Cronologia – 1971
| venerdì 1 gennaio 1971 | |
| sabato 2 gennaio 1971 | |
| domenica 3 gennaio 1971 | |
| lunedì 4 gennaio 1971 | |
| martedì 5 gennaio 1971 | |
| mercoledì 6 gennaio 1971 | Salvini cerca di sottrarre il controllo della loggia P2 a Licio Gelli |
| giovedì 7 gennaio 1971 | Scoppia un incendio doloso nel deposito della Pirelli-Bicocca di viale Sarca a Milano. I danni sono ingenti e un giovane operaio, Gianfranco Carminati, 30 anni, muore nel tentativo di spegnere il fuoco. Inizialmente si incolpano gli ambienti della sinistra extraparlamentare, a fine inchiesta, anni dopo, verrà appurato che l’attentato è stato compiuto dal MAR (Movimento di azione rivoluzionaria) |
| venerdì 8 gennaio 1971 | |
| sabato 9 gennaio 1971 | |
| domenica 10 gennaio 1971 | |
| lunedì 11 gennaio 1971 | |
| martedì 12 gennaio 1971 | Reggio Calabria. Stazione ferroviaria un gruppo di giovani fascisti assalta un treno lanciando sassi contro gli occupanti che sono agenti di PS i quali attendono di rientrare a Padova .Antonio Bellotti, del II Celere, ultimo di sette figli di una famiglia contadina della Campania, viene colpito da un sasso e riporta lo sfondamento della scatola cranica. Ricoverato all’ospedale di Messina muore quattro giorni dopo |
| mercoledì 13 gennaio 1971 | |
| giovedì 14 gennaio 1971 | |
| venerdì 15 gennaio 1971 | |
| sabato 16 gennaio 1971 | |
| domenica 17 gennaio 1971 | |
| lunedì 18 gennaio 1971 | Trento. Una sofisticata bomba viene trovata e disinnescata da una pattuglia della polizia, in una piazza dove era programmata una manifestazione pubblica. Inizialmente la responsabilità verrà attribuita a Lotta Continua, ma l’inchiesta porterà all’incriminazione di diversi ufficiali dei carabinieri (tra cui il Capo della squadra politica di Trento e Saverio Molino, ex capo dell’ufficio politico di Padova). |
| martedì 19 gennaio 1971 | |
| mercoledì 20 gennaio 1971 | Reggio Calabria. Scontri con la polizia e attentati fascisti contro alcuni dirigenti del PCI |
| giovedì 21 gennaio 1971 | |
| venerdì 22 gennaio 1971 | |
| sabato 23 gennaio 1971 | Viene pubblicata la notizia di un campeggio paramilitare fascista svoltosi sulle Alpi trentine . Si scoprono, quindi, altri campeggi paramilitari, i cosiddetti “Campi Hobbit”, in varie località italiane, spesso finanziati dal ministero della difesa, tramite le associazioni d’arma. |
| domenica 24 gennaio 1971 | |
| lunedì 25 gennaio 1971 | 8 bombe incendiarie vengono collocate sotto altrettanti autotreni fermi sulla pista di Lainate dello stabilimento Pirelli. L’attentato comincia ad attirare l’attenzione dei media sulle “fantomatiche” Brigate rosse. Salto di qualità della propaganda armata |
| Kampala: Idi Amin Dada prende il potere in Uganda. | |
| martedì 26 gennaio 1971 | |
| mercoledì 27 gennaio 1971 | |
| giovedì 28 gennaio 1971 | |
| venerdì 29 gennaio 1971 | Milano. Una manifestazione della sinistra studentesca viene vietata dalla questura il corteo è disperso dalla polizia con violente cariche. Due dimostranti vengono arrestati |
| sabato 30 gennaio 1971 | |
| domenica 31 gennaio 1971 | |
| Edgardo Sogno fonda i Comitati di Resistenza Democratica, cui aderisce fra gli altri, l’ex comandante dei partigiani bianchi Enrico Martini-Mauri | |
| lunedì 1 febbraio 1971 | |
| martedì 2 febbraio 1971 | Roma. Alle 13,30 circa alcune centinaia di poliziotti e di carabinieri irrompono nella ‘Casa dello Studente’ Via De Lollis, sparando numerose bombe lacrimogene (molte delle quali ad involucro metallico) spesso ad altezza d’uomo e infierendo con violenza su persone e cose Numerosi colpi di pistola vengono sparati dai poliziotti all’interno dell’edificio verso gli studenti che cercano scampo all’assalto Molte porte vengono sfondate con il calcio dei moschetti Vengono rotte tutte le vetrate davanti alle quali gli agenti si trovano a passare, e ciò senza alcuna ragione Le stanze di molti studenti sono letteralmente devastate I libri gettati nei gabinetti e dalle finestre Tutti gli studenti e i dipendenti che si trovano nella ‘casa’ vengono ferocemente malmenati ed è anche impedito di portare soccorso ai feriti |
| Viene firmata la Convenzione di Ramsar | |
| mercoledì 3 febbraio 1971 | Reggio Calabria. Gravi scontri fra dimostranti e polizia Gli agenti sparano candelotti lacrimogeni ad altezza d’uomo II dentista Angelo Pugliatti ha la volta cranica fratturata e il giovane Lorenzo Guttuso un braccio spaccato Ambedue vengono colpiti dallo stesso ordigno poliziesco. Nel corso di una manifestazione sindacale vengono lanciate sul corteo due bombe che uccidono l’operaio Malacaria |
| giovedì 4 febbraio 1971 | |
| venerdì 5 febbraio 1971 | |
| sabato 6 febbraio 1971 | Italia: Un terremoto semidistrugge Tuscania, danneggia gravemente i monumenti romanici e provoca 31 morti |
| domenica 7 febbraio 1971 | In Svizzera un Referendum popolare approva la concessione del diritto di voto alle Donne |
| lunedì 8 febbraio 1971 | Esplode una bomba a Trento |
| martedì 9 febbraio 1971 | |
| mercoledì 10 febbraio 1971 | Reggio Calabria. Nel corso di una dimostrazione la polizia spara ancora candelotti lacrimogeni. Il sedicenne Vincenzo Doldo viene colpito in piena faccia e ha la mandibola e la base cranica fratturata, Francesca Bavuscia riporta la doppia frattura dell’omero |
| giovedì 11 febbraio 1971 | |
| venerdì 12 febbraio 1971 | A Trento esplode un’altra bomba |
| sabato 13 febbraio 1971 | Al vertice della classifica dei singoli più venduti negli Stati Uniti arriva One bad apple, un brano che consacra gli Osmond Brothers, conosciuti anche come Osmonds, tra i gruppi rivelazione dei primi anni Settanta. La storia del gruppo, composto dai figli di George e Olive Osmond, è simile a quella dei Jackson Five di cui, in qualche modo, rappresentano l’alternativa “bianca”. I primi Osmond Brothers furono Alan, Wayne, Jay e Donny. A loro si aggregano, poi la dodicenne Marie, l’unica ragazza della famiglia e il piccolo Jimmy di otto anni. Il successo della famiglia canterina tra il 1971 e il 1975 è rapido e benedice si gli Osmond Brothers come gruppo, che Jimmy, Donny e Marie come solisti e Donny e Marie come duo. Il duello a distanza con i Jackson Five si alimenta anche della rivalità tra i due leader Michael Jackson e Donny Osmond. Il loro successo ha dell’incredibile. In cinque anni i fratelli Osmond vendono venti milioni di dischi con brani come One bad apple, Yo yo, Crazy Horses, Going home, Let me in, I can’t stop e Love me for a reason, soltanto per citare quelli del gruppo ed escludendo i successi dei singoli componenti. Nonostante gli incredibili risultati, inaspettatamente nel 1975 il gruppo entra in una fase declinante e finì per diventare una stanca ripetizione di se stesso. Nel 1982 i quattro fratelli maggiori si riuniranno nuovamente, senza Donny, aprendo un nuovo periodo nella storia del gruppo ed esibendosi quasi esclusivamente nei circuiti del country. (Gianni Lucini) |
| Pisa. Uno studente in ingegneria, Giovanni Persoglio, 29 anni, muore investito accidentalmente dall’esplosione di una bomba collocata davanti a un negozio di macelleria di proprietà di Aldo Meucci, posto in via Padre Agostino 12, a Marina di Pisa. | |
| domenica 14 febbraio 1971 | |
| lunedì 15 febbraio 1971 | |
| martedì 16 febbraio 1971 | Reggio Calabria. Scontri con la polizia un uomo resta ferito all’interno della sua stessa abitazione La polizia nega di aver fatto uso delle armi da fuoco Un cecchino spaia alcuni colpi di pistola e un agente PS risponde sparando in aria con il mitra. |
| mercoledì 17 febbraio 1971 | |
| giovedì 18 febbraio 1971 | |
| venerdì 19 febbraio 1971 | |
| sabato 20 febbraio 1971 | |
| domenica 21 febbraio 1971 | |
| lunedì 22 febbraio 1971 | |
| martedì 23 febbraio 1971 | Milano. Sgombero forzato di alcune case occupate abusivamente da famiglie di senzatetto 2.000 fra poliziotti e carabinieri invadono il quartiere armati di tutto punto e con cani al guinzaglio La pnma canea la effettuano 600 agenti al comando del vice-questore Vittoria. Massiccio uso di candelotti lacrimogeni, poi irruzione in massa negli stabili all’interno dei quali vi sono 200 persone con un centinaio di bambini. Il pestaggio è bestiale. Un bambino ha la testa rotta, un altro il braccio fratturato . La rabbia cresce e si hanno feriti anche da parte degli agenti. 66 persone vengono fermate e 25 arrestate. |
| mercoledì 24 febbraio 1971 | Foggia. Domenico Centola, bracciante, è ucciso nel corso di gravi incidenti provocati da fascisti e da elementi dei Centri di azione agraria. |
| giovedì 25 febbraio 1971 | |
| venerdì 26 febbraio 1971 | Se ne va Don Camillo. L’attore e cantante Fernandel muore consumato da un tumore nel suo appartamento sull’avenue Foch di Parigi. Popolarissimo anche in Italia dove il pubblico lo identifica con il personaggio cinematografico di Don Camillo, in Francia è un protagonista di primo piano della storia dello spettacolo. «Mi chiedete se sono legato a Don Camillo? Come potrei non amare quel personaggio? Pensate che avevo come partner Gesù Cristo…». Così Fernandel rispondeva a chi osava insinuare che in fondo vestire i panni del prete “da battaglia” della bassa padana nato dalla fantasia di Guareschi lo stesse annoiando. La noia nella sua concezione del lavoro non esiste perchè, come ripete mille volte nel corso della sua carriera, è felice di aver trasformato in un lavoro la più grande passione della sua vita: il palcoscenico. Attore, cantante, fantasista, intrattenitore, ballerino, fin dagli inizi della sua carriera non c’è ruolo nel quale non si sia sperimentato con buoni risultati. Famoso per le sue per le sue folgoranti battute («Il pastis è come i seni. Uno non basta e tre sono troppi!» o «De Gaulle? Credo che sia l’unico francese che nel mondo è più popolare di me») Fernandel insieme a Jules Muraire, in arte Raimu, e Henri Allibert, in arte Alibert compone il cosiddetto “trio dei marsigliesi”, una piccola pattuglia di uomini di spettacolo provenienti dal meridione della Francia che, a partire dagli anni Trenta, è riuscita nel non facile compito di conquistare le scene di Parigi. Fernand Joseph Désiré Contandin, in arte Fernandel, nasce a Marsiglia l’8 maggio 1903. Il suo primo vagito risuona al n° 72 di Boulevard Chave nell’appartamento dove in quel periodo vive la sua famiglia. I suoi genitori tirano avanti come possono. Suo padre canta nei caffé concerto e l’intera famiglia vive ai margini del mondo dello spettacolo. «A cinque anni avevo già corso e giocato in tutte le quinte, i retroscena e i camerini dei migliori e i peggiori luoghi di spettacolo di Marsiglia… Ero affascinato in particolare da tutto ciò che aveva a che fare con la canzone e spesso insieme a mio fratello Marcel giocavo a ripetere le pose e i gesti che mio padre faceva in scena. Giocavo ma imparavo perchè io eseguivo e mio fratello mi correggeva…». Il figlio di un artista poi non può perdere troppo tempo a scuola per cui il rapporto del piccolo Fernand con l’istruzione è saltuario e ricco di fughe e ravvedimenti. Il suo sogno resta sempre il palcoscenico dove debutta prestissimo interpretando al Teatro Chave il ruolo che più gli riesce in quel periodo, cioè quello di… bambino nel dramma “Marceau ou les enfants de la révolution”. È poco più di un gioco ma gli applausi del pubblico gli piacciono e rafforzano la sua convinzione che quella sia la strada giusta per lui. Poco tempo dopo arriva anche la sua prima esibizione canora. Avviene sul palcoscenico dello Scala, un locale che diventerà poi famoso con il nome di Eldorado, dove in una pausa dell’esibizione del padre canta M.lle Rose di fronte a un pubblico che l’applaude convinto. Il piccolo Fernand ci prende gusto. Canta un paio di brani in un gala al Châtelet, poi al Palace de Cristal quindi al Variétés