le agitazioni sono fomentate e dirette dai fascisti che riescono ad inserirsi nella rabbia popolare per la grave situazione economica m cui versa l’intera zona. In vari punti della città e all’imbocco delle strade statali vengono erette barricate, dopo le cariche della polizia che il giorno precedente aveva disperso la folla radunatasi davanti la prefettura. Duri scontri si verificano tra polizia e dimostranti .Il ferroviere Bruno Labate di 46 anni (iscritto allo SFI-CGIL) viene raccolto morente al termine di una violenta carica poliziesca L’autopsia indica la causa della morte nelle gravi lesioni toraciche riportate per schiacciamento
giovedì 16 luglio 1970  
venerdì 17 luglio 1970  
sabato 18 luglio 1970  
domenica 19 luglio 1970  
lunedì 20 luglio 1970  
martedì 21 luglio 1970  
mercoledì 22 luglio 1970 Una carica di tritolo fa saltare un tratto di binario a Gioia Tauro e provoca il deragliamento della “Freccia del Sud” causando 6 morti e 139 feriti. La polizia denuncia i macchinisti. Secondo Lotta Continua invece è stato un attentato fascista. Le sei vittime sono: Rita Caciccia, 35 anni; Adriana Vassallo, 49 anni; Letizia Palumbo, 48 anni; Rosa Fazzari, 68 anni; Nicolina Mezzocchio, 70 anni; Andrea Cangeni, 40 anni 
giovedì 23 luglio 1970 «Corpi nudi che si abbracciano nel fango, droga a fiumi, bestemmie, oscenità varie e promiscuità. Questo è lo spettacolo che danno quei raduni chiamati, con termine improprio, “concerti rock”. Sono orge sfrenate accompagnate da dosi massicce di rumori assordanti e ululati belluini. Nessuna persona di buon senso può accettare l’idea di averne uno vicino alla sua casa. Chiunque sia timorato di Dio non può che avere un moto di raccapriccio all’idea che il proprio figlio, o, peggio, la propria figlia, entrino in contatto con una di queste manifestazioni…». Dichiarazioni come questa condiscono, nel luglio 1970 una straordinaria campagna di mobilitazione contro il rock “corruttore della gioventù”, attuata nello Stato del Connecticut da un insieme improvvisato di benpensanti, conservatori, fondamentalisti religiosi e associazioni della destra culturale. L’obiettivo dichiarato è quello di impedire lo svolgimento dal 30 luglio al 1° agosto di un Festival Rock nei pressi della cittadina di Powder Ridge. La mobilitazione vede in prima fila, accanto a semplici cittadini, numerosi amministratori locali desiderosi di mettersi in evidenza. I giovani organizzatori del Festival Rock, decisi a non accettare le provocazioni, tendono a sottovalutare la portata di queste iniziative demolitorie, evitando perfino di rispondere alle centinaia di lettere di protesta che invadono le redazioni dei giornali locali. Nelle prime settimane di luglio, in una conferenza stampa, sostengono che i benefici economici per la zona sono notevolmente superiori ai possibili disagi. Annunciano poi di aver già venduto più di diciottomila biglietti. Infine si dicono certi dell’assoluta infondatezza dell’azione legale che chiede la sospensione del Festival. L’illusione finisce il 22 luglio 1970 quando, mentre a Powder Ridge stanno arrivando i primi gruppi di ragazzi, il caso viene discusso di fronte alla Corte Distrettuale di New Haven. La sentenza è sorprendente. Accettando le ragioni dei ricorrenti, si proibisce “per ragioni d’ordine pubblico” lo svolgimento della manifestazione. Le autorità locali sono incaricate di predisporre lo sgombero immediato dell’area che avrebbe dovuto ospitare il concerto. (Gianni Lucini)
  Milano, Allo stabilimento Sit-Siemens, viene ritrovato il primo volantino firmato BR. Si tratta della prima comparsa in assoluto del nome del gruppo terroristico 
venerdì 24 luglio 1970  
sabato 25 luglio 1970 Praiano (SA). Nella notte la polizia la irruzione nella casa di William Berger e di sua moglie Carol Lobravico, attrice del Living Theatre. Motivo della perquisizione “sospetta presenza di droga”. La “droga” trovata consiste in 0,9 grammi di hashisc. Per questo Carol viene rinchiusa nel carcere di Poggioreale e poi nel manicomio criminale di Pozzuoli, dove morirà il 5 settembre. Malata di epatite virale, aveva chiesto con insistenza che la curassero, ma inutilmente
domenica 26 luglio 1970  
lunedì 27 luglio 1970 Muore il dittatore portoghese António de Oliveira Salazar, al potere dal 1932. Gli succede Marcelo Caetano.
martedì 28 luglio 1970  
mercoledì 29 luglio 1970  
giovedì 30 luglio 1970  
venerdì 31 luglio 1970 Belfast, nel corso di violenti scontri, i soldati inglesi fanno uso per la prima volta di una nuova arma, i proiettili di plastica; un militante cattolico viene comunque ucciso
sabato 1 agosto 1970  
domenica 2 agosto 1970 Oriana Fallaci si aggiudica il Premio Bancarella con il libro “Niente e così sia” 
lunedì 3 agosto 1970 A Mestre la polizia carica gli operai del Petrolchimico e delle imprese che occupano il cavalcavia, bloccando il traffico, e ferisce un operaio in modo grave; rimane ferito anche il deputato comunista Chinello.
martedì 4 agosto 1970 A Pecorile in provincia di Reggio Emilia presumibilmente dal 4 all’11 si svolge un convegno di ‘Sinistra proletaria’, considerato l’inizio dell’attività delle Brigate rosse. Renato Curcio parlerà del convegno in questi termini: “C’era l’esigenza urgente di risolvere le contraddizioni che erano maturate dentro la Sinistra proletaria dove gli orientamenti divergevano in modo ormai insanabile con la discussione sulla necessità di passare a nuove forme di lotta più incisive e clandestine”. Con il Convegno di Pecorile ha fine l’esperienza di Sinistra Proletaria: il gruppo di suoi militanti che si riconosce nelle figure di Curcio, Franceschini e Cagol decide il salto di qualità. Si intensificano da qui in avanti gli (infruttuosi) contatti con Feltrinelli. È in questo frangente che, alla Pirelli di Milano, nasce la prima Brigata rossa.
