Cronologia - 1973
| lunedì 1 gennaio 1973 | La Repubblica d’Irlanda, il Regno Unito e la Danimarca diventano membri della CEE (che così passa da da 6 a 9 membri). |
| martedì 2 gennaio 1973 | |
| mercoledì 3 gennaio 1973 | |
| giovedì 4 gennaio 1973 | |
| venerdì 5 gennaio 1973 | |
| sabato 6 gennaio 1973 | Arriva per la prima volta al vertice della classifica dei singoli più venduti negli Stati Uniti la cantautrice Carly Simon con You’re so vain. Il brano, che vede la partecipazione di un corista d’eccezione come Mick Jagger dei Rolling Stones, è contenuto nell’album No secrets che ha rivelato al grande pubblico le qualità di uno dei personaggi musicali più interessanti di quel periodo. Carly Simon, che a ventotto anni pensava di non riuscire più a raggiungere un simile successo commerciale, ringrazia commossa. Figlia di una ricca famiglia newyorchese, la ragazza inizia la carriera musicale intorno ai quindici anni formando con la sorella maggiore Lucy il duo delle Simon Sisters. Le due sorelle diventano popolarissime nei locali dell’area di New York e, in particolare, al Bitter End del Greenwich Village, uno dei covi della cultura alternativa. Qui incontrano Albert Grossman, manager di Bob Dylan nonché organizzatore dei primi Festival di Newport, che diventa il loro pigmalione. Dopo un paio d’album l’esperienza della coppia si chiude con il matrimonio di Lucy mentre Carly decide di andare avanti da sola. Nel 1966 inizia a lavorare a un album con la collaborazione di musicisti come Al Kooper e Mike Bloomfield oltre a Robbie Robertson, Danko e Manuel della Band, mentre Bob Dylan accetta addirittura di riscrivere per lei il testo di un brano di Eric Von Schmidt. La ragazza però non sopporta l’eccesso di zelo di Grossman, che vuole mettere il becco dovunque. Ne nasce una discussione e Carly pur di non cedere decide di abbandonare il progetto e di non farne niente. Nel 1969 viene scritturata dalla Elektra e l’anno dopo inizia a lavorare alla registrazione del suo primo album Carly Simon, cui collabora anche il critico cinematografico Jacob Brackman e che vede la luce nel 1971. La buona accoglienza del pubblico e della critica la convincono che può far meglio. In questo periodo si lega sentimentalmente con il cantautore James Taylor. Quella storia d’amore, turbolenta, tesa, contrastata, ma ricca di passione con riunioni e abbandoni anche drammatici durerà un decennio e darà linfa alla grande stagione di Carly. Il successo di You’re so vain corrobora la sua fiducia. Negli anni successivi l’ex ragazza un po’ viziata si dimostrerà un’abile amministratrice del suo personaggio e si orienterà sempre di più verso un pop molto sofisticato, allargando la sua popolarità anche al di fuori dei ristretti confini del rock. (Gianni Lucini) |
| domenica 7 gennaio 1973 | Il «discorso» dei capelli, Pier Paolo Pasolini, Corriere della Sera La prima volta che ho visto i capelloni, è stato a Praga. Nella hall dell’albergo dove alloggiavo sono entrati due giovani stranieri, con i capelli lunghi fino alle spalle. Sono passati attraverso la hall, hanno raggiunto un angolo un po’ appartato e si sono seduti a un tavolo. Sono rimasti lì seduti per una mezzoretta, osservati dai clienti, tra cui io; poi se ne sono andati. Sia passando attraverso la gente ammassata nella hall, sia stando seduti nel loro angolo appartato, i due non hanno detto parola (forse - benché non lo ricordi - si sono bisbigliati qualcosa tra loro: ma, suppongo, qualcosa di strettamente pratico, inespressivo). Essi, infatti, in quella particolare situazione - che era del tutto pubblica, o sociale, e, starei per dire, ufficiale - non avevano affatto bisogno di parlare. Il loro silenzio era rigorosamente funzionale. E lo era semplicemente, perché la parola era superflua. I due, infatti, usavano per comunicare con gli astanti, con gli osservatori - coi loro fratelli di quel momento - un altro linguaggio che quello formato da parole. Ciò che sostituiva il tradizionale linguaggio verbale, rendendolo superfluo - e trovando del resto immediata collocazione nell’ampio dominio dei «segni», nell’ambito cioè della semiologia - era il linguaggio dei loro capelli. Si trattava di un unico segno - appunto la lunghezza dei loro capelli cadenti sulle spalle - in cui erano concentrati tutti i possibili segni di un linguaggio articolato. Qual era il senso del loro messaggio silenzioso ed esclusivamente fisico? Era questo: «Noi siamo due Capelloni. Apparteniamo a una nuova categoria umana che sta facendo la comparsa nel mondo in questi giorni, che ha il suo centro in America e che, in provincia (come per esempio - anzi, soprattutto - qui a Praga) è ignorata. Noi siamo dunque per voi una Apparizione. Esercitiamo il nostro apostolato, già pieni di un sapere che ci colma e ci esaurisce totalmente. Non abbiamo nulla da aggiungere oralmente e razionalmente a ciò che fisicamente e ontologicamente dicono i nostri capelli. Il sapere che ci riempie, anche per tramite del nostro apostolato, apparterrà un giorno anche a voi. Per ora è una Novità, una grande Novità, che crea nel mondo, con lo scandalo, un’attesa: la quale non verrà tradita. I borghesi fanno bene a guardarci con odio e terrore, perché ciò in cui consiste la lunghezza dei nostri capelli li contesta in assoluto. Ma non ci prendano per della gente maleducata e selvaggia: noi siamo ben consapevoli della nostra responsabilità. Noi non vi guardiamo, stiamo sulle nostre. Fate così anche voi, e attendete gli Eventi». Io fui destinatario di questa comunicazione, e fui anche subito in grado di decifrarla: quel linguaggio privo di lessico, di grammatica e di sintassi, poteva essere appreso immediatamente, anche perché, semiologicamente parlando, altro non era che una forma di quel «linguaggio della presenza fisica» che da sempre gli uomini sono in grado di usare. Capii, e provai una immediata antipatia per quei due. Poi dovetti rimangiarmi l’antipatia, e difendere i capelloni dagli attacchi della polizia e dei fascisti: fui naturalmente, per principio, dalla parte del Living Theatre, dei Beats ecc.: e il principio che mi faceva stare dalla loro parte era un principio rigorosamente democratico. I capelloni diventarono abbastanza numerosi - come i primi cristiani: ma continuavano a essere misteriosamente silenziosi; i loro capelli lunghi erano il loro solo e vero linguaggio, e poco importava aggiungervi altro. Il loro parlare coincideva col loro essere. L’ineffabilità era l’ars retorica della loro protesta. Cosa dicevano, col linguaggio inarticolato consistente nel segno monolitico dei capelli, i capelloni nel ‘66-67? Dicevano questo: «La civiltà consumistica ci ha nauseati. Noi protestiamo in modo radicale. Creiamo un anticorpo a tale civiltà, attraverso il rifiuto. Tutto pareva andare per il meglio, eh? La nostra generazione doveva essere una generazione di integrati? Ed ecco invece come si mettono in realtà le cose. Noi opponiamo la follia a un destino di ‘executives’. Creiamo nuovi valori religiosi nell’entropia borghese, proprio nel momento in cui stava diventando perfettamente laica ed edonistica. Lo facciamo con un clamore e una violenza rivoluzionaria (violenza di non-violenti!) perché la nostra critica verso la nostra società è totale e intransigente». Non credo che, se interrogati secondo il sistema tradizionale del linguaggio verbale, essi sarebbero stati in grado di esprimere in modo cosi articolato l’assunto dei loro capelli: fatto sta che era questo che essi in sostanza esprimevano. Quanto a me, benché sospettassi fin da allora che il loro «sistema di segni» fosse prodotto di una sottocultura di protesta che si opponeva a una sottocultura di potere, e che la loro rivoluzione non marxista fosse sospetta, continuai per un pezzo a essere dalla loro parte, assumendoli almeno nell’elemento anarchico della mia ideologia. Il linguaggio di quei capelli, anche se ineffabilmente, esprimeva «cose» di Sinistra. Magari della Nuova Sinistra, nata dentro l’universo borghese (in una dialettica creata forse artificialmente da quella Mente che regola, al di fuori della coscienza dei Poteri particolari e storici, il destino della Borghesia). Venne il 1968. I capelloni furono assorbiti dal Movimento Studentesco; sventolarono con le bandiere rosse sulle barricate. Il loro linguaggio esprimeva sempre più «cose» di Sinistra. (Che Guevara era capellone ecc.) Nel 1969 - con la strage di Milano, la Mafia, gli emissari dei colonnelli greci, la complicità dei Ministri, la trama nera, i provocatori - i capelloni si erano enormemente diffusi: benché non fossero ancora numericamente la maggioranza, lo erano però per il peso ideologico che essi avevano assunto. Ora i capelloni non erano più silenziosi: non delegavano al sistema segnico dei loro capelli la loro intera capacità comunicativa ed espressiva. Al contrario, la presenza fisica dei capelli era, in certo modo, declassata a funzione distintiva. Era tornato in funzione l’uso tradizionale del linguaggio verbale. E non dico verbale per puro caso. Anzi, lo sottolineo. Si è parlato tanto dal ‘68 al ‘70, tanto, che per un pezzo se ne potrà fare a meno: si è dato fondo alla verbalità, e il verbalismo è stata la nuova ars retorica della rivoluzione (gauchismo, malattia verbale del marxismo!). Benché i capelli - riassorbiti nella furia verbale - non parlassero più autonomamente ai destinatari frastornati, io trovai tuttavia la forza di acuire le mie capacità decodificatrici, e, nel fracasso, cercai di prestare ascolto al discorso silenzioso, evidentemente non interrotto, di quei capelli sempre più lunghi. Cosa dicevano, essi, ora? Dicevano: «Sì, è vero, diciamo cose di Sinistra; il nostro senso - benché puramente fiancheggiatore del senso dei messaggi verbali - è un senso di Sinistra… Ma… Ma…». II discorso dei capelli lunghi si fermava qui: lo dovevo integrare da solo. Con quel «ma» essi volevano evidentemente dire due cose: 1) «La nostra ineffabilità si rivela sempre più di tipo irrazionalistico e pragmatico: la preminenza che noi silenziosamente attribuiamo all’azione è di carattere sottoculturale, e quindi sostanzialmente di destra.» 