in quello che lui stesso definirà in futuro «il primo tour della mia vita effettuato in una serie di locali che distano qualche centinaio di metri l’uno dall’altro». Di giorno la scuola e la sera sul palcoscenico. La sua famiglia non naviga nell’oro ma per un bambino di quell’epoca la vita potrebbe essere peggiore. Tutto sembra funzionare senza intoppi fino al 1915 quando alla vigilia di quella che i posteri chiameranno Prima Guerra Mondiale il padre viene chiamato sotto le armi. Fernand ha dodici anni e la sua vita cambia improvvisamente. La famiglia ha bisogno anche del suo aiuto per tirare avanti. Trova un posto come fattorino nell’agenzia di Rue St. Ferréol della Banque Nationale de Crédit e corre in giro per la città in cambio di 25 franchi al mese. Qui conosce Jean Manse, un amico che resterà con lui per tutta la vita. Terminata l’esperienza come fattorino, il giovane Fernand Contandin si adatta a una lunga serie di lavori passando dal saponificio Bellon alla cartiera Granger, alla società elettrica e tante altre esperienze. Nonostante le difficoltà, però, non abbandona il mondo dello spettacolo e affianca l’attività lavorativa con le esibizioni come cantante e caratterista nei caffé-concerto dove si diverte a mettere esageratamente in mostra il suo profilo equino e gioca a prendersi in giro. In quegli anni corteggia assiduamente Henriette, la sorella minore del suo amico Jean Manse. Proprio la madre dei due ragazzi diventa l’artefice inconsapevole del nome d’arte del ragazzo. Racconta lo stesso Fernandel che la donna, divertita dall’insistenza con il quale il giovane frequenta Henriette, quando lo vede arrivare lo saluta dicendo «Voilà le Fernand d’elle» (Ecco il suo (di Henriette) Fernand!). Proprio da questa frase nasce lo pseudonimo di Fernandel destinato ad accompagnarlo per sempre. Il 4 aprile 1925, a ventidue anni non ancora compiuti, sposa Henriette e poi parte per il servizio militare. Quando torna a casa è padre e non ha più un lavoro. La salvezza arriva da Louis Valette, il direttore dell’Odéon che lo scrittura per sostituire un’artista contestato dal pubblico. Lui sale sul palco e sciorina tutto il repertorio di canzoni e gags rodato nei caffé-concerto. Tra il pubblico che l’applaude con grande entusiasmo c’è Jean Faraud, il direttore della Paramount francese che gli propone un contratto per animare gli intervalli nelle sale gestite dalla sua società. L’avventura con la Paramount inizia il 19 marzo 1927 a Bordeaux, poi prosegue a Nizza, Lille e, dopo un lungo peregrinare nelle varie città francesi, nel dicembre del 1927 arriva finalmente al mitico Bobino di Parigi. La sua esibizione dura esattamente dodici minuti ma lascia il segno visto che gli frutta un contratto per ben diciannove settimane di animazione degli intervalli al cinema Pathé. Nel 1929 quando torna al Bobino è ormai un artista affermato. Nel 1931 fa il suo debutto cinematografico interpretando un piccolo ruolo nel film “Le Blanc et le noir”, seguito da una partecipazione a “On purge bébé” di Jean Renoir. Nello stesso anno Bernard Deschamps gli affida il ruolo del protagonista nel film “Le Rosier de Madame Huston”, dove interpreta per la prima volta il ruolo di giovanotto ingenuo che diventerà un po’ la sua specialità negli anni successivi. Nonostante il successo cinematografico Fernandel non lascia né la musica né gli spettacoli di varietà. Come lui stesso racconterà in seguito «Di giorno giravo e di sera mi esibivo in scena». Nel 1933 partecipa a un applaudissimo tour che lo porta in tutti i migliori teatri del territorio francese, dall’Eldorado di Marsiglia all’Elysée Palace di Vichy al Bobino e alle Folies-Bergère di Parigi. Interpreta anche numerose commedie musicali, molte delle quali finiranno poi sullo schermo. Nel 1934 Marcel Pagnol lo vuole nel suo film “Angéle” nel quale è costretto per la prima volta nella sua carriera a cimentarsi con successo in un ruolo drammatico. Il risultato è lusinghiero e ne rafforza il prestigio e la popolarità. Per esplicita ammissione di Fernandel «Grazie a Pagnol sono stato costretto a dimostrare innanzitutto a me stesso se avessi o no la stoffa dell’attore». Sempre nel 1934 torna con successo di fronte al difficile pubblico delle Folies-Bergère al fianco di una vedette come Mistinguett. Nella seconda metà degli anni Trenta il suo successo sembra destinato a non conoscere fine ma le nubi di guerra che s’addensano sulla Francia gli cambiano la vita. Richiamato sotto le armi viene aggregato al “servizio cinematografico” dell’esercito francese. La guerra diventa una tragedia con i terribili anni dell’occupazione tedesca, del governo collaborazionista e dello smembramento della nazione. Fernandel non collabora con i nuovi potenti ed è costretto a lasciare le scene. Torna da trionfatore dopo la Liberazione e la fine della guerra ritrovando immediatamente il successo sia nel cinema che nei teatri di varietà. Il pubblico non l’ha dimenticato. In Italia il suo nome è legato all’interpretazione di Don Camillo nei film della serie omonima tratta dai romanzi di Guareschi. Alla fine della carriera si cimenta nella regia e fonda insieme a Jean Gabin la casa di produzione Ga-Fer. (Gianni Lucini) |
| sabato 27 febbraio 1971 | |
| domenica 28 febbraio 1971 | |
| lunedì 1 marzo 1971 | |
| martedì 2 marzo 1971 | |
| mercoledì 3 marzo 1971 | |
| giovedì 4 marzo 1971 | |
| venerdì 5 marzo 1971 | Assemblea della loggia P2 sulla “…situazione economica e politica dell’Italia e… nostra posizione in caso di ascesa al potere dei clerico-comunisti…”. Si parla apertamente di volontà di instaurare un “…regime autoritario di destra e militare preferibile ad un governo comunista…” |
| sabato 6 marzo 1971 | |
| domenica 7 marzo 1971 | |
| lunedì 8 marzo 1971 | «Hey man! Parlo con te, che porti la divisa di un paese lontano e sei qui, nel mio paese, a portare morte. Tu, che ogni giorno rischi di morire, ti sei mai chiesto perché? Questa non è la tua guerra. Nessuno ha minacciato il tuo paese, bruciato le tue case, ucciso i tuoi fratelli e le tue sorelle, tuo padre, tua madre, tua moglie e i tuoi bambini. Eppure sei qui. Bruci le nostre case e uccidi. Noi non ci arrenderemo. Dovrai ucciderci uno per uno, cancellare tutto e anche allora, se qualcuno sopravviverà, cercherà di vendicare i suoi morti. Perché tutto questo? Noi non vogliamo ucciderti, non abbiamo alcuna ragione per farlo. Ma se metti in pericolo la nostra vita e il nostro paese saremo costretti a spararti. E lo faremo. Credici, lo faremo. Non per crudeltà, ma per difenderci. Perché, amico, resti qui? Perché vuoi continuare una guerra che altri hanno deciso per te? Torna a casa tua, dai tuoi amici, dalla tua famiglia. Lasciaci vivere la nostra vita e torna a vivere la tua…» Così, con un invito ai soldati statunitensi a tornarsene a casa, l’8 marzo 1971 inizia le sue trasmissioni in inglese su tutto il territorio vietnamita l’emittente Radio Hanoi. Mentre cresce nel mondo la protesta contro la “sporca guerra” d’aggressione condotta dagli Stati Uniti nel paese asiatico, la stazione radiofonica nordvietnamita si rivolge direttamente ai soldati americani nella loro lingua. Le trasmissioni non sono, però, composte da proclami, ma anche da musica, tanta musica rock che riporta ai giovani in divisa dell’esercito invasore gli echi di una battaglia pacifista che si sta combattendo nel loro paese. Il primo brano trasmesso da Radio Hanoi è l’inno statunitense Star spangled banner, nella stralunata e acida versione di Jimi Hendrix, lo scomparso chitarrista nero. Negli Stati Uniti la stampa conservatrice scatena una polemica feroce contro tutti gli artisti coinvolti dalle iniziative del movimento pacifista, accusandoli di essere «complici di chi assassina i nostri ragazzi nelle giungle vietnamite». La risposta non tarda ad arrivare. Il primo a prendere posizione è il “padre nobile” della canzone politica, il folksinger Pete Seeger, che due giorni dopo l’inizio delle trasmissioni di Radio Hanoi annuncia di aver regalato i suoi dischi all’emittente nordvietnamita e parla ai giovani americani: «Non andate in Vietnam. Il sangue di ogni vietnamita ucciso è sangue versato anche per la nostra libertà. La loro battaglia è la nostra». (Gianni Lucini) |
| martedì 9 marzo 1971 | |
| mercoledì 10 marzo 1971 | |
| giovedì 11 marzo 1971 | A Milano si tiene una manifestazione della “Maggioranza Silenziosa” presieduta dall’avv. Adamo Degli Occhi (vice presidente della Lega Italia Unita ed ex partigiano bianco). Aderiscono il MSI, il PDIUM, ed il capogruppo DC al comune Massimo De Carolis, solidarizzano pubblicamente con tale manifestazione un gruppo di 77 deputati democristiani capitanati da Ciccardini |
| venerdì 12 marzo 1971 | |
| sabato 13 marzo 1971 | La Allman Brothers Band si esibisce per il secondo giorno consecutivo al Fillmore East di New York. Non è una novità per la band più rappresentativa del rock sudista la presenza nel locale di Bill Graham. Gli abituali frequentatori hanno ancora scolpito nella memoria le sorprendenti esibizioni in occasione dei concerti dei Blood Sweat & Tears e dei Grateful Dead. I concerti del 12 e 13 marzo, aperti da Elvin Bishop e Johnny Winter, vengono interamente registrati. Dall’ingente materiale vengono poi scelti i brani destinati all’album doppio Live at the Fillmore East, considerato dalla critica un autentico capolavoro e una sorta di manifesto del rock sudista. I virtuosismi di Duane Allman e Dickey Betts lasciano senza fiato anche i più scettici e regalano una musica che affonda le sue radici nel blues più profondo con preziose gocce di gospel e country. La band schiera un insolito sestetto con due chitarristi, due batteristi, un bassista e il tastierista-cantante Gregg Allman. L’album si apre con due ruvidi classici del gruppo come Statesboro blues e Done somebody wrong. Il primo lato è chiuso da Stormy monday, un brano del leggendario bluesman T Bone Walker. La carica energetica degli Allman Brothers emerge prepotente nella lunga versione di You don’t love me, un brano dilatato, una sorta di chilometrica improvvisazione sulle note di un classico di Willie Cobb, quasi una suite che occupa interamente la seconda facciata dell’album. Più lunga ancora, oltre ventidue minuti di musica, è Whipping post, considerata anche oggi una delle migliori composizioni in assoluto di Gregg Allman, che chiude in gloria il concerto dai solchi della quarta facciata. La introducono egregiamente due brani incisi sul terzo lato: Hot’lanta, una composizione corale di tutti i membri del gruppo, e In memory of Elizabeth Reed, frutto della genialità di Dickey Betts. Live at the Fillmore East scala rapidamente la classifica dei dischi più venduti e consolida la popolarità della Allman Brothers Band che tornerà ancora nel locale newyorkese di Bill Graham a giugno, poco tempo prima della sua definitiva chiusura. Questa volta i manifesti li annunceranno come “il miglior gruppo rock d’America”. La parabola ascendente della band verrà interrotta di lì a poco dalla tragica morte di Duane Allman in un incidente motociclistico, ma questa è un’altra storia. (Gianni Lucini) |
| domenica 14 marzo 1971 | Si svolge a Roma una manifestazione degli “Amici delle Forze Armate” promossa da Gino Ragno, appartenente ad Ordine Nuovo e legato alla Aginter Press, aderiscono il MSI, il PDIUM, Randolfo Pacciardi ed i deputati DC, Ciccardini e Greggi |
| lunedì 15 marzo 1971 | |
| martedì 16 marzo 1971 | Un gruppo di 90 deputati DC, coordinato da Ciccardini, presenta un documento in cui chiede l’interruzione della collaborazione con il PSI, la repubblica presidenziale e la legge elettorale maggioritaria |
| mercoledì 17 marzo 1971 | |
