Cronologia – 1979

  Scoppia il caso ENI-Petronim. Un caso di tangenti intorno al 7 % versate su conti esteri dell’ENI per l’acquisto di greggio arabo. Un documento relativo all’operazione identificato dalla sigla M.Fo.Biali verrà ritrovato durante una perquisizione a Licio Gelli, infatti molti dei coinvolti risulteranno iscritti alla P2 
lunedì 1 gennaio 1979  
martedì 2 gennaio 1979  
mercoledì 3 gennaio 1979  
giovedì 4 gennaio 1979  
venerdì 5 gennaio 1979  
sabato 6 gennaio 1979  
domenica 7 gennaio 1979 In seguito all’invasione da parte delle truppe vietnamite, cade in Cambogia il regime di Pol Pot: in meno di quattro anni ha provocato la morte di quasi 2 milioni di persone, circa un terzo della popolazione cambogiana.
lunedì 8 gennaio 1979  
martedì 9 gennaio 1979 Un gruppo di terroristi dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) armati e mascherati  fanno irruzione nei locali dell’emittente di Roma Radio Città Futura mentre è in corso una trasmissione condotta da cinque donne. Lanciano bottiglie incendiarie e mentre le fiamme divampano sparano con pistole e mitra. Le cinque donne, Anna Atturo, Gabriella Zingone, Rosella Padula, Carmela Lugafù e Annunziata Miolli, restano ferite. Autori dell’irruzione Valerio Fioravanti, Dario Pedretti, Alessandro Alibrandi, Alessandro Pucci, Lino Lai, Paolo Pizzonia e Patrizio Trochei. 
mercoledì 10 gennaio 1979  
giovedì 11 gennaio 1979  
venerdì 12 gennaio 1979  
sabato 13 gennaio 1979  
domenica 14 gennaio 1979  
lunedì 15 gennaio 1979  
martedì 16 gennaio 1979 Giovanni Ventura, imputato a Catanzaro per la strage di Piazza Fontana, elude la sorveglianza e riesce a scappare.
mercoledì 17 gennaio 1979  
giovedì 18 gennaio 1979  
venerdì 19 gennaio 1979  
sabato 20 gennaio 1979  
domenica 21 gennaio 1979  
lunedì 22 gennaio 1979  
martedì 23 gennaio 1979  
mercoledì 24 gennaio 1979 A Genova viene ucciso Guido Rossa. Operaio dell’Italsider di Genova-Cornigliano, iscritto al PCI e sindacalista della CGIL. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse che nel volantino accusano Rossa di aver denunciato e fatto arrestare l’operaio Francesco Berardi, fiancheggiatore delle BR. Il gruppo di fuoco era composto da Vincenzo Guagliardo, Riccardo Dura e Lorenzo Carpi.
giovedì 25 gennaio 1979  
venerdì 26 gennaio 1979  
sabato 27 gennaio 1979  
domenica 28 gennaio 1979  
lunedì 29 gennaio 1979 A Milano, un commando di Prima Linea uccide il magistrato Emilio Alessandrini. Dal 1972 indagava sulla pista neofascista della strage di Piazza Fontana.
martedì 30 gennaio 1979  
mercoledì 31 gennaio 1979  
giovedì 1 febbraio 1979 L’ayatollah sciita Khomeini rientra a Teheran dopo 15 anni di esilio e viene accolto da una folla entusiasta.
venerdì 2 febbraio 1979 A 21 anni, muore a New York il bassista dei Sex Pistols Sid Vicious. La morte è provocata da una overdose di eroina.
sabato 3 febbraio 1979  
domenica 4 febbraio 1979  
lunedì 5 febbraio 1979  
martedì 6 febbraio 1979  
mercoledì 7 febbraio 1979  
giovedì 8 febbraio 1979 Un gruppo di terroristi dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) compie una rapina ai danni della società Cab a Roma rubando denaro e sei giubbotti antiproiettile. Confesseranno la rapina Cristiano Fioravanti e Patrizio Trochei, che chiameranno in correità Valerio Fioravanti, Alessandro Alibrandi, Franco Giomo e Paolo Lucci Chiarissi.
venerdì 9 febbraio 1979  
sabato 10 febbraio 1979  
domenica 11 febbraio 1979 La band nordirlandese degli Stiff Little Finger pubblica il suo primo album Inflammable material. In molti scommettono sulle rapide fortune del gruppo formatosi quasi per caso nell’estate del 1977 a Belfast per iniziativa del chitarrista Jack Burns e del batterista Brian Faloon. I due completano la formazione con l’altro chitarrista Henry Cluney e il bassista Ali McMordie. Indecisi sul nome da darsi, optano infine per Stiff Little Finger in omaggio a un brano del loro gruppo preferito, i Vibrators. Incendiari e potenti soprattutto dal vivo, nei primi mesi del 1978 attirano l’attenzione di Gordon Ogilvie e Colin McCelland, due giornalisti e autori molto conosciuti nell’ambiente musicale britannico. Decisivo per la loro carriera è però l’incontro con John Peel, il più popolare conduttore musicale della BBC, titolare di una trasmissione radiofonica che ha ospitato tutte le migliori band della storia del rock, Beatles compresi. Un po’ per la stima e l’appoggio esplicito di cui godono da parte di tre personaggi così famosi, un po’ perché davvero gli Stiff Little Finger ci sanno fare in concerto, quando viene pubblicato il loro primo album il giudizio della critica è entusiastico. In realtà il disco evidenzia alcune scollature nell’intesa tra i suoi componenti che preludono all’abbandono di uno dei due fondatori, il batterista Faloon, che viene sostituito da Jim Reilly. Dopo un paio d’anni d’attività e la pubblicazione di altri tre album la band è ancora considerata una delle “migliori promesse” della musica britannica, quando, nel 1981 anche Reilly se ne va. Nel tentativo di rendere più maturo e solido l’impianto del gruppo viene chiamato Dolphin Taylor, già batterista della Tom Robinson Band. L’esperimento non riesce. Dopo il deludente album Now then la band, ormai divenuta l’eterna promessa mai mantenuta del rock britannico chiude i battenti, mentre ciascuno dei componenti si impegna in un nuovo progetto: Burns forma i Big Wheels, McMordie suona con i Fiction Groove e collabora al primo album di Sinead O’Connor; mentre Taylor torna con Tom Robinson. Dopo lo scioglimento, però, il lavoro della band verrà progressivamente rivalutato e sull’onda della nostalgia, nel 1990 gli Stiff Little Finger si riformeranno con l’ex bassista dei Jam Bruce Foxton al posto di McMordie. (Gianni Lucini)
lunedì 12 febbraio 1979  
martedì 13 febbraio 1979  
mercoledì 14 febbraio 1979  
giovedì 15 febbraio 1979  
venerdì 16 febbraio 1979  
sabato 17 febbraio 1979  
domenica 18 febbraio 1979  
lunedì 19 febbraio 1979  
martedì 20 febbraio 1979  
mercoledì 21 febbraio 1979  
giovedì 22 febbraio 1979  
venerdì 23 febbraio 1979 La Corte di Assise di Catanzaro emette la sentenza per la strage di Piazza Fontana. Vengono assolti Pietro Valpreda e Mario Merlino (i quali però subiscono una condanna a quattro anni per associazione sovversiva) e condannati all’ergastolo Franco Freda, Giovanni Ventura e Guido Giannettini
sabato 24 febbraio 1979  
domenica 25 febbraio 1979  
lunedì 26 febbraio 1979  
martedì 27 febbraio 1979  
mercoledì 28 febbraio 1979  
giovedì 1 marzo 1979 Si conclude il processo per lo scandalo Lockheed: Mario Tanassi è giudicato colpevole, mentre viene assolto Luigi Gui.
venerdì 2 marzo 1979  
sabato 3 marzo 1979  
domenica 4 marzo 1979  
lunedì 5 marzo 1979  
martedì 6 marzo 1979  
mercoledì 7 marzo 1979  
giovedì 8 marzo 1979  
venerdì 9 marzo 1979 Viene ucciso dalla mafia Michele Rejina, segretario provinciale della DC a Palermo 
sabato 10 marzo 1979  
domenica 11 marzo 1979  
lunedì 12 marzo 1979  
martedì 13 marzo 1979  
mercoledì 14 marzo 1979  
giovedì 15 marzo 1979 I Talking Heads si esibiscono in un affollato concerto all’Agora di Cleveland. La band, dopo l’ultimo album More songs about building and food sta vivendo un periodo ricco di stimoli ed entusiasmante. Un lunghissimo tour che tocca le principali piazze europee e statunitense permette al gruppo guidato da David Byrne di verificare i risultati di un rinnovamento che lo sta progressivamente portando oltre gli schemi della new wave. Determinante, in questo senso, è il lavoro svolto da Brian Eno, l’ex tastierista dei Roxy Music che proprio Byrne ha voluto al suo fianco nella produzione dell’album, ma anche l’apporto creativo della bassista Tina Weymouth si fa sentire. Il suono dei Talking Heads si è fatto più corposo, gli apporti della chitarra di Jerry Harrison sono diventati meno casuali e nell’insieme la band appare come una delle più potenti “macchine da concerto” di quel periodo. Per questa ragione la loro etichetta, la Warner Bros, decide di registrare l’intero concerto del 15 marzo. L’intenzione è quella di farne un disco promozionale con il quale omaggiare una ristretta cerchia di giornalisti, critici e operatori del music business. Vede così velocemente la luce un album live intitolato Talking Heads live on tour, fuori catalogo e prodotto in seicento copie numerate. Contiene dieci brani ma, soprattutto, riesce a rendere efficacemente la magia della band in concerto. Tra i giornalisti che l’hanno ricevuto in regalo c’è chi non sa trattenere il suo entusiasmo e scrive «È straordinaria l’energia che arriva fin dall’ascolto delle prime note. Peccato che essa sia negata agli acquirenti dei dischi della band. L’album regala momenti straordinari, liberando quell’energia che in studio viene inevitabilmente compressa» Come molti dischi promozionali sembra destinato a finire nel carissimo mercato parallelo destinato agli amatori. Poco tempo dopo, invece, un numero crescente di rivenditori di dischi in varie parti del mondo espongono l’album tra le “rarità” in vetrina. Fatti i conti anche la Warner Bros capisce che le seicento copie originali sono diventate prima migliaia, poi centinaia di migliaia. Una gigantesca opera di riproduzione abusiva ha garantito ai fans il diritto di accedere a un disco che la Warner aveva deciso di rendere “esclusivo”. A nulla valgono le denunce. Un gruppo di questi falsari si farà vivo con una lettera a vari magazine musicali sostenendo di aver agito «Per amore dei Talking Heads». (Gianni Lucini)
  Per commemorare la ricorrenza della morte del neofascista Franco Anselmi, ucciso un anno prima nel corso di una rapina in un’armeria, un gruppo di terroristi, alcuni dei quali in divisa da carabiniere, rapinano a Roma l’armeria “Omnia Sport” a due passi dalla Questura. Se ne vanno con una sessantina di pistole, quindici carabine e munizioni. L’impresa viene rivendicata dai Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari), ma vede anche la partecipazione di personaggi di provenienza diversa, come il triestino Livio Lai e Giuseppe Dimitri, che milita in Tp (Terza Posizione) e contemporaneamente in An (Avanguardia Nazionale). Tra gli altri partecipanti Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Alessandro Alibrandi.