2) «Noi siamo stati adottati anche dai provocatori fascisti, che si mescolano ai rivoluzionari verbali (il verbalismo può portare però anche all’azione, soprattutto quando la mitizza): e costituiamo una maschera perfetta, non solo dal punto di vista fisico - il nostro disordinato fluire e ondeggiare tende a omologare tutte le facce - ma anche dal punto di vista culturale: infatti una sottocultura di Destra può benissimo essere confusa con una sottocultura di Sinistra.» Insomma capii che il linguaggio dei capelli lunghi non esprimeva piú «cose» di Sinistra, ma esprimeva qualcosa di equivoco, Destra-Sinistra, che rendeva possibile la presenza dei provocatori. Una diecina d’anni fa, pensavo, tra noi della generazione precedente, un provocatore era quasi inconcepibile (se non a patto che fosse un grandissimo attore): infatti la sua sottocultura si sarebbe distinta, anche fisicamente, dalla nostra cultura. L’avremmo conosciuto dagli occhi, dal naso, dai capelli! L’avremmo subito smascherato, e gli avremmo dato subito la lezione che meritava. Ora questo non è più possibile. Nessuno mai al mondo potrebbe distinguere dalla presenza fisica un rivoluzionario da un provocatore. Destra e Sinistra si sono fisicamente fuse. Siamo arrivati al 1972.Ero, questo settembre, nella cittadina di Isfahan, nel cuore della Persia. Paese sottosviluppato, come orrendamente si dice, ma, come altrettanto orrendamente si dice, in píeno decollo. Sull’Isfahan di una diecina di anni fa - una delle più belle città del mondo, se non chissà, la più bella - è nata una Isfahan nuova, moderna e bruttissima. Ma per le sue strade, al lavoro, o a passeggio, verso sera, si vedono i ragazzi che si vedevano in Italia una diecina di anni fa: figli dignitosi e umili, con le loro belle nuche, le loro belle facce limpide sotto i fieri ciuffi innocenti. Ed ecco che una sera, camminando per la strada principale, vidi, tra tutti quei ragazzi antichi, bellissimi e pieni dell’antica dignità umana, due esseri mostruosi: non erano proprio dei capelloni, ma i loro capelli erano tagliati all’europea, lunghi di dietro, corti sulla fronte, resi stopposi dal tiraggio, appiccicati artificialmente intorno al viso con due laidi ciuffetti sopra le orecchie. Che cosa dicevano questi loro capelli? Dicevano: «Noi non apparteniamo al numero di questi morti di fame, di questi poveracci sottosviluppati, rimasti indietro alle età barbariche! Noi siamo impiegati di banca, studenti, figli di gente arricchita che lavora nelle società petrolifere; conosciamo l’Europa, abbiamo letto. Noi siamo dei borghesi: ed ecco qui i nostri capelli lunghi che testimoniano la nostra modernità internazionale di privilegiati!» Quei capelli lunghi alludevano dunque a «cose» di Destra. Il ciclo si è compiuto. La sottocultura al potere ha assorbito la sottocultura all’opposizione e l’ha fatta propria: con diabolica abilità ne ha fatto pazientemente una moda, che, se non si può proprio dire fascista nel senso classico della parola, è però di una «estrema destra» reale. Concludo amaramente. Le maschere ripugnanti che i giovani si mettono sulla faccia, rendendosi laidi come le vecchie puttane di una ingiusta iconografia, ricreano oggettivamente sulle loro fisionomie ciò che essi solo verbalmente hanno condannato per sempre. Sono saltate fuori le vecchie facce da preti, da giudici, da ufficiali, da anarchici fasulli, da impiegati buffoni, da Azzeccagarbugli, da Don Ferrante, da mercenari, da imbroglioni, da benpensanti teppisti. Cioè la condanna radicale e indiscriminata che essi hanno pronunciato contro i loro padri - che sono la storia in evoluzione e la cultura precedente - alzando contro di essi una barriera insormontabile, ha finito con l’isolarli, impedendo loro, coi loro padri, un rapporto dialettico. Ora, solo attraverso tale rapporto dialettico - sia pur drammatico ed estremizzato - essi avrebbero potuto avere reale coscienza storica di sé, e andare avanti, «superare» i padri. Invece l’isolamento in cui si sono chiusi - come in un mondo a parte, in un ghetto riservato alla gioventù - li ha tenuti fermi alla loro insopprimibile realtà storica: e ciò ha implicato - fatalmente - un regresso. Essi sono in realtà andati più indietro dei loro padri, risuscitando nella loro anima terrori e conformismi, e, nel loro aspetto fisico, convenzionalità e miserie che parevano superate per sempre. Ora così i capelli lunghi dicono, nel loro inarticolato e ossesso linguaggio di segni non verbali, nella loro teppistica iconicità, le «cose» della televisione o delle réclames dei prodotti, dove è ormai assolutamente inconcepibile prevedere un giovane che non abbia i capelli lunghi: fatto che, oggi, sarebbe scandaloso per il potere. Provo un immenso e sincero dispiacere nel dirlo (anzi, una vera e propria disperazione): ma ormai migliaia e centinaia di migliaia di facce di giovani italiani, assomigliano sempre più alla faccia di Merlino. La loro libertà di portare i capelli come vogliono, non è più difendibile, perché non è più libertà. È giunto il momento, piuttosto, di dire ai giovani che il loro modo di acconciarsi è orribile, perché servile e volgare. Anzi, è giunto il momento che essi stessi se ne accorgano, e si liberino da questa loro ansia colpevole di attenersi all’ordine degradante dell’orda. |
| lunedì 8 gennaio 1973 | |
| martedì 9 gennaio 1973 | |
| mercoledì 10 gennaio 1973 | |
| giovedì 11 gennaio 1973 | |
| venerdì 12 gennaio 1973 | |
| sabato 13 gennaio 1973 | «Il ragazzo è cotto. Dovremmo dargli una mano!» Così, alla fine del 1972, Pete Townshend, il chitarrista degli Who chiama a raccolta un nutrito gruppo di amici perché gli diano una mano a convincere Eric Clapton a tornare sulle scene. Da un anno, infatti, Eric “slowhand”, manolenta, come è soprannominato per la sua capacità di suonare la chitarra trattenendo a lungo le note, si è chiuso in una sorta di cupo esilio volontario, ufficialmente per disintossicarsi. Se la passione per l’eroina e per l’alcool lo stava portando alla tomba, la solitudine e l’isolamento non solo non risolvono i problemi, ma rischiano di perderlo per sempre. L’ultima sua esibizione, se così si può chiamare, risale alla fine del 1971 quando è salito sul palco del concerto londinese di Leon Russel e ha strapazzato la chitarra in un paio di brani. Da quel momento su di lui è sceso un silenzio innaturale. Le insistenze di Pete Townshend sortiscono l’effetto desiderato. Il 13 gennaio 1973, sul palcoscenico del Rainbow di Londra, Eric Clapton torna ufficialmente in concerto. Townshend ha fatto le cose per bene. La band che accompagna il suo ritorno schiera, oltre allo stesso Townshend, musicisti del calibro di Ron Wood, Steve Winwood, Rich Grech, “Reebop” Kwaku Baah e Jimmy Karstein. Ospite d’eccezione, con l’incarico di scaldare il pubblico prima del concerto è l’Average White Band. L’esibizione, nonostante il successo, non scuote dal torpore Eric Clapton che, lungi da risolvere i suoi problemi di tossicodipendenza, ripiomba nell’abulia più totale. La musicoterapia non funziona. Ci vorrà ancora un anno e una lunga permanenza nella fattoria di un amico in Galles perché il chitarrista si senta nuovamente pronto a ritornare davvero in attività. L’esibizione del 13 gennaio serve a risolvere però i problemi della sua casa discografica che, indifferente al dramma di Eric, pensa più che altro alla necessità di immettere almeno un nuovo disco sul mercato prima che il pubblico si dimentichi di lui. Il concerto fornisce materiale sufficiente alla pubblicazione di un album live, Eric Clapton’s Rainbow concert, che, nonostante lo scarso valore artistico, resta la drammatica testimonianza di uno dei periodi più neri della vita personale e artistica del musicista britannico. |
| domenica 14 gennaio 1973 | |
| lunedì 15 gennaio 1973 | |
| martedì 16 gennaio 1973 | |
| mercoledì 17 gennaio 1973 | Adamo Degli Occhi è aggredito a Milano. Leader della maggioranza silenziosa, coinvolto nelle indagini sulle trame nere, verrà arrestato nel luglio del 1974. |
| Ferdinand Marcos diventa presidente a vita delle Filippine | |
| giovedì 18 gennaio 1973 | Violenti scontri con la polizia si verificano in occasione dell’inizio del X congresso del MSI. |
| venerdì 19 gennaio 1973 | |
| sabato 20 gennaio 1973 | |
| domenica 21 gennaio 1973 | |
| lunedì 22 gennaio 1973 | Torino. Occupazione operaia della Lancia La polizia canea i picchetti dei lavoratori per consentire agli impiegati di entrare m fabbrica indisturbati Gli agenti sparano candelotti lacrimogeni ad altezza d’uomo e alla distanza di dieci metri 3 operai vengono feriti, uno alle gambe, uno al fianco e l’altro alla testa |
| martedì 23 gennaio 1973 | Milano. Sciopero nazionale degli studenti. La polizia (100 poliziotti agli ordini del vice questore Paolella e Cardile e del tenente Vincenzo Addante) interviene all’università Bocconi contro una manifestazione di studenti del movimento, indetta per protestare contro i provvedimenti repressivi della libertà di riunione, adottati sulla scia di quelli alla Statale. Gli scontri divampano con una furia che fa temere una strage. I poliziotti (tra cui Gallo e Puglisi) sparano all’impazzata con armi da fuoco. Cade colpito a morte lo studente Roberto Franceschi, di 21 anni, militante della sinistra extraparlamentare. La pallottola che lo uccide gli si conficca nella nuca (morirà il 30 gennaio). L’omicidio di Franceschi e ammesso senza mezzi termini anche dalla polizia la quale però afferma che l’agente di PS Gianni Gallo ha sparato in stato di semi-incoscienza. Come dire che viene esclusa la premeditazione e l’assassinio si riduce a un “incidente”. Successivamente i legali della famiglia di Franceschi chiederanno l’incriminazione per omicidio volontario dei funzionari e agenti di PS che hanno sparato. Rimane ferito anche l’operaio Roberto Piacentini, una pallottola gli sfiora un polmone. Il giorno successivo, in gravissime condizioni, verrà incriminato per ben 5 reati. Si verifica nei giorni successivi un rimbalzo di responsabilità per l’intervento della polizia fra il rettore Giordano Dell’Amore e la Questura, che avanza la versione dell’ ‘agente in preda a raptus’. |
| A New York Neil Young si sta esibendo in concerto davanti a una platea nutrita. Il cantautore ripercorre la propria storia musicale centrando l’attenzione sui brani dell’album Harvest, ricchi di richiami sociali. Una dopo l’altra scorrono le sue canzoni: Old man, Alabama, Heart of gold, The needle and the damage e molte altre, compresi alcuni inediti destinati a finire nell’album Time fades away. C’è, però, una strana atmosfera. Neil Young appare teso, distratto, meno disposto del solito a interagire con il pubblico. Limita all’essenziale le parole e si perde in lunghi assoli di chitarra come se stesse inseguendo i suoi pensieri lontano da lì. Fedele alla scaletta l’esibizione scorre via in modo meccanico. Mentre sta eseguendo l’ennesimo brano guarda verso la sua sinistra, annuisce, sorride e si ferma. Posa per terra la chitarra e s’avvicina di più al microfono con l’aria visibilmente emozionata. Sul concerto è sceso il silenzio. Neil Young annuncia: «È finita! Mi hanno detto ora che il signor Kissinger e il signor Le Duc Tho hanno siglato un accordo per il “cessate il fuoco”. Ce ne andiamo dal Vietnam!» Il silenzio si trasforma in un boato. Una gigantesca esplosione di gioia accoglie le sue parole. C’è chi canta, chi balla, chi si abbraccia per festeggiare un accordo che segna la fine dell’impegno statunitense nel Vietnam. Qualcuno sventola una grande bandiera rossa e blu con la stella gialla del Fronte di Liberazione del Vietnam del Sud, molti applaudono. Neil Young alza le mani per chiedere nuovamente silenzio. Con gli occhi lucidi ricorda che l’accordo è frutto anche dell’impegno del gigantesco movimento giovanile per la pace che si è sviluppato in tutti gli Stati Uniti. Chiede ai presenti di rivolgere un pensiero a tutte le vittime della “sporca” guerra e ai ragazzi che hanno perso la vita nelle manifestazioni pacifiste. Poi riprende a suonare. Il pubblico si accalca sotto il palco per fare posto ai ragazzi che arrivano da ogni parte della città. La festa non si ferma a New York. In tutti gli Stati Uniti esplodono grandi manifestazioni di gioia che hanno il loro epicentro nei campus universitari, dove la notizia viene accolta come una vittoria del movimento pacifista. Ci sono cortei improvvisati, preghiere di ringraziamento, ma non mancano iniziative diverse come a Philadelphia, dove una stazione radio saluta la notizia trasmettendo per dodici minuti consecutivi un suono di campane: un minuto per ogni anno di guerra. (Gianni Lucini) | |
| mercoledì 24 gennaio 1973 | |
| giovedì 25 gennaio 1973 | |
| venerdì 26 gennaio 1973 | |