| giovedì 18 marzo 1971 | Il ministro degli interni Restivo rende noto il tentativo di colpo di stato del 7 Dicembre. La Procura di Roma spicca un mandato di cattura per il principe Borghese il giorno successivo. Junio Valerio Borghese si rifugia in Spagna |
| venerdì 19 marzo 1971 | |
| sabato 20 marzo 1971 | |
| domenica 21 marzo 1971 | Sulla linea ferroviaria Vicenza-Milano, a Grumolo delle Abbadesse, viene compiuto un attentato, del quale vengono indiziati di reato i membri di Ordine Nuovo, Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Manlio Portolan |
| lunedì 22 marzo 1971 | |
| martedì 23 marzo 1971 | |
| mercoledì 24 marzo 1971 | |
| giovedì 25 marzo 1971 | |
| venerdì 26 marzo 1971 | Genova, Mario Rossi (XXII Ottobre) uccide, durante una rapina ai danni dell’Istituto case popolari, il portavalori Alessandro Floris |
| sabato 27 marzo 1971 | |
| domenica 28 marzo 1971 | |
| lunedì 29 marzo 1971 | |
| martedì 30 marzo 1971 | |
| mercoledì 31 marzo 1971 | |
| giovedì 1 aprile 1971 | |
| venerdì 2 aprile 1971 | Al Kilt di Roma ha inizio la seconda edizione del Pop Festival Italiano, una delle più importanti rassegne del panorama alternativo italiano. Il programma della manifestazione prevede che nell’arco di due giorni si esibiscano gruppi e artisti emergenti di generi diversi. Il pubblico accoglie un po’ freddamente Antonello Venditti che come gran parte degli artisti che gravitano intorno al Folk Club presenta le sue canzoni nel settore riservato al folk. Ai brani del cantautore romano vengono preferite le esibizioni di gruppi come La Pace e La Saggia Decisione. La rassegna ha in cartellone gran parte delle band più promettenti del periodo come i Punto, i Panna Fredda, i Fiori di Campo, gli Osanna, i Crisalide, i Free Love e Il Ritratto di Dorian Gray. Una curiosità è costituita dalla performance d’ispirazione afro-cubana de I Ragazzi di Mary Afy. (Gianni Lucini) |
| sabato 3 aprile 1971 | |
| domenica 4 aprile 1971 | Nella Temporada Romagnola a Riccione muore il campione di motociclismo Angelo Bergamonti. |
| lunedì 5 aprile 1971 | |
| martedì 6 aprile 1971 | |
| mercoledì 7 aprile 1971 | |
| giovedì 8 aprile 1971 | |
| venerdì 9 aprile 1971 | |
| sabato 10 aprile 1971 | |
| domenica 11 aprile 1971 | |
| lunedì 12 aprile 1971 | |
| martedì 13 aprile 1971 | Il giudice Stiz fa arrestare Freda e Ventura per la strage di Piazza Fontana e gli attentati del Dicembre 1969 |
| A Torino vengono incendiate due auto di dirigenti della Fiat. | |
| mercoledì 14 aprile 1971 | Cina: poco dopo la conclusione dei mondiali di tennis tavolo disputatisi in Giappone, il Primo Ministro cinese Zhou Enlai riceve gli atleti della nazionale USA nel palazzo del Parlamento. È l’atto iniziale di quella che sarà presto denominata “diplomazia del ping-pong” |
| giovedì 15 aprile 1971 | |
| venerdì 16 aprile 1971 | |
| sabato 17 aprile 1971 | I Three Dog Night arrivano al vertice della classifica dei singoli più venduti negli Stati Uniti con Joy to the world, il brano che più e meglio di altri è divenuto l’emblema dello straordinario successo ottenuto dalla band a cavallo tra gli anni sessanta e i Settanta. Joy to the world mantiene per sette settimane in vetta alla classifica un gruppo dal palmarés ragguardevole: quindici milioni di dischi venduti con ben undici dischi d’oro per gli album e altrettanti per i singoli. Il brano diventerà uno dei più significativi inni generazionali e nel 1983 verrà recuperato, non a caso, nella colonna sonora del film “Il grande freddo”. Il nucleo centrale dei Three Dog Night è costituito, come suggerisce il nome del gruppo, dalle tre voci di Cory Wells, Danny Hutton e Chuck Negron. Nascono nel 1968 quando al trio si uniscono quattro strumentisti esperti come il chitarrista Mike Allsup proveniente dai Family Scandar, il tastierista Jimmy Greenspoon degli East Side Kids, il batterista Floyd Sneed, già nelle band di Josè Feliciano e Bobby Taylor, e il bassista Joe Schermie, fresco reduce dall’esperienza con i Dyke & The Blazers. La perfetta intesa tra le voci di Cory, Danny e Chuck e la facilità delle canzoni, scritte dai migliori autori del periodo, sono le ragioni fondamentali della rapida affermazione dei Three Dog Night che, a partire dal 1969, collezionano una lunga serie di successi. Guardati con sospetto dal movimento hippie, che li considera troppo commerciali, sono invece molto amati dagli autori. Per loro scrivono personaggi come Randy Newman, Russ Ballard, Paul Williams e, soprattutto, Leo Sayer che regala ai Three Dog Night due canzoni come One man band e The show must go on. Il grande successo di Joy to the world segna il culmine della parabola ascendente della band che progressivamente perde smalto e personalità. Nel 1973 Schermie se ne va e viene sostituito dal bassista Jack Ryland mentre la formazione acquista l’ottavo elemento, il tastierista Skip Conte. È l’inizio della fine. Tre anni dopo anche Danny Hutton saluta la compagnia e cede il suo posto a Jay Gruska, ma la crisi è ormai esplosa. A nulla serve l’assurda decisione dei discografici di aggiungere alla formazione tre componenti dei Rufus come Al Ciner, Ron Stocker e Denny Belfield. In musica come in natura gli innesti artificiali spesso non danno i frutti sperati. In questo caso la forzatura non fa che accelerare la fine. (Gianni Lucini) |
| domenica 18 aprile 1971 | La sera del 18 aprile 1971 i Family sono attesi al Palalido di Milano, il palazzone in Piazza Stuparich da qualche anno destinato al rock e alla boxe. L’inizio del concerto è fissato per le ore 21 e il prezzo dei biglietti, contestato perché ritenuto eccessivo, è di mille lire in galleria, duemila in gradinata e tremila in platea. La band, la cui tournée italiana è sponsorizzata dal settimanale “Ciao 2001″ e dal Piper Club, arriva direttamente da Roma dove il giorno prima ha tenuto ben due concerti al Teatro Brancaccio. L’appuntamento è di quelli da non mancare, anche se i più smaliziati sostengono che lo spirito originario della band se n’è andato da tempo. Hanno torto. La band è al culmine del suo miglior periodo, nonostante la formazione non sia più quella nata nel 1966 dalla fusione di due gruppi di Leicester, Jim King & The Farinas e Roaring Sixties. Dei componenti originari sono rimasti il cantante Roger Chapman, il chitarrista Charlie Whitney e il batterista Rob Townsend, mentre il sassofonista Jim King, ritiratosi a vita privata, e il bassista Rick Grech, passato con i Blind Faith, sono stati sostituiti dal chitarrista John Weider già con Eric Burdon & The Animals e dal tastierista John “Poli” Palmer, proveniente dai Blossom Toes e dagli Election. Questa formazione, che i critici ricorderanno come una delle migliori della storia della band, quando arriva in Italia ha all’attivo due album di tutto rispetto come A song for me e Anyway. Il pubblico che affolla il Palalido è irrequieto e rumoreggiante. Si calma soltanto quando sul palco appare il carismatico Roger Chapman che, senza dire una parola, dà il segnale d’inizio del concerto. Alla fine dell’esibizione, che ha raggiunto il culmine in una A song for me dilatata all’inverosimile con incursioni solistiche di tutti i componenti della band, tocca allo stesso Chapman il compito di ringraziare i giovani milanesi: «Sono stati fantastici. Noi viviamo per la musica dal vivo, non possiamo farne senza. Abbiamo bisogno di un contatto continuo con il nostro pubblico. È lui che ispira la nostra musica». Nessuno può immaginarlo, ma la formazione che si esibisce a Milano ha i giorni contati. Due mesi dopo Weider se ne va e verrà sostituito da John Wetton, l’ex bassista dei Mogul Trash, ma è ormai iniziata la lenta dissoluzione dei Family. La loro produzione diventerà sempre più stanca anche per le diserzioni e i cambiamenti di formazione. La fine ufficiale verrà annunciata nell’ottobre del 1973: in tempo per lanciare un antologico d’addio. (Gianni Lucini) |
| lunedì 19 aprile 1971 | Milano. I fascisti scatenano una guerriglia perchè la questura ha vietato una manifestazione anticomunista La polizia lancia candelotti lacrimogeni uno dei quali colpisce al torace Maria Grazia Venturi spaccandole tré costole Viene ferito pure l’operaio Giuseppe Riontino |
| martedì 20 aprile 1971 | |
| mercoledì 21 aprile 1971 | |
| giovedì 22 aprile 1971 | |
| venerdì 23 aprile 1971 | |
| sabato 24 aprile 1971 | |
| domenica 25 aprile 1971 | |
| lunedì 26 aprile 1971 | |
| martedì 27 aprile 1971 | |
| mercoledì 28 aprile 1971 | Esce primo numero del quotidiano “Il manifesto”, diretto da Luigi Pintor |
| giovedì 29 aprile 1971 | |
| venerdì 30 aprile 1971 | Nei primi mesi del 1971 soffia forte, anche se con un po’ di ritardo, il vento di Woodstock sulla pianura padana. Preceduto dai grandi raduni di Palermo e Caracalla a Roma, il 30 aprile 1971 si svolge a Finale Emilia, in provincia di Modena, il primo Festival Pop Emiliano. La stagione sconsiglia esperimenti all’aperto per cui la scelta ricade sulla non molto ospitale Sala Spinelli, forse anche per la carica evocativa del nome. Sono più di mille i ragazzi stipati in un’atmosfera sudaticcia e surriscaldata che accolgono con un ululato i Top 4, la band cui tocca il difficile compito di scaldare l’atmosfera. Se la cavano bene mescolando ai brani di loro produzione una serie di cover d’effetto prese a prestito dai Deep Purple, dagli Steppenwolf e una splendida versione di Soul sacrifice dei Santana. La cantante dei Tombstones, la band che segue, ci dà dentro con una serie di brani degli Uriah Heep, dei Led Zeppelin e dei Beatles, preparando la strada ai modenesi Rags, che giocano in casa e infiammano l’ambiente con brani dei Three Dog Night e dello Spencer Davis Group. Il tempo di sistemare l’impianto d’amplificazione, un po’ provato dalle esibizioni d’apertura, e il palco è tutto dei Primitives. La band, da tempo orfana di Mal, ha perso anche il batterista Pick Whiters, che negli anni Ottanta riemergerà nella formazione dei Dire Straits. Al suo posto c’è un sostituto di tutto rispetto: quel Robbie McIntosh che dopo essere stato la spina dorsale dei Trinity di Brian Auger, sarà tra i componenti dell’Average White Band. L’entusiasmo è alle stelle quando arriva il turno dei Quelli, la band che schiera Francone Mussida alla chitarra, Franz Di Cioccio alla batteria, Flavio Premoli alle tastiere e Giorgio Piazza al basso. I ragazzi che affollano la sala Spinelli, senza rendersene conto, stanno assistendo all’esibizione di una band destinata a lasciare un segno profondo nella storia del rock. Fin dai primi brani si intuisce, però, che i quattro musicisti stanno attraversando un periodo di evoluzione. Poco tempo dopo, infatti, con l’arrivo di Mauro Pagani, cambieranno nome in Krel e costituiranno il nucleo fondatore della PFM, la Premiata Forneria Marconi, una delle poche band italiane di rock progressivo capaci di conquistare il mercato internazionale. Quando il primo Festival Pop Emiliano chiude i battenti l’ora è tarda, ma il pubblico non se ne vuole andare. È il 1° maggio, perbacco! Arrivano le bottiglie e in molti si fermano a bere lambrusco con le band per festeggiare l’alba del giorno dedicato ai lavoratori. (Gianni Lucini) |
| sabato 1 maggio 1971 | |
| domenica 2 maggio 1971 | |
| lunedì 3 maggio 1971 | Alcune bottiglie incendiarie vengono lanciate contro auto della polizia in servizio a Roma nel quartiere San Lorenzo. |
| martedì 4 maggio 1971 | A Torino continuano gli scioperi a singhiozzo dopo l’arresto di tre operai avvenuto nei giorni precedenti. |
| A Novara, la Celere carica un picchetto di operaie del cotonificio Olcese della Snia Viscosa, in lotta per il ridimensionamento dell’orario e dei carichi di lavoro, e arresta Mario Pasinetti, sindacalista della iltra. | |