mercoledì 5 agosto 1970  
giovedì 6 agosto 1970 «Mai più stragi inutili, mai più guerra!». Il variegato mondo del pacifismo statunitense si mobilita, nell’estate del 1970, per ricordare il venticinquesimo anniversario dell’esplosione della bomba atomica di Hiroshima. Lo fa sapendo che non sarà una passeggiata perché “peace and love” è un bello slogan se serve a decorare le magliette o le copertine dei dischi, ma diventa pericoloso e sovversivo se trasferito nella realtà. E la realtà è che gli Stati Uniti sono impegnati a “difendere la civiltà occidentale” nelle paludi della penisola indocinese e che, come contro i giapponesi, il fine giustifica qualunque mezzo. Ieri era giusto lanciare un paio di bombe atomiche contro un paese già prossimo alla resa come oggi il napalm è l’unico modo per “stanare i musi gialli” da quelle giungle così intricate dove i marines si perdono. Il movimento pacifista sa che il ricordo di Hiroshima rischia di essere un ingombrante fantasma per l’establishment americano e che la celebrazione del venticinquennale non avrà vita facile. Decide così di costringere il “nemico” a dividere le forze. Per il 6 agosto 1970 programma due concerti in contemporanea, entrambi dedicati all’anniversario della bomba atomica di Hiroshima, entrambi contro la guerra. Il primo si dovrebbe svolgere a New York e l’altro a Filadelfia. Gli organizzatori sono sicuri che nessuno dirà loro un chiaro e tondo “no”, ma con altrettanta sicurezza si rendono conto che si tenterà in ogni modo di impedire le due manifestazioni. Parte così una corsa a ostacoli contro il tempo e le complicazioni burocratiche. Il 6 agosto allo Shea Stadium di New York più di ventimila persone gridano il loro impegno per la pace mentre sul palco si esibiscono John Sebastian, Janis Joplin, Paul Simon, Paul Butterfield, Johnny Winter e tutto il cast del musical “Hair”. La stessa sera tutto tace, invece, al JFK Stadium di Filadelfia. Guarda caso, la mancanza di banalissimo certificato ha impedito la concessione dello stadio: all’ultimo momento, naturalmente. (Gianni Lucini)
  Roma, al terzo governo Rumor succede il governo Colombo 
venerdì 7 agosto 1970  
sabato 8 agosto 1970 L’aveva promesso a se stessa e lei è una che mantiene le promesse. Janis Joplin nell’estate del 1970 è ormai una cantante di successo, sia pur tormentata da una serie lunghissima di angosciosi problemi esistenziali. Da poco ha debuttato con la Full Tilt Boogie Band e tra pochi giorni deve iniziare le sedute di registrazione del suo nuovo album. Da tempo, però, continua a dire agli amici di voler saldare un misterioso debito. Approfittando di un momento di pausa nei suoi impegni, l’8 agosto 1970 fa collocare a sue spese una lapide di ringraziamento e di saluto sulla tomba della grande cantante Bessie Smith, l’Imperatrice del blues che riposa dal 1937 nel cimitero di Mount Lawn presso Derby, in Pennsylvania. Lo fa senza grande clamore, ma la notizia trapela ugualmente. A chi gliene chiede la ragione Janis spiega “L’ho sentita molte volte vicino a me. Devo tutto a lei: il mio modo di cantare, la mia passione per la musica, i suoni e i colori della mie interpretazioni. È stata Bessie Smith l’esempio che ho scelto quando ho cominciato a cantare e lei mi ha insegnato la strada.” Stimolata sull’argomento si lascia poi andare a una serie di considerazioni violente contro la vergogna della discriminazione razziale. Sono parole di fuoco che bollano l’intera società americana. Il razzismo, a suo dire, è una vergogna che dovrebbe pesare come un macigno su tutti i bianchi che vivono negli Stati Uniti. Le parole di Janis non sono generiche manifestazioni di solidarietà a favore dell’integrazione razziale, ma si riferiscono direttamente alle scandalose circostanze che hanno provocato la morte di Bessie Smith, sulle quali, peraltro, nessuno ha mai aperto un’inchiesta degna di questo nome. La morte della cantante viene solitamente attribuita a un generico “ritardo nei soccorsi”, quando non a “circostanze oscure”. Eppure non c’è niente di più vergognosamente chiaro delle circostanze che hanno determinato la morte di Bessie Smith. Siamo nel 1937. Mentre è impegnata in una lunga tournée nel Sud degli Stati Uniti, la cantante viene coinvolta, nella notte tra il 25 e il 26 settembre, in un terribile incidente stradale nelle vicinanze di Clarksdale, nello stato del Mississippi. Come si può immaginare non sono ancora molte, negli anni Trenta, le auto che viaggiano di notte, per cui passa molto tempo prima che qualcuno si accorga dell’incidente. Ali occhi dei primi soccorritori le condizioni della cantante appaiono molto gravi tanto che si decide di non attendere l’ambulanza per trasportarla al pronto soccorso del più vicino ospedale. La lunga corsa contro il tempo di Bessie Smith è, però, solo all’inizio. Pur essendo stato avvertito per tempo e avendo preparato il necessario per prendersi cura della ferita, il personale di turno dell’ospedale si rifiuta di accettare il corpo martoriato della cantante quando si accorge che è nera. In quegli anni in molti stati del Sud vige ancora un rigido regime di separazione razziale e viene considerato un fatto del tutto normale per una clinica riservata ai bianchi rifiutare di prendersi cura a un corpo sofferente dalla pelle nera. A nulla valgono le violente proteste dei più decisi tra i soccorritori, accusati dai loro interlocutori di aver perso del tempo prezioso per non aver voluto portare subito la ferita nel più lontano ospedale per neri. In ogni caso è “evidente” che i medici e gli infermieri della clinica “bianca” non c’entrano perché Bessie Smith non è un problema loro. Gli stupefatti soccorritori risalgono sulle auto e tentano una nuova disperata corsa verso l’ospedale afro-americano di Clarksdale. Dopo una notte intera senza soccorsi, le cure dei medici non possono far altro che alleviare i dolori dell’agonia. Alle prime ore dell’alba la donna che era stata insignita del titolo di “Imperatrice del blues” e applaudita in tutti gli States cessa di vivere. Questa è la storia che con le sue parole Janis Joplin tenta di far rivivere nella coscienza dell’America degli anni Settanta. Ci riesce, ma solo per il breve spazio di un respiro, perché poi, si sa, la vita continua. (Gianni Lucini)
domenica 9 agosto 1970  
lunedì 10 agosto 1970  
martedì 11 agosto 1970  
mercoledì 12 agosto 1970  
giovedì 13 agosto 1970  
venerdì 14 agosto 1970  
sabato 15 agosto 1970 Porto Marghera. La polizia spara .Numerosi i feriti di cui uno gravissimo .I sindacati CGIL-CISL-UIL chiedono il disarmo della polizia
domenica 16 agosto 1970  
lunedì 17 agosto 1970 La sonda spaziale sovietica Venera 7 viene lanciata verso Venere dove giunge a dicembre 
martedì 18 agosto 1970  
mercoledì 19 agosto 1970  
giovedì 20 agosto 1970  
venerdì 21 agosto 1970  
sabato 22 agosto 1970  
domenica 23 agosto 1970  
lunedì 24 agosto 1970  
martedì 25 agosto 1970  
mercoledì 26 agosto 1970 Oltre mezzo milione di giovani si riunisce sull’isola di Wight per assistere all’Isle of Wight Festival 1970, all’interno del quale suonano Jimi Hendrix, Doors, Miles Davies e molti altri.
giovedì 27 agosto 1970  
venerdì 28 agosto 1970  
sabato 29 agosto 1970  
domenica 30 agosto 1970 Roma, il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, uccide con un fucile da caccia la moglie Anna Fallarino, di quarantun anni, e il suo amante venticinquenne, lo studente Massimo Minorenti, e dopo si suicida. Una fine estate torrida quella del 1970 a Roma. L’elegante quartiere dei Parioli alle sette di sera del 30 agosto è praticamente deserto. Gli abitanti di quella zona così ricca ed esclusiva sono quasi tutti ancora in vacanza. Nessuno dalla strada ode quei tre colpi di fucile da caccia che, in rapida successione, squassano il silenzio del lussuoso attico di via Puccini 9. Li sente solo la servitù che non osa però entrare nello studio del marchese Camillo Casati Stampa di Soncino. L’ordine è stato tassativo: nessuno deve disturbare. Non resta loro che chiamare la polizia. Lo spettacolo che si presenta agli increduli agenti è sconvolgente: Anna Fallarino, coniugata Casati, la moglie del marchese, ancora bellissima e seducente, nonostante i suoi 41 anni, è riversa senza vita su una poltrona, un seno spappolato da una raffica di pallini sparati da un fucile da caccia calibro 12. Dietro un tavolino rovesciato c’è il corpo esanime di un giovane: è Massimo Minorenti, 25 anni, amante della donna. Lui, il marchese Casati, 43 anni, è sdraiato a terra con accanto il fucile ancora caldo. Un colpo gli ha staccato una parte del viso. Un orecchio penzola dalla cornice di un quadro. Per gli investigatori è un caso che si chiude prima ancora di essere aperto. Il marchese, che aveva convocato i due fedifraghi per un ultimo chiarimento, in preda ad un raptus di follia dettato dalla gelosia, ha prima ucciso la moglie, poi ha fatto fuoco sul giovane e alla fine si è tolto la vita. Nessun mistero. Eppure la strage di via Puccini diventa il giallo dell’estate, tra i delitti dell’Italia del dopoguerra certamente quello che più eccita al morbosità dei media e dell’opinione pubblica. Il risvolto morboso sta nelle personalità delle tre vittime: lui, nobile e ricchissimo; lei, poverissima, che grazie alla sua bellezza prorompente aveva scalato tutti i gradini della scala sociale; l’altro il giovane studente fuori corso, bello e squattrinato. Ma soprattutto nei retroscena nascosti in una sterminata collezioni di foto osè dove la marchesa è ritratta in posizioni oscene, sola oppure con altri uomini e altre donne. E poi dal minuzioso diario tenuto dal marchese, dove si racconta del suo voyeurismo e delle sensazioni che provava a spiare la moglie posseduta da altri maschi, spesso compagni occasionali, che lui pagava un tanto a prestazione. L’Italietta di quell’inizio dei tremendi anni Settanta – che legge di nascosto Playboy dove al massimo riesce a scrutare la curva di un seno velato – di fronte all’emergere così palese di quel mondo viziato e vizioso perde la testa. Le foto di lei finiscono su riviste scandalistiche specializzate. La storia di quel triangolo maledetto appassiona il pubblico: dopo anni di giochi erotici che forse appassionavano anche lei, ma piacevano tanto a lui, Anna aveva scoperto l’amore di un ragazzo di tanti anni più giovane di lei. Lui, che sopportava che altri uomini possedessero quel corpo così bello, impazzì, uccise e si uccise perché lei aveva scoperto l’amore. Che il corpo appartenesse anche ad altri, lo eccitava. Che qualcuno ora possedesse il suo cuore questo no, non poteva sopportarlo. 