venerdì 16 marzo 1979  
sabato 17 marzo 1979 La scena si svolge nella hall dell’Holiday Inn di Columbus, nell’Ohio. È il 17 marzo 1979. Elvis Costello, impegnato in un lungo tour statunitense insieme a Stephen Stills sta intrattenendo un nutrito stuolo di ammiratori. Un po’ alticcio e sopra le righe inizia una scombinata arringa contro la musica statunitense colpevole, a suo dire, di essere noiosa e ripetitiva, senza la fantasia e l’originalità del rock britannico. I suoi interlocutori gli fanno notare che il suo è un discorso senza senso e che su entrambe le sponde dell’oceano ci sono episodi noiosi e ripetitivi. Nella concitata discussione si alza una voce di forte dissenso: «Tutto il rock è debitore alla musica nera, al soul e al blues in particolare. Le tue sono storie! Come puoi ignorare la genialità interpretativa di un Ray Charles o una forza della natura come James Brown?»: Elvis Costello reagisce con violenza alla dichiarazione: «Ray Charles? Tu mi parli di Ray Charles? Quello è un negro cieco e ignorante! E James Brown è un altro stupido negro!» Le frasi urlate rimbombano nella hall e attirano l’attenzione degli strumentisti della band di Stephen Stills che si alzano e con aria minacciosa si dirigono verso il capannello che circonda il cantante inglese. «Tu sei un razzista, un verme bianco e razzista. Con gli animali come te è inutile perdere tempo a parlare. L’unica soluzione è quella di spaccarti la faccia!» Detto questo si lanciano verso il cantante e ingaggiano una rissa furibonda con le sue guardie del corpo prontamente accorse. Costello,spaventato e protetto dagli agenti in servizio nella hall dell’Holiday Inn riesce a guadagnare il più vicino ascensore e a dileguarsi. La fuga non seda la rissa tra le guardie del corpo del cantante e i componenti della band di Stills, cui si sono aggiunti fonici e addetti al palco. Solo l’arrivo di rinforzi, chiamati tempestivamente dagli agenti in servizio presso l’albergo, riesce a placare gli animi e a chiudere, almeno per il momento l’incidente. Il tour è, però, a rischio, perché i musicisti non intendono dividere più il palcoscenico con Elvis Costello. «Se quel signorino ci ricapita tra le mani finiremo il lavoro lasciato a metà questa notte!» La tensione è destinata a stemperarsi definitivamente il giorno dopo quando, in un’improvvisata conferenza stampa, il cantante inglese chiederà scusa a tutti e minimizzerà l’incidente sostenendo di non essere razzista, ma di aver pronunciato, senza pensare, alcune frasi provocatorie così per il gusto di esagerare. La sua carriera confermerà che si è trattato soltanto di una stupida fanfaronata. (Gianni Lucini)
domenica 18 marzo 1979  
lunedì 19 marzo 1979  
martedì 20 marzo 1979 Mino Pecorelli , giornalista massone, iscritto alla loggia P2. dichiaratamente di estrema destra, direttore dell’agenzia di stampa OP che pubblica veline dei servizi segreti italiani viene ucciso da un killer a Roma. Durante la successiva perquisizione del suo studio viene trovato una copia del fascicolo “M.Fo.Biali”, da cui partirà un’inchiesta su un nuovo scandalo dei petroli. Poche ore prima aveva dichiarato al giudice Infelisi: Giuseppe Arcaini non pagò alcuna somma per il riscatto del figlio rapito, ma effettuò successivamente i richiesti finanziamenti…”, Pecorelli dichiara anche che avrebbe denunciato il fatto alla Procura “…non appena avrò le prove di cui sono in attesa in questi giorni…”. Il suo giornale, inoltre stava per uscire con un dossier su Giulio Andreotti. Questi alcuni dei temi trattati da Pecorelli su OP nei mesi precedenti la sua morte: il passato di Licio Gelli, il contrabbando di petroli e le responsabilità dei generali Raffaele Giudice e Lo Prete, gli assegni per alcuni miliardi in riferimento ad Andreotti. Due giorni dopo l’assassinio, nell’agenda di Pecorelli era previsto un incontro con Licio Gelli. Del delitto verrà imputato Valerio Fioravanti
mercoledì 21 marzo 1979  
giovedì 22 marzo 1979  
venerdì 23 marzo 1979  
sabato 24 marzo 1979 Il vicepresidente della Banca d’Italia Mario Sarcinelli viene arrestato dalla magistratura romana. L’inchiesta si concluderà con il proscioglimento. L’arresto, viene poi appurato, serve a rallentare un’indagine sullo stato finanziario del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi 
domenica 25 marzo 1979  
lunedì 26 marzo 1979 A 76 anni, muore a Roma il leader repubblicano Ugo La Malfa.
martedì 27 marzo 1979  
mercoledì 28 marzo 1979  
giovedì 29 marzo 1979 A Roma viene colpito mortalmente l’impreditore edile e consigliere provinciale DC Italo Schettini. L’attentato viene rivendicato, con volantini, dalle Brigate Rosse, che lo gestiscono all’interno della campagna contro la DC.
venerdì 30 marzo 1979  
sabato 31 marzo 1979  
domenica 1 aprile 1979  
lunedì 2 aprile 1979  
martedì 3 aprile 1979  
mercoledì 4 aprile 1979  
giovedì 5 aprile 1979  
venerdì 6 aprile 1979  
sabato 7 aprile 1979 Un blitz antiterrorismo porta all’arresto di 16 persone appartenenti ad Autonomia Operaia, segnando la fine dell’organizzazione. Tra gli altri finiscono sotto processo Toni Negri, Oreste Scalzone e Franco Piperno, i quali tuttavia, riusciranno a scappare in Francia.
domenica 8 aprile 1979  
lunedì 9 aprile 1979  
martedì 10 aprile 1979  
mercoledì 11 aprile 1979  
giovedì 12 aprile 1979  
venerdì 13 aprile 1979  
sabato 14 aprile 1979  
domenica 15 aprile 1979  
lunedì 16 aprile 1979  
martedì 17 aprile 1979  
mercoledì 18 aprile 1979  
giovedì 19 aprile 1979  
venerdì 20 aprile 1979  
sabato 21 aprile 1979  
domenica 22 aprile 1979  
lunedì 23 aprile 1979  
martedì 24 aprile 1979  
mercoledì 25 aprile 1979  
giovedì 26 aprile 1979 Tre terroristi si indroducono con una scusa nell’abitazione a Roma di Fred Bongusto, legano e imbavagliano le due donne presenti e fanno razzia di preziosi e gioielli. Autori dell’irruzione i fratelli Cristiano e Valerio Fioravanti e Alessandro Alibrandi, dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari).
venerdì 27 aprile 1979  
sabato 28 aprile 1979  
domenica 29 aprile 1979 In un piccolo albergo di Palma di Majorca muore Ray Ventura, uno dei protagonisti di primo piano dell’epoca d’oro del music hall francese, l’artefice della saldatura in chiave swing del grande jazz orchestrale degli anni Trenta con le seduzioni e lo spirito degli chansonniers. Il suo modello sono le formazioni d’oltreoceano ma lo spirito è quello più ironico e meno incline a prendersi troppo sul serio del Vecchio Continente. Talentuoso musicista, buon compositore e impeccabile direttore d’orchestra Ray Ventura nella sua lunga carriera cerca sempre di unire la limpidezza del suono e la cura negli arrangiamenti al gusto per il divertimento e per il colpo di scena che sorprenda il pubblico. Il suo stile unico che mescola jazz, canzoni, brevi sketches e momenti di surreale improvvisazione scenica viene preso a riferimento da molti altri protagonisti della musica orchestrale francese ed europea negli anni successivi al suo grande successo. Nessuno però riuscirà a ripeterne i risultati e non soltanto perché il clima culturale in cui nasce, cresce e si sviluppa è unico e irripetibile. L’elemento che fa la differenza rispetto ai suoi successori è proprio il suo genio musicale che gli permette di essere un fantasioso elaboratore di ritmi, armonie e melodie ma anche e soprattutto abile scopritore di talenti. Forse nessuno come lui in Francia ha saputo scoprire, utilizzare e portare al successo tanti strumentisti destinati a lasciare un segno importante nella storia della musica. La capacità di trovarli e di metterli insieme esaltandone le qualità è, in fondo, il vero segreto del successo e forse dell’immortalità dell’esperienza musicale di Ray Ventura et Ses Collégiens. Raymond Ventura detto Ray nasce a Parigi il 16 aprile 1908. A differenza di molti protagonisti della scena musicale francese di quegli anni lui non ha alle spalle né la sofferenza di una famiglia di misere condizioni né l’esperienza della strada. I suoi genitori sono benestanti e possono permettersi di regalare al figlio un’infanzia e un’adolescenza tranquilla. Il giovane Ray scopre il jazz quando ancora porta i calzoni corti ascoltando le prime incisioni un po’ gracchianti che arrivano in Francia dagli Stati Uniti. Nel 1924 ha sedici anni, frequenta il liceo “Jeanson De Sailly” e se la cava egregiamente al pianoforte. Proprio tra le mura di quella scuola nasce l’idea di dare vita a un gruppo musicale insieme a un pugno di compagni di scuola. La piccola orchestra che in onore del luogo dove è nata e della condizione sociale dei suoi componenti prende il nome di Collégiens (Collegiali) inizia ad animare le notti del quartiere. Più passa il tempo e più quella che sembrava un’esperienza nata per gioco prende una consistenza artistica interessante grazie al talento artistico di strumentisti come Ray Binder, Robert De Gaille, Robert Vaz, Paul Misraki, Henri Guesde e i fratelli Aslanian. In questi primi anni d’attività Ray dimostra di essere istintivamente un leader riuscendo a dare a un gruppo così giovane una personalità tale da attrarre le attenzioni della nascente scena jazz francese. Nel 1928 l’orchestra registra i primi brani per la casa discografica Columbia. La popolarità di Ray e dei suoi compagni è tale che tra il 1927 e il 1930 sono molti i musicisti professionisti che si divertono a unire i loro strumenti ai Collégiens sia negli spettacoli dal vivo che nelle sedute di registrazione. Tra questi nomi ci sono personaggi storici del jazz come i francesi Philippe Brun, Gaston Lapeyronie, Alex Renard, Léon Vauchant e gli statunitensi Dany Polo, Babe Russin, Spencer Clark, Eddie Ritten e Jack O’ Brien. Alla fine del 1930 Ray Ventura decide di dedicarsi esclusivamente alla musica. Con l’arrivo di nuovi musicisti come René Weiss, Russell Goudey, Georges Effrosse, Louis Gasté e Raymond Legrand dà ai suoi Collégiens una nuova dimensione sul modello delle grandi orchestre statunitensi di Paul Whiteman e Jack Hilton. Il suo non è però un semplice lavoro a ricalco di esperienze altrui. Il grande successo di Ray Ventura et Ses Collégiens è legato a scelte innovative che riguardano l’impianto scenografico, l’impostazione musicale e la scelta del repertorio. L’orchestra non si limita a proporre i brani più famosi del jazz orchestrale statunitense, come fanno più o meno tutti i gruppi di quel periodo, ma allarga il proprio repertorio con brani della tradizione sinfonica, canzoni popolari o successi del momento, riarrangiando tutto in chiave jazzistica. Il valore dei solisti, la qualità degli arrangiamenti, la scelta dei brani e lo humor che caratterizza le esibizioni fanno il resto. La popolarità del gruppo si allarga anche al di fuori dei confini francesi, soprattutto in Gran Bretagna dove ottiene un successo simile a quello ottenuto in paria. Nella seconda metà degli anni Trenta le loro canzoni, soprattutto Tout va très bien madame la marquise, accompagnano le speranze e i timori della Francia durante l’esperienza del Fronte Popolare. Per Ray Ventura et Ses Collégiens si aprono anche le porte del cinema mentre le case discografiche se li contendono a peso d’oro. Dopo l’esperienza con la Columbia l’orchestra passa con la Decca dal 1931 al 1935 e con la Pathé dal 1935 al 1940. Proprio nel periodo di maggior successo dell’orchestra la Francia viene invasa dalle truppe della Germania nazista. Di fronte alle prime scelte antisemite del governo collaborazionista francese Ray Ventura, che ha un organico molti musicisti d’origine ebrea, decide di lasciare la Francia e di trasferirsi