| mercoledì 5 maggio 1971 | A Palermo: il procuratore della repubblica Pietro Scaglione viene ucciso insieme all’agente autista Antonino Lo Russo per ordine dei corleonesi di Totò Riina. Il magistrato era stato sottoposto ad inchiesta dal Csm e dalla Commissione antimafia, per accertare i suoi rapporti con la criminalità organizzata ed in particolare “le eventuali responsabilità in ordine alla custodia precauzionale di Luciano Liggio”. Dopo l’assassinio, l’ufficio del giudice resta sprovvisto di sigilli per 24 ore. Questo omicidio è il primo della guerra di scoraggiamento allo stato operata dai corleonesi, che si protrarrà fino a le stragi di Capaci e di via D’Amelio del 1992. |
| A Milano, 1.500 poliziotti intervengono al Politecnico contro gli studenti del movimento che hanno bloccato il calcolatore. | |
| giovedì 6 maggio 1971 | il 6 e 7 maggio si svolge a Roma la seconda rassegna pop. Il palco di trenta metri ospita Le Esperienze, i Fiori Di Campo, i Panna Fredda, Il Ritratto di Dorian Gray, Il Punto, i Free Love e gli Osanna, che impressionarono molto sia per la musica che per il look da indiani metropolitani. |
| venerdì 7 maggio 1971 | |
| sabato 8 maggio 1971 | Viene lanciata la settima sonda diretta verso Marte, nell’ambito della missione americana Mariner 8, la quale però fallisce proprio alla partenza . |
| Iniziano le trasmissioni regolari di TeleCapodistria, la rete privata che dalla Jugoslavia trasmette in lingua italiana. | |
| domenica 9 maggio 1971 | |
| lunedì 10 maggio 1971 | A Torino migliaia di lavoratori FIAT in corteo per il rinnovo dei contratti vengono brutalmente caricati dalla polizia. |
| martedì 11 maggio 1971 | |
| mercoledì 12 maggio 1971 | |
| giovedì 13 maggio 1971 | |
| venerdì 14 maggio 1971 | |
| sabato 15 maggio 1971 | |
| domenica 16 maggio 1971 | |
| lunedì 17 maggio 1971 | |
| martedì 18 maggio 1971 | |
| mercoledì 19 maggio 1971 | Viene lanciata l’ottava sonda diretta verso Marte, nell’ambito della missione russa Mars 2. La sonda raggiungerà il pianeta il 27 novembre |
| giovedì 20 maggio 1971 | |
| venerdì 21 maggio 1971 | |
| sabato 22 maggio 1971 | |
| domenica 23 maggio 1971 | |
| lunedì 24 maggio 1971 | |
| martedì 25 maggio 1971 | |
| mercoledì 26 maggio 1971 | |
| giovedì 27 maggio 1971 | Nella pineta di Lagomare, a Torre del Lago, vicino a Viareggio, inizia il Primo Festival della Musica d’Avanguardia e delle Nuove Tendenze, che resterà nella storia del pop italiano come il primo grande raduno giovanile di massa. Organizzato da Massimo Bernardi dura sette giorni e presenta una eccezionale rassegna di gruppi e artisti emergenti, molti dei quali sono destinati a diventare protagonisti della musica italiana degli anni Settanta. Il Festival che originariamente si doveva tenere a Viareggio, si svolge a Torre del Lago perché l’amministrazione comunale di Viareggio, temendo incidenti, ha revocato nelle ultime settimane l’autorizzazione a utilizzare il Palazzo dello Sport. Nella pineta del Lungomare di Torre del lago convergono decine di migliaia di giovani che suppliscono con la buona volontà all’assenza di strutture d’accoglienza. Per una settimana si esibiscono i migliori talenti del panorama rock e pop italiano. C’è anche una gara, e non poteva mancare, affidata a una sorta di “giuria di qualità” che comprende, tra gli altri, il d. j. Renzo Arbore e il giornalista Armando Gallo. I riconoscimenti principali vanno alla Premiata Forneria Marconi, a Mia Martini & la Macchina e agli Osanna. Premi speciali vengono assegnati ai Fholks, alla Nuova Idea e ai Delirium. L’elenco dei gruppi che nei sette giorni del Festival si esibiscono a Torre del Lago è nutritissimo. Ci sono il Rovescio della Medaglia, gli Stormy Six, gli italo-inglesi Godfathers, i Circus 2000, Le Madri, gli Alluminogeni, i Flea On The Honey e molti altri. Nel ruolo di ospiti d’onore fuori concorso arriva anche la Formula Tre, mentre il pop internazionale è rappresentato da due gruppi britannici: i Jerico Jones e i Medicine Head. Il programma prevedeva anche l’esibizione degli Strawbs, ma le potenzialità dell’impianto audio sono insufficienti per la band di Rick Wakeman che è costretta a rinunciare. Non mancheranno momenti di tensione legati alla carenza di strutture, di cibo e acqua e nella giornata di chiusura la parte più politicizzata dei gruppi di giovani presenti al Festival improvviserà una manifestazione contro i “padroni della musica” e contro gli inviati delle televisioni, delle radio e dei giornali, accusati di essere “servi dei padroni” e di occuparsi dei giovani solo “quando fanno colore”. (Gianni Lucini) |
| venerdì 28 maggio 1971 | Viene lanciata la nona sonda diretta verso Marte, nell’ambito della missione russa Mars 3. La sonda raggiungerà il pianeta il 3 dicembre |
| sabato 29 maggio 1971 | |
| domenica 30 maggio 1971 | Viene lanciata la decima sonda diretta verso Marte, nell’ambito della missione americana Mariner 9. La sonda raggiungerà il pianeta il 13 novembre |
| lunedì 31 maggio 1971 | |
| Avvengono in tutta Italia oltre 90 aggressioni a militanti o sedi della sinistra, il 22, a Milano, un militante di sinistra viene ferito da un colpo di pistola alla testa | |
| Gasca Queirazza lascia la guida dell’ufficio D del SID a Gian Adelio Maletti | |
| martedì 1 giugno 1971 | |
| mercoledì 2 giugno 1971 | A Taranto, militanti di destra feriscono lo studente Vincenzo Aptano, al quale incidono anche una svastica sul braccio con una lametta. |
| A Palermo la mafia spara in peno centro cittadino all’indirizzo di un ex poliziotto in pensione mancandolo. | |
| giovedì 3 giugno 1971 | Milano. 4000 agenti di polizia sgomberano le case occupate di Via Tibaldi L’aggressione poliziesca è bestiale La polizia spara all’impazzata camiciotti lacrimogeni. Un bambino di appena sette mesi, Massimiliano Ferretti, malato di cuore ed affetto da bronchite, viene colpito dai gas lacrimogeni. Ricoverato alla clinica Mangiagalli cessa di vivere. Il padre di Massimiliano, ricercato dalla polizia per furto, deve subire l’onta di nascondersi, come se il criminale fosse lui, mentre il potere gli ha ammazzato il figlio |
| venerdì 4 giugno 1971 | |
| sabato 5 giugno 1971 | I biglietti per il concerto dei Gran Funk Railroad allo Shea Stadium di New York si esauriscono dopo sole settantadue ore dall’apertura dei botteghini. Si calcola che la band abbia guadagnato, prima ancora di suonare una sola nota, ben trecentoseimila dollari, superando il record dei Beatles del 1966 che era stato di trecentoquattromila dollari. L’organizzatore Sid Bernstein, interpellato sull’argomento, non nasconde la sua sorpresa: «Non avrei mai creduto che qualcuno potesse essere più popolare dei Beatles». Un bel colpo per una band snobbata dalla critica che la ritiene troppo “fracassona” e poco originale! Il gruppo nato a Flint, nel Michigan, per la verità, fracassone lo è davvero, visto che in brevissimo tempo è diventato uno dei capisaldi dell’hard rock statunitense, ma la definizione è un po’ riduttiva. La potenza devastante della batteria di Don Brewer, ben supportata dalle evoluzioni al basso di Mel Schacher, è entrata nell’immaginario degli adolescenti statunitensi così come la potente voce del chitarrista Mark Farner, uno dei più amati “guitar hero” del periodo. Il loro nome significa letteralmente “Grande paura della ferrovia” e, come spiega lo stesso Farner, è la traduzione di un’espressione con la quale i nativi americani definivano il passaggio dei primi treni nelle loro praterie. Se non è vero non importa. Quando debuttano al Festival pop di Atlanta del 1969 sono poco più che sconosciuti, non hanno ancora un contratto discografico, ma galvanizzano gli oltre centoventicinquemila presenti. Il loro primo album On time, pubblicato dalla Capitol poco tempo dopo, senza passaggi radiofonici e ferocemente stroncato dalla critica, scala le classifiche e diventa “disco d’oro” in poche settimane. Il rapporto con il pubblico è il vero “valore in più” della loro storia anche se la critica non li accetterà mai. (Gianni Lucini) |
| domenica 6 giugno 1971 | |
| lunedì 7 giugno 1971 | |
| martedì 8 giugno 1971 | Milano. Spettacolo del complesso musicale americano ‘ Chicago” all’Arena. Chi non trova posto cerca di entrare lo stesso La polizia carica i giovani sparando numerosi candelotti lacrimogeni. Giorgio Ridolfi. di 21 anni, viene colpito da un candelotto lacrimogeno e riporta una gravissima frattura occipitale |
| mercoledì 9 giugno 1971 | |
| giovedì 10 giugno 1971 | |
| venerdì 11 giugno 1971 | |
| sabato 12 giugno 1971 | |
| domenica 13 giugno 1971 | Palermo. Una pattuglia di polizia spara alle spalle di un militante del PRI che attaccava manifesti elettorali dopo l’orario consentito’ .L’uomo resta ucciso sul colpo |
| lunedì 14 giugno 1971 | |
| martedì 15 giugno 1971 | |
| mercoledì 16 giugno 1971 | |
| giovedì 17 giugno 1971 | |
| venerdì 18 giugno 1971 | |
| sabato 19 giugno 1971 | Al vertice della classifica britannica arriva il brano Chirpy chirpy cheep cheep interpretato dai Middle Of The Road, una band fino a quel momento sconosciuta dal grande pubblico e formata dalla cantante Sarah Carr, dal bassista Eric Campbell Lewis, dal chitarrista Ian Campbell Lewis e dal batterista Ken “Ballantyne” Andrew. La loro storia inizia alla fine degli anni Sessanta quando si formano a Glasgow con il nome di Part Four. Successivamente decidono di cambiare nome in Los Caracos dopo aver modificato il loro repertorio dedicandosi alla musica latina. Non sono artisti professionisti. Come molti giovani appassionati di quel periodo di giorno lavorano di giorno e alla sera suonano. Nel 1970 cambiano ancora nome. Diventano Middle Of The Road e decidono di provare a dedicarsi alla musica a tempo pieno. Dopo essere arrivati in Italia per un tour, vengono scritturati dal produttore Giacomo Tosti e restano qui da noi. Da quel momento grazie anche alle canzoni scritte dal britannico Lally Stott, iniziano a conquistare le classifiche europee con un sound estremamente commerciale e affine alla “bubble gum music” d’oltreoceano. Tra i loro principali successi ci sono Chirpy chirpy cheep cheep, Tweedle dee tweedle dum, Soley soley, Sacramento e Samson & Delilah. In due anni la band passa dall’anonimato al successo per tornare poi nell’anonimato più assoluto dopo aver venduto cinque milioni di dischi. (Gianni Lucini) |
| domenica 20 giugno 1971 | |
| lunedì 21 giugno 1971 | Da tutti gli Stati Uniti convergono a migliaia i giovani in Louisiana per assistere al Celebration of Life Festival, una lunga maratona di musica alla quale partecipano gruppi e artisti di spicco come i Pink Floyd, i Beach Boys, Miles Davis e B.B. King. L’evento si colloca in un periodo particolare. Da un po’ di tempo, infatti, ciò che resta del movimento hippie e pacifista è diviso in due tronconi. Da una parte c’è quella componente che, sull’onda del “flower power”, ha finito per rifugiarsi sempre più in una sorta di individualismo di massa, finalizzato alla felicità interiore e sostanzialmente assente dalle grandi questioni sociali che avevano caratterizzato alla fine degli anni Sessanta la cultura giovanile. Da tempo la mescola di filosofie orientali e amore per la natura ha perso la carica antagonista iniziale per trasformarsi in una sorta di indifferenza ideologica che ha trovato nei mass media una notevole cassa di risonanza. Dall’altra parte ci sono le comuni hippie più politicizzate, le uniche contro le quali continua e essere attivo l’apparato repressivo e la campagna mediatica di disinformazione. Proprio queste si sono impegnate in uno sforzo notevole contro le ipotesi di fuga dalla realtà, non lesinando critiche aspre ai loro “fratelli separati”. In questa situazione il Celebration of Life Festival da appuntamento tradizionale per le varie comunità hippie si trasforma in un confronto tra le opposte tendenze. Per prevenire disordini c’è un notevole dispiegamento di forze dentro e fuori dal luogo dove si svolge il concerto. Diversamente da analoghe situazioni, però, le comuni più radicali evitano il confronto violento e rispolverano l’ironia. Quando il guru Yogi Bahjan sale sul palco per la solita predicozza sulla pace interiore e chiede un minuto di silenzio, dal pubblico si alza una voce che urla «Fuck you, let’s boogie!» (Fottiti, diamoci sotto (con la musica)!). Una gigantesca risata seppellisce definitivamente il tentativo. (Gianni Lucini) |