lunedì 31 agosto 1970  
 
martedì 1 settembre 1970  
mercoledì 2 settembre 1970 Alcuni volantini delle nascenti Brigate rosse vengono trovati all’interno della prefettura di Milano.
giovedì 3 settembre 1970  
venerdì 4 settembre 1970 In Cile, Salvador Allende vince le elezioni presidenziali e diventa capo del governo alla guida della coalizione socialista Unidad Popular.
sabato 5 settembre 1970  
domenica 6 settembre 1970  
lunedì 7 settembre 1970  
martedì 8 settembre 1970  
mercoledì 9 settembre 1970  
giovedì 10 settembre 1970  
venerdì 11 settembre 1970 Venezia, un tornado causa 30 vittime 
sabato 12 settembre 1970  
domenica 13 settembre 1970  
lunedì 14 settembre 1970 Reggio Calabria. Sciopero generale Barricate nei noni di Sbarre e Santa Caterina Sette colpi di pistola vengono esplosi contro un reparto Celere che controlla l’ufficio postale della ferrovia 12 persone risultano ferite, tra civili e agenti Vengono operati 36 arresti
martedì 15 settembre 1970  
mercoledì 16 settembre 1970 Il giornalista de «L’Ora» Mauro de Mauro scompare a Palermo e non viene più ritrovato. Stava indagando sulla morte di Enrico Mattei e collaborando alla sceneggiatura del film Il caso Mattei di Francesco Rosi.
  Il Ministro degli Esteri Aldo Moro visita l’Iran e viene ricevuto dallo Scià, Mohammad Reza Pahlavi 
giovedì 17 settembre 1970 A Milano, in via Moretto da Brescia una bomba fa esplodere l’ autorimessa di Giuseppe Leoni direttore centrale della siemens. Sulla porta del c’è la scritta “Brigate Rosse”.
  Reggio Calabria. Violentissimi scontri tra polizia e dimostranti Al none Pescatori un capo operaio dell’AMA viene ucciso con un colpo di moschetto. E’ Angelo Campanella di 45 anni, padre di sette figli. Durante una fuga di poliziotti che tentano di ripararsi dai colpi dei cecchini, il brigadiere Vincenzo Curigliano muore stroncato da un collasso cardiocircolatorio dovuto a schiacciamento di alcune costole
venerdì 18 settembre 1970 Il 18 settembre del 1970 è un venerdì, per molti una giornata normale. Per Jimi Hendrix quella del suo appuntamento con la morte. La vecchia signora si nasconde tra le ombre delle case che costeggiano le vie trafficate di Notthing Hill dove corre senza troppa fretta l’ambulanza che lo sta trasportando all’ospedale St. Mary Abbott di Kensington. Tutto inizia quando cinque o sei ore prima il musicista si addormenta nell’appartamento della sua amica Monika Danneman dopo una lunga chiacchierata e qualche pillola di sonnifero. Alle 10.30 la ragazza si sveglia e Jimi dorme ancora. Senza disturbarlo esce a comperare le sigarette. Al suo rientro si accorge che c’è qualcosa che non va nel sonno innaturale dell’amico. Tenta di svegliarlo, ma non ci riesce e non si fida troppo a chiamare l’ospedale perché «…se la cosa non si fosse rivelata grave, se la sarebbe presa con me». Indecisa sul da farsi telefona a Eric Burdon, l’ex cantante degli Animals che fa da manager a Jimi, per un consiglio e soprattutto per farsi dare il numero di telefono del medico del chitarrista. Eric le suggerisce di chiamare il pronto soccorso. Venti minuti dopo la sirena ulula davanti all’appartamento di Notting Hill. Il personale dell’ambulanza non appare particolarmente preoccupato. Prendono di peso il musicista e lo mettono seduto. Jimi vomita più volte e la sua testa si muove avanti e indietro seguendo le evoluzioni del mezzo. All’arrivo all’ospedale nessuno si preoccupa di sottoporlo a terapie di rianimazione. Disteso su un lettino mezz’ora dopo spira soffocato dal suo vomito. Le indagini scopriranno poi che era sufficiente distenderlo su un lato per salvarlo ma nessuno l’ha fatto. In questo modo stupido scompare uno dei più eccezionali chitarristi di tutti i tempi, artefice di innovazioni tecniche che hanno allargato le capacità espressive dello strumento portando la chitarra elettrica a sperimentare sentieri mai percorsi da nessuno prima di lui. La sua vena creativa sperimenta oltre i limiti conosciuti fino a quel momento le possibilità dell’elettrificazione e dell’amplificazione, rimescolando blues, jazz e rock, sfruttando tutti gli effetti possibili. Nella sua tecnica anche il corpo si mette al servizio della chitarra nella ricerca di nuove sonorità (suona con il palmo della mano, con il gomito e con i denti). La critica dell’epoca (con qualche eccezione) prende una cantonata storica quando snobba e definisce “eccessi da gigione” quella che è l’essenza stessa delle sue innovazioni. Jimi Hendrix regala una nuova dimensione alla chitarra elettrica che, con lui, cessa di essere un semplice strumento per diventare una macchina da suoni. La sua morte sorprende tutti. Emblematico resta il testo di The story of life, scritto poco prima di addormentarsi per l’ultima volta: «La storia della vita/è più rapida/di un battito di ciglia/la storia di un amore/è ciao e addio/finché non ci ritroveremo». Quelle poche righe buttate giù di getto in un periodo in cui Jimi sta lavorando a un nuovo disco alimenteranno per anni l’idea di un suicidio, di una morte cercata. Difficile sapere la verità anche se gli amici non crederanno mai che il chitarrista si sia ucciso. Quel che tutti sappiamo invece è che la sua scomparsa ha arricchito ancor di più il music business che fino a quel momento aveva faticato a gestire il personaggio. La sua carriera è stata una continua lotta con uno stuolo di manager e consiglieri impegnati a smussare gli angoli più “neri” del personaggio, nel timore di perdere le simpatie del pubblico bianco. Le sue simpatie per il Black Panthers sono state “censurate e uno stretto cordone di riserbo ha coperto fino alla sua morte i frequenti contatti con gli esponenti del movimento stesso. Il successo di Jimi Hendrix è stato una sorta di lungo calvario per discografici e faccendieri impegnati a depotenziarne la potenzialità eversiva. Contrariamente a quanto si sostiene Chi non si accontenta delle favole sa che non è mai stata la sua carica sensuale l’aspetto più pericoloso della popolarità («tenete a casa le vostre sorelline»), ma il suo essere un nero di successo, con saldissime radici nella musica nera, in uno showbusinnes dominato da bianchi e in un sistema preoccupato per il numero crescente di musicisti che scelgono di diventare testimonial e finanziatori