| sabato 27 gennaio 1973 | Gli Accordi di pace di Parigi pongono ufficialmente fine alla Guerra del Vietnam |
| domenica 28 gennaio 1973 | |
| lunedì 29 gennaio 1973 | |
| martedì 30 gennaio 1973 | A Milano, muore per le ferite riportate il 23 precedente, lo studente Roberto Franceschi. Vengono incriminati per omicidio preterintenzionale gli agenti di Ps Gianni Gallo e Agatino Puglisi (che sarà condannato ad 1 anno e 6 mesi di reclusione, insieme al capitano di Ps Claudio Savarese). |
| mercoledì 31 gennaio 1973 | |
| Isabelita Peron e Lopez Rega sono in visita in Italia per favorire il ritorno di Peron in Argentina. Si incontrano con Giancarlo Elia Valori e Licio Gelli. Impegnati nel perorare la causa è anche l’estrema destra, in particolare l’ex segretario del PNF, Carlo Scorza e Claudio Mutti | |
| giovedì 1 febbraio 1973 | «Il reggae è una delle migliori espressioni della cultura del mio paese. Credo che valga la pena di investire qualche soldo per favorirne la diffusione, anche perché sono convinto che questa musica possa sfondare sul mercato americano». Così il 1 febbraio 1973 Chris Blackwell, il manager giamaicano bianco proprietario della casa discografica Island Records, annuncia la sua intenzione di creare la Mango Record, un’etichetta interamente dedicata agli interpreti del reggae. La decisione è importante perché è destinata ad aprire le porte del mercato statunitense a un gran numero di artisti giamaicani fino a quel momento al margine del music business e a influenzare profondamente l’evoluzione musicale degli anni Settanta. La scelta è in linea con la missione di questo originale produttore che negli anni ha dimostrato di saper fondere con successo l’amore per le musiche della propria terra con la capacità di fare affari. Chris Blackwell fonda la Island in Giamaica nel 1958 producendo un album del pianista cieco Lance Hayward, anche se il primo successo discografico arriva soltanto l’anno dopo con Boogie in my bones di Laurel Aitken. Ben presto si sente stretto nei confini dell’isola che gli ha dato i natali e a partire dal 1962 si trasferisce in Gran Bretagna. Il suo obiettivo iniziale è quello di conquistare il mercato della comunità degli immigrati giamaicani e tra i primi dischi della sua produzione britannica c’è un singolo Judge not di un certo Robert Marley. Per una distrazione dello stampatore il nome del cantante sull’etichetta destinata al mercato inglese viene, però, storpiato in Robert Morley. Blackwell non se ne accorge nemmeno. Nel 1964 è uno dei principali artefici del successo internazionale dello ska pubblicando My boy lollipop di Millie Small, ma non rinuncia a dire la sua anche sulla scena del pop e del rock inglese. Produce lo Spencer Davis Group e, dopo il suo scioglimento, accompagna Stevie Winwood, che lui considera l’artista più geniale della band nella nuova avventura con i Traffic. Non dimentica, però, la musica giamaicana. Nel 1969 trasforma lo sconosciuto Jimmy Chambers in Jimmy Cliff, star della scena musicale internazionale, ma ci rimane male quando se ne va perché «le major pagano di più» di quanto possa pagare lui. Fortunatamente non passerà molto tempo prima che un altro giamaicano, uno strano tipo di nome Bob Marley, bussi alla sua porta… (Gianni Lucini) |
| venerdì 2 febbraio 1973 | |
| sabato 3 febbraio 1973 | Nuove nomine ai vertici delle forze dell’ordine: Efisio Zanda Loy è il nuovo capo della polizia e Enrico Mino è il nuovo comandante dei carabinieri |
| domenica 4 febbraio 1973 | |
| lunedì 5 febbraio 1973 | Capanna Liverani e Guzzini, leader del Movimento studentesco, vengono arrestati per l’aggressione del rettore della Statale di Milano, Mario Schiavinato. |
| martedì 6 febbraio 1973 | |
| mercoledì 7 febbraio 1973 | |
| giovedì 8 febbraio 1973 | Creazione della Confederazione Europea dei Sindacati - CES. |
| venerdì 9 febbraio 1973 | |
| sabato 10 febbraio 1973 | |
| domenica 11 febbraio 1973 | |
| lunedì 12 febbraio 1973 | Forlì. L’amministrazione comunale, di sinistra, nega la piazza agli extraparlamentari .I compagni di Lotta Continua si attestano ugualmente al centro della città. La polizia carica il comizio quando questo è già stato dichiarato sciolto dagli stessi promotori .Le cariche sono violentissime . Molti compagni vengono picchiati brutalmente |
| Torino: le Br sequestrano Bruno Labate, segretario Cisnal. La tecnica utilizzata è sempre quella del sequestro-lampo | |
| martedì 13 febbraio 1973 | |
| mercoledì 14 febbraio 1973 | |
| giovedì 15 febbraio 1973 | |
| venerdì 16 febbraio 1973 | |
| sabato 17 febbraio 1973 | Al vertice della classifica dei singoli più venduti negli Stati Uniti c’è un brano decisamente inusuale. È Also sprach Zarathustra (Così parlò Zarathustra) e reca la firma di un autore illustre come Richard Strauss. Un brano di musica classica al vertice del pop? Non proprio. Si tratta, in realtà di una versione funky del celebre brano, arricchito da una serie di arrangiamenti deliziosi. Ne è artefice un musicista brasiliano, che risponde al nome di Eumir Deodato, sconosciuto al grande pubblico del pop internazionale, ma noto da tempo nell’ambiente del jazz. È nato a Rio De Janeiro e proprio nella sua terra ha iniziato a prestissimo a mettere in mostra le sue capacità di pianista fino a essere considerato uno dei più notevoli giovani talenti brasiliani. Gli studi classici fanno da supporto a una geniale inventiva e a un profondo amore per il jazz, da lui vissuto, sull’onda dell’esperienza della Bossa Nova, come l’anello di congiunzione tra la tradizione musicale della sua terra e i nuovi orizzonti indicati dagli strumentisti nordamericani. Proprio grazie al successo internazionale della Bossa Nova negli anni Sessanta sbarca a New York. Ventenne di belle speranze meraviglia pubblico e critica lavorando al fianco delle grandi stelle del jazz della sua terra come Astrud Gilbert e Luis Bonfà. Nel 1970 si trasferisce definitivamente a New York, dove gode della stima incondizionata dei suoi colleghi musicisti. L’exploit di Also sprach Zarathustra arriva improvviso, ma non nasce per caso. È il frutto di una lunga frequentazione con gli ambienti del jazz-rock e della fattiva collaborazione di alcuni tra i principali esponenti del genere. Senza nulla togliere al geniale arrangiamento di Eumir Deodato occorre, però, rilevare come nelle sonorità si senta l’apporto prezioso di eccellenti strumentisti. Un esempio per tutti è il sorprendente assolo di basso di Stanley Clarke. La cui collaborazione, insieme a quella di Billy Cobham, Rick Marotta ecc. accompagnerà l’artista brasiliano anche negli anni successivi. Il successo internazionale di Also sprach Zarathustra finirà per condizionare il futuro di Deodato. Il musicista brasiliano, infatti, alla ricerca di sempre nuove conferme finirà per allontanarsi progressivamente dall’originaria impostazione jazzistica orientando la sua produzione verso forme sempre più commerciali fino ad approdare, senza particolari imbarazzi, alla disco music. (Gianni Lucini) |
| domenica 18 febbraio 1973 | |
| lunedì 19 febbraio 1973 | |
| martedì 20 febbraio 1973 | |
| mercoledì 21 febbraio 1973 | Napoli. Manifestazione popolare della sinistra studentesca .Un corteo di centinaia di compagni percorre le vie della città .In coda al corteo sono i “comitati di lotta”. Polizia e carabinieri, agli ordini del vice-questore Olivieri, attaccano i manifestanti. Le cariche sono furibonde .Le forze dell’ordine danno luogo a pestaggi indiscriminati e fanno anche largo uso dei candelotti lacrimogeni. Uno di questi sparato ad altezza d’uomo, colpisce in pieno lo studente Vincenzo Caporale di 19 anni, aderente al PCmI “lotta di lunga durata”. Caporale, colpito alla testa, morirà l’indomani in ospedale per emorragia cerebrale |
| giovedì 22 febbraio 1973 | |
| venerdì 23 febbraio 1973 | |
| sabato 24 febbraio 1973 | |
| domenica 25 febbraio 1973 | |
| lunedì 26 febbraio 1973 | |
| martedì 27 febbraio 1973 | |
| mercoledì 28 febbraio 1973 | |
| Vengono riunificate le due osservanze massoniche italiane, quella di Palazzo Giustiniani e quella di Piazza del Gesù che erano separate da 65 anni. | |
| Inizia le pubblicazioni il quindicinale “Rosso”, per iniziativa di alcuni militanti di Potere operaio che usciranno dall’organizzazione dopo il Convegno di Rosolina | |
| giovedì 1 marzo 1973 | |
| venerdì 2 marzo 1973 | |
| sabato 3 marzo 1973 | I Pink Floyd convocano i giornalisti al Planetario di Londra. Le ragioni di questa improvvisa conferenza stampa non sono chiare. Da un anno la band è in silenzio, se si eccettua la pubblicazione di Obscured by clouds, la colonna sonora del film “La vallée”. Non sono pochi quelli che pensano all’annuncio dello scioglimento del gruppo. L’ovattata sala del planetario diventa, invece, l’insolito teatro per la presentazione di un album autoprodotto destinato a restare nella storia: The dark side of the moon. Fin dalle prime note i giornalisti che hanno aderito all’invito del gruppo capiscono di trovarsi di fronte a un lavoro che unisce alla semplicità una sorprendente forza espressiva. I Pink Floyd hanno lavorato un anno per ottenere quel risultato, utilizzando in modo decisamente innovativo le più sofisticate tecnologie disponibili in sala d’incisione. È uno sfoggio di musicalità e sapienza tecnica che non ha precedenti nella storia del rock britannico. Il compito di illustrarne il senso spetta a Rick Wright. Il tastierista spiega che il disco è nato da un’idea di Roger Waters: «Ci siamo seduti in sala prove e Roger ci ha parlato della sua idea di dare un suono a tutto ciò che porta la gente alla pazzia. Su questa idea abbiamo lavorato per mesi e il risultato è quello che avete appena ascoltato…». Da sempre attratta dal rapporto tra musica e arti visive, la band prepara con cura anche il tour di presentazione dell’album. Per l’appuntamento all’Earls Court di Londra, nel maggio successivo, i Pink Floyd mettono a punto uno spettacolo ricco di fantasmagoriche allegorie con effetti speciali strabilianti tra i quali spiccano un gong fiammeggiante, una strana e inquietante creatura che lancia raggi laser dagli occhi e un aereo che, sbucato dal fondo della platea, va a schiantarsi sul palco in un’esplosione di suoni, luci e fumi. Lo straordinario baraccone che accompagna il tour rischia di far passare in secondo piano il valore dell’album che è davvero straordinario e destinato a non risentire del passare del tempo. The dark side of the moon si rivela un disco intergenerazionale che resterà nelle classifiche dei settimanali specializzati per oltre un decennio e finirà per diventare un imbarazzante precedente con il quale i Pink Floyd dovranno confrontarsi in tutti i lavori successivi. Da quel momento, infatti, la critica e il pubblico chiederanno alla band di mantenere un livello per molti versi insuperabile e non si accontenteranno facilmente di opere minori! (Gianni Lucini) |
| domenica 4 marzo 1973 | |
| lunedì 5 marzo 1973 | |
| martedì 6 marzo 1973 | |
| mercoledì 7 marzo 1973 | |
| giovedì 8 marzo 1973 | |
| venerdì 9 marzo 1973 | |
| sabato 10 marzo 1973 | Franca Rame, moglie di Dario Fo, viene rapita a Milano e violentata |
| domenica 11 marzo 1973 | |
| lunedì 12 marzo 1973 | Peron, dopo la vittoria del suo partito alle elezioni rientra dall’esilio. I militari vengono convinti della necessità dell’operazione da Carlos Suarez Mason, iscritto alla loggia P2 di Licio Gelli, capo del I corpo di armata e comandante del distretto militare di Buenos Aires |