| martedì 22 giugno 1971 | |
| mercoledì 23 giugno 1971 | Mauro Lusini diventa uno dei cantautori italiani più censurati dalla RAI per ragioni politiche. La sua canzone America primo amore viene esclusa dalla diffusione radiofonica e televisiva. L’ha deciso la RAI che con il povero Lusini sembra avere un conto aperto. Sei anni prima, infatti, in occasione del Festival delle Rose, la censura aveva orrendamente tagliato un’altra sua composizione intitolata C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones. Il gesto censorio si era però tramutato in un colpo di fortuna, visto che il brano aveva venduto più di un milione di copie nell’interpretazione di Gianni Morandi e aveva avuto anche l’onore di essere presentato, in italiano, al raduno dell’Isola di Wight da Joan Baez. Per la verità la versione originale, interpretata da lui, non aveva superato le ottomila copie vendute, ma il successo come autore era stato innegabile. Di fronte all’ennesima censura, però, Mauro Lusini non accetta più né tagli né modifiche. Preferisce farsi oscurare piuttosto di rinunciare alle sue idee. In più la decisione dei censori non ha alcun fondamento. Il brano non è di quelli destinati a restare nella storia. America primo amore racconta la disillusione di una generazione cresciuta all’ombra del mito americano, ma non ha l’impatto emozionale di C’era un ragazzo…, eppure la RAI decide di censurarla. È evidente che il cantautore toscano è ormai sotto tiro e che la sua decisione di non piegarsi rischia di pesare sulla sua carriera. Sarà così. Qualche tempo dopo abbandonerà le scene. Quando tornerà lo farà prima in veste d’autore e poi di produttore. Tra il 1978 e il 1982, infatti, accetterà di produrre Nada, un altro personaggio scomodo della musica leggera italiana. Farà anche parte di una delle tante formazioni dei Goblin e nel 1986 con Alberto Radius, e Bernardo Lanzetti, darà vita per qualche tempo ai Cantautores, anche se la sua fama resterà per sempre legata a C’era un ragazzo… (Gianni Lucini) |
| Varese. Enrico Rampini, operaio, sindacalista, viene ferito da ignoti mentre torna a casa dal lavoro dopo aver partecipato a uno sciopero che aveva contribuito ad organizzare. | |
| giovedì 24 giugno 1971 | Inizia all’Hotel Parco dei Principi a Roma un convegno su “…guerra non ortodossa e difesa…”. |
| venerdì 25 giugno 1971 | La moglie di Giuseppe Pinelli, Licia denuncia il commissario Calabresi e altri 5 poliziotti per l’omicidio volontario del marito |
| sabato 26 giugno 1971 | |
| domenica 27 giugno 1971 | |
| lunedì 28 giugno 1971 | |
| martedì 29 giugno 1971 | Milano. Un gruppo di baraccati, scacciati dalla polizia dalle case di Via Tibaldi, viene ospitato presso la facoltà di Architettura. Intervengono di nuovo le forze dell’ordine che dopo violenti scontri sgomberano l’università. L’intera zona della città studi resterà occupata dalla polizia fino alla chiusura estiva |
| mercoledì 30 giugno 1971 | Michele Sindona riesce a conquistare il controllo della “Centrale” |
| L’equipaggio della navicella Soyuz 11 muore a causa di una fuga d’aria causata da una valvola difettosa. | |
| Lo Stato dell’Ohio ratifica il 26esimo emendamento alla Costituzione e abbassa l’età minima per il diritto di voto a 18 anni | |
| giovedì 1 luglio 1971 | |
| venerdì 2 luglio 1971 | |
| sabato 3 luglio 1971 | Jim Morrison viene trovato morto nella vasca da bagno della sua abitazione a Parigi. |
| domenica 4 luglio 1971 | Muore di leucemia Donald McPherson, il leader del gruppo soul dei Main Ingredient. Cinque giorni dopo avrebbe compiuto trent’anni e da tempo combatteva la battaglia contro la malattia. La sua morte sembra chiudere la storia dei Main Ingredient, il gruppo vocale di cui è stato fondatore alla fine degli anni Cinquanta con i suoi amici Luther Simmons Jr. e Tony Sylvester. Per alcuni anni la loro non è stata una vita facile. Per necessità più che per scelta si adattano ad accompagnare i cantanti della scuderia Red Bird di Leiber & Stoller. Questo è il loro lavoro principale anche se ogni tanto riescono a ritagliarsi, a fatica, un piccolissimo spazio quando ottengono un buon successo con She blew a good thing con il nome di Poets. La loro disponibilità ad accettare un ruolo subalterno e, soprattutto, la loro costante necessità di sopravvivere, li costringe, però, a tornare nell’anonimo ruolo di accompagnatori vocali dei colleghi più fortunati. Solo nel 1966, in parte per il crescente successo ottenuto dal soul sulla scena musicale internazionale e, in parte, perchè i problemi di sopravvivenza sono ormai alle spalle, iniziano a pensare seriamente alla possibilità di proporsi in proprio. In un primo momento sembrano intenzionati a recuperare il vecchio nome di Poets, ma poi prevale la scelta di rompere i ponti con il passato. Nascono così i Main Ingredient. Come spesso accade, le buone intenzioni non bastano da sole a garantire il risultato. Per qualche tempo il gruppo fatica a trovare spazio in una scena, quella del soul, monopolizzata ormai da vecchi e nuovi personaggi che godono di maggiori simpatie presso le case discografiche. Più di una volta, di fronte alle delusioni e alle difficoltà, pensano di abbandonare tutto e tornare al vecchio, sicuro, mestiere degli accompagnatori vocali. Quando stanno per mollare arriva, improvviso, il successo, scandito da una serie di brani che entrano nelle classifiche dei dischi più venduti come I’m so proud, Spinnin’ around e Black seeds keep on growing. La morte di McPherson interrompe però quella che sembrava una cavalcata trionfale. Dopo qualche tentennamento i suoi compagni decidono di continuare sostituendolo con Cuba Gooding e per un paio d’anni danno l’impressione di reggere bene alla perdita del loro leader. Nel 1974 l’addio di Sylvester, intenzionato a dedicarsi alla produzione, segna l’inizio del declino. (Gianni Lucini) |
| lunedì 5 luglio 1971 | Al Vigorelli di Milano è in programma l’atteso concerto dei Led Zeppelin. La polizia, drammatizzando le annunciate contestazioni contro il costo del biglietto, ha schierato oltre duemila agenti in assetto antisommossa nel perimetro esterno dell’impianto. I modi spicci e brutali con i quali gli agenti hanno represso, fin dalle prime ore del pomeriggio, ogni accenno di protesta, hanno contribuito a creare un clima di nervosismo generale. Alle 22.40 i Led Zeppelin iniziano a suonare. Un centinaio di ragazzi senza biglietto trattenuti all’esterno inizia a urlare «PS-SS». Parte una carica violenta. I giovani si disperdono. Un gruppetto approfitta della confusione per sfondare un cancello incustodito. La polizia lancia verso di loro alcuni lacrimogeni che finiscono, ovviamente, dentro al Vigorelli. Il risultato è devastante. I diecimila spettatori, immersi nel fumo dei lacrimogeni, si ammassano verso il palco. I Led Zeppelin sospendono il concerto e Robert Plant invita tutti alla calma. Si riprende con Since I’ been loving you, ma il fumo ha ormai raggiunto anche il palcoscenico. Robert Plant tossisce e Jimmy Page piange copiosamente. Altri dieci minuti di confusione poi la band attacca Whole lotta love, mentre dall’esterno la polizia lancia un’altra cascata di lacrimogeni sul lato destro della platea. La folla degli spettatori preme sempre di più verso il palco. Nel momento in cui parte l’assolo di batteria il palco piomba nel buio. Non arriva più energia elettrica. I Led Zeppelin si arrendono. Lasciano il palcoscenico mentre il pubblico cerca scampo verso il palco. La ressa è paurosa. Gli spettatori, soffocati dal fumo dei lacrimogeni, si accalcano verso le uscite. Presa tra due fuochi la polizia reagisce con veemenza. Gli scontri dureranno tutta la notte e si estenderanno ad altre zone della città. Nei giorni successivi Robert Plant, il cantante della band, accuserà di “barbarie” la polizia italiana, unica responsabile, a suo dire, degli incidenti. (Gianni Lucini) |
| martedì 6 luglio 1971 | |
| mercoledì 7 luglio 1971 | |
| giovedì 8 luglio 1971 | |
| venerdì 9 luglio 1971 | Al cimitero Père Lachaise di Parigi non sono molti i testimoni dell’ultimo atto della breve storia di Jim Morrison, il cantante dei Doors. Dopo sei giorni di varie peripezie legali la moglie e un gruppo di amici decidono di tumulare la salma nel cimitero parigino che ospita i resti mortali di altri personaggi illustri come Oscar Wilde, Edith Piaf, Fryderyk Chopin e Honorè de Balzac. Si chiude così a ventotto anni non ancora compiuti la storia di Re Lucertola, come si autodefiniva nelle sue liriche, stroncato da un attacco cardiaco nella vasca da bagno. Con la sua band, i Doors, aveva interpretato, almeno fino al 1969, l’ansia di ribellione della sua generazione, ma negli anni successivi era entrato in una fase calante, frutto della divaricazione tra il suo delirio visionario, un po’ aristocratico e concettuale, e la realtà dell’esplodere di “dieci, cento, mille Vietnam” nelle coscienze dei giovani di tutto il mondo. Altri erano ormai gli interpreti musicali della grande ventata che annunciava gli anni Settanta e lui aveva deciso di ritirarsi a Parigi, in un appartamento sulla Rive Droite, per cercare nuove strade alla sua creatività. Aveva rotto i ponti con i suoi compagni e pensava di lasciare la musica per passare decisamente alla letteratura. La sua scomparsa aggiunge un anello alla tragica catena di morti illustri del rock, dopo quella di Jimi Hendrix e di Janis Joplin. Già in questo fatto ci sono i presupposti della trasfigurazione in mito. Le sue liriche e le sue interpretazioni negli anni Settanta verranno riscoperte prima dalle correnti del rock decadente e dall’underground barocco e metafisico, poi dal punk, che vedrà in Morrison e nei Doors degli anarchici capaci di esprimere un profondo disgusto per la società. (Gianni Lucini) |
| sabato 10 luglio 1971 | |
| domenica 11 luglio 1971 | |
| lunedì 12 luglio 1971 | |
| martedì 13 luglio 1971 | |
| mercoledì 14 luglio 1971 | |
| giovedì 15 luglio 1971 | |
| venerdì 16 luglio 1971 | Muore di infarto polmonare a Milano Cornelio Rolandi. Rolandi era il principale accusatore di Valpreda nell’inchiesta su piazza Fontana |
| sabato 17 luglio 1971 | |
| domenica 18 luglio 1971 | |
| lunedì 19 luglio 1971 | |
| martedì 20 luglio 1971 | |
| mercoledì 21 luglio 1971 | |
| giovedì 22 luglio 1971 | |
| venerdì 23 luglio 1971 | |
| sabato 24 luglio 1971 | Al Congresso di Bologna Lotta continua ufficializza l’inizio della campagna volta a distruggere il regime carcerario: ogni compagno arrestato dovrà d’ora in poi entrare in carcere con l’obiettivo di svolgervi un preciso lavoro politico, una organizzazione esterna appoggerà le rivendicazioni e le proteste dei carcerati. Tale impostazione si svilupperà con grande foga per tutto il ’72 e il ’73, gli anni del “fuochismo” di LC al termine del quale Lotta continua scioglie la commissione carceri, producendo anche per questo motivo una profonda spaccatura interna che porterà alla costituzione dei Nuclei armati proletari |
| domenica 25 luglio 1971 | |
| lunedì 26 luglio 1971 | |
| martedì 27 luglio 1971 | |
| mercoledì 28 luglio 1971 | |
| giovedì 29 luglio 1971 | |
| venerdì 30 luglio 1971 | |
| sabato 31 luglio 1971 | |