in Svizzera. Qui lo raggiungono alcuni dei suoi Collégiens, ma non tutti. Lui, come sempre, non si fa spaventare dalle difficoltà. Abbozza e ricomincia da capo. Nel 1941, quando se ne vanno in Sudamerica per una lunga tournée Ray Ventura et Ses Collégiens hanno una formazione in parte nuova nella quale si fa notare uno sconosciuto chitarrista che risponde al nome di Henri Salvador. L’orchestra diventa popolarissima in Brasile e Argentina dove registra anche una serie di album importanti che mostrano interessanti aperture verso le strutture ritmiche del samba. Nel 1944 con l’inizio della Liberazione della Francia finisce anche l’esilio di Ray Ventura che dopo aver sciolto l’orchestra torna in patria. Il ritorno in Francia di Ray Ventura non coincide con l’immediata ripresa delle attività della sua orchestra. Indeciso sul da farsi per qualche tempo pensa davvero di lasciar perdere tutto. Quando oramai tutti pensano che sia un’esperienza chiusa Ray Ventura et Ses Collégiens tornano in attività con una serie di concerti alla Salle Pleyeil di Parigi affollati all’inverosimile. Non è più la formazione storica. Accanto al leader ci sono musicisti eccellenti pur se meno conosciuti dei predecessori. Tra loro c’è anche il chitarrista Sacha Distel, nipote di Ventura, un ragazzo che a partire dagli anni Sessanta sarà uno dei protagonisti di un ulteriore rinnovamento della canzone francese. Il nome del gruppo è lo stesso ma la musica è diversa, meno jazzata e più aperta alle esperienze delle orchestre da ballo del dopoguerra. I gusti del pubblico stanno, però, rapidamente cambiando e per sfuggire al destino di ripetersi all’infinito sull’onda della nostalgia all’inizio degli anni Cinquanta Ray Ventura chiude l’esperienza e scioglie l’orchestra dopo una lunga tournée d’addio. Da quel momento si occupa prevalentemente della sua casa di edizioni musicali e delle attività connesse. Fonda anche una casa di produzione cinematografica e una casa discografica, la Versailles, con la cui etichetta vede la luce in Francia il primo disco di Ray Charles. Ray Ventura opera nella produzione con lo stesso gusto e talento musicale che gli hanno regalato la gloria negli anni precedenti. Non a caso è proprio lui il primo ad aprire le porte delle sue edizioni musicali a uno sconosciuto e un po’ scontroso chansonnier che risponde al nome di Georges Brassens. (Gianni Lucini)
lunedì 30 aprile 1979  
martedì 1 maggio 1979  
mercoledì 2 maggio 1979  
giovedì 3 maggio 1979 A Roma le Brigate Rosse attaccano la sede del Comitato Regionale della DC in piazza Nicosia. Un’auto della polizia, che accorre dopo l’allarme lanciato dalla centrale di polizia, viene raggiunta da raffiche di mitra. Nel conflitto a fuoco resta ucciso il vicebrigadiere Antonio Mea. Resta gravemente ferito, ma morira’ in ospedale il 10 maggio, l’agente Pietro Ollanu. Le Brigate Rosse rivendicheranno l’evento con una telefonata e un volantino
venerdì 4 maggio 1979 Tra l’indifferenza generale viene pubblicato in Gran Bretagna il singolo Blind among the flowers. Ne sono interpreti i Tourists, una band formata due anni prima, con il nome di Catch, dal chitarrista Dave Stewart, proveniente dai Longdancer, dalla cantante e flautista Annie Lennox e dall’altro chitarrista Pete Coombes. Il nome è stato cambiato su suggerimento dei produttori discografici e anche la formazione si è irrobustita. Proprio durante la registrazione del disco la formazione si è ampliata con l’arrivo del batterista Jim Toomey e del bassista malese Eddie Chin. Di loro si dice un gran bene, anche se i risultati non sono all’altezza delle premesse. Nonostante il discreto successo degli album Tourists, Reality effect e Luminous basement, soltanto il singolo I only want to be with you ottiene un buon risultato commerciale. Siccome in campo discografico la differenza tra “una promessa” e “un’occasione mancata” è sottilissima, un anno dopo Blind among the flowers la critica comincia a storcere il naso. La band finisce per essere citata come esempio del fatto che non sempre «ottime individualità fanno un ottimo gruppo». Nonostante tutto, però, l’esperienza è destinata a restare nella storia musicale degli anni Ottanta come una tappa di passaggio per la nascita degli Eurythmics, una delle più ricche esperienze di quel periodo. Quando alla fine del 1980, insoddisfatti dei risultati, i Tourists decideranno di chiudere definitivamente l’esperienza del gruppo, infatti, Annie Lennox e Dave Stewart si chiuderanno negli studi di Conny Plank a Colonia insieme a Robert Gorl e Gabi dei Daf e Holger Czukay e Jackie Liebezeit dei Can. Proprio in queste sedute di registrazione in terra tedesca nascerà l’avventura degli Eurythmics. Quasi a confermare la caratteristica dei Tourists come band di passaggio, Pete Coombes ed Eddie Chin daranno vita, con minor successo di Annie e Dave, ma con interessanti risultati, agli Acid Drop. (Gianni Lucini)
  Margaret Thatcher, leader del partito conservatore, ottiene la maggioranza alle elezioni politiche ed è la prima donna a diventare primo ministro inglese. Inizia l’era della “Lady di ferro”.
sabato 5 maggio 1979  
domenica 6 maggio 1979  
lunedì 7 maggio 1979 Il Milan conquista il decimo scudetto e ottiene la “stella”.
martedì 8 maggio 1979  
mercoledì 9 maggio 1979  
giovedì 10 maggio 1979  
venerdì 11 maggio 1979  
sabato 12 maggio 1979  
domenica 13 maggio 1979  
lunedì 14 maggio 1979  
martedì 15 maggio 1979  
mercoledì 16 maggio 1979  
giovedì 17 maggio 1979  
venerdì 18 maggio 1979  
sabato 19 maggio 1979  
domenica 20 maggio 1979  
lunedì 21 maggio 1979  
martedì 22 maggio 1979  
mercoledì 23 maggio 1979  
giovedì 24 maggio 1979  
venerdì 25 maggio 1979  
sabato 26 maggio 1979  
domenica 27 maggio 1979  
lunedì 28 maggio 1979 Vengono arrestati in Viale Giulio Cesare a Roma, in casa di Giuliana Conforto, i brigatisti Valerio Morucci e Adriana Faranda che avevano avuto ruoli di rilievo nel rapimento Moro.
martedì 29 maggio 1979  
mercoledì 30 maggio 1979  
giovedì 31 maggio 1979  
venerdì 1 giugno 1979  
sabato 2 giugno 1979  
domenica 3 giugno 1979  
lunedì 4 giugno 1979  
martedì 5 giugno 1979  
mercoledì 6 giugno 1979 Il ciclista Beppe Saronni vince il Giro d’Italia battendo Francesco Moser.
giovedì 7 giugno 1979  
venerdì 8 giugno 1979  
sabato 9 giugno 1979  
domenica 10 giugno 1979 Si svolgono le prime elezioni per il Parlamento Europeo. In Italia il Partito Radicale raggiunge il suo massimo storico: 3,7%.
lunedì 11 giugno 1979  
martedì 12 giugno 1979  
mercoledì 13 giugno 1979 Muore in una clinica di New York Demetrio Stratos, una delle voci più significative della musica degli anni Settanta, voce solista degli Area ed ex cantante dei Ribelli. Ha trentaquattro anni e il suo poderoso fisico si è arreso alla leucemia dopo un calvario durato mesi. Il giorno dopo a Milano si svolgerà un grande concerto per onorarne la memoria che vedrà la partecipazione di decine di migliaia di giovani. Parte delle esibizioni verranno pubblicate nel doppio album 1979 – Il concerto, da molti ritenuto il manifesto conclusivo di un’epoca e di una generazione. Inizialmente organizzata per raccogliere fondi da destinare alle costose cure cui si sottoponeva il cantante, la manifestazione diventa un omaggio postumo che vede la partecipazione di moltissimi artisti, tra i quali Eugenio Finardi, Antonello Venditti, gli Skiantos, i Kaos Rock, il Banco del Mutuo Soccorso, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini e i suoi compagni degli Area. Proprio parallelamente alla sua militanza in questo gruppo Demetrio aveva sviluppato interessanti ricerche sull’uso della voce pubblicate in album sperimentali come Metrodora del 1976 e Cantare la voce del 1978. Sempre nel 1978, il 17 dicembre, quando già il terribile male che l’ha colpito inizia a far sentire le prime avvisaglie, si esibisce al Teatro Massimo di Milano in un affollatissimo concerto di rock & roll delle origini con una band improvvisata composta dal violinista e armonicista Mauro Pagani, dal batterista Walter Calloni, dal chitarrista Paolo Tofani e dai bassisti Stefano Cerri e Paolo Donnarumma. I brani migliori della serata vengono pubblicati in un album, Rock and roll exibition, che resta una straordinaria testimonianza della sua voglia di vivere. Nel 1990, undici anni dopo la sua morte, parte dei lavori di ricerca condotti da Demetrio sulle possibilità della voce verranno raccolti e pubblicati nell’album Le milleluna. Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1945 dopo aver attraversato gli anni del beat con i Ribelli nei quali arriva alla metà degli anni Sessanta insieme ad Angel Salvador, l’ex bassista de Los Bravos, nel 1972 diventa l’alfiere degli Area, la band che più di altre con la sua musica fortemente politicizzata, estremista e rabbiosa identifica la generazione degli anni Settanta. La morte di Demetrio chiuderà, nei fatti, l’avventura del suo gruppo nonostante il successivo e modesto album Tic Tac. (Gianni Lucini)
giovedì 14 giugno 1979  
venerdì 15 giugno 1979  
sabato 16 giugno 1979 Arriva al vertice della classifica dei singoli più venduti in Gran Bretagna un brano dall’arrangiamento in sintonia con la moda imperante della Disco Music. Si intitola Ring my bell. Lo interpreta una cantante dalla splendida voce, ma del tutto sconosciuta al grande pubblico. Si chiama Anita Ward ed è nata ventun anni prima a Memphis, nel Tennessee. Dietro alle spalle ha una lunghissima carriera di cantante gospel iniziata fin da bambina nel coro della sua chiesa. Proprio in una delle esibizioni a sfondo religioso in una delle tante chiese della zona dove vive viene notata dal manager Chuck Holmes che, affascinato dalla sua voce, le propone di tentare la carriera solistica. Nel 1971, a tredici anni, inizia quindi a tenere concerti come cantante di gospel e soul. Ben presto il suo nome diventa popolarissimo tra gli amanti del genere, grazia anche ad alcuni dischi registrati “a cappella”, cioè senza accompagnamento orchestrale. Cosa c’entra una cantante come lei con la disco music? Tutto accade quando le viene offerto di registrare Songs of love il primo album “con accompagnamento” della sua carriera. Inizialmente si pensa di sfruttare i suoi brani più conosciuti e più impegnativi svecchiandoli con arrangiamenti specifici, ma poi, si sa, l’appetito vien mangiando. Il diavolo tentatore assume le vesti del produttore Frederick Knight che suggerisce di aggiungere qualche brano più commerciale al suo repertorio. In particolare le offre di interpretare Ring my bell, una canzone inizialmente composta per l’undicenne Stacy Lattisaw, una delle tante cantanti-bambine di quel periodo. Pur senza esserne completamente convinta la Ward accetta. Il singolo, in linea con i canoni della Disco Music, diventa un successo mondiale. Non avrà, però, seguito. L’improvvisa popolarità finisce per spaventare Anita Ward che dopo qualche tempo tornerà al gospel e al soul più tradizionale lasciandosi alle spalle l’exploit del singolo milionario. (Gianni Lucini)
  Alcuni giovani fanno irruzione nella sede della sezione del Pci (Partito Comunista Italiano) in via Benedetto Cairoli a Roma affollata di iscritti essendo in corso una riunione. Scagliano alla cieca due bombe a mano, sparano colpi di pistola e si dileguano. Molti feriti, solo per un caso fortunato non ci sono morti. Rivendicano i Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) affermando di avere agito per vendicare la morte del giovane neofascista Francesco Cecchin, aggredito a Roma il 28 maggio 1979. Per il crimine sarà condannato Valerio Fioravanti. 