dei gruppi che organizzano la mobilitazione nera. È la sua simpatia per il Black Panthers Party unita alla decisione di formare il primo complesso rock di soli neri, la Band Of Gypsys, con Buddy Miles alla batteria e Billy Cox al basso a creare “disordine” in un ambiente in cui si incoraggia il ribellismo d’accatto, buono per vendere dischi ma si teme la presa di coscienza. Non è un segreto per nessuno che a partire dal 1969 il suo management abbia dedicato gli sforzi maggiori a smussare gli angoli più “neri” del personaggio piuttosto che a valorizzarne l’estro creativo e le potenzialità. Un episodio tra i tanti è quello di Mark Jeffrey che “consigliava” i percussionisti di colore ingaggiati per l’esibizione a Woodstock di rimanere sullo sfondo del palcoscenico per non caratterizzare in senso “razziale” l’esibizione. Il risultato di quella geniale trovata è che ancora oggi le percussioni sono quasi inascoltabili nella registrazione dal vivo del concerto. Hendrix non è un eroe e neanche un’attivista, è solo un grande e geniale musicista che cerca di non perdere contatto con le sue radici e che ha scoperto una causa cui dedicare simpatia e qualche risorsa finanziaria. Le pressioni che gli arrivano dall’ambiente sono inaspettate. Non è attrezzato a questo tipo di tensioni, non le capisce e finisce per trovarle insopportabili. Tutti abbiamo ancora fisso in mente un Jimi provato che, tre mesi prima di morire, abbandona il palco del festival dell’Isola di Wight stanco e deluso da un pubblico che vuole da lui solo la ripetizione dei vecchi successi e poco più. Pochi giorni prima di morire affida al taccuino di un cronista alcune considerazioni premonitrici: «È strano come la gente sembra essere più affascinata dai morti che dai vivi. Quando sei vivo la tua carriera è una lotta continua per non farti dimenticare. Una volta morto ti sei assicurato l’immortalità. Sembra quasi che devi morire prima che si convincano che forse valevi qualcosa». (Gianni Lucini)
  Eugenio Henke lascia a Vito Miceli il comando del SID
sabato 19 settembre 1970 II ministro dell’Interno Restivo da un bilancio della guerriglia di Reggio Calabria, dal 5 luglio al 15 settembre 19 giorni di sciopero generale, 25 cortei, 12 attentati dinamitardi, 32 blocchi stradali, 14 ferroviari 2 portuali, 1 aeroportuale, 1 radiotelevisivo, 23 scontri con la polizia, 6 assalti alla prefettura, 4 alla questura, 283 persone fermate, 426 denunciate in stato di arresto o a piede libero, 191 feriti tra la polizia, 37 tra i civili, 3 morti di cui 2 civili e un militare PS
domenica 20 settembre 1970 In una cerimonia organizzata da Elvio Sciubba per il centenario di Roma capitale partecipano i fascisti di Europa Civiltà con il loro capo Loris Facchinetti 
lunedì 21 settembre 1970  
martedì 22 settembre 1970  
mercoledì 23 settembre 1970  
giovedì 24 settembre 1970 A 81 anni, muore a Milano l’editore Angelo Rizzoli.
venerdì 25 settembre 1970 Le acque newyorkesi dell’East River restituiscono il corpo del sassofonista Albert Ayler. La fine di uno degli artisti neri più popolari di quel periodo non è dovuta alla casualità né a un suicidio. Ayler è stato ucciso e poi gettato nelle acque del fiume. I suoi assassini non avranno mai né un nome né un volto. Con lui scompare uno dei più geniali e contraddittori interpreti della riscossa dei neri d’America non soltanto nel jazz. La sua musica, sia nel percorso interno al free jazz che nella successiva e contrastata evoluzione, è pervasa dalla preoccupazione di non perdere le radici popolari e di farsi comprendere dalla “sua” gente. Per questo quando nei quartieri neri delle metropoli statunitensi si diffonde il seme fecondo della politicizzazione Ayler è uno dei primi artisti free a mettersi in discussione. Alla fine degli anni Sessanta la sua musica segna una svolta. Le sue improvvisazioni prendono sempre più in prestito gli accompagnamenti dal rhythm and blues e dal rock and roll. Non è un’apertura commerciale e nemmeno una presa di distanza dal free jazz, ma un tentativo di mettere in discussione l’asettica evoluzione staccata dal contesto sociale di riferimento. Lo fa e lo dice. «Mi piacerebbe suonare qualcosa che tutti possano canticchiare. Voglio suonare i motivi che cantavo quando ero piccolo e melodie popolari che tutto il mondo possa comprendere. Vorrei utilizzare quelle melodie come punto di partenza e lasciarle fluttuare all’interno dei miei brani. Da una semplice melodia vorrei passare a trame più complesse per tornare nuovamente nella semplicità andare poi oltre, verso suoni sempre più complessi e più densi». C’è una critica esplicita allo schema elitario in cui tende a rinchiudersi il free jazz e l’altrettanto esplicito tentativo di costruire una sorta di linguaggio musicale capace di connettere la tradizione con le nuove aspirazioni degli afroamericani. La sua morte chiude anticipatamente il discorso. (Gianni Lucini)
sabato 26 settembre 1970 Sull’autostrada del Sole muoiono, in un sospetto incidente stradale con un autotreno, un’imputata del processo Valpreda, Mucky e altri quattro giovani anarchici calabresi, che andavano a Roma per una manifestazione contro Nixon. Due di essi, Casile e Aricò erano importanti testi a discarico nell’istruttoria Valpreda nel processo per la strage di Piazza Fontana ed erano impegnati in un’inchiesta di controinformazione sull’attentato alla Freccia del Sud. L’incidente -provocato dalla brusca frenata di un camion che li precede- avviene alla stessa altezza dove otto anni prima era morta in cicostanze analoghe, la moglie di Junio Valerio Borghese.Si pensa subito all’attentato, i due camionisti infatti sono dipendenti del “principe nero” Junio Valerio Borghese. Si apre un’istruttoria. Nel gennaio dell’anno seguente il caso verrà archiviato, ma Lotta Continua continuerà a sostenere la tesi dell’attentato: i cinque anarchici avrebbero avuto le prove che quella di Gioia Tauro sarebbe stata una strage fascista.  Il padre di uno di loro aveva ricevuto, il giorno prima che il figlio partisse, la telefonata di un agente PS, suo amico,che sconsigliava di far partire il figlio.
domenica 27 settembre 1970 Visita del presidente Usa Richard Nixon in Italia. Il suo arrivo provoca numerose manifestazioni contro la guerra in Vietnam.