| domenica 1 agosto 1971 | Stati Uniti: si tiene al Madison Square Garden di New York un concerto rock di due giorni il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza alla popolazione del Bangladesh colpita da un’eccezionale siccità. Organizzato dall’ex Beatle George Harrison e da Ravi Shankar, l’evento vede la partecipazone di star mondiali come Bob Dylan, Ringo Starr, Billy Preston, Leon Russel, accompagnati da Eric Clapton, Jim Keltner, Klaus Voorman e Badfinger. |
| lunedì 2 agosto 1971 | |
| martedì 3 agosto 1971 | |
| mercoledì 4 agosto 1971 | |
| giovedì 5 agosto 1971 | Il pretore Raffaele Guariniello perquisisce gli uffici dei servizi generali della FIAT e sequestra 150.655 schede in cui sono indicate le tendenze politiche ed altre notizie personali dei dipendenti del gruppo industriale. Viene scoperta l’esistenza di un servizio segreto privato della FIAT diretto da Luigi Cavallo. Nell’operazione risulterà in seguito, coinvolta anche Gladio |
| venerdì 6 agosto 1971 | |
| sabato 7 agosto 1971 | |
| domenica 8 agosto 1971 | |
| lunedì 9 agosto 1971 | |
| martedì 10 agosto 1971 | |
| mercoledì 11 agosto 1971 | |
| giovedì 12 agosto 1971 | |
| venerdì 13 agosto 1971 | Su richiesta del giudice istruttore, Miceli, capo del SID, risponde che la notte tra il 7 e l’8 Dicembre (golpe Borghese) il SID aveva ricevuto notizia di un “…imprecisato gesto clamoroso da parte di estremisti di destra, ma non era emersa alcuna conferma della notizia riferita…” |
| sabato 14 agosto 1971 | |
| domenica 15 agosto 1971 | Dante Baldari muore in un improbabile “incidente di caccia” mentre è ospite del principe Edoardo Ruspoli in Tanzania. Baldari stava raccogliendo informazioni sulla morte di Armando Calzolari, tesoriere del Fronte Nazionale, di cui era amico |
| Il Presidente statunitense Richard Nixon pone fine alla convertibilità del dollaro statunitense con l’oro (cancellando gli effetti degli accordi sanciti a Bretton Woods nel 1944. | |
| Il Bahrein conquista l’Indipendenza dal dominio britannico | |
| lunedì 16 agosto 1971 | |
| martedì 17 agosto 1971 | |
| mercoledì 18 agosto 1971 | |
| giovedì 19 agosto 1971 | |
| venerdì 20 agosto 1971 | |
| sabato 21 agosto 1971 | La Pantera Nera George Jackson viene uccisa a colpi di arma da fuoco nel cortile della prigione di San Quintino in California |
| domenica 22 agosto 1971 | |
| lunedì 23 agosto 1971 | |
| martedì 24 agosto 1971 | |
| mercoledì 25 agosto 1971 | Il commissario Calabresi, Allegra ed altri quattro poliziotti della questura di Milano vengono incriminati per omicidio colposo, per la morte di Giuseppe Pinelli |
| giovedì 26 agosto 1971 | |
| venerdì 27 agosto 1971 | |
| sabato 28 agosto 1971 | |
| domenica 29 agosto 1971 | |
| lunedì 30 agosto 1971 | |
| martedì 31 agosto 1971 | |
| Nasce il gruppo di destra “La Fenice” | |
| mercoledì 1 settembre 1971 | |
| giovedì 2 settembre 1971 | |
| venerdì 3 settembre 1971 | |
| sabato 4 settembre 1971 | Sola, con una semplice luce bianca che la illumina e la compagnia della sua fedele chitarra: così Joan Baez si presenta agli oltre dodicimila spettatori, in gran parte ragazzi e ragazze, che affollano il Palasport di Roma per assistere al suo concerto. Accanto a lei, seduta su una delle due sedie che costituiscono l’unica invenzione scenografica del palco, c’è un interprete che le consente di comunicare e farsi capire dal pubblico italiano. Fin dalle prime ore del mattino la capitale è stata invasa da gruppi di giovani provenienti da ogni parte d’Italia che hanno preso d’assalto i botteghini ala ricerca dei biglietti di gradinata, venduti a mille lire l’uno. Non è la prima volta che la folksinger si esibisce in Italia. L’anno precedente, infatti, è stata a Milano all’Arena Civica e nel 1969 al Teatro Sistina di Roma, ma questa volta c’è un’attesa particolare per questo avvenimento che apre la stagione musicale dell’autunno romano. Joan Baez è reduce dallo strepitoso successo del tema del film “Sacco e Vanzetti” che le ha dato, nel nostro paese, un successo commerciale senza precedenti e, in più, ha annunciato la sua intenzione di dare un più radicale contenuto politico alle sue esibizioni. Il Palasport di Roma l’accoglie con grande entusiasmo e con qualche intemperanza di troppo, soprattutto quando una piccola parte del pubblico inizia a sottolineare con fischi le parole dell’interprete che traduce i lunghi interventi parlati della cantante. La Baez non si fa impressionare e spiega che nei suoi spettacoli parole, musica e ragionamenti politici sono un tutt’uno. Se il pubblico romano non è d’accordo lei è disposta ad andarsene subito, perché non accetta che qualcuno sia lì soltanto per ascoltare qualche canzone. Un fragoroso applauso sommerge i “fischiatori” e il concerto può continuare. Per marcare meglio la sua posizione fa comunicare ai giornalisti in attesa di intervistarla al termine del concerto che non risponderà a domande sulla musica perché per lei il rigo musicale è solo «…un ottimo strumento per trasmettere un messaggio». E durante la conferenza stampa a chi pensa di coglierla in fallo chiedendole se si senta più un simbolo politico o un personaggio musicale risponde: «Io? Io sono solo una magra messicana». (Gianni Lucini) |
| domenica 5 settembre 1971 | Una selezione di Carosello viene presentata al Museo d’Arte Moderna di New York, per iniziativa della Sipra |
| lunedì 6 settembre 1971 | |
| martedì 7 settembre 1971 | |
| mercoledì 8 settembre 1971 | |
| giovedì 9 settembre 1971 | |
| venerdì 10 settembre 1971 | |
| sabato 11 settembre 1971 | |
| domenica 12 settembre 1971 | |
| lunedì 13 settembre 1971 | |
| martedì 14 settembre 1971 | |
| mercoledì 15 settembre 1971 | |
| giovedì 16 settembre 1971 | |
| venerdì 17 settembre 1971 | |
| sabato 18 settembre 1971 | |
| domenica 19 settembre 1971 | |
| lunedì 20 settembre 1971 | |
| martedì 21 settembre 1971 | |
| mercoledì 22 settembre 1971 | Reggio Calabria. Le forze dell’ordine caricano i dimostranti e feriscono al torace con un candelotto lacrimogeno Carmelo Siilo, di 14 anni Polizia e carabinieri fanno uso anche delle armi da fuoco il giovane Carmelo Jaconi, che si trova dentro un negozio, viene colpito da un colpo di rivoltella che gli trapassa il cuore |
| giovedì 23 settembre 1971 | |
| venerdì 24 settembre 1971 | Nell’inchiesta per le schedature FIAT a Torino, vengono scoperti 200 poliziotti pagati dall’industria di Gianni Agnelli per passare informazioni |
| sabato 25 settembre 1971 | |
| domenica 26 settembre 1971 | |
| lunedì 27 settembre 1971 | |
| martedì 28 settembre 1971 | |
| mercoledì 29 settembre 1971 | Alla Royal Albert Hall di Londra è in programma un concerto a favore del WWF. Il cartellone prevede, accanto ai nomi di personaggi popolarissimi di quel periodo come i Rockpile, gli Sweet e Ashton Gardner, la partecipazione di Gilbert O’Sullivan, un oscuro e sconosciuto cantautore. Quando si presenta sul palcoscenico il pubblico resta colpito da questo venticinquenne pallido e dall’aria triste vestito come un operaio inglese dei primi del Novecento: calzoni corti, scarpe grandi, camicia di flanella e berrettone di traverso. Il suo vero nome è Raymond O’Sullivan ed è nato a Waterford, in Irlanda. Le sue canzoni gentili e delicate rappresentano una ventata di novità nel frastuono di suoni e colori del glam rock imperante in quegli anni. L’esibizione alla Royal Albert Hall lascia il segno. Sottolineata da brani come Nothing rhymed, Underneath the blanket go, We will e No matter how I try la sua popolarità cresce di giorno in giorno. Sempre più sicuro di se stesso Gilbert ottiene nel 1972 un grande successo internazionale con Alone again (naturally), un vero e proprio inno alla semplicità che viene vissuto, a dispetto delle parole, come una sfida anticonformista agli eccessi del music business. Si ripete l’anno dopo con Get down, ma la decisione del suo produttore Gordon Mills di insistere su brani eccessivamente semplici lo fa scadere ben presto nella banalità. Il cantautore cerca di ribellarsi alle imposizioni con l’unico risultato di bloccare per un lungo periodo la sua attività discografica. La separazione da Mills, in possesso di diritti esclusivi su di lui gli impedisce, infatti, di tornare in sala di registrazione. Gilbert, però, piuttosto di restare sotto la tutela del suo manager, accusato dallo stesso cantante di averlo eccessivamente sfruttato negli anni precedenti, preferisce il silenzio. Si libera dell’opprimente cappa soltanto nel 1980 quando torna al successo con l’album Off centre e con il singolo What’s in a kiss?. Nel 1982 la causa con Mills si conclude con la condanna di quest’ultimo. O’Sullivan recupera così i diritti sulle sue canzoni e ottiene due milioni di sterline di risarcimento, ma non riuscirà più a ripetersi ai livelli del suo periodo d’oro. Circondato dall’atteggiamento ostile dell’ambiente discografico che non gli perdonerà mai la ribellione alle regole, si accontenterà di suonare dal vivo nei locali e di qualche sporadica partecipazione televisiva. (Gianni Lucini) |
| giovedì 30 settembre 1971 | |
| venerdì 1 ottobre 1971 | Gigantesca operazione di ordine pubblico nel sud 12 000 carabinieri della III divisione Ogaden di Napoli, con elicotteri, motovedette e cani, mettono sotto controllo militare sette regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Lucania e Sicilia Risultato 408 arresti, 4 672 denunce, 32 348 contravvenzioni |
| sabato 2 ottobre 1971 | |
| domenica 3 ottobre 1971 | |
| lunedì 4 ottobre 1971 | Nuova inchiesta sulla morte di Giuseppe Pinelli. Il giudice D’Ambrosio emette un avviso per omicidio nei confronti del commissario Calabresi e di tutti coloro che erano presenti nella stanza della Questura nel momento in cui Pinelli precipitò |
| martedì 5 ottobre 1971 | |
| mercoledì 6 ottobre 1971 | |
| giovedì 7 ottobre 1971 | Entra in vigore una nuova imposta, l’ IVA; sostituisce l’ IGE |
| venerdì 8 ottobre 1971 | Michele Sindona tenta di conquistare il controllo della Bastogi ma senza successo |
| La Polydor pubblica un singolo degli Slade il cui testo, a partire dal titolo, è interamente scritto nello slang delle bettole. È Coz I luv you. In meno di un mese arriva al vertice della classifica britannica e segna l’esplosione della Slademania con i dischi della band venduti come il pane e concerti scanditi dalla voce di migliaia di ragazzi che cantano storie e sentimenti nel dialetto della provincia e della campagna inglese. Formati dal cantante e chitarrista Neville “Noddy” Holder con l’altro chitarrista Dave Hill, il batterista Don Powell e un bassista bravo anche con il violino e le tastiere come Jimmy Lea, gli Slade diventano gli alfieri dell’ala proletaria e rozza del glam rock. In quel teatrino per adolescenti che è il glam, caratterizzato da fantasmagorici travestimenti ed effetti scenografici, ma evanescente e fragile sul piano musicale, loro con le magliette a righe, le bretellone, i cappellacci e le canzoni in slang accompagnate da un rock greve da birreria danno voce e rappresentanza ai giovanissimi delle periferie e dei borghi di provincia. Sono l’altra faccia degli adolescenti di quel periodo, ma sono anche musicisti veri. Non a caso il primo ad accorgersi di loro, quando ancora si chiamano Ambrose Slade, è quello stesso Chas Chandler che per primo ha scoperto Jimi Hendrix. A parte l’immagine in scena, un ruolo rilevante nello straordinario successo della band hanno le canzoni scritte dalla coppia Holder e Lea, quasi sempre con testi in puro slang, nelle quali a un rock pesante e aggressivo si sovrappone la voce allucinata dello stesso Holder. Brani come Coz I luv you, Take me back’ome, Mama weer all crazee now, Cum on feel the noize o Merry Xmas everybody sono destinati a diventare dei classici al di là delle stesse intenzioni del gruppo e contengono una carica dissacrante e ironica sconosciuta ad altri protagonisti del glam. Il gruppo non si prenderà mai sul serio, neanche nei momenti di maggior fortuna, e quando inizierà il declino si prenderanno in giro da soli pubblicando l’album Whatever happened to Slade (Cosa diavolo è successo agli Slade?). (Gianni Lucini) | |
