Cronologia – 1980

martedì 1 gennaio 1980  
mercoledì 2 gennaio 1980  
giovedì 3 gennaio 1980  
venerdì 4 gennaio 1980  
sabato 5 gennaio 1980  
domenica 6 gennaio 1980 Viene assassinato il presidente della regione Sicilia, Piersanti Mattarella. L’omicidio viene attribuito a Giusva Fioravanti e Gilberto Cavallini ingaggiati da Pippo Calò attraverso la Banda della Magliana, vari indizi indicano come mandante la loggia P2
lunedì 7 gennaio 1980  
martedì 8 gennaio 1980 A Milano vengono uccisi mentre sono in perlustrazione su una Fiat Ritmo bianca con targa civile, l’appuntato di polizia Antonio Cestari, l’agente Michele Tatulli e il brigadiere Rocco Santoro, appartenenti ad una squadra della Digos in forza al Commissariato Ticinese di Via Tabacchi. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse – Colonna Walter Alasia con volantini la cui intestazione recita: “Benvenuto al generale Dalla Chiesa”. 
mercoledì 9 gennaio 1980  
giovedì 10 gennaio 1980 Vengono nominati l’ammiraglio Giovanni Torrisi, capo di Stato Maggiore della Difesa e il generale Orazio Giannini comandante della Guardia di Finanza. Entrambi risulteranno membri della loggia P2
venerdì 11 gennaio 1980  
sabato 12 gennaio 1980  
domenica 13 gennaio 1980  
lunedì 14 gennaio 1980  
martedì 15 gennaio 1980  
mercoledì 16 gennaio 1980 Terroristi greci della formazione 17 novembre uccidono il vice capo della Polizia antisommossa Petrou PANDELIS e del suo autista.
giovedì 17 gennaio 1980  
venerdì 18 gennaio 1980  
sabato 19 gennaio 1980 A Mestre (VE) un nucleo delle Brigate Rosse uccide il vicedirettore del Petrolchimico di Porto Marghera Sergio Gori. L’azione, rivendicata con una telefonata ed un volantino, viene messa in relazione alle lotte operaie di Porto Marghera
domenica 20 gennaio 1980  
lunedì 21 gennaio 1980  
martedì 22 gennaio 1980  
mercoledì 23 gennaio 1980  
giovedì 24 gennaio 1980  
venerdì 25 gennaio 1980 A Genova vengono uccisi a bordo di una Fiat 128, l’appuntato dei carabinieri Antonio Casu e il tenente colonnello dei carabinieri Emanuele Tuttobene. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse con una telefonata al Secolo XIX e successivamente con un volantino che inquadra l’attentato nella campagna contro gli uomini e gli apparati dell’antiterrorismo
sabato 26 gennaio 1980  
domenica 27 gennaio 1980  
lunedì 28 gennaio 1980  
martedì 29 gennaio 1980  
mercoledì 30 gennaio 1980  
giovedì 31 gennaio 1980  
Il giudice Carlo Palermo, di Trento, inizia l’inchiesta sui traffici di armi e droga che susciterà immediatamente polemiche e pressioni nei potentati politici, finanziari e giudiziari. Molti degli imputati individuati da Palermo saranno poi coinvolti nelle vicende del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi
venerdì 1 febbraio 1980  
sabato 2 febbraio 1980  
domenica 3 febbraio 1980  
lunedì 4 febbraio 1980  
martedì 5 febbraio 1980  
mercoledì 6 febbraio 1980 Viene approvato il decreto Cossiga antiterrorismo che prevede fra l’altro misure premiali per i “pentiti” e le perquisizioni di caseggiato senza autorizzazione della magistratura. Per far approvare il decreto il governo pone la questione di fiducia che viene votata anche dal PCI
  Il carabiniere Maurizio Arnesano, di diciannove anni, è ucciso a Roma dai terroristi neri dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari)
giovedì 7 febbraio 1980 I Pink Floyd iniziano alla Sports Arena di Los Angeles un tour promozionale per l’album The wall mettendo in scena uno dei più singolari show della storia del rock. Il gruppo intende stupire tutti soprattutto dopo le perplessità avanzata da qualche critico sulla narrazione dell’album, ritenuta un po’ troppo figlia dell’esasperazione dei concept degli anni Settanta. Il personaggio principale di The wall è Pink, una rock star frustrata destinata a trasformarsi in un sinistro simbolo di oppressione sociale. I critici più scettici sostengono che la carica di simbolismi e presagi profetici che contiene finirà per soffocarne i contenuti. Nonostante scettici e detrattori l’album ha un grande successo. Convinto delle sue idee il gruppo pensa di lasciare un segno anche dal vivo. Il momento più eclatante si ha quando, nel corso dell’esibizione, i tecnici occupano a grappoli la scena e costruiscono un enorme muro che, a poco a poco sale fino a nascondere alla vista degli spettatori i musicisti. Quando il muro è completo sale sul palco un gruppo di sosia dei Pink Floyd, mentre i veri componenti della band continua a suonare nascosta dal muro. Al culmine dell’esibizione il muro crolla e il gruppo riappare suonando, però, strumenti acustici. Nel corso dello show, inoltre, il palco si popola di giganteschi personaggi gonfiabili progettati da Gerald Scarfe. (Gianni Lucini)
  Prende il via il Festival di Sanremo. È l’anno del trentennale di questa manifestazione, data più volte per morta, e che miracolosamente sembra, invece, suscitare nuovi interessi. Alla rassegna partecipano, accanto ai nomi affermati di Bobby Solo, Gianni Morandi o Peppino Di Capri, i nuovi protagonisti della musica leggera italiana di quel periodo, da Toto Cutugno a Pupo, al graffiante e ironico cantautore Stefano Rosso. Tra i debuttanti particolare interesse suscitano i Decibel, un gruppo proveniente dalle file del punk milanese, il cui cantante, un ossigenato e biondissimo Enrico Ruggeri, è destinato a segnare profondamente la storia della canzone italiana a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta. L’evento più significativo è, però, la presenza sul palcoscenico, nelle vesti di presentatore, di uno scatenato e straripante Roberto Benigni, affiancato da Olimpia Carlisi e da Claudio Cecchetto. Il comico toscano fa scalpore per la sua conduzione del tutto fuori dall’ordinario e riesce anche a collezionare una denuncia da parte di un gruppo integralista cattolico per l’epiteto “Wojtilaccio”, rivolto al Papa. Il vincitore dell’edizione del trentennale è Toto Cutugno, l’ex leader degli Albatros, che conferma il suo buon momento con il brano Solo noi, seguito da un sorprendente Enzo Malepasso con Ti voglio bene e da Pupo con Su di noi.