domenica 17 giugno 1979  
lunedì 18 giugno 1979  
martedì 19 giugno 1979  
mercoledì 20 giugno 1979  
giovedì 21 giugno 1979 La comunista Nilde Iotti è la prima donna a essere eletta presidente della Camera dei Deputati.
  Gianni Rivera si ritira dal calcio giocato per accettare la carica di vicepresidente del Milan.
venerdì 22 giugno 1979  
sabato 23 giugno 1979  
domenica 24 giugno 1979  
lunedì 25 giugno 1979  
martedì 26 giugno 1979  
mercoledì 27 giugno 1979  
giovedì 28 giugno 1979  
venerdì 29 giugno 1979  
sabato 30 giugno 1979 I Tubeway Army arrivano al vertice della classifica britannica dei dischi più venduti con il brano Are friends electric?. Da tempo in crisi d’identità la band, ridotta ormai ai minimi termini, chiude con questo exploit la sua storia. Da qualche tempo, infatti, Gary Numan il leader, fondatore e principale ideologo del gruppo ha deciso di proseguire come solista più per necessità che per scelta. Proprio lui ha tentato fino all’ultimo di evitare la fine della band ma ha dovuto arrendersi alla realtà dei fatti. Il gruppo ha ormai una formazione inesistente composta dallo stesso Gary che, oltre a cantare, suona tastiere e chitarra, dal fedele e devoto bassista Paul Gardiner e dallo zio di questi, il batterista Jess Lidyard. Il primato in classifica chiude in gloria un’avventura iniziata nel 1977 quando il gruppo punk dei Lasers & The Ultimate Gang cambia nome in Tubeway Army. Per qualche tempo il sound e l’ispirazione non mutano ma il rapido declino del punk impone una svolta. Nella feroce discussione interna Gary Numan si contrappone ai compagni. Lui che sul piano giuridico detiene i diritti sull’utilizzo del nome pensa di fare dei Tubeway Army una band elettronica, in linea con le esperienze di gruppi come gli Ultravox! e i Kraftwerk. Gli altri però non ci stanno e tutti, tranne il bassista Paul Gardiner se ne vanno via sbattendo la porta per formare gli Station Bombers. Proprio da questa clamorosa scissione nasce il più grande successo della storia dei Tubeway Army. Nonostante la formazione raffazzonata tenuta insieme con il nastro adesivo la band, dopo un modesto album che ha per titolo il nome del gruppo, arriva al primo posto in classifica con Are friends electric? il cui successo fa volare alto anche l’album Replicas. Il successo non cambia il destino. La decisione di chiudere i battenti è già presa. Gary Numan continuerà come solista sulle strade del tecno pop e diventerà uno dei fenomeni commerciali più rilevanti del passaggio tra gli anni Settanta e gli Ottanta. Gli adolescenti ne faranno una bandiera e qualche critico in vena di eccessi parlerà di lui come di un “nuovo David Bowie”. (Gianni Lucini)
   
domenica 1 luglio 1979  
lunedì 2 luglio 1979 Condannato all’ergastolo il neofascista Ermanno Buzzi e a 10 anni e mezzo Angelo Papa per la strage di Brescia, avvenuta nel 1974, in piazza della Loggia. Verranno poi assolti in appello
martedì 3 luglio 1979  
mercoledì 4 luglio 1979  
giovedì 5 luglio 1979  
venerdì 6 luglio 1979  
sabato 7 luglio 1979 Arriva al vertice della classifica italiana dei dischi più venduti il brano Tu sei l’unica donna per me. Lo interpreta Alan Sorrenti, un cantautore considerato fino a un paio d’anni prima uno dei pochi solisti italiani in grado di cimentarsi senza sfigurare sul terreno del rock progressivo. Al suo attivo ci sono lavori sperimentali e un paio d’album di buon livello come Aria e Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto. Da un anno, però, lo sperimentalismo non fa più per lui. Il successo di Tu sei l’unica donna per me ne consolida la svolta commerciale, iniziata nel 1978 prima con la rivisitazione di Dicitencello vuie e poi con un altro campione di vendite come Figli delle stelle. Gran parte della critica, che l’ha seguito con simpatia nella fase più impegnata e sperimentale della sua carriera, snobba la svolta dance di Alan Sorrenti, ironizzando sulla sua nuova immagine e sulla banalità di un’impronta musicale sostenuta da un largo uso di falsetti in stile Bee Gees. «Una gran voce sprecata» scrivono alcuni giornali specializzati. Lo stesso atteggiamento assumono i suoi ammiratori della prima ora che, delusi e traditi, gli voltano le spalle. Il cantautore viene invece scoperto dal grande pubblico, quello che affolla le discoteche ed è affascinato dalla “febbre del sabato sera”. È questa sterminata platea che porta il suo brano al vertice delle classifiche di vendita dove resterà per ben tre mesi. Sull’onda del successo Alan Sorrenti e il suo produttore Corrado Bacchelli penseranno di poter conquistare anche il pubblico d’oltreoceano ripetendo, in piccolo, l’operazione riuscita all’australiano Robert Stigwood con i Bee Gees. Tra New York e Los Angeles verrà realizzata All day in love, la versione inglese di Tu sei l’unica donna per me, mentre l’immagine del cantante si americanizzerà al limite del ridicolo. L’operazione finirà per incepparsi tra eccessi di megalomania e qualche ingenuità. (Gianni Lucini)
domenica 8 luglio 1979  
lunedì 9 luglio 1979  
martedì 10 luglio 1979  
mercoledì 11 luglio 1979  
giovedì 12 luglio 1979 Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore delle banche di Sindona, che ha indagato per tre anni i risvolti segreti dell’attività’ internazionale del banchiere della P2 viene ucciso a Milano con quattro colpi di pistola da William Joseph Aricò’, un killer venuto dagli Stati Uniti
venerdì 13 luglio 1979 A Roma viene ucciso Antonio Varisco, tenente colonnello dei carabinieri, comandante del Nucleo Traduzioni del Tribunale di Roma. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse nella campagna contro le carceri
sabato 14 luglio 1979  
domenica 15 luglio 1979  
lunedì 16 luglio 1979  
martedì 17 luglio 1979  
mercoledì 18 luglio 1979  
giovedì 19 luglio 1979  
venerdì 20 luglio 1979 «Ebbene sì, la Tom Robinson Band non esiste più. Ciascuno di noi, da oggi, prenderà strade diverse. Vi prego, però, di evitare domande commemorative e di avere il senso della misura. Al mondo avvengono sicuramente fatti più gravi dello scioglimento di un gruppo musicale…» Così, con tranquillità e senza isterismi, Tom Robinson leader e frontman, conferma, il 20 luglio 1979, lo scioglimento di una delle band di punta del combat rock britannico, da lui formata nel 1976 insieme al chitarrista Danny Kustow, al tastierista Mark Ambler e al batterista Dolphin Taylor. Pochi mesi dopo la sua formazione il gruppo balza al vertice delle classifiche britanniche dei dischi più venduti con il singolo 2-4-6-8 Motorwatin. Il successo, lungi dal divenire una stucchevole affermazione della propria bravura, consente ai quattro di rafforzare la propria libertà espressiva. «Più ho successo e più riesco a fare quello che voglio. Non so se mi piace il mondo dello spettacolo. Vedo troppe persone alternative sul palco e conformiste nella vita. Io sono antifascista, socialista e omosessuale. Lo sarei anche se non fossi un musicista…» dice Tom Robinson commentando il successo di brani come Don’t take no for answer e Up against the wall. Militante della sinistra laburista è tra i promotori, con i Clash e gli Steeel Pulse della campagna “Rock Against Racism”, destinata, tra l’altro, a raccogliere fondi a favore delle vittime delle violenze dei fascisti del National Front. Incapace di atteggiamenti compromissori, diviene anche una bandiera e un simbolo dell’orgoglio gay dopo aver cantato la sua omosessualità nel brano (Sing, if you’re) Glad to be gay. La Tom Robinson Band conferma le caratteristiche di gruppo diverso e lontano dalle esagerazioni anche nel momento del suo scioglimento, che avviene senza drammi né polemiche. Il suo leader vivrà varie esperienze artistiche fino a restare affascinato, nella seconda metà degli anni Ottanta, dalla musica leggera italiana, di cui tradurrà in inglese i brani più significativi. (Gianni Lucini)
sabato 21 luglio 1979 A Palermo il capo della squadra mobile, Boris Giuliano, che indaga sui rapporti fra banche italoamericane sulla base della ricostruzione fatta da Ambrosoli, viene assassinato a revolverate. L’avv. Giuseppe Melzi, legale dei piccoli azionisti delle banche di Sindona parla di un incontro avvenuto verso la metà di Giugno 1979 fra Giuliano e Ambrosoli, sia il commissario che il liquidatore della Banca Privata, dice, si sono trovati ad indagare sulla stesse piste del riciclaggio del denaro sporco e sui circuiti finanziari nazionali e internazionali di carattere occulto
domenica 22 luglio 1979  
lunedì 23 luglio 1979  
martedì 24 luglio 1979  
mercoledì 25 luglio 1979  
giovedì 26 luglio 1979  