| martedì 13 marzo 1973 | |
| mercoledì 14 marzo 1973 | |
| giovedì 15 marzo 1973 | |
| venerdì 16 marzo 1973 | |
| sabato 17 marzo 1973 | |
| domenica 18 marzo 1973 | |
| lunedì 19 marzo 1973 | |
| martedì 20 marzo 1973 | |
| mercoledì 21 marzo 1973 | |
| giovedì 22 marzo 1973 | Esce nelle sale cinematografiche il film “Anche gli angeli mangiano fagioli” di Enzo Barboni con Bud Spencer e Giuliano Gemma |
| venerdì 23 marzo 1973 | |
| sabato 24 marzo 1973 | |
| domenica 25 marzo 1973 | |
| lunedì 26 marzo 1973 | |
| martedì 27 marzo 1973 | |
| mercoledì 28 marzo 1973 | |
| giovedì 29 marzo 1973 | |
| venerdì 30 marzo 1973 | |
| sabato 31 marzo 1973 | |
| Francesco De Gregori pubblica il secondo album “Alice non lo sa” | |
| domenica 1 aprile 1973 | |
| lunedì 2 aprile 1973 | |
| martedì 3 aprile 1973 | Martin Cooper effettua la prima telefonata con un telefono cellulare portatile. |
| mercoledì 4 aprile 1973 | |
| giovedì 5 aprile 1973 | |
| venerdì 6 aprile 1973 | |
| sabato 7 aprile 1973 | Nico Azzi, iscritto al MSI, rimane ferito per l’esplosione di un detonatore mentre sta innescando una bomba ad alto potenziale in una toilette del treno Torino-Roma. Le successive indagini porteranno alla condanna per strage di un gruppo di neonazisti di Milano che pubblica il giornale “La Fenice” (vicino alle posizioni di Ordine Nuovo, da poco rientrato nel MSI), di cui era leader Giancarlo Rognoni |
| domenica 8 aprile 1973 | |
| lunedì 9 aprile 1973 | A Palermo Leonardo Vitale, mafioso di spicco, decide di collaborare con la giustizia, Vitale sarà il primo pentito di mafia. |
| martedì 10 aprile 1973 | |
| mercoledì 11 aprile 1973 | Milano. Manifestazione del movimento studentesco per la liberazione dei suoi dirigenti incarcerati .La questura vieta la dimostrazione, in omaggio alla teoria degli “opposti estremismi’, dal momento che anche un comizio del fascista Ciccio Franco era stato proibito .La polizia canea violentemente i gruppi di studenti che, non ancora a conoscenza del divieto, affluiscono in piazza Un carabiniere spara più colpi di pistola ad altezza d’uomo. Un proiettile colpisce il compagno Andrea Carlon di 18 anni ferendolo gravemente I carabinieri sparano anche numerosi candelotti lacrimogeni, uno dei quali ferisce una donna di 30 anni all’ottavo mese di gravidanza |
| giovedì 12 aprile 1973 | Milano. Grande manifestazione di protesta per l’aggressione poliziesca del giorno prima. Aderiscono gli studenti di tutte le scuole. La polizia interviene duramente contro i picchetti al Beccarla e al Liceo Internazionale. In serata un corteo di fascisti si scontra con le forze di polizia che intendono scioglierlo m quanto non autorizzato dalla questura. Gli squadristi lanciano una bomba a mano che colpisce in pieno petto, uccidendolo, l’agente di PS Antonio Marino. Poche ore dopo l’uccisione di Marino alcuni poliziotti in borghese assaltano una sede del Movimento Studentesco. Il 22 giugno 1974 i fascisti Loi e Murelli verranno rinviati a giudizio per concorso m strage quali responsabili dell’assassinio dell’agente. |
| venerdì 13 aprile 1973 | Fallisce, a causa di un incidente, un tentativo di strage sul diretto Torino-Roma. Dell’attentato avrebbe dovuto essere incolpata la sinistra rivoluzionaria (erano già pronti i volantini di rivendicazione), ma i veri autori vengono identificati e risultano iscritti al MSI |
| sabato 14 aprile 1973 | Vittorio Loi, nel corso di un interrogatorio confessa l’esistenza di un piano preordinato per creare disordini e fa i nomi degli organizzatori, successivamente però ritratta tutto |
| domenica 15 aprile 1973 | Nella notte tra il 15 e il 16, poco dopo le tre, la borgata di Pnmavalle viene svegliata dalle sirene dei pompieri un incendio ha devastato l’appartamento di Mario Mattei, segretario della locale sezione del MSI. Nel rogo muoiono due figli del Mattei Virgilio di 20 anni e Stefano di 8 Dell’incendio vengono accusati tre militanti di Potere Operaio Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo. Lollo è arrestato mentre gli altri due si rendono latitanti. La difesa sostiene che l’attentato è stato attuato da fascisti in contrasto con Mattei . La fascista Anna Schiavoncini dichiara “sono stati i missini ad organizzare il rogo, Lollo non c’entra”. Lollo verrà assolto e scarcerato dopo una lunga detenzione (?) |
| Il presidente del Consiglio, Andreotti parte per un lungo viaggio negli USA e in Giappone. A New York elogia Michele Sindona, definendolo “salvatore della lira” | |
| lunedì 16 aprile 1973 | |
| martedì 17 aprile 1973 | |
| mercoledì 18 aprile 1973 | |
| giovedì 19 aprile 1973 | |
| venerdì 20 aprile 1973 | |
| sabato 21 aprile 1973 | Il trasgressivo Alice Cooper, bersagliato dagli strali della critica benpensante di tutto il mondo, arriva al vertice della classifica degli album più venduti negli Stati Uniti con il suo Billion dollar babies. Finalmente convinta dalle vendite del precedente School’s out la Warner Bros ha accettato di non porre limiti alla genialità creativa dell’oltraggioso artista. L’album è confezionato in un cartone trattato da una copertura plastica che fa assomigliare a un grosso portafoglio in similpelle. All’interno c’è un gigantesco assegno da due bilioni di dollari, mentre una foto ritrae il cantante vestito con un ambiguo satin bianco che tiene in braccio un neonato truccato con il suo caratteristico make-up di scena. A differenza del passato, però, la creatività della rockstar non è frenata dalle esigenze di produzione. Gli aspetti più raccapriccianti della sua invenzione fantastica, ricchi di richiami sessuali e grandguignoleschi, questa volta non sono pura decorazione esteriore. Con una buona dose di sarcasmo Alice Cooper punta i suoi strali sul consumismo e le piccole manie che assillano la società opulenta nordamericana. Lo show dal vivo che accompagna il lancio del disco è, se possibile, ancora più provocatorio delle canzoni. Grottesche scenografie portano sul palco dei suoi concerti le paure, le ossessioni e i riti maniacali della quotidianità della middle class statunitense. È nel corso di questo tour che compare il numero della ghigliottina, con la testa di Alice Cooper che rotola insanguinata sul palco, destinato a restare come uno degli effetti limiti della storia dei grandi concerti dal vivo. Per la prima volta i suoi eccessi attraggono l’attenzione di intellettuali e artisti distanti dall’ambiente musicale. Il più entusiasta è il pittore Salvador Dalì che lo proclama “re della confusione totale” e dedica alla sua genialità una scultura agghiacciante che riproduce un cervello da cui fuoriesce una stecca di cioccolato. (Gianni Lucini) |
| domenica 22 aprile 1973 | |
| lunedì 23 aprile 1973 | |
| martedì 24 aprile 1973 | |
| mercoledì 25 aprile 1973 | |
| giovedì 26 aprile 1973 | Muore il generale De Lorenzo |
| venerdì 27 aprile 1973 | Affidata al giudice istruttore Guido Salvini, per individuare i mandanti e sulle provenienza delle bombe a mano SRCM lanciate contro la polizia da Vittorio Loi e Maurizio Murelli nella manifestazione del 12/4/1973. |
| sabato 28 aprile 1973 | |
| domenica 29 aprile 1973 | |
| lunedì 30 aprile 1973 | |
| martedì 1 maggio 1973 | |
| mercoledì 2 maggio 1973 | |
| giovedì 3 maggio 1973 | |
| A Roma vengono incendiate due auto appartenenti a noti esponenti della destra romana nel quartiere Appio. | |
| venerdì 4 maggio 1973 | |
| sabato 5 maggio 1973 | |
| domenica 6 maggio 1973 | |
| lunedì 7 maggio 1973 | |
| martedì 8 maggio 1973 | |
| mercoledì 9 maggio 1973 | |
| giovedì 10 maggio 1973 | Viene fondato il Fronte Polisario per la liberazione del Sahara Occidentale. |
| A Palermo la polizia disperde con brutalità un corteo di operai edili. | |
| venerdì 11 maggio 1973 | |
| sabato 12 maggio 1973 | |
| domenica 13 maggio 1973 | |
| lunedì 14 maggio 1973 | |
| martedì 15 maggio 1973 | Avvisi di garanzia per Guido Giannettini e Guido Paglia, giornalisti di destra rientrati nelle indagini su piazza Fontana. Il primo si rivelerà un agente del SID |
| mercoledì 16 maggio 1973 | |
| giovedì 17 maggio 1973 | Milano. Nuova strage nella capitale lombarda .Nell’anniversario della uccisione del commissario Calabresi si svolge nella questura una cerimonia commemorativa . E’ presente il ministro degli Interni Rumor . Al termine della cerimonia, mentre numerose persone escono dalla questura, Gianfranco Bertoli lancia una bomba a mano che uccide quattro persone e ne ferisce 52. Bertoli cercherà di farsi passare per anarchico ma le indagini porteranno alla luce la sua matrice fascista e i legami con gli ambienti reazionari internazionali |
| Michele Sindona tenta di aumentare il capitale della Finambro da un milione a 160 miliardi, ma l’operazione viene bloccata dall’opposizione del ministro La Malfa e di molti finanzieri di area laica. E’ l’inizio della fine di Sindona |
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| venerdì 18 maggio 1973 | |
| sabato 19 maggio 1973 | |
| domenica 20 maggio 1973 | |
| lunedì 21 maggio 1973 | |
| martedì 22 maggio 1973 | |
| mercoledì 23 maggio 1973 | |
| giovedì 24 maggio 1973 | |
| venerdì 25 maggio 1973 | |
| sabato 26 maggio 1973 | |
| domenica 27 maggio 1973 | |
| lunedì 28 maggio 1973 | |
| martedì 29 maggio 1973 | |
| mercoledì 30 maggio 1973 | |
| giovedì 31 maggio 1973 | Rosolina (Ro): congresso di Potere Operaio. La struttura si scioglie per dare vita ad Autonomia Operaia (termina il 3 giugno) |
| venerdì 1 giugno 1973 | Robert Wyatt, l’ex batterista dei Soft Machine, da poco più di un anno impegnato con la sua nuova band, i Matching Mole, viene ricoverato d’urgenza all’ospedale dopo un pauroso salto nel vuoto dall’altezza di tre piani. Le prime notizie battute dalle agenzie parlano di “circostanze misteriose”, lasciando intuire chissà quali retroscena. In realtà il povero Robert è stato vittima di una terribile fatalità provocata da un pizzico d’incoscienza. Ospite di amici, cerca di abbandonare furtivamente una festa uscendo dalla finestra di un solaio. La sua intenzione è quella di sorprendere tutti suonando il campanello e ricomparendo per la seconda volta all’ingresso. Uscito dalla finestrella del solaio deve percorrere un brevissimo tratto sulla copertura del tetto prima di calarsi sul balcone del piano dove si sta svolgendo la festa. Sono poco più di due passi, ma sufficienti a cambiargli la vita per sempre. Appoggia malamente un piede, scivola e rotola verso il vuoto. Manca l’aggancio con il balcone e fa un salto di tre piani. Ai primi soccorritori le sue condizioni appaiono subito gravissime. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso riuscirà a sopravvivere, ma resterà paralizzato nella parte inferiore del corpo e passerà il resto della vita costretto a muoversi in carrozzella. Nei lunghi mesi delle cure e della rieducazione allo alternerà momenti di speranza a periodi di disperazione. Non tornerà più alla batteria, ma non abbandonerà la musica. Proprio sul lettino dello Stoke Mandeville Hospital comporrà nuovi brani. Il rock perderà un batterista, ma troverà un nuovo autore e interprete dalla amara vena intimistica. L’aiuto degli amici sarà determinante. Verrà organizzato un concerto destinato a raccogliere fondi per le sue cure che frutterà diecimila sterline. Vari artisti gli saranno vicini nella ripresa. Il più attivo sarà Nick Mason dei Pink Floyd, produttore dell’album Rock bottom che raccoglie i brani composti in ospedale. (Gianni Lucini) |