lunedì 28 settembre 1970 Scendono per l’ultima volta in pista le Renault 8 Gordini dopo aver dominato per anni nei Rally europei. Tutto comincia sei anni prima. «La Renault 8 Gordini nasce per consentire a tutti gli appassionati di guida sportiva di soddisfare la propria passione senza dover sborsare il costo spropositato di un prototipo o di una vettura di lusso». Queste parole sono stampate a lettere cubitali sul foglio che apre la cartella stampa con la quale la Renault annuncia nell’autunno del 1964 la nascita della R8 Gordini, un’auto destinata a sostituire la leggendaria Dauphine nei rally e a infiammare il cuore degli appassionati. Visto dal di fuori non si tratta di un modello nuovo, ma di una sorta di aggiustamento di una vettura già esistente. La Renault 8, infatti, gira sulle strade e sui circuiti di tutta Europa da un paio d’annetti, con un motore derivato direttamente da quello della già citata Dauphine, di cui rappresenta un po’ la naturale evoluzione. I risultati sportivi, però, sembrano non sostenere il confronto con la vettura che l’ha preceduta. Abituata a dominare o, quantomeno, a lasciare il segno, la Renault non può accontentarsi delle scarse performance della R8. Infatti non s’accontenta. Accade così che, mentre gli ambienti sportivi s’interrogano sulle reali potenzialità di quel modello e i più esigenti iniziano a storcere il naso, il progettista Amédé Gordini stia già lavorando nel suo laboratorio di Boulevard Victor Hugo a Parigi a un motore di nuova concezione destinato a trasformare quella che sembra la pallida erede della Dauphine in una velocissima bomba. Il geniale mago della meccanica decide di accantonare la motorizzazione in essere. Recupera un motore a 4 cilindri da 956 cmc originariamente montato sulle Estafette e sulle Caravelle e comincia a modificarlo e a ridisegnarne alcune componenti per aumentarne la potenza e la duttilità. I risultati non si fanno attendere e in breve tempo la cilindrata passa da 956 a 1.108 cmc. Il nuovo motore, che sui registri Renault porta la sigla R1134, montato sulla R8 dimostra di avere potenzialità e performance decisamente inusuali per le vetture da turismo sportivo all’epoca. Quando, in prova, tocca i 170 kmh la casa francese capisce di avere tra le mani un gioiello. Nel 1964 sono pochissime le berline in grado di competere con un veicolo che abbia una velocità massima di 170 kmh. Per fare un paragone basti pensare che la leggendaria DS19 della Citroën non supera i 160 kmh mentre la Peugeot 404 fatica a raggiungere i 140! L’arrivo sulla scena automobilistica della Renault 8 Gordini ha, quindi, l’effetto di un fulmine a ciel sereno, una sorta di tornado che si abbatte sulle certezze degli addetti ai lavori e sconvolge pronostici e gerarchie. Un mese dopo la presentazione ufficiale la vettura trionfa al Rally di Corsica, dove si ripeterà anche nel 1965 e nel 1966, superando le Alfa Romeo GTA e le Porsche 911. I risultati stimolano la creatività. L’entusiasmo degli sportivi e della stampa specializzata spingono la Renault a non accontentarsi dei positivi risultati raggiunti e a lavorare ancora sulla competitività della vettura. Nel 1966 viene presentata la R8 Gordini 1300. Distinguibile dalla prima serie per la calandra a quattro fari, l’auto monta un motore da 1255 cmc che accresce la potenza delle frecce blu sui circuiti da Rally di tutto il mondo. Nonostante tutto, però, Renault mantiene la caratteristica fondamentale della prima R8 Gordini: il prezzo contenuto rispetto agli altri modelli in circolazione. Questa scelta, unitamente alla solida maneggevolezza dell’auto, saranno una delle componenti fondamentali della leggenda targata Gordini. Nascerà anche un circuito di gare riservate a questa vettura e moltissimi giovani talenti sceglieranno di iniziare così la loro carriera. Dopo la 1300 Gordini comincia a ritenere decisamente finito il lavoro di miglioramento della vettura. L’unico cambiamento sostanziale riguarda il colore della carrozzeria che, fin dagli inizi, è stato unico e quasi intoccabile: blu con due bande verticali bianche che la attraversano verticalmente. Nel 1968, non senza proteste e indignazioni, la gamma dei colori disponibili si allarga a ben quattro tinte diverse, tutte rigorosamente corredate dalle due bande verticali. Nello stesso anno si comincia a parlare di un nuovo misterioso progetto che prende corpo nel 1970 con l’annuncio della fine della produzione delle Renault 8 Gordini. A giugno la catena di montaggio si ferma per sempre mentre il 18 e 19 luglio sul Circuito Paul Ricard di Le Castellet vengono presentate per la prima volta le nuovissime Renault 12 Gordini, auto diversissime per concezione e per meccanica con trazione e motore anteriori. Nonostante tutto, però, la R8 Gordini resta nel cuore della gente e sono migliaia le persone che accorrono il 28 settembre a salutare per l’ultima volta in pista le vetture blu e bianche. Quando la bandiera a scacchi chiude l’ultima corsa della squadra ufficiale delle R8 l’ovazione del pubblico fa capire che l’eredità di quest’auto sarà difficile da raccogliere. (Gianni Lucini)
martedì 29 settembre 1970  
mercoledì 30 settembre 1970  
La Lancia Stratos viene presentata per la prima volta come prototipo al Salone dell’automobile di Torino 
giovedì 1 ottobre 1970 Milano, al concerto dei Rolling Stones al Palalido scoppiano tafferugli per accaparrarsi i soli 6000 posti. La polizia è costretta ad intervenire per disperdere chi non può entrare.
venerdì 2 ottobre 1970  
sabato 3 ottobre 1970 Negli Stati Uniti viene arrestata Angela Davis, già assistente del filosofo Herbert Marcuse e militante delle Black Panthers.
domenica 4 ottobre 1970 Janis Joplin lascia per sempre la scena e vola via sulle ali di un’overdose di vita, più che di eroina, diventando suo malgrado un simbolo emblematico, come Jimi Hendrix, Brian Jones e Jim Morrison, del disagio esistenziale di una generazione. Janis è stata travolta un mondo duro e ostile da infrangere, più che domare. Per usare una terminologia politica non c’è riformismo possibile per una bambina nata in un buco del Texas agro-petrolifero come Port Arthur dove l’intelligenza e la curiosità sono guardati come un’espressione del diavolo e il canto è considerato «il primo passo verso la rovina». Se poi la bambina coltiva il sogno di andare via cavalcando le note di quella musica che racconta l’anima il peggio che le può toccare è scoprire che la sella è stata costruita su misura per i maschietti. Non è stata davvero tenera la vita per Janis, che dopo essersi fatta le ossa con i Walker Creek Boys molla le ancore e segue il sogno “on the road” dei beatniks trasferendosi ad Austin dove conosce Nick Gravenites e dove si esibisce alla Coffee Gallery, accompagnandosi con l’autoharp o con musicisti girovaghi, come Jorma Kaukonen, il futuro chitarrista dei Jefferson Airplane Nel 1962 entra per la prima volta in sala di registrazione per realizzare un jingle pubblicitario per una banca sulla melodia di This land is your land di Woody Guthrie. Nello stesso anno inizia a viaggiare tra le comuni hippie formatesi in quel periodo a San Francisco e Los Angeles. Alcuni brani di questo periodo, registrati da vivo ad Austin e a San Francisco verranno pubblicati nell’album Janis/Early Performances del 1975. Nell’estate del 1966 il poeta Chet Helms manager dei Big Brothers & The Holding Company le propone di diventare la voce solista della band. Per la prima volta nella sua breve carriera, quindi, Janis si esibisce con una band stabile formata dal bassista Peter Albin, dal batterista Dave Jetez, dal chitarrista James Gurley e dal chitarrista Sam Andrew. Con la sua voce graffiante e disperata il gruppo diventa, con i Grateful Dead, Country Joe & The Fish e i Quicksilver Messenger Service, uno dei protagonisti della scena musicale di San Francisco. Oggi parlare bene di lei è facile, ma all’epoca la critica storce il naso e la definisce anche «un incrocio fra una locomotiva a vapore, Calamity Jane, Bessie Smith, una