venerdì 27 luglio 1979 Un attentato distrugge a Scottsdale, in Arizona, un negozio di prodotti d’artigianato dei nativi americani, quelli che nei film western vengono chiamati “indiani”. Le fiamme riducono in cenere l’intero emporio. In assenza di rivendicazioni gli investigatori brancolano nel buio. L’unica certezza è l’origine dolosa dell’incendio, preceduto da un’esplosione assordante. La curiosità dei giornalisti aumenta quando si scopre che il proprietario del negozio è Alice Cooper, una delle rockstar più popolari dei primi anni Settanta, le cui violente e raccapriccianti invenzioni sceniche hanno entusiasmato anche Salvador Dalì. Proprio il celebre pittore lo ha definito “re della confusione totale”. Nel 1972 la sua School’s out era divenuta l’inno di ribellione degli studenti inglesi («Noi non abbiamo classi/e non abbiamo princìpi/e non abbiamo neanche l’innocenza/e non riusciamo a pensare neppure una parola che faccia rima»). Simbolo di un rock decadente ricco d’effetti e affascinato dall’horror, Vincent Damon Furnier, questo è il suo vero nome, ha sempre diviso l’immagine pubblica dalla vita privata. Incendiario e provocatorio sul palcoscenico, quando sveste i panni della rockstar si trasforma in un uomo cortese, intelligente e colto. A partire dalla seconda metà degli anni Settanta riduce l’attività artistica, allargando il campo dei suoi interessi anche a settori diversi dalla musica. Per questa ragione appare improbabile che l’incendio sia opera di qualche ammiratore in cerca di popolarità. Ai giornalisti confessa che nell’attentato sono andati distrutti tutti i riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera, compresi i dischi d’oro. «Non so chi volessero colpire con questa azione, se la mia modesta attività commerciale o l’opera di sensibilizzazione sui diritti dei nativi americani, ma chiunque sia stato sappia che non otterrà risultati. Sgomberate le macerie ricominceremo come prima». (Gianni Lucini)
sabato 28 luglio 1979 Sabato 28 luglio 1979 un imponente servizio d’ordine presidia le strade che circondano il Rainbow di Londra. In quello che è considerato uno dei templi del rock britannico si esibiscono nell’ultimo concerto della loro breve vita gli Sham 69, una band di culto del movimento punk. Le forze dell’ordine sono state allertate fin dalla mattinata. Ogni concerto del gruppo guidato da Jimmy Pursey si trasforma in un campo di battaglia per opera degli skinheads, accesi, quanto imbarazzanti sostenitori degli Sham 69. Del resto non è immotivata la pessima fama, delle “teste rasate”, termine che in quel periodo ha una connotazione di estrema sinistra. Nati come risposta alle provocazioni fasciste del National Front contro i punk, in breve tempo si sono fatti la fama di violenti e attaccabrighe spesso senza motivo. «Se tutti i ragazzi rimarranno uniti, non saranno mai vinti» è il saluto con il quale gli Sham 69 si congedano dal pubblico del Rainbow. Ma non è solo la fine del concerto, né quella della band. La fiammata del punk, anarchica e nichilista, non ha sbocchi e si sta esaurendo. Le urla che salutano l’uscita di scena di Pursey, del batterista Mark “Doidie” Cain, del chitarrista Dave Parsons e del bassista Dave “Kermit” Treganna hanno il sapore dell’addio a una stagione esaltante, ma disperata. Eppure solo un anno prima Jimmy Pursey gettava a terra e calpestava il disco d’argento consegnatogli per le vendite di That’s life in segno di solidarietà con gli Angelic Upstarts, messi alla porta dalla Polydor, la sua casa discografica. Non è più tempo di premi. Le energie del punk si stanno spegnendo. Pursey, dopo un paio d’album da solista, tornerà nell’anonimato, come i ragazzi da lui descritti: «Il punk è un ragazzo che vive in palazzoni desolati della periferia. Non sa cosa fare. Non gli piace la noia e ogni tanto si diverte a sfasciare i vetri di qualche finestra con un mattone, poi torna a casa». (Gianni Lucini)
  Con il singolo Gangsters degli Specials per la prima volta le classifiche britanniche ospitano un disco della 2-Tone, la casa discografica autogestita dalla band, il cui logo, un omino bianco e nero, è diventato da tempo il simbolo del movimento ska. Più che un’etichetta la 2-Tone è un laboratorio dello ska, la musica nata dalla mistura tra la secca essenzialità del punk e la ritmica armonia delle musiche giamaicane. Per i giovani ribelli e antirazzisti delle metropoli britanniche la 2-Tone è l’emblema di un rinnovamento musicale capace di mescolare culture diverse. Nata dalla geniale e fertile inventiva di Jerry Dammers, il leader degli Specials, ha una struttura del tutto improbabile. Non c’è una vera e propria sala di registrazione. I primi nastri vengono praticamente registrati tutti, o quasi, nel suo appartamento a Coventry. Non c’è una programmazione né uno staff che si occupi del marketing. La principale e, per molto tempo, unica forma di promozione sono i concerti e il nutrito sottobosco di fanzine del movimento ska, fogli autoprodotti che passano di mano in mano. Soltanto l’anno prima gli Specials, pur di salvaguardare l’integrità artistica dell’etichetta, hanno rifiutato di firmare un ricco contratto proposto loro da Bernie Rhodes, il manager dei Clash. La 2-Tone non è soltanto Specials. Si può dire che tutti i principali gruppi del movimento ska partano dall’etichetta dell’omino bianco e nero «di sinistra e contro ogni razzismo». La lista è lunghissima e comprende dai Selecter ai Madness, dai Beat agli Swingin’ Cats, alle Bodysnatchers, a Rico, un trombonista giamaicano onnipresente considerato una sorta di portafortuna. E quando la destra si scatena, da questo gruppo nasce l’idea della resistenza militante contro le violenze del National Front. Non tutti resisteranno per sempre alle lusinghe del mercato e anche la 2-Tone finirà. L’esperienza resterà però una delle pagine più belle della musica britannica. (Gianni Lucini)
domenica 29 luglio 1979  
lunedì 30 luglio 1979  
martedì 31 luglio 1979  
mercoledì 1 agosto 1979  
giovedì 2 agosto 1979 Sindona sparisce da New York. Viene orchestrato un tentativo per far credere che è stato rapito da dei terroristi, ma il depistaggio questa volta non funziona. In realtà Sindona raggiunge segretamente la Sicilia, mettendosi in contatto con gruppi che vogliono organizzare un golpe separatista nell’isola dove si farà sparare a una gamba per rendere più credibile la tesi del rapimento, lo assisterà il chirurgo Miceli Crimi, iscritto alla P2 e per 15 anni medico della questura di Palermo. Poi andrà in Grecia e in Austria. Al finto rapimento collabora anche Luigi Cavallo che per questo motivo verrà arrestato a New York
venerdì 3 agosto 1979  
sabato 4 agosto 1979 Più di ventimila persone affollano il Great Western Forum di Inglewood. Sono attratti da un cast di tutto rispetto, ma anche dal richiamo della solidarietà. Il concerto, infatti, è destinato a raccogliere fondi per aiutare la famiglia di Lowell George, il leader dei Little Feat morto pochi mesi prima in un motel di Arlington. L’autopsia ha accertato che la causa meccanica della morte è da attribuire a una crisi cardiaca, ma la vera responsabilità della sua fine è da ricercare nell’eccessiva confidenza con sostanze stupefacenti di varia natura. Al momento della sua morte i Little Feat non esistono più. Egli stesso ha annunciato la dissoluzione della band da lui formata alla fine del 1969 a Burbank, in California, una delle più originali degli anni Settanta con la sua mescola di rock, blues e funk supportata da testi ironici, graffianti e surreali. Litigioso e perennemente alle prese con i problemi derivati dalla sua passione per qualunque tipo di droga, Lowell George è una delle figure più emblematiche del fermento creativo dell’epoca. Quando muore non ha più un soldo e la famiglia rischia di pagare un prezzo molto alto alla sua vita surreale e sregolata. Per qualche tempo vari artisti cercano di aiutare come possono la vedova a tirare avanti, ma i debiti lasciati in eredità da George non possono essere saldati solo con la buona volontà. L’idea di chiamare a raccolta i fans è dei suoi ex compagni d’avventura dei Little Feat. Si scatena una gara di solidarietà alla quale aderiscono altri artisti e il 4 agosto in clima di forte emozione si esibiscono Jackson Browne, Linda Ronstadt, Bonnie Raitt, Emmylou Harris, Michael McDonald e Nicolette Larson. La parte del leone tocca, però, ai cinque componenti superstiti dei Little Feat, Paul Barrère, Billy Payne, Kenny Gradney, Sam Clayton e Richie Hayward che, al termine del lungo brano che conclude la manifestazione annunciano di poter consegnare alla vedova del loro ex compagno la somma di duecentotrentamila dollari.  (Gianni Lucini)
domenica 5 agosto 1979  
lunedì 6 agosto 1979  
martedì 7 agosto 1979  
mercoledì 8 agosto 1979  
giovedì 9 agosto 1979  
venerdì 10 agosto 1979  
sabato 11 agosto 1979  
domenica 12 agosto 1979  
lunedì 13 agosto 1979  
martedì 14 agosto 1979  
mercoledì 15 agosto 1979  
giovedì 16 agosto 1979  
venerdì 17 agosto 1979  
sabato 18 agosto 1979  
domenica 19 agosto 1979  
lunedì 20 agosto 1979  
martedì 21 agosto 1979  
mercoledì 22 agosto 1979  
giovedì 23 agosto 1979  
venerdì 24 agosto 1979  
sabato 25 agosto 1979  
domenica 26 agosto 1979  
lunedì 27 agosto 1979  
martedì 28 agosto 1979 Alla fine degli anni Settanta Fabrizio De André è ormai considerato uno dei più importanti cantautori della storia della musica italiana. Il tempo delle discriminazioni, della censura delle sue composizioni e dell’ostracismo nei suoi confronti da parte della radio e della televisione sembra ormai alle spalle. Gli album La buona novella, Non al denaro, nè all’amore, nè al cielo, Storia di un impiegato, Canzoni e, nel 1978, Rimini vengono regolarmente salutati come capolavori anche da quei settori della critica che un tempo lo snobbavano. Reticente e timido non ama esibirsi dal vivo e quando lo fa si sente a disagio. Proprio nel 1978, stanco della monotonia della vita di città e del tran tran quotidiano decide insieme alla sua compagna, la cantante Dori Ghezzi, di abbandonare il “continente” e di acquistare un’azienda agricola a Lagnata, in Sardegna, una zona nelle vicinanze di Tempio Pausania. L’aria dell’isola e l’isolamento del posto ne fanno un luogo ideale per un artista che ha elevato la riservatezza e la discrezione a stile di vita. È un De Andrè diverso dal cantautore che per anni il suo pubblico ha imparato ad amare quello che si dedica, quasi a tempo pieno, all’allevamento e alla cura dei poderi. Questo paradiso terrestre cela una trappola. Il 28 agosto 1979 lui e la sua compagna vengono sequestrati da un gruppo di persone armate. Lo scopo del sequestro è evidente: chiedere un riscatto approfittando della popolarità del personaggio. La prigionia non sarà breve. Durerà quattro mesi. Per tutto quel periodo i due artisti verranno tenuti all’aria aperta sugli aspri contrafforti delle montagne sarde e passeranno le notti incatenati agli alberi. Il loro unico riparo sarà un telo di plastica. Dopo la liberazione il cantautore conserverà per sempre i segni della prigionìa e nel suo album del 1981, scritto insieme a Massimo Bubola, descriverà lo smarrimento e le incertezze di quelle notti in una canzone cruda e ricca di suggestione come Hotel Supramonte. (Gianni Lucini)