| A Milano davanti al Liceo che frequentava uno studente di destra viene aggredito da militanti della sinistra, viene ricoverato in ospedale con trauma cranico e varie altre ferite. | |
| sabato 2 giugno 1973 | |
| domenica 3 giugno 1973 | |
| lunedì 4 giugno 1973 | |
| martedì 5 giugno 1973 | |
| mercoledì 6 giugno 1973 | |
| giovedì 7 giugno 1973 | |
| venerdì 8 giugno 1973 | Francisco Franco lascia la carica di Primo Ministro a Luis Carrero Blanco. |
| sabato 9 giugno 1973 | |
| domenica 10 giugno 1973 | |
| lunedì 11 giugno 1973 | |
| martedì 12 giugno 1973 | |
| mercoledì 13 giugno 1973 | |
| giovedì 14 giugno 1973 | |
| venerdì 15 giugno 1973 | |
| sabato 16 giugno 1973 | |
| domenica 17 giugno 1973 | |
| lunedì 18 giugno 1973 | |
| martedì 19 giugno 1973 | |
| mercoledì 20 giugno 1973 | |
| giovedì 21 giugno 1973 | |
| venerdì 22 giugno 1973 | |
| sabato 23 giugno 1973 | |
| domenica 24 giugno 1973 | |
| lunedì 25 giugno 1973 | |
| martedì 26 giugno 1973 | |
| mercoledì 27 giugno 1973 | |
| giovedì 28 giugno 1973 | Milano: le Br sequestrano l’ingegner Michele Mincuzzi, dirigente dell’Alfa Romeo |
| venerdì 29 giugno 1973 | |
| sabato 30 giugno 1973 | |
| domenica 1 luglio 1973 | |
| lunedì 2 luglio 1973 | |
| martedì 3 luglio 1973 | |
| mercoledì 4 luglio 1973 | |
| giovedì 5 luglio 1973 | |
| venerdì 6 luglio 1973 | |
| sabato 7 luglio 1973 | Nasce il quarto governo Rumor. L’esponente democristiano ricopriva nel precedente secondo governo Andreotti la carica di ministro dell’interno |
| domenica 8 luglio 1973 | |
| lunedì 9 luglio 1973 | Primo giorno delle riprese di un nuovo telefilm poliziesco, Derrick, creato in Germania per la ZDF, secondo canale pubblico. Come protagonisti vengono scelti Horst Tappert, nei panni dell’ispettore capo Stephan Derrick, e Fritz Wepper, nei panni dell’ispettore Harry Klein, fido assistente e ombra di Derrick fino all’ultima puntata. |
| martedì 10 luglio 1973 | |
| mercoledì 11 luglio 1973 | Scoperti 11 chili di dinamite su un binario ferroviario, nei pressi di Nuoro, poco prima del passaggio di un treno di pendolari |
| giovedì 12 luglio 1973 | |
| venerdì 13 luglio 1973 | |
| sabato 14 luglio 1973 | i Camaleonti arrivano per la quinta volta nella loro storia al vertice della classifica dei singoli più venduti in Italia con Perché ti amo. Il brano, un’accattivante, ma un po’ stucchevole, melodia scritta da Totò Savio consacra definitivamente il paroliere Giancarlo Bigazzi che, per l’occasione non si è troppo spremuto (Perché ti amo/io non lo so/ma stai sicura/che non dormirò). Rappresenta però una sorta di canto del cigno per la band milanese, arrivata al capolinea di un’involuzione stilistica iniziata alcuni anni prima con la separazione dal suo primo cantante e frontman Riki Maiocchi. Nati all’inizio degli anni Sessanta nel Santa Tecla, uno dei locali di culto del rock milanese, con il già citato Maiocchi, il bassista Gerry Manzoli, il chitarrista Livio Macchia, il tastierista Tonino Cripezzi e il batterista Paolo De Ceglie, sono per qualche tempo una delle più genuine espressione del garage beat dell’area alternativa milanese. Nei primi dischi e, soprattutto, nei concerti, i cinque entusiasmano i giovani rocker del capoluogo lombardo con le loro ruvide versioni di brani inglesi e americani. Il primo successo discografico è, nel 1965, Sha-la-la-la la, versione dell’omonimo brano di Paul Clarence. La popolarità finisce per innescare o, forse, accelerare un processo di revisione interna. Persa per strada la roca voce blues di Riki Maiocchi che viene sostituita da quella più melodica e perbene di Tonino Cripezzi, la band cambia rapidamente impostazione e casa discografica. Chiude in un cassetto il garage beat degli inizi e si avvia su una strada decisamente commerciale abbracciando progressivamente un pop melodico di grande successo. All’inizio degli anni Settanta sotto la spinta dei cambiamenti in atto nella canzone italiana la popolarità dei Camaleonti è in declino. Nel 1973 il successo di Perché ti amo sembra inaugurare una nuova stagione per quello che è ormai divenuto uno dei gruppi simbolo del pop melodico italiano, ma non sarà così. (Gianni Lucini) |
| domenica 15 luglio 1973 | |
| lunedì 16 luglio 1973 | |
| martedì 17 luglio 1973 | |
| mercoledì 18 luglio 1973 | |
| giovedì 19 luglio 1973 | |
| venerdì 20 luglio 1973 | Muore l’attore Bruce Lee |
| sabato 21 luglio 1973 | Viene lanciata l’undicesima sonda verso Marte, nell’ambito della missione russa Mars 4. La sonda però non riuscirà ad immettersi nell’orbita del pianeta |
| domenica 22 luglio 1973 | |
| lunedì 23 luglio 1973 | |
| martedì 24 luglio 1973 | |
| mercoledì 25 luglio 1973 | Viene lanciata la dodicesima sonda verso Marte, nell’ambito della missione russa Mars 5: la sonda raggiungerà il pianeta il 12 febbraio 1974 ed invierà alla Terra alcuni dati |
| giovedì 26 luglio 1973 | |
| venerdì 27 luglio 1973 | |
| sabato 28 luglio 1973 | |
| domenica 29 luglio 1973 | |
| lunedì 30 luglio 1973 | |
| martedì 31 luglio 1973 | |
| mercoledì 1 agosto 1973 | A Reggio Calabria si verificano incidenti durante un comizio un militante del MSI perde la vita. |
| giovedì 2 agosto 1973 | |
| venerdì 3 agosto 1973 | |
| sabato 4 agosto 1973 | |
| domenica 5 agosto 1973 | Peschiera del Garda (VR). Furioso pestaggio poliziesco, ad opera del II Celere di Padova, contro i partecipanti alla annuale marcia antimilitarista Polizia e carabinieri, armati fino ai denti, mettono m stato d’assedio la cittadina per impedire che i dimostranti possano avvicinarsi al carcere militare dove sono detenuti oltre duecento soldati L’assedio dura diversi giorni durante i quali si susseguiranno, m un clima accesissimo, le manifestazioni degli antimilitaristi |
| Viene lanciata la tredicesima sonda verso Marte, nell’ambito della missione russa Mars 6: la sonda raggiungerà il pianeta il 12 marzo 1974 ed invierà alla Terra alcuni dati | |
| lunedì 6 agosto 1973 | |
| martedì 7 agosto 1973 | |
| mercoledì 8 agosto 1973 | |
| giovedì 9 agosto 1973 | Viene lanciata la quattordicesima sonda verso Marte, nell’ambito della missione russa Mars 7: la sonda raggiungerà il pianeta il 9 marzo 1974 ed invierà alla Terra alcuni dati |
| venerdì 10 agosto 1973 | |
| sabato 11 agosto 1973 | |
| domenica 12 agosto 1973 | |
| lunedì 13 agosto 1973 | |
| martedì 14 agosto 1973 | |
| mercoledì 15 agosto 1973 | Cessano i bombardamenti statunitensi della Cambogia |
| giovedì 16 agosto 1973 | |
| venerdì 17 agosto 1973 | |
| sabato 18 agosto 1973 | |
| domenica 19 agosto 1973 | |
| lunedì 20 agosto 1973 | |
| martedì 21 agosto 1973 | |
| mercoledì 22 agosto 1973 | |
| giovedì 23 agosto 1973 | |
| venerdì 24 agosto 1973 | |
| sabato 25 agosto 1973 | Un giapponese entra a far parte di uno dei gruppo storici del rock britannico. La notizia sembra inventata, ma è vera. Nel mese di marzo del 1973, dopo la pubblicazione dell’album Ooh la la, i Faces attraversano uno dei tanti periodi turbolenti della loro storia. Il cantante Rod “The Mod” Stewart, sempre più tentato dall’avventura solistica, dichiara alla stampa di sentirsi limitato dai compagni. Per tutta risposta il bassista Ronnie Lane, dopo un tour statunitense portato a termine solo per tenere fede agli impegni contrattuali, se ne va. Non è un colpo da poco, neppure per una band all’apice del successo, perché Lane, oltre a essere uno dei “soci fondatori” del gruppo, ne è anche un simbolo. In ogni caso la decisione sembra definitiva e bisogna andare avanti. Rod Stewart, Kenny Jones, Ron Wood e Ian McLagan si guardano un po’ intorno e poi fanno la loro scelta. Il sostituto di Ronnie Lane è il giapponese Tetsu Yamauchi, un bassista che ha già collaborato con vari artisti britannici, tra i quali Paul Kossof e Simon Kirke dei Free. Un bassista con gli occhi a mandorla in una delle principali band del rock britannico? Non sia mai. L’ambiente, più conservatore e corporativo di quel che sembra, si mobilita in difesa dell’onore nazionale minacciato. Anche l’Associazione dei Musicisti Britannici non perde l’occasione di fare la sua brutta figura e chiede che a Yamauchi, in possesso soltanto di una licenza temporanea, non venga rinnovato il permesso di lavorare in Gran Bretagna. Si va avanti così per un po’ di tempo finché il 25 agosto 1973 le autorità britanniche rifiutano al bassista giapponese il rinnovo del permesso di lavoro. Storia finita? Niente affatto. I Faces non si scompongono. Propongono ricorso contro la decisione e poi annunciano: «Tetsu è il nostro nuovo bassista, non c’è un’altra soluzione e neppure ci interessa trovarla. Se lui non può lavorare in Gran Bretagna, neppure noi possiamo farlo. Vorrà dire che sceglieremo un paese meno razzista e ottuso». La compattezza del gruppo, deciso davvero ad andarsene, otterrà il risultato voluto e Tetsu Yamauchi resterà. (Gianni Lucini) |
| Al vertice della classifica dei dischi più venduti negli Stati Uniti c’è Brother Louie, un brano che ha già conosciuto un buon successo in Gran Bretagna nella versione degli Hot Chocolate. Il disco che sta dominando le classifiche statunitensi, pur simile a quello britannico, non è eseguito dalla stessa band. Artefici del successo negli States sono gli Stories, un gruppo di cui pochi, fino a quel momento, hanno sentito parlare. Per evitare i soliti sospetti di essere un “gruppo fantasma”, i quattro Stories si cimentano in una lunga serie di concerti e di conferenze stampa. Tutti possono verificare così che la band esiste da poco più di un anno ed è stata fondata dal tastierista Michael Brown, già con Left Banke e i Montage. Suoi compagni d’avventura sono il cantante e bassista Ian Lloyd, il chitarrista Steve Love e il batterista Bryan Madey. Pochi mesi dopo la loro costituzione pubblicano il singolo I’m coming home e l’album Stories, passati inosservati, o quasi, ai più. All’inizio del 1973, quando gli Stories non hanno ancora compiuto un anno, Michael Brown, confermando la sua fama d’artista irrequieto, dichiara chiusa la storia del gruppo e se ne va. I suoi compagni non ci stanno. Lo sostituiscono con il tastierista Kenny Bichel e riprendono a darsi da fare. L’assenza del leader-fondatore li penalizza dal punto di vista creativo e per far fronte agli obblighi contrattuali con la loro etichetta decidono di interpretare un brano già conosciuto. La scelta cade su Brother Louie degli Hot Chocolate che, a sorpresa, diventa un successo. Il disco fortunato non cambia il loro destino. Nonostante i risultati saranno per sempre considerati niente di più di una buona “cover band”. Persi per strada Love e Lloyd, sostituiti dal chitarrista Rich Ranno e dal bassista Kenny Aaronson pubblicheranno ancora qualche disco, tra cui Mamy Blue, versione del successo dei Pop Tops, e nel 1975 finiranno per separarsi definitivamente. |
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| domenica 26 agosto 1973 | A Napoli scoppia un’epidemia di colera causata dal deteriorarsi delle condizioni igieniche e dal mancato smaltimento dei rifiuti. Il focolaio si estenderà successivamente fino a Bari con alcuni casi registrati anche in Sardegna. Il mercato ittico è in ginocchio |
| lunedì 27 agosto 1973 | |
| martedì 28 agosto 1973 | |
| mercoledì 29 agosto 1973 | |
| giovedì 30 agosto 1973 | |
| venerdì 31 agosto 1973 | |
| sabato 1 settembre 1973 | |
| domenica 2 settembre 1973 | |
| lunedì 3 settembre 1973 | |