trivella e un liquore disgustoso». Nel 1967 Janis e la band registrano il primo album, Big Brother & The Holding Company, uscito subito dopo il festival di Monterey, tenutosi in agosto, dove Janis ottiene uno straordinario successo personale. Nel mese di febbraio del 1968 Janis Joplin e la band tengono un memorabile concerto all’Anderson Theatre di New York e a settembre pubblicano lo splendido Cheap thrills. L’album, con la copertina disegnata dal fumettista underground Robert Crumb, è una delle migliori testimonianze dell’acid rock e si rivela un grande successo commerciale, ma segna anche l’inizio di un contrasto insanabile tra Janis e la band che sfocia nella definitiva rottura. L’irrequieta cantante decide di fare di testa sua. Riunisce musicisti come il chitarrista Sam Andrew, il tastierista Bill King, il bassista Brad Campbell, il batterista Ron Markovitz, il sassofonista Terry Clements e il trombettista Marcus Doubleday e li mescola in una band ad assetto variabile che prende vari nomi: Kozmic Blues Band, The Janis Revue e The Main Squeeze. Dopo I got dem ol’kozmic blues again mama del 1969 la fuga di Sam Andrew, sostituito in un primo momento da John Till, è il primo segnale di una crisi che sfocia nello scioglimento della banda. Su Janis, ormai entrata in un processo autodistruttivo condito da alcol e sostanze varie, piove anche una denuncia per linguaggio blasfemo comminatagli dalla polizia di Tampa al termine di un concerto. Il 12 giugno 1970 a Lexington, nel Kentucky, si esibisce con la sua terza e ultima band, la Full Till Boogie Band, composta dal chitarrista John Till, il pianista Richard Bell, l’organista Ken Pearson, il bassista Brad Campbell e il batterista Clark Pierson. Ormai la sua corsa sta per finire. Durante la registrazione dell’album Pearl, nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1970, Janis Joplin muore in una camera dell’Hotel Landmark di Hollywood. Muore sola, nonostante il successo e la disponibilità a dare tutto di se stessa, nonostante l’amore regalato a uomini e donne in rapporti spesso consumati troppo in fretta. Il succo della sua vita è nascosto nella dichiarazione fatta dopo un concerto: «Mi sento come se avessi fatto l’amore con migliaia di persone e adesso so che devo tornare a casa da sola». Di lei restano meravigliose performance vocali e la capacità di interpretare il blues nella sua accezione originaria di musica dell’anima, della sofferenza, dell’insoddisfazione e del dolore. (Gianni Lucini)
lunedì 5 ottobre 1970 Il gruppo di estrema sinistra XXII Ottobre rapisce a Genova Sergio Gadolla.
martedì 6 ottobre 1970  
mercoledì 7 ottobre 1970 Sono di scena a Vancouver, in Canada, i Pink Floyd suonando dal vivo Atom Heart Mother.
giovedì 8 ottobre 1970 Il premio Nobel per la letteratura viene assegnato allo scrittore russo Aleksandr Solgenitsin.
  Genova, l’alluvione causa la morte di 25 persone 
venerdì 9 ottobre 1970  
sabato 10 ottobre 1970 Le Isole Fiji ottengono l’indipendenza nell’ambito del Commonwealth delle nazioni dopo cento anni di dominio britannico.
  Il 10 e l’11 ottobre del 1970, a Roma, si svolge una prima rassegna pop presso le Terme di Caracalla; malgrado i mezzi fossero ancora limitati (non c’era nessun discografico, i giornalisti erano pochi e d’avanguardia) la voglia di sperimentare era davvero tanta e dalla riprese di una troupe cinematografica  nacque il film “Terzo Canale-Avventura a Montecarlo”, film nosense, basato sulla due-giorni romana, interpretato dai Trip, primo e unico filmato dedicato al fenomeno beat italiano. Tra gli altri musicisti presenti alla kermesse ricordiamo i mitici New Trolls, Primitives, Sopworth, Camel, Four Kents e persino iPooh, che poi virarono verso stili e soud differenti! La rassegna ebbe un discreto successo e si decise di replicare il 6 e 7 maggio dell’anno successivo. (Gianni Lucini)
  Il ministro del lavoro del Quebec Pierre Laporte viene rapito dal gruppo separatista Fronte di Liberazione.
domenica 11 ottobre 1970  
lunedì 12 ottobre 1970  
martedì 13 ottobre 1970  
mercoledì 14 ottobre 1970  
giovedì 15 ottobre 1970 Anwar al-Sadat viene eletto Presidente della Repubblica Egiziana. Succede a Gamal Abdel Nasser morto poche settimane prima .
venerdì 16 ottobre 1970  
sabato 17 ottobre 1970  
domenica 18 ottobre 1970  
lunedì 19 ottobre 1970  
martedì 20 ottobre 1970 I Sovietici lanciano nello spazio la navicella Zond 8 con l’ obiettivo di circumnavigare la Luna. Il ritorno a terra è previsto per il 27 Ottobre.
mercoledì 21 ottobre 1970  
giovedì 22 ottobre 1970  
venerdì 23 ottobre 1970 La regina del soul, Aretha Franklin, vince il disco d’oro per “Don’t play that song”. 
sabato 24 ottobre 1970  
domenica 25 ottobre 1970  
lunedì 26 ottobre 1970  
martedì 27 ottobre 1970  
mercoledì 28 ottobre 1970  
giovedì 29 ottobre 1970 Duane Allman, leader con il fratello Gregg della Allman Brothers Band, viene investito da un camion mentre sta rincasando dopo la festa di compleanno di Linda, la moglie di Berry Oakley, il bassista della sua band. Scagliato sull’asfalto dopo un volo di una cinquantina di metri Duane, ventiquattrenne, muore dopo tre ore di agonia nella sala rianimazione del Macon Medical Center. La sua fine lo consacra alla leggenda e alle speculazioni discografiche. Il gruppo decide di continuare ugualmente sotto la guida del fratello Gregg. La morte di Duane non attenua il successo della band ma ne impoverisce la classe. Nonostante lo straordinario successo di vendite, un album milionario come Brothers And Sisters sembra vivacchiare su canzoncine sofisticate ma deboline che amalgamano bene senza troppa fantasia limitandosi a un country blues più scolastico che convinto. L’assenza del virtuosismo di Duane favorirà una sorta di contrapposizione tra il bluesistico Dicky Betts e Gregg Allman, più disposto a cedere al lato commerciale e alle suggestioni in chiave country che porterà la formazione storica a sciogliersi per un po’ e a rinascere poi sull’onda di nuove suggestioni. (Gianni Lucini)
venerdì 30 ottobre 1970 I Moody Blues aprono con un concerto alla Festival Hall di Londra il loro nuovo tour. Il buon momento del gruppo basterebbe da solo a garantire un discreto afflusso di pubblico, ma sia per gli spettatori che per la stampa c’è un motivo d’interesse in più. I manifesti infatti annunciano tra i gruppi di supporto gli Hotlegs, protagonisti di uno straordinario successo internazionale con il brano-tormentone Neanderthal man. Successo a parte, nessuno ha mai pensato che esistessero davvero, e neppure la loro casa discografica ha mai smentito le voci che parlavano di un gruppo fantasma. La notizia dell’esibizione dal vivo, per di più in tour, suscita, quindi, una giustificabile curiosità. La formazione che si presenta sul palco comprende il batterista Eric Stewart, già dei Mindbenders, il chitarrista Kevin Godley e il bassista Lol Creme. Il trio è lo stesso che negli Strawberry Studios ha registrato per la Fontana Neanderthal man ma quello che gli spettatori non sanno è che il brano è stato davvero registrato per caso e che nessuno di loro aveva l’intenzione di dare vita a un gruppo. Il successo ha spinto la loro casa discografica a dare continuità all’esperimento. Che si tratti di un lavoro “in progress” lo dimostra anche il fatto che la formazione a tre diventerà un quartetto a metà del tour con l’ingresso in formazione del bassista Graham Gouldman e il conseguente passaggio fisso di Creme alla chitarra. La band nata per caso pubblicherà anche un album dal titolo Think school stinks. Al termine del tour gli Hotlegs si scioglieranno e il loro affiatamento sarà la base del successivo grande successo dei 10CC. Nonostante tutto la sigla servirà per firmare nel 1971 una sorta di album postumo dal titolo Songs. Sarà poi riesumata nel 1976, a cinque anni dalla scomparsa ufficiale del gruppo, come firma dell’album You didn’t like it, registrato da Stewart, Godley, Creme e Gouldman, più il tastierista Mike Timoney e il violinista Baz Barker.