| John Lennon pubblica il nuovo disco “Imagine”. | |
| sabato 9 ottobre 1971 | |
| domenica 10 ottobre 1971 | Alle pendici dell’ Etna un gruppo di sei amici avvistano un’ impronta (animale?) della lunghezza di un metro e mezzo. Nonostante le numerose prove fotografiche e l’ intreressamento dei media la cosa cade nel dimenticatoio. |
| lunedì 11 ottobre 1971 | |
| martedì 12 ottobre 1971 | Un attacco di ulcera perforata uccide Gene Vincent, uno dei profeti del rock and roll. Nato a Norfolk, in Virginia l’11 febbraio 1935, è registrato all’anagrafe con il nome di Eugene Vincent Craddock. Figlio di genitori poverissimi, come molti altri ragazzi di Norfolk, sede di una delle più importanti basi navali statunitensi, a soli diciassette anni si arruola in Marina e partecipa alla guerra di Corea. Nel 1955 mentre è impegnato nel suo lavoro di porta-ordini viene investito da un’auto. Nell’incidente riporta una gravissima ferita al piede che, per qualche tempo sembra destinato all’amputazione. Contrariamente alle previsioni, dopo una serie di dolorosissime cure, il piede guarisce ma resta rigido dando alla camminata di Vincent una caratteristica andatura claudicante. Qualche anno più avanti quella menomazione nella versione dei pubblicitari della sua casa discografica diventerà una “ferita di guerra”. Durante la lunga convalescenza l’unica compagnia di Vincent è una vecchia chitarra sulla quel inizia a comporre le canzoni destinate a regalargli la popolarità, anche se la leggenda racconta che Be-bop-a-lula, il suo maggior successo, non sia farina del suo sacco ma sia stata comprata per venticinque dollari da un marinaio suo amico. Alla fine del 1955, congedatosi, inizia a suonare nelle radio locali di Norfolk e, proprio in una di queste, la WCMS, viene scoperto da Bill “Sheriff Tex” Davis, un d.j. che ne intuisce le potenzialità. Nel mese d’aprile del 1956 Gene registra quindi un demo con la sua band, i Blue Caps, formata dai chitarristi Cliff Gallup e Willie Williams, dal bassista Jack Neal e dal batterista Dickie Harrell. Si tratta di una formazione che anticipa le pop band degli anni Sessanta, senza pianoforte e senza sax, due strumenti che fino a quel momento erano considerati fondamentali nei gruppi di rock and roll. Immediatamente scritturati dalla Capitol, Vincent e la sua band il 4 maggio 1956 registrano a Nashville un singolo con Woman love sul lato A e Be-bop-a-lula sul lato B. Tre settimane dopo un disc jockey di Baltimora inizia a trasmettere a tappeto l’intrigante motivo del lato B e, in poche settimane il disco scala la classifica statunitense, vendendo ben due milioni di copie soltanto nei primi cinque mesi. In rapida successione vengono pubblicati altri singoli come Bluejean bop, Little lover, Maybellene, Race with the devil, She she little Sheila, Lotta lovin’ e Yes I love you baby, mentre Gene Vincent e i Blue Caps sfruttano la crescente popolarità girando in tour tutti gli Stati Uniti. Nello stesso periodo partecipano anche al film “Gangster cerca moglie” ma ben presto iniziano i primi guai. Dopo una serie di cause legali con il suo manager, Vincent viene ricoverato in ospedale a Norfolk per alcune cure. L’assenza dalle scene, aggiunta al contenzioso legale, fa sì che il ragazzo alla metà del 1957, si trovi costretto ricominciare tutto da capo, con un nuovo manager e con una nuova formazione dei Blue Caps composta da Harrell (unico sopravvissuto della vecchia formazione), Paul Peek, Tommy Facenda, Bobby Lee Jones e lo scatenato chitarrista Johnny Meeks. Ricominciare non è facile soprattutto quando la stampa conservatrice comincia a criticare la violenza dei suoi concerti, la durezza dei suoi testi, la carica provocatoria dei suoi movimenti sul palco e la dipendenza dall’alcool. In più i tempi stanno cambiando e tira un’aria normalizzatrice che spinge il pubblico a simpatizzare con nuovi artisti dalla voce impostata e dalla faccia dei ragazzi perbene come Frankie Avalon e Ricky Nelson. Gene però non si arrende e il 5 dicembre del 1959 sbarca in Gran Bretagna dove viene accolto dal produttore televisivo Jack Good che gli suggerì di rendere più aggressiva la sua immagine con un completo di pelle nera. In breve diventa un mito del pubblico inglese più giovane. Il 16 aprile 1960 si ferisce nuovamente alla gamba in un incidente automobilistico in cui perde la vita Eddie Cochran e la ripresa è ancora più difficile del solito. Nel 1965, perso lo smalto di un tempo e con sempre più gravi problemi d’alcolismo torna negli Stati Uniti per pubblicare alcuni dischi country per la Challenge Records. Ridotto a trovare spazio nel circuito del revival fatica a tirare avanti nonostante periodici ritorni al successo come la partecipazione al Festival rock di Toronto del 1969 insieme ad altri grandi della sua epoca come Jerry Lee Lewis, Little Richard e Bo Diddley. Con il fisico ormai minato muore il 12 ottobre 1971 per un attacco di ulcera perforante all’Inter-Valley Community Hospital di Newhall in California. (Gianni Lucini) |
| La rappresentazione teatrale Jesus Christ Superstar debutta al Mark Hellinger Theatre di New York. Tra i principali protagonisti JEFF FENHOLT nella parte di Gesù di Nazareth e YVONNE ELLIMAN in quella di Maria Maddalena. Faranno seguito ben 711 repliche. | |
| mercoledì 13 ottobre 1971 | Al termine delle selezioni, il britannico David Essex viene scelto per interpretare la parte di Gesù Cristo nell’opera rock “Godspell”. Il ragazzotto, il cui nome vero è David Cook, ha ventiquattro anni e nessuna esperienza professionale né come attore né come cantante. La sua faccia pulita e la sua voce bene impostata sono considerati sufficienti per il ruolo. Lo straordinario successo di “Godspell” lo trasforma in uno dei personaggi più popolari dei primi anni Settanta. Sempre incerto tra la carriera di cantante e quella di attore centra per qualche anno una lunga serie di successi discografici con brani di pop leggero come Rock on e Lamplight nel 1973, Gonna make you a star e Stardust nel 1974, Rollin’ stone, Hold me close e If I could nel 1975. Nella seconda metà degli anni Settanta, dopo aver interpretato la parte della rockstar in declino nel film “Stardust – Polvere di stelle”, la sua ispirazione musicale inizia a percorrere strade nuove allontanandosi progressivamente dal facile pop per adolescenti. La scelta gli procura guai nel rapporto con il suo produttore Jeff Wayne, ma ormai è fatta. Album come Out on the streets e Imperial wizard caratterizzano questo periodo di riflessione. Nel 1978 torna in teatro in un’altra parte, dopo quella di Gesù Cristo, destinata a fare scalpore. È lui, infatti, l’interprete di Che Guevara nella versione londinese del musical “Evita” di Andrew Lloyd Webber. Due anni dopo è il protagonista del film “Silver dream” di cui interpreta anche la colonna sonora. Da quel momento la sua carriera si stabilizzerà su tre fronti distinti: musica, teatro e cinema. Sul piano musicale i suoi album non saranno tutti memorabili e non scaleranno i vertici delle classifiche di vendita, anche se non mancherà qualche zampata di classe come The mutiny del 1983, con la Royal Philarmonic Orchestra, che raccoglie i brani tratti dall’omonimo musical ispirato dall’ammutinamento del Caine. (Gianni Lucini) |
| giovedì 14 ottobre 1971 | |
| venerdì 15 ottobre 1971 | L’ azienda Abarth entra nell ‘orbita Fiat ed inizia a produrre per i marchi torinesi del gruppo. |
| sabato 16 ottobre 1971 | |
| domenica 17 ottobre 1971 | I Pink Floyd suonano in studio alla Roundhouse una versione quadrifonica di Echoes per la stampa di un album quadrifonico ma l’album non verrà mai realizzato. |
| Il martire Massimiliano Maria Kolbe viene beatificato da Papa Paolo VI. Si era offerto di andare a morire al posto di un compagno di prigionia. Aveva 47 anni. | |
| lunedì 18 ottobre 1971 | |
| martedì 19 ottobre 1971 | |
| mercoledì 20 ottobre 1971 | |
| giovedì 21 ottobre 1971 | Torino. Protesta di poliziotti Una settantina di agenti di PS lasciano la caserma di via Veglia per effettuare una marcia silenziosa Dopo aver percorso le vie del centro si recano a protestare sotto la prefettura, dove sostano La repressione non tarda ad arrivare Due agenti vengono scelti tra i tanti e accusati di essere i promotori della manifestazione Arrestati, vengono rinchiusi nel carcere militare di Peschiera del Garda Verranno poi condannati a 5 mesi e 10 giorni senza condizionale per “concorso in sedizione aggravata” |
| Esce nelle sale cinematografiche il film “… continuavano a chiamarlo Trinità” di Enzo Barboni con Bud Spencer (Carlo Pedersoli) e Terence Hill (Mario Girotti) | |
| venerdì 22 ottobre 1971 | |
| sabato 23 ottobre 1971 | I Pooh sono primi nella Hit Parade con Tanta voglia di lei. |
| domenica 24 ottobre 1971 | Un poco credibile suicidio dell’avv. Vittorio Ambrosini avviene a Roma. L’avvocato aveva da poco inviato una lettera al ministro degli interni Restivo nella quale si diceva pronto a rivelazioni sulla strage di Piazza Fontana del 12 Dicembre 1969 |
| lunedì 25 ottobre 1971 | La Repubblica Popolare Cinese è ammessa all’ ONU, in luogo di Taiwan |
| martedì 26 ottobre 1971 | |
| mercoledì 27 ottobre 1971 | |
| giovedì 28 ottobre 1971 | |
| venerdì 29 ottobre 1971 | Esce nelle sale cinematografiche il film “Giù la testa” di Sergio Leone interpretato da James Coburn e Rod Steiger. |
| sabato 30 ottobre 1971 | |
| domenica 31 ottobre 1971 | |
| lunedì 1 novembre 1971 | Ad Orlando in Florida viene inaugurato il parco giochi Disney World. |
| martedì 2 novembre 1971 | Due militanti di Potere operaio di Roma vengono aggrediti da uomini mascherati e picchiati con manganelli in dotazione alla polizia, uno di essi rimarrà in ospedale 10 giorni per le ferite riportate. |
| mercoledì 3 novembre 1971 | Castellamare di Stabia. Rivolta popolare. Violentissimi scontri tra polizia e operai. L’assessore ai lavori pubblici Roberto Gava, figlio del più noto Silvio, ordina la carica di una manifestazione di operai e disoccupati davanti al Municipio che avviene con lanci di gas ad altezza d’uomo e provoca 10 feriti fra i quali un ragazzo che perde un occhio. |
| giovedì 4 novembre 1971 | Reggio Calabria. Gaetano Rampicano di 16 anni è colpito alla testa da un candelotto lacrimogeno sparato da un agente di PS durante una canea contro disoccupati che protestano .II giovane ha una frattura cranica e lo scoppio del bulbo dell’occhio destro |
| venerdì 5 novembre 1971 | |
| sabato 6 novembre 1971 | Pisa. Nel quartiere proletario del Cep le forze dell’ordine effettuano un odioso rastrellamento. Franco Serantini (che verrà poi ucciso dalla polizia il 5 maggio 1972) viene aggredito dagli agenti ed è liberato dalle donne del mercato rosso .Un altro compagno, Daniele Sbrana, viene arrestato |
| Edgardo Ginosta, teste al processo per la strage di Piazza Fontana, viene trovato “suicida” nella sua abitazione. Sono ormai 9 i testimoni la cui morte rimane un “mistero” | |
| domenica 7 novembre 1971 | |