mercoledì 29 agosto 1979  
giovedì 30 agosto 1979  
venerdì 31 agosto 1979  
sabato 1 settembre 1979 I Madness entrano per la prima volta nella classifica dei dischi più venduti in Gran Bretagna con il singolo The Prince, un brano dedicato al giamaicano Prince Buster, re del bluebeat. Inizia così il successo commerciale di uno dei più contraddittori e discussi gruppi ska. Nati alla fine del 1976 per iniziativa di Mike Barson e Lee “Kick” Thompson, due ragazzi famosi nel loro quartiere più per la loro abilità nel rubare dischi dagli scaffali dei supermercati che per la preparazione musicale, i futuri Madness sono originariamente un trio nel quale Kick suona il sax, il loro amico Chris “Chrissie Boy” Foreman la batteria e Mike, l’unico che ha qualche nozione musicale, le tastiere. L’incongruenza della formazione è evidente anche ai ragazzi tanto che nel 1977 il gruppo diventa un sestetto con Gary Dovey alla batteria, con Carl “Chas Smash” Smyth che prima suona il basso e poi passa ai fiati con l’arrivo del bassista Mark “Bedders” Bedford. Quando Dovey se ne va affidano la batteria a John Hasler che però non sa suonare. Dopo un mese di prove decidono che Hasler funziona più come manager del gruppo che come batterista e dietro ai tamburi arriva Dan “Woody” Woodgate, un vecchio amico di Bedford. I sei, che in quel periodo si chiamano Invaders, diventano sette con l’arrivo del cantante Graham “Suggs” McPherson. All’inizio del 1979 cambiano nome in Madness e vengono scritturati dalla 2-Tone, l’etichetta ska autogestita fondata da Jerry Dammers, il leader degli Specials. Figli delle periferie londinesi e attivi militanti antifascisti e antirazzisti, diventano famosi per la loro capacità di mettersi nei guai in un periodo in cui i concerti di ska sono spesso bersaglio delle violenze dell’estrema destra. I Madness amano passare dal ruolo dei provocati a quello dei provocatori, secondo la regola universale del «chi picchia per primo vince». Per questo, a volte, di fronte alle prime provocazioni verbali abbandonano il palco e si gettano tra il pubblico dando il via a risse colossali. Sul piano musicale c’è chi li ama e chi li detesta. La critica li tratta o come una banda di buffoni o come uno dei gruppi più originali del periodo. Il pubblico, però, si innamora dei sette pazzi scatenati che con il successo di The Prince iniziano una lunghissima carriera destinata a sopravvivere anche alla rapida fine del movimento ska. (Gianni Lucini)
domenica 2 settembre 1979  
lunedì 3 settembre 1979  
martedì 4 settembre 1979  
mercoledì 5 settembre 1979  
giovedì 6 settembre 1979  
venerdì 7 settembre 1979  
sabato 8 settembre 1979  
domenica 9 settembre 1979 Nella moschea di Kesington il cantautore inglese Cat Stevens, che da quando ha abbracciato la religione islamica ha cambiato nome in Yusef Islam, sposa la sua compagna Fouzia Ali nella moschea di Kesington. È l’atto che segna la definitiva rottura di Cat Stevens con il music business e con il mondo dello spettacolo, perché il cantautore non si è limitato ad abbandonare le scene musicali, ma ha anche rinunciato legalmente a tutti i diritti sulle sue canzoni e sui suoi dischi per non avere più fonti di lucro. Il rispetto per le scelte personali non cancella il rammarico per l’uscita di scena di quella che, insieme a Donovan, era stata considerata la figura più rappresentativa della canzone d’autore britannica. Nasce a Londra nel quartiere di Soho il 21 luglio 1947 e all’anagrafe è registrato con il nome di Steven Georgiou. Sua madre è svedese e suo padre un restauratore greco. Le sue prime esperienze musicali risalgono al 1965, quando si è da poco iscritto all’Hammersmith College. L’anno dopo pubblica il suo primo disco, la leggera I love my dog, prodotto da Mike Hurst, che fa una timida apparizione nella classifica dei dischi più venduti in Gran Bretagna. Mentre le sue canzonette garbate conquistano il pubblico dei ragazzi d’oltremanica, lui comincia a sentirsi stretto nel ruolo di idolo dei teen-ager. Ad accelerare la sua svolta personale e artistica arriva anche la terribile parentesi della tubercolosi, la malattia che lo tiene lontano dalle scene musicali per quasi due anni, dal 1968 al 1970. Quando ricompare è un artista profondamente diverso dal passato. La sua produzione cambia sia nei testi, che diventano più maturi e consapevoli, che nell’impostazione musicale, con il pianoforte che prende il posto della tradizionale chitarra acustica. Appartiene a questo periodo la famosa Lady D’Arbanville, un brano che attinge al folk tradizionale inglese con un approccio moderno ma rispettoso delle atmosfere del passato. A ben guardare sono già presenti tutti gli elementi di quella che diventerà poi la sua scelta di vita definitiva, cioè l’abbandono dell’ambiente musicale e la conversione. La guerra in Iraq e i recenti sviluppi delle vicende mediorientali l’hanno convinto a riprendere strumenti e impegno per una nuova battaglia a favore della pace, della comprensione e della tolleranza. (Gianni Lucini)
lunedì 10 settembre 1979  
martedì 11 settembre 1979  
mercoledì 12 settembre 1979  
giovedì 13 settembre 1979  
venerdì 14 settembre 1979  
sabato 15 settembre 1979  
domenica 16 settembre 1979  
lunedì 17 settembre 1979  
martedì 18 settembre 1979  
mercoledì 19 settembre 1979 Al Madison Square Garden di New York si tiene la storica “cinque giorni” contro il nucleare: “No Nuke”. Fu una festa di suoni di canzoni senza frontiere, di jam sessions e di speranza per un futuro in cui, come disse Stephen Stills, “sia possibile costruire un’industria sulla forza benefica del sole. E per far questo partiamo da una chitarra”. La cinque giorni di No Nukes fu una Woodstock “per una causa”, per l’altra generazione, quella dell’impegno degli anni Settanta, meno ottimista, ma altrettanto carica di motivazioni. La organizzarono quelli del Muse (Musicians United for Safe Energy), un gruppo di musicisti animati dal sano desiderio di cambiare prima l’America e poi il mondo. Capeggiati da Jackson Browne e Graham Nash, allestirono la più grande festa musicale dei nostri anni (e anche l’ultima di tale portata). La canzone guida fu “Power” di John Hall, che venne eseguita a più voci, nel pieno di un tormento emotivo che è, ancora adesso, perfettamente “raggiungibile” con l’entrata di James Taylor che intona “I know that…”. Sono brividi che hanno quasi trentanni che allora centrarono l’obiettivo di scatenare nei giovani (solo nei giovani?) una nuova passione, a metà tra l’ideale e la politica di tutti i giorni. No Nukes fu anche il disco di “Crow on the cradle” cantata da Jackson Browne e Graham Nash, della “Stay” divisa fra lo stesso Jackson e Bruce Springsteen, e poi di James Taylor, Carly Simon, Ry Cooder, Chaka Khan, Doobie Brothers, Poco, Crosby Stills & Nash, Gil Scott-Heron, Bonnie Raitt, Raydio, Tom Petty, Sweet Honey in the Rock, Jesse Colin Young e John Hall maestro di cerimonie. (Novalis)
giovedì 20 settembre 1979  
venerdì 21 settembre 1979  
sabato 22 settembre 1979  
domenica 23 settembre 1979 Giovanni Spadolini viene eletto segretario del Partito Repubblicano Italiano.
lunedì 24 settembre 1979 In un conflitto a fuoco viene ferito e catturato il terrorista Prospero Gallinari, ricercato per la strage di via Fani a Roma, durante la quale fu rapito il leader democristiano Aldo Moro.
martedì 25 settembre 1979 Debutta a Broadway il nuovo musical scritto da Tim Rice e Andrew Lloyd Weber: “Evita”. 
  A Palermo vengono uccisi il giudice Cesare Terranova e la sua guardia del corpo, il maresciallo Lenin Mancuso. Mandante del duplice delitto è l’organizzazione mafiosa.
mercoledì 26 settembre 1979 Il docente universitario Angelo Ventura, viene ferito a Padova da due giovani terroristi.
giovedì 27 settembre 1979  
venerdì 28 settembre 1979  
sabato 29 settembre 1979 Il regista cinematografico Martin Scorsese e l’attrice italiana Isabella Rossellini, si sposano.
  Giovanni Paolo II è il primo Papa a visitare l’Irlanda. La sua visita iniziata oggi, durerà 3 giorni. Nel primo discorso esorta alla pace e alla riconciliazione.
domenica 30 settembre 1979 L’ambasciata sovietica a Kabul viene attaccata da militanti musulmani afgani. 6 diplomatici vengono trucidati.
lunedì 1 ottobre 1979 In Turchia oltre 50 persone muoiono a causa delle inondazioni provocati dalle piogge torrenziali nel nord del paese.
martedì 2 ottobre 1979  
mercoledì 3 ottobre 1979  
giovedì 4 ottobre 1979  
venerdì 5 ottobre 1979 Attentato terroristico a Torino. Viene ferito alle gambe da esponenti di Prima Linea, Pier Carlo Andreoletti titolare di un’agenzia di consulenza e organizzazione industriale.