| martedì 4 settembre 1973 | |
| mercoledì 5 settembre 1973 | Guido Giannettini e Massimiliano Fachini vengono incriminati per la strage di Piazza Fontana |
| Viene diramata la notizia dell’arresto di cinque terroristi arabi ad Ostia. Il commando palestinese era pronto per colpire un obiettivo sensibile israeliano (un aereo della compagnia di bandiera El Al). | |
| giovedì 6 settembre 1973 | |
| venerdì 7 settembre 1973 | |
| sabato 8 settembre 1973 | |
| domenica 9 settembre 1973 | Belgrado, Jugoslavia: Novella Calligaris diventa campionessa mondiale degli 800m stile libero, stabilendo il nuovo record del mondo con il tempo di 8′52″97 |
| lunedì 10 settembre 1973 | |
| martedì 11 settembre 1973 | Santiago del Cile: colpo di stato ai danni del governo Allende. Il generale Pinochet prende il comando del paese. Le ripercussioni di questo episodio sulla linea politica del Pci. Inizia l’era del compromesso storico |
| Un colpo di stato militare chiude in Cile la breve parentesi del governo di Unidad Popular. Gli Inti Illimani, che in quel periodo sono impegnati in un tour europeo, ricevono notizie agghiaccianti. Le televisioni, le radio e i giornali di tutto il mondo raccontano di migliaia di persone rastrellate e ammassate negli stadi trasformati in immensi campi di concentramento. Arrivano anche le prime voci di torture e uccisioni da parte della polizia militare e degli “squadroni della morte”, gruppi paramilitari di estrema destra formati da veri e propri killer che agiscono al di fuori di qualunque regola. Il Presidente legittimo del Cile, Salvador Allende, è stato ucciso nel palazzo presidenziale della Moneda a Santiago. Il generale Augusto Pinochet, che ha assunto il potere dopo il colpo di stato, sospende le libertà costituzionali. Gli Inti Illimani scoprono di essere stati inseriti nelle liste di proscrizione compilate dal nuovo regime. In più le autorità militari hanno disposto anche il sequestro del loro più recente album Canto de pueblos andinos, che per molti anni rimarrà l’ultimo disco non clandestino pubblicato nel loro paese natale. Si rendono conto di non poter più rientrare in patria. Sono esiliati. È l’inizio di quello che qualche tempo dopo definiranno un “tour senza fine”, una diaspora destinata a durare più di quindici anni. | |
| mercoledì 12 settembre 1973 | |
| giovedì 13 settembre 1973 | |
| venerdì 14 settembre 1973 | Roma. Nella notte una decina di compagni del comitato di lotta di Valmelaina sono intenti a scrivere sui muri contro il regime militare dei fascisti cileni che alcuni giorni prima erano saliti al potere con un sanguinoso colpo di stato. Due gazzelle dei carabinieri intercettano il gruppo i militi aprono il fuoco ad altezza d’uomo contro i compagni, esplodendo almeno 8 colpi che solo per un caso non vanno a segno. Dopo la sparatoria i carabinieri fermano due ragazzi del gruppo, uno dei quali viene selvaggiamente picchiato, mentre un carabiniere gli punta l’arma in bocca urlando “se ti muovi ti ammazzo” |
| sabato 15 settembre 1973 | |
| domenica 16 settembre 1973 | |
| lunedì 17 settembre 1973 | |
| martedì 18 settembre 1973 | Ammissione all’ONU delle due Germanie |
| mercoledì 19 settembre 1973 | Muore in California Gram Parsons, l’ex chitarrista dei Byrds e dei Flying Burrito Brothers, considerato uno dei migliori talenti del country rock. Le circostanze della sua morte non sono chiare. Inizialmente viene attribuita a cause naturali, ma la successiva autopsia rileva tracce consistenti di droga e alcool nel sangue e il certificato definitivo di morte parla esplicitamente di “overdose”. La sua scomparsa dà luogo a uno degli episodi più emblematici della storia della generazione hippie. Il corpo del musicista dopo l’autopsia viene messo a disposizione della famiglia con la quale aveva rotto i rapporti da molti anni. Quest’ultima dà precise disposizioni perché la bara di Parsons venga trasferita in Florida per essere tumulata nella tomba di famiglia con una cerimonia religiosa solenne che possa «riconciliare l’anima di Gram con Dio». La notizia getta nello sconforto gli amici hippie con i quali il chitarrista ha diviso gli ultimi anni della sua vita. Egli infatti ha lasciato loro un messaggio in cui chiede che il suo corpo venga cremato su una grande pira all’interno dello splendido scenario di un’oasi naturale e le sue ceneri disperse ai piedi del Joshua Tree National Monument. A nulla serve il tentativo di convincere la famiglia di Parsons. I suoi parenti, ritenendo gli amici responsabili della “corruzione spirituale” di Gram, rifiutano di ascoltarli e non sono disponibili a dare il loro assenso a una cerimonia “pagana”. Ritenendosi depositari delle ultime vere volontà del chitarrista gli amici non demordono. Visti inutili i tentativi di comunicare decidono di passare all’azione. Sotto la guida di Phil Kaufman, il vecchio manager dell’artista, viene mobilitata l’intera comunità hippie di Los Angeles. L’operazione scatta all’aeroporto della città quando un gruppetto riesce a impadronirsi della bara e a portarla fuori eludendo la sorveglianza. Mentre altri gruppi creano situazioni diversive nella zona circostante il furgone che porta a bordo il corpo del chitarrista vola veloce verso la sua destinazione. Verrà cremato nel corso di una cerimonia suggestiva e ricca di emozione alla presenza degli amici e di tutti i membri della comunità hippie di Los Angeles. Due giorni durerà questa sorta di veglia funebre scandita da canti e da poesie. Soddisfatte le ultime volontà dell’amico inizieranno i problemi perché le autorità incrimineranno gli esecutori materiali di una mezza dozzina d’imputazioni, compreso il furto e la distruzione di cadavere. (Gianni Lucini) |
| Il treno rapido Milano-Ventimiglia deraglia nei pressi di Milano per un cuneo di ferro messo sulle rotaie. Si sospetta un atto terroristico. | |
| giovedì 20 settembre 1973 | |
| venerdì 21 settembre 1973 | |
| sabato 22 settembre 1973 | |
| domenica 23 settembre 1973 | Muore il poeta cileno Pablo Neruda. Nel ‘71 aveva ricevuto il premio Nobél per la letteratura. |
| L’ex presidente argentino Juan Peron, torna al potere dopo 18 anni. | |
| lunedì 24 settembre 1973 | |
| martedì 25 settembre 1973 | Dopo 59 giorni nello spazio, ammara nell’Oceano Pacifico il laboratorio Skylab con i suoi 3 uomini di equipaggio. |
| mercoledì 26 settembre 1973 | Muore l’attrice Anna Magnani, interprete de “La rosa tatuata” e “Roma città aperta”. Aveva 65 anni. |
| Alla Camera il ministro degli Esteri Aldo Moro condanna il golpe in Cile dell’11 settembre. L’Italia non riconoscerà la giunta militare che ha deposto Salvador Allende. | |
| giovedì 27 settembre 1973 | |
| venerdì 28 settembre 1973 | |
| sabato 29 settembre 1973 | Vittoria della nazionale italiana di calcio contro la Svezia. Una delle reti è di Gigi Riva, che si porta al comando nella classifica dei marcatori azzurri di tutti i tempi. |
| domenica 30 settembre 1973 | |
| Viene scoperta l’organizzazione segreta della Rosa dei Venti, che punta ad attuare un colpo di stato in 6 fasi di cui la quarta è rappresentata dall’intervento militare e la quinta dalla fucilazione di alcuni ministri, parlamentari socialisti e comunisti, dirigenti della sinistra, vecchi comandanti partigiani, in tutto 1.624 persone, è programmato inoltre l’avvelenamento di acquedotti con uranio radioattivo. Secondo una confessione raccolta dai magistrati la Rosa dei Venti è composta da 20 organizzazioni fasciste e gruppi clandestini di militari e al suo vertice ci sono ben 87 ufficiali superiori, rappresentanti tutti i corpi militari e tutti i servizi di sicurezza italiani. Dell’organizzazione risulta far parte anche Gianfranco Bertoli | |
| lunedì 1 ottobre 1973 | Undici candelotti di dinamite vengono scoperti sotto un ponte della ferrovia Napoli-Roma |
| giunge a Torino il generale Dalla Chiesa, con il compito di intensificare gli sforzi investigativi nei confronti di episodi di eversione che si fanno sempre più frequenti | |
| martedì 2 ottobre 1973 | In Puglia l’epidemia di colera fa registrare altri 4 morti. Per 41 dei 140 ricoverati a Bari è accertata la presenza del vibrione colerico. Dalla Campania intanto, segnali di miglioramento. |
| mercoledì 3 ottobre 1973 | A Barcellona in Spagna, Felice Gimondi conquista il titolo di campione del mondo di ciclismo su strada. |
| giovedì 4 ottobre 1973 | |
| venerdì 5 ottobre 1973 | Viene pubblicato in Gran Bretagna il singolo My coo ca choo, un brano scatenato e divertente in linea con il glam rock che in quel periodo fa impazzire i giovanissimi consumatori di musica di quel paese. I teen-ager britannici lo accolgono entusiasticamente e in breve tempo lo portano ai vertici della classifica dei dischi più venduti. C’è, però, un giallo legato all’identità dell’interprete. La copertina del disco attribuisce l’esecuzione a un certo Alvin Stardust, un nome che nessuno ha mai sentito e di cui nessuno sa nulla. Per un po’ i giornali si divertono a ipotizzarne l’identità immaginando che si tratti dell’avventura solistica del cantante di uno dei tanti gruppi glam del periodo, finché la verità viene a galla. In realtà dietro allo pseudonimo si cela il ritorno sulle scene di un adolescente di… trentun anni. È Bernard Jewry, che, con il nome di Shane Fenton era stato, insieme al suo gruppo, i Fentones, uno dei principali esponenti del rock and roll britannico prima del ciclone Beatles. La rivelazione preoccupa non poco i dirigenti della sua casa discografica, perché temono che l’età di Alvin Stardust possa comprometterne l’immagine e la popolarità presso il pubblico dei più giovani. I timori non sono infondati. La moda del glam, fatta di brani dalla grande cantabilità e dai testi disimpegnati, è soprattutto una scelta generazionale che contrappone i gusti degli adolescenti al rock più impegnato e concettuale dei loro fratelli maggiori. Il meno preoccupato è lui. «Perché dovrei? A parte l’età, cosa mi divide da gruppi come gli Slade o gli Sweet? Il glam segna il ritorno del rock al divertimento puro, senza ideologie e senza tante complicazioni. Io sono così». Non ha torto. Per un paio d’anni quell’adolescente un po’ stagionato dominerà le classifiche di vendita, ma poi i suoi giovani fans cresceranno e con la crisi del glam dovrà rassegnarsi a tornare nell’ombra. La sua storia, però, non finirà lì. Nel 1981 l’etichetta alternativa Stiff, incuriosita dalla storia di questo strano dinosauro del rock britannico, lo richiamerà in servizio. Per la terza volta in vent’anni Bernard Jewry, ancora con il nome di Alvin Stardust, tornerà al successo con una serie di brani come Pretend, I feel like Buddy Holly e I wan’t run away ispirati al rock and roll delle origini. (Gianni Lucini) |
| sabato 6 ottobre 1973 | In Israele scoppia la Guerra del Kippur, che termina pochi giorni dopo, il 24 ottobre; l’esercito israeliano respinge gli attacchi di Egitto e Siria, i due paesi arabi subiscono una pesante sconfitta. La guerra iniziò quando l’Egitto e la Siria lanciarono un attacco congiunto a sorpresa, rispettivamente nel Sinai e nelle alture del Golan, territori conquistati sei anni prima da Israele durante la guerra dei sei giorni. Gli egiziani e i siriani avanzarono durante le prime 24-48 ore, dopo le quali la situazione cominciò a entrare in una fase di stallo per poi volgere a favore di Israele. Nella seconda settimana di guerra, i siriani erano stati completamente respinti ed erano fuori dalle alture del Golan. Nel Sinai, a Sud, gli israeliani avevano agito sui punti di comunicazione tra le due armate arabe penetrate nella regione, ed erano entrati a loro volta in territorio egiziano dopo il superamento del Canale di Suez (che faceva da frontiera prima del 6 ottobre). Al momento del cessate il fuoco, la III Armata egiziana era totalmente tagliata fuori da ogni linea di rifornimento e contatto col resto del contingente arabo, pur protetta da un forte sistema missilistico. |