| lunedì 8 novembre 1971 | Al vertice della classifica degli album più venduti negli Stati Uniti arriva There’s a riot goin’ un crudo e violento atto d’accusa sulla situazione dei neri d’America realizzato da Sly & The Family Stone. La band multirazziale di Sylvester Stewart (questo è il vero nome di Sly) a sorpresa butta alle ortiche la sua immagine felice, danzereccia ed energetica per imboccare la strada dell’impegno. Si tratta di una violenta e imprevista svolta a sinistra che cancella d’un colpo le “buone vibrazioni” e quello spirito di festa continua che ha caratterizzato, fino a quel momento, la produzione discografica del gruppo. Con l’appoggio convinto dei suoi compagni Sly decide di fare musica solo per la sua gente. La spensierata leggerezza dei testi che l’hanno portato al successo lascia posto a storie che raccontano la discriminazione e la povertà dei neri d’America e parlano del crimine e della droga come di una via di fuga per cambiare la propria vita. Denunciano gli arruolamenti forzati per andare a combattere nel Vietnam ma, soprattutto, parlano della crescita di una borghesia nera che, invece di affrontare la questione dei diritti civili e della pari dignità per tutti, contribuisce a mantenere inalterati i vecchi privilegi. È evidente in questa scelta il peso delle idee del Black Panthers Party, la cui influenza tra gli artisti neri è stata esponenziale. Da tempo Sly è sospettato di finanziare i gruppi dell’area più radicale. Alcuni giornali conservatori lo descrivono come un tossicodipendente “ricattato” dalle Pantere Nere che godrebbero di una sorta di “pizzo” sugli spettacoli e sulle vendite dei dischi. In realtà, a differenza di altri non nasconde le sue simpatie politiche. Viene dal ghetto e quando il ghetto lo chiama risponde. La sua scelta, lungi dall’essere superficiale, è consapevole e dettata dalla voglia di non mescolarsi con quella borghesia nera che è diventata il bersaglio delle sue canzoni. Artisticamente è l’anello di congiunzione fra il soul degli anni Sessanta, che con lui cessa di essere in stato di soggezione di fronte al rock bianco, e il funk dei gruppi che troveranno la loro consacrazione negli anni Settanta. Alla sua genialità artistica saranno debitori artisti come i Funkadelic, i Parliament e Prince. La svolta a sinistra, però, non sarà indolore. Gli eccessi e la sua esuberanza, fino a quel momento considerati elementi di colore del personaggio, gli si ritorceranno contro. Infine, puntuale, arriverà anche l’arresto per droga e il carcere. (Gianni Lucini) |
| martedì 9 novembre 1971 | |
| mercoledì 10 novembre 1971 | |
| giovedì 11 novembre 1971 | John Lennon e Yoko Ono si esibiscono nella Crisler Arena ad Ann Arbor, nel Michigan, in un concerto a favore del militante di sinistra John Sinclair, ex manager degli MC5, leader e ideologo del White Panther Party, arrestato per possesso di marijuana nel 1969 e condannato a venti anni di carcere. A tutta l’opinione pubblica democratica statunitense appare chiaro fin dall’inizio che la condanna, non proporzionata al reato contestato e inquadrata in una vasta azione di repressione dell’attività dei gruppi di estrema sinistra, è un modo per regolare definitivamente i conti con uno dei personaggi più esposti sul piano politico. A disturbare i manovratori arriva John Lennon che utilizza la sua popolarità per rompere il silenzio creato ad arte intorno alla vicenda. Nel corso del concerto, che è dedicato “alla libertà di John Sinclair e di tutti i prigionieri politici”, esegue John Sinclair, una canzone che verrà anche inserita nell’album Some time in New York City, nella quale non usa perifrasi per denunciare l’ispirazione politica della condanna: «John Sinclair, in galera solo perché respirava…/…bisogna, bisogna, bisogna liberarlo/Se fosse un soldato/che ammazza i gialli in Vietnam/se fosse la CIA/che vende droga e crea casini/sarebbe libero, lo lascerebbero/respirare l’aria, proprio come voi e me…/… che altro possono fare quei bastardi?/ bisogna, bisogna, bisogna liberarlo». Lennon cerca rogne e le trova. L’establishment statunitense non gli perdonerà la presa di posizione. Numerosi saranno i tentativi di ridurlo al silenzio, compreso un decreto di espulsione contro il quale l’ex Beatle si opporrà legalmente in una onerosissima battaglia che durerà molti anni. (Gianni Lucini) |
| venerdì 12 novembre 1971 | |
| sabato 13 novembre 1971 | La sonda americana Mariner 9 raggiunge Marte. Fino al 27 ottobre 1972 invierà alla Terra un totale di 739 foto |
| domenica 14 novembre 1971 | |
| lunedì 15 novembre 1971 | Intel realizza Intel 4004, primo microprocessore su singolo chip e primo microprocessore commerciale in assoluto |
| martedì 16 novembre 1971 | |
| mercoledì 17 novembre 1971 | |
| giovedì 18 novembre 1971 | L’esame della salma di Pinelli da parte dei periti dell’istituto di Medicina legale di Pavia ha rivelato fratture al collo e alla colonna vertebrale, non emerse nella prima perizia, che sembrerebbero legittimare la tesi del colpo di karatè o, comunque, di percosse subite. |
| venerdì 19 novembre 1971 | |
| sabato 20 novembre 1971 | Arriva in vetta alle classifiche dei singoli più venduti “Theme from shaft” di Isaac Hayes. |
| Viene pubblicato “Nursery Cryme” dei Genesis | |
| domenica 21 novembre 1971 | Il Presidente Nixon chiede, con un messaggio al Senato, la ratifica della restituzione di Okinawa al Giappone, che viene concessa con 84 voti favorevoli contro 6 contrari. A Tokyo la notizia della restituzione di Okinawa è accolta con freddezza dai partiti di opposizione, che accusano il primo ministro Sato Eisaku di aver barattato, segretamente, le sorti dell’isola con un accordo per limitare le esportazioni tessili negli Stati Uniti. Queste accuse, seppur fondate, non riescono a far breccia fra i sentimenti della popolazione, pienamente soddisfatta per l’annuncio della soluzione di un problema che turba da oltre 20 anni la vita politica giapponese. |
| lunedì 22 novembre 1971 | |
| martedì 23 novembre 1971 | |
| mercoledì 24 novembre 1971 | Alla vigilia del Giorno del Ringraziamento, un passeggero imbarcatosi su un volo della Northwest diretto a Seattle con il nome di Dan B. Cooper, si alza dal posto 18C e presenta a una hostess un bigliettino in cui c’è scritto che ha una bomba in una valigia. La hostess lo porta dal pilota e il Boeing atterra a Seattle. Cooper libera i passeggeri in cambio di 200 mila dollari in banconote da 20 e quattro paracadute, quindi costringe il pilota a decollare con rotta verso il Messico. Una volta in volo si lancia con il paracadute dal portello posteriore. E scompare nel nulla. Nel 1980 un bambino trovò nei boschi 4 mila dollari: la polizia stabilì che si trattava di una parte del riscatto. Ma ulteriori ricerche non approdano a niente. Nel 2008 è stato trovato un paracadute nel sud-ovest dello Stato di Washington. L’Fbi ha stabilito che la zona è compatibile con il percorso del Boeing e l’eventuale traiettoria del lancio di Cooper considerando il vento che tirava nell’area la sera del 24 novembre 1971 |
| A Milano, la polizia carica un corteo di studenti medi in piazza Duomo, creando disordini che durano ore, e irrompe alla Statale. Al termine di due giornate, si parla di 500 fermi. Alcuni dei ragazzi fermati, secondo gli avvocati difensori, sarebbero stati picchiati durante gli interrogatori. | |
| giovedì 25 novembre 1971 | |
| venerdì 26 novembre 1971 | |
| sabato 27 novembre 1971 | La sonda russa Mars 2 raggiunge Marte, ma non ottiene alcun dato utile |
| domenica 28 novembre 1971 | |
| lunedì 29 novembre 1971 | |
| martedì 30 novembre 1971 | |
| mercoledì 1 dicembre 1971 | Michael S. Hart spedisce a tutti i membri della rete della Xerox un file di testo contenente l’intera trascrizione della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America. Questa data segna sia la nascità del Progetto Gutenberg che la nascita dell’ eBook |
| giovedì 2 dicembre 1971 | Nel “braccio della morte” del carcere di Wilmington, nello stato del Delaware risuonano le note di brani come Statesboro blues e Give your woman what she wants. Nelle anguste celle dove ogni giorno disperazione e angoscia vanno a braccetto si insinuano i suoni di una chitarra e di una voce potente, roca e carezzevole al tempo stesso. La chitarra e la voce sono quelle di Taj Mahal, il poliedrico musicista blues d’origine caraibica che in quel periodo è uno dei principali animatori della scena statunitense. Nonostante la sua popolarità, quando ha chiesto di poter suonare nel carcere non è stato facile neppure per lui ottenere l’autorizzazione necessaria per esibirsi in un concerto di solidarietà con i condannati a morte. A onor del vero la parola “solidarietà” non è stata mai citata in nessuno dei documenti ufficiali che hanno costellato la lunga trafila burocratica prima dell’esibizione. Sarebbe stata sospetta. Le autorità carcerarie hanno a lungo osteggiato l’iniziativa, considerata «inopportuna, intempestiva e foriera di inutili tensioni tra i carcerati dei vari settori del penitenziario». Per questo nella richiesta ufficiale, come nelle anticipazioni alla stampa si è preferito descrivere il concerto come un momento di “svago”, “distrazione” o “consolazione” dei condannati. La lunga serie di ipocrite dissimulazioni e mezze verità alla fine ottiene il risultato voluto: oltrepassare le mura del carcere. Taj Mahal, convertitosi alla Chiesa Ortodossa d’Etiopia, è un convinto assertore della non violenza e all’uscita dal carcere si rivolge serio alla folla di giornalisti che lo sta aspettando: «Non parlo del concerto. Non sono fatti vostri. La musica di oggi è un regalo per un gruppo di persone, gente di carne e sangue come me, come voi, che passa le giornate aspettando il momento di essere messa a morte. Di loro vorrei parlarvi, della loro quotidiana passione. La pena di morte è un vero e proprio assassinio legalizzato. Nessun essere umano può disporre della vita degli altri e nessuno Stato può autorizzarlo. E poi, vi chiedo, è forse un caso se quasi tutti i condannati a morte hanno la pelle nera? Nera, amici, nera come il blues che vi piace tanto…». (Gianni Lucini) |
| venerdì 3 dicembre 1971 | La sonda russa Mars 3 raggiunge Marte: invierà alla Terra poche foto |
| sabato 4 dicembre 1971 | Quindici civili cattolici restano uccisi a seguito dell’esplosione, in un bar di Belfast, di un ordigno collocato da paramilitari lealisti. |
| domenica 5 dicembre 1971 | |
| lunedì 6 dicembre 1971 | |
| martedì 7 dicembre 1971 | |
| mercoledì 8 dicembre 1971 | |
| giovedì 9 dicembre 1971 | |
| venerdì 10 dicembre 1971 | |
| sabato 11 dicembre 1971 | |
| domenica 12 dicembre 1971 | |
| lunedì 13 dicembre 1971 | |
| martedì 14 dicembre 1971 | |
| mercoledì 15 dicembre 1971 | |
| giovedì 16 dicembre 1971 | Viene pubblicata “American pie” di Don McLean. E’ la canzone più lunga degli ultimi anni, dura 8 minuti e 32 secondi. |
| venerdì 17 dicembre 1971 | |
| sabato 18 dicembre 1971 | |
| domenica 19 dicembre 1971 | |
| lunedì 20 dicembre 1971 | |
| martedì 21 dicembre 1971 | Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sceglie l’austriaco Kurt Waldheim come segretario generale. |
| mercoledì 22 dicembre 1971 | |
| giovedì 23 dicembre 1971 | Roma. Battuto il disegno di elezione di Fanfani alla presidenza della Repubblica. Giovanni Leone viene eletto presidente con i voti determinanti del MSI |
| venerdì 24 dicembre 1971 | |
| sabato 25 dicembre 1971 | |
| domenica 26 dicembre 1971 | |
| lunedì 27 dicembre 1971 | |
| martedì 28 dicembre 1971 | |
| mercoledì 29 dicembre 1971 | |
| giovedì 30 dicembre 1971 | |
| venerdì 31 dicembre 1971 |
Le voci riportate giorno per giorno sono in gran parte tratte dalla rete. E’ dunque possibile che alcuni episodi risultino… schierati politicamente, ovvero descritti con una particolare enfasi di parte. Altri sembreranno, a ragione, di segno opposto. Sarà mia cura nel tempo renderli i più asettici e oggettivi possibile, anche se, la passione squilibrata resta comunque una componente irrinunciabile e indiscutibile di quegli anni.
I files della cronologia saranno continuamente aggiornati con modifiche ed integrazioni. Si accettano pertanto suggerimenti e segnalazioni, qualora si riscontrino errori od omissioni.
Per gli “aneddoti” musicali si è copiosamente attinto dal bellissimo blog di Gianni Lucini Rock & Martello.