sabato 31 ottobre 1970 In Italia la teleselezione entra in funzione su tutto il territorio nazionale 
domenica 1 novembre 1970 Francia: un incendio in una discoteca a Saint-Laurent-du-Pont, nell’Isère, causa la morte di 146 persone 
lunedì 2 novembre 1970  
martedì 3 novembre 1970 Salvador Allende viene insediato alla presidenza del Cile.
mercoledì 4 novembre 1970  
giovedì 5 novembre 1970  
venerdì 6 novembre 1970 L’Italia e la Cina decidono di stabilire relazioni diplomatiche. Rottura dei rapporti diplomatici tra l’Italia e Taiwan 
sabato 7 novembre 1970  
domenica 8 novembre 1970  
lunedì 9 novembre 1970 A 80 anni, muore il generale Charles De Gaulle.
martedì 10 novembre 1970  
mercoledì 11 novembre 1970  
giovedì 12 novembre 1970  
venerdì 13 novembre 1970 Una bomba esplode nella notte davanti alla Statale di Milano. L’attentato viene attribuito all’ estrema destra
sabato 14 novembre 1970 Al vertice della classifica britannica arriva Woodstock, un suggestivo brano scritto da Joni Mitchell. Non lo interpreta la sua autrice, ma una band fino a quel momento sconosciuta che risponde al nome di Matthew’s Southern Comfort. Dietro alla sigla c’è l’irrequieto Ian Matthews che ha appena lasciato i Fairport Convention per debuttare come solista. La band è nata quasi per caso assemblando i musicisti che hanno lavorato con lui alla registrazione del suo primo album: il chitarrista Mark Griffiths, il chitarrista Carl Barnwell, il bassista Andy Leigh, il batterista Ray Duffy e il percussionista Gordon Huntley. L’inaspettato successo di Woodstock lo convince a rinviare per un po’ i progetti solistici e a dare continuità al lavoro di gruppo. Quando se ne andrà i suoi compagni, diventati semplicemente Southern Comfort, andranno avanti per conto loro fino al 1972 pubblicando ben tre album: Southern Comfort, Frog city e Stir don’t shake. La carriera solistica di Ian Matthews, invece, non sarà accompagnata da troppa fortuna tanto che, dopo due album di scarso successo, il ragazzo cambierà idea e formerà una nuova band, i Plaisong, insieme ai tre chitarristi Dave Richards, Andy Roberts e Bobby Ronga. Scontento e deluso anche da questa esperienza continuerà da solo per il resto degli anni Settanta. All’inizio del decennio successivo una controversia legale con la casa discografica Mushroom lo costringerà a un forzato periodo di silenzio discografico, durante il quale lavorerà al Dipartimento Arte e Repertorio della Island di Los Angeles. (Gianni Lucini)
domenica 15 novembre 1970  
lunedì 16 novembre 1970  
martedì 17 novembre 1970 Per la prima volta viene registrato un disco dal vivo nel corso di una trasmissione radiofonica. Si tratta dell’esibizione di Elton John per l’emittente ABC. La data odierna viene scelta come titolo per l’album.
  Atterra sulla luna il Lunokhod I. A bordo dei veicolo sovietico non ci sono astronauti. Il mezzo è telecomandato.
mercoledì 18 novembre 1970 Il premio Nobèl, Linus Pauling annuncia che grandi quantità di vitamina C, prevengono i comuni raffreddori.
giovedì 19 novembre 1970  
venerdì 20 novembre 1970  
sabato 21 novembre 1970 A Roma, si arriva allo scontro tra polizia e militanti di destra all’interno dell’Università. Decine i contusi da ambo le parti.
domenica 22 novembre 1970  
lunedì 23 novembre 1970 A Roma, la polizia disperde militanti di destra che cercano occupare la facoltà di Giurisprudenza all’Università.
martedì 24 novembre 1970 A Torino, militanti missini aggrediscono con spranghe e catene gli studenti del liceo Segre, in corso Alberto Picco, due studenti vengono ricoverati in serie condizioni.
  Stati Uniti e Canada raggiungono un accordo attraverso il quale si stabilisce che gli Stati Uniti acquisteranno tutto il petrolio canadese disponibile, annullando le precedenti restrizioni. Tale accordo trova la sua ragion d’essere nella previsione che nel 1971 la richiesta di petrolio americana sarà tale da assorbire tutta la capacità di esportazione del Canada.
mercoledì 25 novembre 1970  
giovedì 26 novembre 1970  
venerdì 27 novembre 1970 George Harrison pubblica All thing must pass, un triplo album prodotto dallo stesso Harrison con Phil Spector. Se si eccettua la deludente colonna sonora del film “Wonderwall” composta nel 1968, si tratta del primo vero lavoro da solista dell’ex Beatle. I commenti della critica sono entusiastici. «Dimenticate i Beatles, ascoltate George!» scrive Melody Maker. La foto di copertina è uno sberleffo per i suoi ex compagni. Harrison appare seduto in mezzo a un prato circondato da quattro gnomi di gesso (i Beatles?) che lo guardano. Nei primi due dei tre dischi contenuti nell’album è raccolta la produzione accumulata negli ultimi anni di contrastata vita dei Beatles. Il terzo invece è interamente dedicato a una narcisistica session con vari musicisti, da Eric Clapton a Dave Mason, a Ringo Starr e Jim Gordon che la leggenda vuole si sia svolta sotto l’effetto di droghe. È una sorta di bonus di cui non si sentiva il bisogno anche se nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente. Gli altri due dischi del triplo album, però, sono davvero una sorta di parco delle meraviglie, a partire dal brano d’apertura, I’d have you anytime, il cui testo è stato scritto da Bob Dylan. Canzoni dolenti e colme d’emozione come Isn’t it a pity si alternano ad altre scanzonate e ricche di allegria come Wah wah, che sempre la leggenda vuole sia stata scritta per sbeffeggiare Paul McCartney. Nell’album c’è anche la famosa My sweet Lord, che verrà pubblicata anche in singolo, conquisterà le classifiche di tutto il mondo, ma regalerà a George Harrison una condanna per plagio. (Gianni Lucini)
  Le Brigate rosse incendiano l’autovettura di Ermanno Pellegrini, capo dei servizi di vigilanza della Pirelli Bicocca.