| domenica 7 ottobre 1973 | |
| lunedì 8 ottobre 1973 | |
| martedì 9 ottobre 1973 | |
| mercoledì 10 ottobre 1973 | Stati Uniti: Il Vice Presidente degli Stati Uniti Spiro Agnew si dimette dopo essere stato accusato di evasione fiscale |
| A Pascagoula, nello stato americano del Mississippi, due operai, Charles Hickson e Calvin Parker affermano di essere stati rapiti da esseri alieni. La macchina della verità non smentisce la loro tesi. | |
| giovedì 11 ottobre 1973 | |
| venerdì 12 ottobre 1973 | |
| sabato 13 ottobre 1973 | |
| domenica 14 ottobre 1973 | Il corridore scozzese Jackie Stewart annuncia il proprio ritiro dalle corse automobilistiche. |
| lunedì 15 ottobre 1973 | |
| martedì 16 ottobre 1973 | |
| mercoledì 17 ottobre 1973 | Indro Montanelli abbandona per protesta il Corriere della Sera, accusando il direttore Piero Ottone di aver portato il quotidiano su una posizione filocomunista |
| giovedì 18 ottobre 1973 | «È morto Virgilio». A La Crosse, nel Wisconsin, mentre sta attraversando la strada per rientrare in albergo insieme al suo amico Eugenio Malgieri, Virgilio Crocco viene travolto da un’auto e muore. Per Mina è un colpo terribile. Un altro pezzo della sua vita se ne va per sempre. Nonostante il fallimento del matrimonio era rimasta in ottimi rapporti con un uomo che stimava profondamente e dal quale aveva tratto la forza di rinnovarsi, di capire meglio quale strada prendere, come comportarsi e, soprattutto, come difendersi dall’aggressività dei “media”. La lenta consunzione della loro storia d’amore non aveva intaccato l’amicizia e la confidenza che, anzi, sembravano uscire rafforzati dalla fine di un ingombrante e ambiguo legame come quello matrimoniale. Il dolore è fortissimo e contribuisce a farla chiudere ancor di più in se stessa. Per qualche tempo neppure gli amici più fedeli possono nulla contro il muro impenetrabile di silenzio che si è costruita intorno. Pian piano ritrova se stessa, insieme alla consapevolezza che non ce la fa più a reggere gli obblighi di un mondo falso e artificiale come quello dello spettacolo. (Gianni Lucini) |
| venerdì 19 ottobre 1973 | Elvis e Priscilla Presley divorziano. Il loro matrimonio è durato 6 anni durante i quali è nata una bambina, Lisa Marie. |
| sabato 20 ottobre 1973 | Pazza Idea di Patty Pravo è al primo posto della Hit Parade italiana. |
| domenica 21 ottobre 1973 | E’ rivolta nel carcere dell’Ucciardone a Palermo: 22 detenuti si asserragliano sui tetti della prigione. Per le strade circostanti, scontri tra polizia ed estremisti. |
| lunedì 22 ottobre 1973 | |
| martedì 23 ottobre 1973 | |
| mercoledì 24 ottobre 1973 | |
| giovedì 25 ottobre 1973 | Esce nelle sale cinematografiche il film “Piedone lo sbirro” di Steno con Bud Spencer. |
| Muore 41enne il maratoneta etiope Abebe Bikila.Oro olimpico a Roma e Tokio. Era rimasto paralizzato in un incidente automobilistico 4 anni prima. | |
| venerdì 26 ottobre 1973 | |
| sabato 27 ottobre 1973 | Con il brano Nutbush city limits il duo formato da Ike & Tina Turner entra per l’ultima volta nella classifica dei singoli più venduti negli Stati Uniti. È l’ultimo successo commerciale del duo, cui seguiranno solo successi di Tina come solista. Il brano, un omaggio a Nutbush, nel Tennessee, città natale della cantante, viene pubblicato quando i rapporti tra i due stanno rapidamente deteriorandosi fino al punto di non ritorno. In un’intervista concessa a Kurt Loder dieci anni dopo Tina ricorderà quel periodo come uno dei peggiori della sua vita: «Da una parte le cose andavano bene, vendevamo dischi, eravamo molto richiesti e ai concerti c’era sempre un sacco di gente; nella vita privata, invece, tutto andava a rotoli. Ike mi trattava malissimo e aveva iniziato a drogarsi pesantemente». La crisi finisce con la decisione della cantante di andarsene, incapace di reggere il calvario in cui si è trasformato il loro matrimonio: litigi, periodi di depressione e botte, tante botte. Il giorno che se ne va da casa ha con sé la cifra di trentasei centesimi e una borsa con qualche vestito. Per un po’ Ike si vendicherà telefonandole nel cuore della notte, incendiando la sua auto e sparando contro la sua nuova casa, poi i suoi problemi personali conditi con alcol e cocaina finiranno per travolgerlo e chiudere definitivamente la vicenda. Tina dovrà ricominciare da capo la sua carriera accettando di esibirsi in locali di quart’ordine o nelle feste d’inaugurazione dei centri commerciali. In quel periodo nessuno sembra disposto a scommettere sulla sua ripresa. Uno solo, il giovane manager australiano Roger Davies tenterà l’impresa di riportarla agli antichi fasti. Ci riuscirà e dieci anni dopo Nutbush city limits il suo nome tornerà in classifica. (Gianni Lucini) |
| A Roma viene arrestato il libraio ed editore Antonio Massari, accusato di associazione sovversiva in relazione alla strage di piazza Fontana a Milano. | |
| domenica 28 ottobre 1973 | Nella chiesa romana di S.Pietro in Vincoli vengono rapinati alcuni preziosi dipinti. |
| lunedì 29 ottobre 1973 | Esplode a Milano una fabbrica di bombolette di gas: muoiono 3 persone e decine restano ferite. |
| Per la crisi economica manca il 25% del gasolio per riscaldamento dalle scorte italiane. Si rischia di passare l’inverno al freddo. | |
| martedì 30 ottobre 1973 | Inaugurato a Istambul in Turchia il nuovo ponte sul Bosforo: unisce l’Asia all’Europa, e per lunghezza è considerato il terzo al mondo. |
| mercoledì 31 ottobre 1973 | Approvato dal Consiglio dei Ministri il “condono fiscale” |
| giovedì 1 novembre 1973 | In Campania per l?epidemia di colera l?apertura delle scuole è rinviata al 25 del mese. Nel resto d?Italia il settore scuola è nel caos: si preannunciano agitazioni contro doppi e tripli turni. |
| venerdì 2 novembre 1973 | La crisi petrolifera è al centro dei colloqui politici. Sono allo studio del governo i provvedimenti da adottare, tra le possibilità si inizia a parlare di restrizioni al consumo di energia. |
| sabato 3 novembre 1973 | I medici ospedalieri danno il via ad uno sciopero della categoria, di 3 giorni. |
| domenica 4 novembre 1973 | Il ministro del Lavoro Bertoldi convoca ,e parti per dirimere la vertenza che ha spinto i medici a proclamare uno sciopero di 3 giorni con disagi gravissimi per i malati. |
| lunedì 5 novembre 1973 | Scoperta a Sanremo una organizzazione che costituiva finanziarie per una società farmaceutica fantasma, di cui non sono mai state emesse azioni. Truffati oltre 10 miliardi di lire. |
| martedì 6 novembre 1973 | Viene ufficializzata dal ministro dell’industria Ciriaco De Mita, la possibilità di introdurre restrizioni nei consumi di energia. |
| mercoledì 7 novembre 1973 | Pessimiste le dichiarazioni del Ministro del Tesoro Ugo la Malfa: l’inflazione è alle porte, occorre ridurre il deficit pubblico. Prorogato il blocco degli affitti. |
| giovedì 8 novembre 1973 | Sempre allo studio del governo le possibili soluzioni alla crisi petrolifera. Il governo non prende decisioni. Secondo osservatori politici, nel timore di compromettere l’esito delle elezioni amministrative parziali, ormai imminenti. |
| venerdì 9 novembre 1973 | Sulle colline intorno La Spezia viene scoperta una base terroristica dell’estrema destra. Vengono sequestrati numerosi documenti di attentati terroristici. |
| sabato 10 novembre 1973 | Colpo di scena nel rapimento di Paul Getty III. I sequestratori inviano ad un quotidiano romano un orecchio del giovane per indurre i familiari a pagare il riscatto senza temporeggiare. |
| domenica 11 novembre 1973 | A Londra riunione speciale dell’internazionale socialista. Per l’Italia è presente Pietro Nenni. |
| lunedì 12 novembre 1973 | Arrestati a La Spezia il dottor Porta Casucci e il consigliere regionale del MSI De Marchi. Gli arresti porteranno alla scoperta della organizzazione neofascista “Rosa dei Venti”. Le indagini del giudice Tamburrino, dimostreranno che la Rosa dei Venti è un’organizzazione foraggiata dal SID e in contatto, con strutture della Nato. Gli arrestati sono coinvolti nel complotto per un colpo di Stato durante il quale era prevista l’uccisione di 1617 persone tra sindacalisti, magistrati, giornalisti e politici, tra cui il ministro degli Interni Taviani. |
| martedì 13 novembre 1973 | |
| mercoledì 14 novembre 1973 | |
| giovedì 15 novembre 1973 | |
| venerdì 16 novembre 1973 | |
| sabato 17 novembre 1973 | Scoppia una rivolta, repressa nel sangue dalla polizia, al Politecnico di Atene, che segna l’inizio della fine per il regime dei colonnelli greci. |
| domenica 18 novembre 1973 | L’Italia rischia il black out petrolifero, molte città sono a corto di carburanti (A Bologna i mezzi pubblici rischiano il fermo), la magistratura indaga su alcune compagnie petrolifere ipotizzando che le stesse non immettano sul mercato grandi quantità di petrolio in attesa degli aumenti. |
| lunedì 19 novembre 1973 | Primi risultati delle elezioni amministrative. Flessione del Movimento Sociale, stabili Democrazia Cristiana e Partito Comunista. Trionfa il Partito Socialista che progredisce ovunque. |
| martedì 20 novembre 1973 | La tournée statunitense degli Who fa tappa a San Francisco. Il quartetto sale sul palco accolto da un boato, ma fin dalle prime note si capisce che c’è qualche problema. Il batterista Keith Moon è visibilmente ubriaco. Prima di iniziare a suonare si è imbottito di tranquillanti e alcool e anche sul palco, tra un brano e l’altro, continua a bere. I compagni lo guardano preoccupati perché, pur abituati alle sue pazzie, temono il tracollo da un momento all’altro. Nonostante tutto, per un’ora la band dà il meglio di sé proponendo numerosi brani di Quadrophenia la nuova, monumentale, opera che, nelle intenzioni del chitarrista Pete Townshend, dovrebbe dare continuità al lavoro iniziato con Tommy. La scaletta del concerto prevede che, terminata l’esecuzione dei nuovi brani, gli Who regalino poi al pubblico una lunga carrellata dei loro brani più famosi. Proprio mentre il gruppo è impegnato in quest’ultima parte, Keith Moon sviene in scena. Inebetito dalla mistura di alcool e tranquillanti scivola a terra dal suo seggiolino privo di sensi e gli infermieri di servizio non possono far altro che portarlo via dal palco. La scena si svolge sotto gli occhi del pubblico ammutolito. Nel silenzio generale Pete Townshend si avvicina al microfono. «Hey, qualcuno tra voi se la sente di sostituire Keith alla batteria?». All’appello risponde un ragazzo che, aiutato dal servizio d’ordine, si fa largo fino al palco. Si chiama Scott Halpin, ha diciannove anni ed è arrivato a San Francisco da Muscatine, nello Iowa. È batterista per hobby e conosce a memoria tutti i brani degli Who, il suo gruppo preferito. Si sistema sul seggiolino mentre il bassista John Entwistle lo rassicura: «Vai via regolare, al resto ci penso io!» Emozionato e incosciente il giovane Halpin suona con gli Who gli ultimi tre brani del concerto e partecipa con il gruppo all’apoteosi finale tra i flash dei fotografi che lo immortalano abbracciato ai suoi musicisti preferiti. I cronisti presenti lo prendono d’assalto nell’intento di catturare le sue sensazioni. Lui, sudato, li guarda con gli occhi stralunati e risponde con un filo di voce: «È stata un’esperienza fantastica, adesso posso anche morire…». (Gianni Lucini) |