  Durante una conferenza stampa il leader del Partito Radicale, Jean Fabre, si fa arrestare per detenzione e spaccio di marijuana. Il gesto si inquadra nella lotta radicale per liberalizzare le droghe leggere.
sabato 6 ottobre 1979 Papa Giovanni Paolo II si reca in visita negli Stati Uniti. E’ il primo pontefice a visitare la Casa Bianca, accolto dal presidente Jimmy Carter.
domenica 7 ottobre 1979 Al XII congresso del MSI, Almirante viene confermato segretario e Pino Rauti diventa vice segretario
lunedì 8 ottobre 1979  
martedì 9 ottobre 1979  
mercoledì 10 ottobre 1979 A Los Angeles viene presentato in prima visione mondiale “The Rose”, un film diretto da Mark Rydell destinato a suscitare più di una perplessità. Annunciato da una colossale campagna promozionale il lungometraggio racconta gli ultimi cinque giorni di vita di una rockstar che muore per overdose nella quale è facilmente riconoscibile il personaggio di Janis Joplin. L’evento è tra i più attesi della stagione non solo per l’argomento ma anche perché segna il debutto cinematografico da protagonista della cantante Bette Midler. La affiancano il navigato Alan Bates nel ruolo del manager e un sorprendente Frederic Forrest. Nelle dichiarazioni che precedono la proiezione il regista ha parlato di un’opera impegnativa nella quale il personaggio principale viene visto con grande rispetto. Le schede diffuse dalla casa produttrice descrivono l’opera come “un grande affresco del mondo del rock negli anni Sessanta”. Le anticipazioni hanno contribuito a creare l’attesa giusta per cui alla prima proiezione pubblica del film sono presenti oltre che i principali critici cinematografici anche gran parte degli inviati delle maggiori testate musicali. Mentre sullo schermo scorrono le splendide immagini curate dal direttore della fotografia Vilmos Zsigmond in sala si percepiscono due atteggiamenti decisamente diversi. Se i critici cinematografici sembrano esprimere una soddisfazione di massima, più perplessi appaiono i giornalisti musicali. Un grande applauso accoglie la fine della proiezione e il regista rinvia ogni commento alla successiva conferenza stampa che si apre con i ringraziamenti e le impressioni di una emozionata Bette Midler. La serata sembra scorrere via liscia con i critici cinematografici che danno un giudizio sostanzialmente positivo del film riservando qualche appunto soltanto alla interpretazione di Alan Bates, ritenuta leggermente al di sotto del suo standard abituale. Improvvisamente, però, dal settore riservato ai giornalisti musicali si alza, chiara e forte, una voce: «Questo film è ambiguo e fastidioso. Fin dall’inizio traspare un solo obiettivo: la condanna moralistica del rock e degli anni Sessanta». La guerra è dichiarata. Gran parte della stampa musicale considererà per sempre “The Rose” un tentativo di rileggere in senso reazionario un pezzo di storia del rock degli anni Sessanta. (Gianni Lucini)
  Il generale Girolamo Tartaglione direttore generale degli affari penali al Ministero di Grazia e Giustizia, viene ucciso dalle Brigate Rosse.
  Debutta “L’Occhio” il nuovo quotidiano diretto da Maurizio Costanzo.
giovedì 11 ottobre 1979  
venerdì 12 ottobre 1979 Muore in un ennesimo strano incidente d’auto il maresciallo del SID, Augusto Ciferri. Aveva eseguito le intercettazioni telefoniche relative al caso M.Fo.Biali. Nessuno farà un’autopsia
sabato 13 ottobre 1979 Michael Jackson arriva in vetta alla classifica dei 45 giri più venduti con “Don’t stop ‘til you get enough”.
domenica 14 ottobre 1979  
lunedì 15 ottobre 1979  
martedì 16 ottobre 1979 Ricompare a New York, dopo il finto sequestro, avvenuto il 2 agosto, Michele Sindona
mercoledì 17 ottobre 1979 Madre Teresa di Calcutta viene insignita del premio Nobèl per la pace.
giovedì 18 ottobre 1979 Il leader di Autonomia, Franco Piperno, estradato dalla Francia, arriva in Italia e viene rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia.
venerdì 19 ottobre 1979 Il presidente della Repubblica Sandro Pertini interviene, e sblocca la vertenza degli “uomini radar”. Il suo interessamento permette la ripresa dei voli aerei, fermi da alcuni giorni.
sabato 20 ottobre 1979 A New York viene arrestato Luigi Cavallo con l’accusa di aver collaborato al finto rapimento di Michele Sindona
domenica 21 ottobre 1979  
lunedì 22 ottobre 1979 Il presidente della Repubblica Sandro Pertini, invia un telegramma al leader cecoslovacco Gustav Husak, invocando l’applicazione degli accordi di Helsinki sui diritti umani. A Praga è in corso il processo ai 6 intellettuali dissidenti di Charta 77.
martedì 23 ottobre 1979  
mercoledì 24 ottobre 1979 Dopo 16 giorni di assenza dalla scena politica, ricompare in pubblico il presidente sovietico Leonid Breznev.
giovedì 25 ottobre 1979 Un terribile nubifragio si abbatte su Catania causando 2 morti e numerosi feriti.
venerdì 26 ottobre 1979  
sabato 27 ottobre 1979 A Ginevra in Svizzera viene arrestato Lorenzo Bozano. La magistratura italiana lo ritiene responsabile del sequestro e dell’uccisione di Milena Sutter, figlia di un noto industriale svizzero.
domenica 28 ottobre 1979 Allo stadio Olimpico di Roma, durante la partita tra Roma e Lazio, un razzo lanciato da un teppista verso gli spalti uccide il tifoso Vincenzo Paparelli.
lunedì 29 ottobre 1979 Vengono rilasciati i giovani arrestati un paio di giorni prima ad Hatfield, una cittadina a pochi chilometri da Londra. Accolti da un centinaio di ragazzi e ragazze con gli occhi lucidi vengono portati in trionfo. I fatti che hanno portato al loro arresto risalgono al 27 ottobre, quando ad Hatfield viene programmato un concerto ska delle bands della casa discografica autogestita 2-Tone. L’etichetta è l’emblema della sinistra giovanile britannica e bersaglio preferito delle frange violente dell’estrema destra organizzate sotto varie sigle, la più consistente delle quali è il National Front. Il raduno del 27 ottobre è classificato “ad altissimo rischio” dalle forze dell’ordine oltre che per la presenza in cartellone di tre bands esplosive come Specials, Madness e Selecter, per le esplicite minacce del National Front che accusa il concerto essere “un raduno di drogati, froci, negri, meticci e bianchi imbastarditi”. Quando salgono sul palco i Selecter stanno ancora arrivando alla spicciolata gruppi di ragazzi e ragazze “filtrati” da un imponente schieramento di polizia. Ben presto l’atmosfera si riscalda e la musica spazza via la tensione. Tocca ai Madness e sul palco arrivano i primi sassi. Organizzati in piccoli gruppi coordinati tra loro, gli estremisti di destra hanno saltato il cordone della polizia e aggrediscono con violenza selvaggia i giovani spettatori. Nell’aria volano bottiglie mentre la folla si accalca sotto il palco alla ricerca di una via di fuga. Mike Barson, il leader dei Madness, tenta di calmare gli animi quando un ragazzo gli ruba il microfono e urla con quanto fiato ha in corpo: «Io non ne posso più di questi bastardi. È ora di capire che non si può andare avanti così. Chi scappa è un coniglio e verrà sempre trattato da coniglio…». Le parole hanno l’effetto di una scossa elettrica. Anche i componenti dei gruppi si buttano nella mischia. La reazione sorprende gli estremisti di destra che iniziano ad arretrare verso il cordone della polizia, immobile e inattivo. Gli scontri, violentissimi, durano meno di un’ora e si concludono con la fuga dei neofascisti. La polizia, accusata dai giovani di essere complice degli aggressori, dà una dimostrazione della sua efficienza operando un centinaio di fermi, dieci dei quali tramutati, qualche ora dopo, in arresto. Il 29 ottobre con il trionfale rilascio dei ragazzi arrestati si chiude l’episodio. (Gianni Lucini)
  La Polizia identifica l’assassino del tifoso Vincenzo Paparelli ucciso ieri da un razzo allo stadio Olimpico di Roma. Si tratta del 18enne Giovanni Fiorillo che riesce però a sfuggire alla cattura.
martedì 30 ottobre 1979 A Carpena di Forlì muore la vedova di Benito Mussolini, Rachele Guidi. Aveva 87 anni.
mercoledì 31 ottobre 1979 A causa della nebbia un DC delle Western Airlines si schianta sull’aeroporto di Città del Messico uccidendo 70 persone.
giovedì 1 novembre 1979 Accordo tra Panama e Stati Uniti: la piccola repubblica estende la sua sovranità al 55% del territorio nella zona del Canale. Entro il 2000 controllerà anche la restante parte di territorio.
venerdì 2 novembre 1979 L’ex presidente della regione Liguria, Paolo Macchiavelli, viene condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione per “tentata concussione”.
sabato 3 novembre 1979 Entra nella classifica dei dischi più venduti in Gran Bretagna il singolo The Eton rifles dei Jam, un brano che segna anche dal punto di vista musicale la rottura definitiva del gruppo con il movimento punk. I suoni sono più morbidi del passato e la struttura del brano lascia intuire che la band sta attraversando un momento d’evoluzione. Il suo leader Paul Weller da tempo va ripetendo ai suoi interlocutori di non aver niente a che spartire con il punk e il suo nichilismo disperato: «Anche a me non piace questa società, ma credo che il mio impegno sia di cambiarla, non di lasciarmi distruggere…» Simpatizzante della sinistra laburista e attivamente impegnato sul piano sociale ha formato il gruppo nel 1972, quando era ancora quattordicenne, con il suo amico chitarrista Steve Brooks, il batterista Rick Buckler e il bassista Dave Wakler. Dopo qualche anno di apprendistato nei piccoli clubs del circuito del folk rock britannico, Wakler se ne va e viene sostituito da Bruce Foxton. Verso la metà degli anni Settanta Weller modifica profondamente l’impostazione della band che passa a un rock asciutto ed essenziale, sulla falsariga dei gruppi Mod degli anni Sessanta. Steve Brooks non è d’accordo e lascia i Jam. Il gruppo, divenuto un trio, in piena esplosione del punk si impone all’attenzione di critica e pubblico per i suoi a canoni stilistici, molto simili a quelli dei gruppi punk più evoluti. «Non siamo punk. Se proprio dovete fare riferimento a qualche genere, potete scrivere che ci ispiriamo agli Who e ai Kinks degli anni Sessanta…». L’equivoco, nonostante le dichiarazioni e le prese di distanza di Weller, è destinato a durare a lungo, anche per la furba campagna promozionale delle loro casa discografica, la Polydor, alla ricerca di un gruppo da contrapporre ai Sex Pistols ed ai Clash. Punk o no, i Jam conquistano il pubblico e la critica più attenta con brani come In the city, brano copiato poi dai Sex Pistols in Holidays in the sun. Il loro successo è destinato a durare oltre e nonostante la fine del punk. The Eton rifles è un passo importante di un’evoluzione che li porterà, nel 1980, a fare incetta di premi della critica: miglior gruppo dell’anno, miglior album (Setting songs), miglior autore (Weller), miglior chitarrista (Weller), miglior batterista (Buckler) e miglior bassista (Foxton).
  Il presidente cinese Hua Guofeng arriva a Roma, accolto dal primo ministro Francesco Cossiga.