  All’aeroporto di Manila nelle Filippine, Papa Paolo VI viene leggermente con un pugnale da un imbianchino travestito da prete.
sabato 28 novembre 1970  
domenica 29 novembre 1970  
lunedì 30 novembre 1970  
martedì 1 dicembre 1970 È approvata definitivamente la legge 898/70, nota come Fortuna-Baslini, che istituisce il divorzio.
mercoledì 2 dicembre 1970 A Roma si costituisce il comitato nazionale per il referendum abrogativo della legge sul divorzio.
giovedì 3 dicembre 1970  
venerdì 4 dicembre 1970  
sabato 5 dicembre 1970 Dario Fo, il futuro vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1997, si cimenta per la prima volta nella sua carriera con il tema della morte di Giuseppe Pinelli, l’anarchico “caduto” dalla finestre della Questura di Milano nel corso di un interrogatorio svoltosi nei giorni successivi alla strage di piazza Fontana. Lo fa con “Morte accidentale di un anarchico” una delle sue opere più conosciute, la cui prima rappresentazione avviene il 5 dicembre 1970 a Varese. Il protagonista principale è lui stesso affiancato dal suo gruppo teatrale “La Comune”. Il lavoro, che ha i tratti caustici della commedia satirica, si basa sulle documentazioni ufficiali e sulle inchieste dei gruppi di controinformazione. Questa impostazione consente costanti aggiornamenti tanto che è soggetto a frequenti riscritture e adattamenti. Per aggirare censure e accuse di diffamazione Fo decide di spostare la storia messa in scena dalla Milano del dicembre 1969 alla New York del mese di maggio 1920 quando Andrea Salsedo, un anarchico amico di Bartolomeo Vanzetti, dopo essere stato tenuto in carcere d’isolamento per otto settimane precipita da una finestra del quattordicesimo piano di un palazzo dove hanno sede alcuni uffici del Dipartimento di Giustizia. Nonostante le precauzioni l’impietosa versione teatrale costa a Fo una lunga serie di denunce che lo costringeranno a subire decine di processi in varie parti d’Italia. (Gianni Lucini)
domenica 6 dicembre 1970  
lunedì 7 dicembre 1970 Durante la notte si verifica un tentativo di golpe guidato da Junio Valerio Borghese: l’operazione, già in corso di svolgimento, viene interrotta improvvisamente dallo stesso Borghese. Il tentativo di colpo di stato è guidato da Junio Valerio Borghese e dall’industriale romano Remo Orlandini. L’operazione, chiamata in codice “Tora Tora”, avrebbe dovuto portare ad un pronunciamento delle alte gerarchie militari. Durante la notte Vito Miceli, amico di Borghese e capo del SID, viene avvertito dal capo dell’Ufficio D del SID, Queirazza, che i golpisti avevano occupato il Viminale e portato via due camion di armi. Il capo del SID ordinò al suo sottoposto di non prendere iniziative, perché avrebbe provveduto lui stesso. Nelle due ore successive, però, non fece nulla e i neofascisti poterono lasciare indisturbati il Ministero dell’Interno e nulla fu detto alla magistratura.
martedì 8 dicembre 1970  
mercoledì 9 dicembre 1970  
giovedì 10 dicembre 1970 Prima rappresentazione dell’opera di Dario Fo Morte accidentale di un anarchico, ispirata alla tragedia di Giuseppe Pinelli.
venerdì 11 dicembre 1970  
sabato 12 dicembre 1970 Primo anniversario della strage di Stato L’università statale e presidiata dagli studenti per difenderla dai fascisti che avevano annunciato provocazioni . Polizia e carabinieri caricano alle spalle un corteo di anarchici che avevano preso parte ad una manifestazione contro il processo Burgos .Gli anarchici si rifugiano all’università. Le cariche poliziesche proseguono e si estendono anche contro i picchetti del movimento studentesco .Nel corso degli scontri in Via Larga lo studente Saverio Saltarelli, di 23 anni, viene ucciso da un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo quel giorno infatti, il tiro a segno venne praticato largamente sia dalla PS che dai carabinieri e ciò e testimoniato sia da numerose persone sia da documenti fotografici Per l’uccisione di Saltarelli verranno successivamente incriminati l’ufficiale di PS che comandava il reparto, cioè il capitano Alberto Antonietti, e i cinque agenti che avevano in dotazione i tromboncini da uno dei quali e stato sparato il candelotto omicida. Dirà in proposito il Ministro degli Interni “La polizia è stata costretta ad intervenire per difendere l’ordine e la legalità democratica gravemente offese da minoranze estremiste” mentre il presidente Saragat. specializzato in telegrammi, invia un messaggio alla famiglia di Saltarelli con cui si associa al “lutto vostro e di tutti coloro che si sentono anch’essi colpiti dalle conseguenze tragiche della violenza’ dimenticando però di aggiungere “della polizia”
domenica 13 dicembre 1970  
lunedì 14 dicembre 1970 Il ministero della difesa restituisce il nastro esibito dalla difesa di De Lorenzo alla commissione parlamentare sul Piano Solo del Luglio ’64, ma ne proibisce l’audizione perché “…coperto da segreto politico militare…”, il giorno successivo la commissione termina i suoi lavori, viene prodotta una mozione di minoranza firmata da PCI, PSIUP, Sinistra Indipendente
  Danzica, Scoppia una rivolta operaia nel cantiere navale (più di 80 lavoratori vengono uccisi dalla polizia) 
  Oltre un milione di copie vendute è l’importante traguardo raggiunto dal singolo My sweet Lord di George Harrison, che per questo riceve oggi il disco d’oro.
martedì 15 dicembre 1970  
mercoledì 16 dicembre 1970  
giovedì 17 dicembre 1970  
venerdì 18 dicembre 1970  
sabato 19 dicembre 1970  
domenica 20 dicembre 1970  
lunedì 21 dicembre 1970  
martedì 22 dicembre 1970 Esce nelle sale cinematografiche il film “Lo chiamavano Trinità” di Enzo Barboni con Bud Spencer (Bambino) e Terence Hill (Trinità). Trinità detto la mano destra del Diavolo, apparentemente pigro e sornione vagabondo, è in realtà un pistolero lesto e ammaliatore con un gran difetto: ha un continuo prurito alle mani che lo porta a misurarsi con ogni pistolero appena ne ha l’occasione. Giunto in una cittadina del Sud Ovest vi trova un nuovo sceriffo che si è appena sistemato per cercare di dar forza alla legge in quel posto. Lo sceriffo (Bud Spencer) è guarda caso Bambino il fratello di Trinità, detto la mano sinistra del Diavolo, anche lui è un abile pistolero e a suon di pugni non teme il confronto con nessuno; ma non è esattamente un vero sceriffo, in cammino anche lui verso quella città ha incontrato e ha sparato (pensando di ucciderlo) al vero sceriffo che si stava recando la per prendere servizio, cosi decide di prendere il suo posto ed usare quella città come base nell’attesa dell’arrivo del resto della sua banda Faina e il Timido. Nella città vige il conflitto tra una comunità di Mormoni e il capo della città, il Maggiore Harriman che a tutti i costi vuole impadronirsi della vallata occupata dai Mormoni per far pascolare la sua mandria di cavalli. I due fratelli si trovano cosi catapultati in mezzo a questo conflitto. Dovendo scegliere da che parte stare, trovano più ragionevole difendere i diritti della pacifica comunità Mormona riuscendoli a convincere che anche uomini religiosi come loro hanno il diritto di difendersi. Due ragazze della comunità si innamorano di Trinità e decisosi a sposarle entrambe (ricordatevi sono mormoni) , vede partire il fratello e i due compari verso la California, ma una volta capito che quello che lo aspetta è una vita di rinunce e di duro lavoro, non perde un attimo di tempo e si incammina in cerca del fratello diretto in California dove nuove avventure li aspettano.
mercoledì 23 dicembre 1970  
giovedì 24 dicembre 1970  
venerdì 25 dicembre 1970  
sabato 26 dicembre 1970  
domenica 27 dicembre 1970  
lunedì 28 dicembre 1970  
martedì 29 dicembre 1970  
mercoledì 30 dicembre 1970  
giovedì 31 dicembre 1970  

Le voci riportate giorno per giorno sono in gran parte tratte dalla rete. E’ dunque possibile che alcuni episodi risultino… schierati politicamente, ovvero descritti con una particolare enfasi di parte. Altri sembreranno, a ragione, di segno opposto. Sarà mia cura nel tempo renderli i più asettici e oggettivi possibile, anche se, la passione squilibrata resta comunque una componente irrinunciabile e indiscutibile di quegli anni.

I files della cronologia saranno continuamente aggiornati con modifiche ed integrazioni. Si accettano pertanto suggerimenti e segnalazioni, qualora si riscontrino errori od omissioni.

Per gli “aneddoti” musicali si è copiosamente attinto dal bellissimo blog di Gianni Lucini Rock & Martello.