| mercoledì 21 novembre 1973 | 30 aderenti (su 39 imputati) al Movimento Politico Ordine Nuovo di Elio Massagrande e Clemente Graziani, vengono condannati con condanne a pene variabili da sei mesi a cinque anni e tre mesi di reclusione, per ricostituzione del partito fascista. Viene decretato lo scioglimento dell’organizzazione fondata da Pino Rauti. |
| Si deve giocare a Santiago la decisiva partita per la qualificazione ai mondiali: Cile-URSS. Nello stesso stadio, l’Estadio Nacional, utilizzato nei giorni del golpe come un garnde carcere a cielo aperto. La squadra sovietica boicotta l’evento, ma le autorità cilene decidono che la partita si deve giocare comunque. Ha luogo una scena grottesca. Una squadra sola schierata: il Cile. L’arbitro fischia e il Cile scende fino alla porta avversaria vuota. Le autorità avevano anche deciso chi avrebbe segnato il gol della VITTORIA! Il giocatore più rappresentativo: Francisco Valdes. Anni dopo Valdes scriverà una lettera immaginaria a Neruda per non aver avuto il coraggio di calciare fuori il pallone. | |
| giovedì 22 novembre 1973 | A Milano viene rapito l’industriale Aldo Cannavale, noto anche per la sua attività ippica. |
| venerdì 23 novembre 1973 | Precipita, vicino a Porto Marghera, a causa di un attentato l’aereo “Argo 16″, usato da Gladio per i trasferimenti a Capomarrargio, dove i gladiatori ricevono addestramento militare. Le ipotesi formulate dal giudice Mastelloni, a cui è affidata l’inchiesta sono due: 1) una vendetta del MOSSAD (servizio segreto israeliano), perché l’aereo aveva trasportato dei palestinesi liberati dalla magistratura italiana. 2) un avvertimento dei membri di Gladio nel momento in cui il gen. Serravalle stava tentando di disarmare l’organizzazione |
| Il governo italiano vara severe misure di austerità energetica per contrastare la crisi petrolifera successiva alla guerra del Kippur: divieto di circolazione delle auto nei giorni festivi, ulteriore aumento del prezzo della benzina (la super sale a 204 lire al litro, il gasolio a 55), chiusura anticipata per locali (alle 23 per televisioni, cinema, locali e ristoranti) e uffici pubblici, ridotta l’illuminazione stradale e la tensione della corrente elettrica. | |
| sabato 24 novembre 1973 | |
| domenica 25 novembre 1973 | Con un colpo di stato militare viene deposto il presidente greco George Papadopoulos. |
| La crisi petrolifera induce gli Stati Uniti a ridurre la velocità sulle proprie strade. Il congresso approva il limite massimo di velocità a 55 miglia, circa 88 chilometri orari. Il provvedimento dovrebbe anche ridurre il numero di incidenti. | |
| In visita a Parigi il leader libico Gheddafi propone all’Europa l’alleanza con l’Africa per la creazione di una terza forza mediterranea. | |
| lunedì 26 novembre 1973 | Il senatore Amintore Fanfani propone una legge che inasprisca le pene per i sequestri di persona. Intanto la madre del rapito Paul Getty, lancia un appello ai rapitori affinchè accettino la somma di un milione di dollari messa a disposizione dal padre: sembra che il riscatto richiesto sia molto più alto. |
| martedì 27 novembre 1973 | Catturata a Milano una banda di studenti di buona famiglia responsabile di 6 rapine in banca. |
| mercoledì 28 novembre 1973 | |
| giovedì 29 novembre 1973 | |
| venerdì 30 novembre 1973 | Bob Marley e gli Wailers guidano a turno uno scassato pullman a nove posti sulle ghiacciate strade della Gran Bretagna. Sono reduci da un concerto nella fredda sala del Polytechnic di Leeds e devono percorrere trecento chilometri per raggiungere Northampton, dove è programmato il loro prossimo concerto. Fa freddo, nevica e il riscaldamento del pullman funziona a singhiozzo. La band passa da un caldo tropicale al freddo assoluto. Marley cerca di tenere su l’ambiente, ma i suoi compagni non sono dell’umore giusto per ostentare ottimismo. Freddo a parte non sono tempi buoni per il gruppo giamaicano. Il cambiamento di stile operato con Burnin’, un album duro, militante, con testi d’impegno sociale sembra non portare fortuna. Bob e i suoi compagni si sono lasciati dietro le spalle i fronzoli e le incertezze del passato, definendo uno linguaggio secco, preciso e immediato che in pochi versi entra direttamente nel problema e dà il quadro della situazione. Dopo averli coccolati per tanto tempo il music business è apparso subito perplesso, quando non decisamente, sconcertato da brani come Get up, stand up, divenuto quasi un inno della band, o dallo scioccante I shot the sheriff, destinato a grandi fortune nelle mani di Eric Clapton. Nonostante tutto la pubblicazione del disco era coincisa con la scrittura per un lungo tour negli Stati Uniti con un’altra band discussa come Sly & The Family Stone. Quello che sembrava l’inizio di una straordinaria avventura era durato il breve attimo di un respiro. Dopo soli quattro concerti, il gruppo era stato licenziato e per recuperare le spese aveva dovuto accontentarsi di un’esibizione in cambio di un pugno di soldi a San Francisco negli studi dell’emittente radiofonica KSAN. Dopo tanti sogni la tournée britannica li ha fatti precipitare per l’ennesima volta al punto di partenza. Mentre il pullman viaggia sotto la neve verso Northampton i componenti della band hanno il morale a terra. Bob ostenta il solito ottimismo ma non li convince. Per tutti parlano Bunny “Wailer” Livingstone e Peter Tosh: «…e se piantassimo tutto e tornassimo in Giamaica? …tanto anche questo tour finirà male…» Marley replica a muso duro: «Volete andarvene? Andatevene!». Offesi, i due se ne vanno davvero. La tournée britannica finisce lì ma, fortunatamente, non si chiude la storia di Bob Marley e degli Wailers che, dopo qualche tempo, riprenderanno il loro cammino. |
| Il governo vara provvedimenti per limitare i consumi e arginare la crisi: chiusura alle 12 dei distributori di benzina nei giorni prefestivi, limite di velocità a 120 km/h, auto ferme nei giorni festivi, negozi chiusi alle 19, locali pubblici alle 24, entro le 23 chiusura di spettacoli teatrali e cinematografici. | |
| Viene decretato lo scioglimento di Ordine Nuovo | |
| Roma: congresso di Lotta continua. Si accentua la spaccatura da esponenti/sostenitori della linea di condotta legalitaria e coloro che invece premono per la svolta rivoluzionaria. Questi ultimi, sconfitti, escono dall’organizzazione e cominciano a gettare le basi per i futuri Nuclei armati proletari (Nap) | |
| sabato 1 dicembre 1973 | |
| domenica 2 dicembre 1973 | |
| lunedì 3 dicembre 1973 | Bilancio della prima domenica di austerity. Gli italiani hanno consumato più gas ed elettricità. |
| martedì 4 dicembre 1973 | Viene liberato l’industriale Aldo Carnevale rapito 11 giorni fa. La famiglia avrebbe pagato un riscatto di 350 milioni. |
| mercoledì 5 dicembre 1973 | |
| giovedì 6 dicembre 1973 | |
| venerdì 7 dicembre 1973 | |
| sabato 8 dicembre 1973 | |
| domenica 9 dicembre 1973 | Va in scena a Londra l’opera rock “Tommy” con le musiche degli Who. |
| I paesi arabi decidono un nuovo taglio del 5% delle forniture petrolifere all’Europa a partire dal prossimo 1 gennaio. | |
| lunedì 10 dicembre 1973 | Torino: il sequestro di Ettore Amerio, capo del personale della Fiat Mirafiori, si protrae per 8 giorni. È la prima volta che le Brigate rosse attuano un sequestro di lunga durata. |
| martedì 11 dicembre 1973 | |
| mercoledì 12 dicembre 1973 | Industrie bloccate dalla scarsità di gasolio. In cassa-integrazione migliaia di operai. |
| giovedì 13 dicembre 1973 | |
| venerdì 14 dicembre 1973 | A Copenaghen vertice dei 9 paesi della CEE. Si cerca di stabilire una politica unitaria per fronteggiare la crisi energetica. Dissensi tra francesi e tedeschi. |
| sabato 15 dicembre 1973 | Viene liberato Paul Getty III, nipote del magnate americano del petrolio. Mutilato di un orecchio durante la prigionia, i sequestratori hanno preteso un riscatto di 1 miliardo e 600 milioni. |
| domenica 16 dicembre 1973 | |
| lunedì 17 dicembre 1973 | Un commando palestinese di Settembre Nero attacca un aereo della Pan Am all’Aeroporto di Fiumicino provocando 32 vittime. Catturano 14 ostaggi per poi fuggire su un altro aereo della Lufthansa con destinazione il Kuwait |
| Da un inchiesta sulle intercettazioni telefoniche attuate illegalmente risulta che sono oltre 2.000 le linee poste sotto controllo | |
| martedì 18 dicembre 1973 | Dopo 8 giorni di prigionia viene liberato Ettore Armerio, il capo del personale della FIAT rapito a Torino dalle Brigate Rosse. |
| Il commando che ha assaltato l’aeroporto romano di Fiumicino arriva ad Atene. Uccide un ostaggio, libera un agente di polizia gravemente ferito, e riparte minacciando di uccidere tutti gli ostaggi. Drammatico volo tra vari aeroporti, infine i terroristi atterrano in Kuwait dove si arrendono. | |
| mercoledì 19 dicembre 1973 | Il governo italiano chiede l’estradizione dei terroristi che hanno assaltato l’aeroporto romano di Fiumicino. Intanto rientrano in Italia gli ostaggi liberati ieri in Kuwait, dove i terroristi si sono consegnati alle autorità. |
| giovedì 20 dicembre 1973 | Carrero Blanco, principale collaboratore di Francisco Franco, da molti considerato all’epoca come possibile successore del dittatore, rimane vittima di uno spettacolare attentato organizzato dall’organizzazione terrorista basca ETA |
| In un discorso al parlamento israeliano, il primo ministro Golda Meir ribadisce che non accetterà alla Conferenza per la pace di Ginevra, la presenza di Yasser Arafat, leader dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina. | |
| venerdì 21 dicembre 1973 | In Spagna, ai funerali del primo ministro Luis Carrero Blanco ucciso ieri dai terroristi dell’ETA, duramente contestato l’arcivescovo di Madrid, Tarancon, accusato di nutrire sentimenti “di sinistra”. |
| sabato 22 dicembre 1973 | A Milano vengono rinvenute in due distinti grandi magazzini due bombe ad orologeria pronte ad esplodere. |
| A le Brigate rosse lanciano volantini davanti gli ingressi di Mirafiori, è uno dei primi atti propagandistici dell’organizzazione. | |
| domenica 23 dicembre 1973 | |
| lunedì 24 dicembre 1973 | |
| martedì 25 dicembre 1973 | |
| mercoledì 26 dicembre 1973 | |
| giovedì 27 dicembre 1973 | |
| venerdì 28 dicembre 1973 | |
| sabato 29 dicembre 1973 | |
| domenica 30 dicembre 1973 | |
| lunedì 31 dicembre 1973 |
Le voci riportate giorno per giorno sono in gran parte tratte dalla rete. E’ dunque possibile che alcuni episodi risultino… schierati politicamente, ovvero descritti con una particolare enfasi di parte. Altri sembreranno, a ragione, di segno opposto. Sarà mia cura nel tempo renderli i più asettici e oggettivi possibile, anche se, la passione squilibrata resta comunque una componente irrinunciabile e indiscutibile di quegli anni.
I files della cronologia saranno continuamente aggiornati con modifiche ed integrazioni. Si accettano pertanto suggerimenti e segnalazioni, qualora si riscontrino errori od omissioni.
Per gli “aneddoti” musicali si è copiosamente attinto dal bellissimo blog di Gianni Lucini Rock & Martello.