  Alcuni killer entrano in una trattoria alla periferia di Milano aprendo il fuoco e uccidendo 5 uomini e 3 donne al suo interno. Le prime indagini si indirizzano verso un regolamento di conti in ambiente malavitoso.
domenica 4 novembre 1979 L’ambasciata americana a Teheran viene occupata da studenti iraniani seguaci dell’Ayatollah Khomeini). Reclamano l’estradizione dell’ex scià, ricoverato in una clinica statuinitense. Prendono in ostaggio 65 persone.
lunedì 5 novembre 1979  
martedì 6 novembre 1979  
mercoledì 7 novembre 1979 Debutta a Los Angeles il film “The Rose” con Bette Midler. Il storia è stata costruita sulla vita della cantante Janis Joplin.
giovedì 8 novembre 1979 Il leader del collettivo autonomo del Policlinico di Roma, Daniele Pifano viene arrestato insieme ad un medico e un radiologo dello stesso ospedale nei pressi di Ortona. Vengono trovati in possesso di due lanciamissili terra-aria. Sono missili di proprietà dell’FPLP in transito nel nostro paese. Qualche giorno dopo verrà arrestato il referente palestinese in Italia, Abu Anzeh Saleh che vive a Bologna.
venerdì 9 novembre 1979 A Roma viene ucciso l’agente Michele Granato, in servizio presso la squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di San Lorenzo. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse con un volantino che lo inquadra nella campagna contro gli uomini e gli apparati dell’antiterrorismo.
sabato 10 novembre 1979 A Catania un commando mafioso uccide 3 carabinieri mentre a bordo di una Mercedes trasportano a Bologna Angelo Pavone, detenuto per il sequestro dell’industriale Fava.
domenica 11 novembre 1979  
lunedì 12 novembre 1979 In una violenta esplosione all’interno dello stabilimento Montedison di Priolo in provincia di Siracusa, perdono la vita 3 operai.
martedì 13 novembre 1979  
mercoledì 14 novembre 1979  
giovedì 15 novembre 1979  
venerdì 16 novembre 1979  
sabato 17 novembre 1979 L’Ayatollah Komeini ordina il rilascio di 14 americani (di cui 13 donne) tenuti in ostaggio nell’ambasciata americana a Teheran.
domenica 18 novembre 1979  
lunedì 19 novembre 1979 Il tribunale di Ginevra si dichiara incompetente a pronunciarsi sulla richiesta di libertà provvisoria presentata da Lorenzo Bozano, indagato per il sequestro e l’uccisione di Milena Sutter
martedì 20 novembre 1979 La Mecca, il massimo tempio dell’Islam, è invaso ed occupato da un gruppo di uomini armati. Appartengono ad una setta fanatica musulmana.
mercoledì 21 novembre 1979 A Genova vengono colpiti da un nucleo delle Brigate Rosse Vittorio Battaglini e Mario Tosa, carabinieri in servizio di pattuglia. L’attentato e’ rivendicato con una telefonata e un volantino.
  La folla attacca l’ambasciata americana ad Islamabad in Pakistan, uccidendo 2 persone.
giovedì 22 novembre 1979  
venerdì 23 novembre 1979  
sabato 24 novembre 1979 La “strana coppia” formata da Barbra Streisand e Donna Summer arriva al vertice della classifica dei singoli più venduti negli Stati Uniti con il brano No more tears (Enough is enough). Il produttore e l’artefice del successo è Harold Faltemeyer, un tedesco. La sua storia inizia quando è fattorino in uno studio di registrazione in Germania, ma passa le ore libere con l’équipe di Giorgio Moroder, uno dei protagonisti della rivoluzione tecnologico-musicale di quegli anni. Quando Moroder gli propone di lavorare con lui Harold non ci pensa due volte. Lascia l’impiego fisso e accetta. Nel 1978 segue il maestro a Los Angeles e collabora con lui alla realizzazione di varie colonne sonore. Vivere all’ombra di Moroder, però, non lo soddisfa. Si stacca dal maestro e inizia a camminare da solo producendo l’album Bad girls di Donna Summer, per il quale scrive anche alcune canzoni. Visti i buoni risultati decide di continuare. Geniale e intuitivo si fida più del suo istinto che dei consigli degli esperti. Quando inizia a lavorare alla produzione di Enough is enough lo guardano con scetticismo. In pochi credono alla possibilità di unire due personaggi così diversi come Donna Summer, la regina nera del lato più sexy della discomusic, e Barbra Streisand, la lady della canzone. Il successo gli dà ragione. Nel 1985 comporrà la colonna sonora del film “Beverly Hills Cop” e il suo nome entrerà per la prima volta nelle classifiche di vendita sia con l’album che con il singolo Axel F, un brano strumentale che segnerà la nascita ufficiale dello “stile Faltermayer”. (Gianni Lucini)
domenica 25 novembre 1979  
lunedì 26 novembre 1979  
martedì 27 novembre 1979 A Roma viene ucciso Domenico Taverna, maresciallo comandante della squadra di polizia giudiziaria del Commissariato Appio Nuovo. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse ed inquadrato nella campagna contro gli uomini e gli apparati dell’antiterrorismo.  In un servizio di radio radicale Anna Laura Braghetti viene inclusa nel nucleo di fuoco composto da 10 brigatisti.
  Un gruppo di terroristi di estrema destra fa irruzione a Roma nella sede di un’agenzia di banca e rapina circa cento milioni di lire in valuta italiana ed estera. Tra i rapinatori sono Fernando Del Frà, segretario di una sezione del Msi (Movimento Sociale Italiano) e dipendente della banca, Giuseppe Dimitri e Domenico Magnetta di An (Avanguardia Nazionale), Valerio Fioravanti, Alessandro Alibrandi e Massimo Carminati dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari). Gli assegni internazionali rapinati verranno ceduti dietro compenso a Franco Giuseppucci e Maurizio Abbatino della banda della Magliana. 
mercoledì 28 novembre 1979  
giovedì 29 novembre 1979  
venerdì 30 novembre 1979 Il governo messicano annuncia l’intenzione di revocare la propria ospitalità all’ex scià dell’Iran.
Il gen. Santovito, capo del SISMI, recluta Francesco Pazienza che crea immediatamente l’agenzia Super S, che si occuperà di traffici di capitali riciclati e di contrabbando per conto dei servizi segreti italiani
sabato 1 dicembre 1979 Un nuovo primato della medicina: a Bari il prof. Marinaccio realizza un trapianto di rene in mezz’ora. Il paziente è in ottime condizioni. 
domenica 2 dicembre 1979 L’ex presidente della regione Liguria, Paolo Macchiavelli, viene condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione per “tentata concussione”.
lunedì 3 dicembre 1979 Nella clinica romana dove si trova ricoverato per una grave forma di esaurimento nervoso, si suicida il padre degli “imitatori” italiani, l’attore Alighiero Noschese.
  Durante un concerto del gruppo inglese “The Who” a Cincinnati, 11 spettatori muoiono schiacciati nella calca.
martedì 4 dicembre 1979 Il primo vettore spaziale europeo viene lanciato oggi, è l’Ariane 1.
mercoledì 5 dicembre 1979 L’ente petrolifero di stato dell’Arabia Saudita comunica la sospensione delle forniture all’Italia.
  Come misura di protezione della lira, la Banca d’Italia aumenta il tasso di sconto portandolo dal 12 al 15%.
giovedì 6 dicembre 1979  
venerdì 7 dicembre 1979 A Roma viene ucciso Mariano Romiti, maresciallo comandante della quadra di polizia giudiziaria del Commissariato Centocelle. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse ed inquadrato nella campagna contro gli uomini e gli apparati dell’antiterrorismo.
sabato 8 dicembre 1979  
domenica 9 dicembre 1979 Due bombe esplodono a Roma ferendo 9 persone. L’azione è rivendicata dal movimento di resistenza armena.
lunedì 10 dicembre 1979 A Oslo in Norvegia, Madre Teresa di Calcutta ritira il premio Nobèl per la pace. Il riconoscimento include un aiuto in denaro di 1 milione di corone.
martedì 11 dicembre 1979 Alcuni terroristi di “Prima Linea” sequestrano 190 persone nell’Istituto di amministrazione aziendale di Torino. Tra questi ne scelgono 10 e li feriscono alle gambe.
  Serafino Ferruzzi, il re dei cereali, precipita a Forlì con il suo aereo personale. Insieme a lui perdono la vita altre 4 persone: il pilota, un giornalista e due abitanti (padre e figlia) la villetta su cui precipitò l’aereo.
mercoledì 12 dicembre 1979 184 persone restano ferite in un incidente ferroviario sulla linea circumvesuviana, avvenuto nei pressi di Meta di Sorrento.
giovedì 13 dicembre 1979  
venerdì 14 dicembre 1979 Straordinarie misure antiterrorismo: il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa assume il comando della divisione Pastrengo dei Carabinieri, ed avrà competenza del nord-Italia. Approvate anche nuove norme sul fermo di polizia.
sabato 15 dicembre 1979 La Rai inaugura la terza rete tv, che con una programmazione nazionale e regionale, dovrebbe contrastare il crescente interesse verso le emittenti private.
domenica 16 dicembre 1979  
lunedì 17 dicembre 1979 Mentre sta aspettando l’autobus in una strada di Roma, l’operaio Antonio Leandri viene avvicinato da alcuni terroristi che gli sparano uccidendolo. E’ una vittima sbagliata: come verrà subito accertato i terroristi hanno scambiato Leandri per l’avvocato Giorgio Arcangeli, difensore di molti estremisti di destra e considerato un traditore. Così affermano gli stessi omicidi, catturati poco dopo il delitto. Sono Sergio Calore di ClA (Costruiamo l’Azione), Antonio Proietti, Bruno Mariani e Antonio D’Inzillo. Questi quattro più Valerio Fioravanti, Marco Mario Massimi del Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) e Paolo Signorelli saranno poi condannati. Signorelli verrà assolto in appello.
martedì 18 dicembre 1979 A Teheran, l’ayatollah Moffateh, stretto collaboratore di Khomeini e preside della facoltà di teologia, viene assassinato mentre entra in università.
mercoledì 19 dicembre 1979 Viene deciso un aumento medio del 18,9% delle polizze assicurative.
  Il democristiano Giulio Andreotti ed il socialista Bettino Craxi, vengono interrogati dalla commissione parlamentare che indaga sulle tangenti ENI.
giovedì 20 dicembre 1979  
venerdì 21 dicembre 1979 Fulminea azione dell’antiterrorismo: 16 arresti, tra cui il direttore amministrativo dell’Università Cattolica di Milano, Mauro Borromeo, ed il professore Francesco Gavazzeni.
sabato 22 dicembre 1979  
domenica 23 dicembre 1979  
lunedì 24 dicembre 1979  
martedì 25 dicembre 1979  
mercoledì 26 dicembre 1979  
giovedì 27 dicembre 1979  
venerdì 28 dicembre 1979  
sabato 29 dicembre 1979  
domenica 30 dicembre 1979  
lunedì 31 dicembre 1979  

Le voci riportate giorno per giorno sono in gran parte tratte dalla rete. E’ dunque possibile che alcuni episodi risultino… schierati politicamente, ovvero descritti con una particolare enfasi di parte. Altri sembreranno, a ragione, di segno opposto. Sarà mia cura nel tempo renderli i più asettici e oggettivi possibile, anche se, la passione squilibrata resta comunque una componente irrinunciabile e indiscutibile di quegli anni.

I files della cronologia saranno continuamente aggiornati con modifiche ed integrazioni. Si accettano pertanto suggerimenti e segnalazioni, qualora si riscontrino errori od omissioni.

Per gli “aneddoti” musicali si è copiosamente attinto dal bellissimo blog di Gianni Lucini Rock & Martello.