venerdì 8 febbraio 1980  
sabato 9 febbraio 1980  
domenica 10 febbraio 1980  
lunedì 11 febbraio 1980  
martedì 12 febbraio 1980 A Roma viene ucciso al termine di una sua lezione Vittorio Bachelet, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, docente di diritto amministrativo alla facolta’ di Scienze Politiche dell’universita’ di Roma. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse in riferimento al suo ruolo nel Consiglio Superiore della Magistratura, con un volantino inviato alla sede romana dell’Ansa e del quotidiano Il Giornale d’Italia. A sparare la brigatista Anna Laura Braghetti.
mercoledì 13 febbraio 1980  
giovedì 14 febbraio 1980  
venerdì 15 febbraio 1980  
sabato 16 febbraio 1980  
domenica 17 febbraio 1980  
lunedì 18 febbraio 1980 Vengono arrestati i brigatisti Rocco Micaletto e Patrizio Peci. Il secondo inizia a collaborare con le forze dell’ordine e le sue rivelazioni saranno determinanti per smantellare l’organizzazione terroristica.
martedì 19 febbraio 1980  
mercoledì 20 febbraio 1980 Muore Bon Scott, il cantante degli AC/DC in circostanze che hanno dell’incredibile. Tutto comincia il giorno prima quando, insieme al suo il musicista amico musicista Alistair Kennear se ne va al Music Machine di Camden Town per passare alcune ore ascoltando musica. Il programma del locale prevede l’esibizione dei Protex e dei Tendies. Bon scott accompagna l’ascolto con grandi libagioni. Verso sera, quando è ora di tornare a casa, è ubriaco fradicio. Alistair Kennear lo aiuta a salire sulla sua automobile e si avvia verso casa. Arrivato a destinazione cerca inutilmente di svegliare l’amico. Bon Scott reagisce a grugniti e Kennear decide allora di lasciarlo dormire nell’auto. Alla mattina scende, va alla sua auto, chiama e scuote il dormiglione, ma Scott non risponde e non dà alcun segno di vita. Alistair Kennear capisce che c’è qualcosa che non va. Si mette alla guida e corre verso il King’s College Hospital. Qui, purtroppo, i medici non possono far altro che constatare la morte del trentaquattrenne cantante degli AC/DC. L’inchiesta condotta dalla polizia appurerà poi che la causa della morte è da ricercare nella combinazione tra il freddo della notte e i postumi della sbronza presa al Music Machine. (Gianni Lucini)
giovedì 21 febbraio 1980  
venerdì 22 febbraio 1980 I NAR uccidono a Roma lo studente Valerio Verbano
sabato 23 febbraio 1980  
domenica 24 febbraio 1980  
lunedì 25 febbraio 1980  
martedì 26 febbraio 1980  
mercoledì 27 febbraio 1980  
giovedì 28 febbraio 1980  
sabato 1 marzo 1980  
domenica 2 marzo 1980  
lunedì 3 marzo 1980  
martedì 4 marzo 1980  
mercoledì 5 marzo 1980 Flaminio Piccoli viene nominato segretario della DC. Succede a Benigno Zaccagnini.
giovedì 6 marzo 1980  
venerdì 7 marzo 1980 Avviene una rapina a una gioielleria viene messa a segno a Trieste da Valerio Fioravanti e da Gilberto Cavallini, dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari). Gli oggetti preziosi rapinati saranno poi ceduti ad Angelo Manfrin.
sabato 8 marzo 1980  
domenica 9 marzo 1980  
lunedì 10 marzo 1980  
martedì 11 marzo 1980  
mercoledì 12 marzo 1980  
giovedì 13 marzo 1980  
venerdì 14 marzo 1980  
sabato 15 marzo 1980  
domenica 16 marzo 1980  
lunedì 17 marzo 1980  
martedì 18 marzo 1980 A Roma, su un bus dell’Atac, alla fermata di via Ruggero di Lauria, viene ucciso il magistrato Girolamo Minervini, consigliere della Corte di Cassazione, capo della segreteria degli Istituti di prevenzione e pena del ministero di Grazia e Giustizia. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse che lo inquadrano nell’intervento contro le carceri speciali
mercoledì 19 marzo 1980  
giovedì 20 marzo 1980  
venerdì 21 marzo 1980  
sabato 22 marzo 1980  
domenica 23 marzo 1980  
lunedì 24 marzo 1980  
martedì 25 marzo 1980 A San Salvador il vescovo Oscar Romero, oppositore del regime di destra, viene ucciso mentre officia la Messa.
mercoledì 26 marzo 1980  
giovedì 27 marzo 1980  
venerdì 28 marzo 1980  
sabato 29 marzo 1980  
domenica 30 marzo 1980 Con una scusa una ragazza si fa aprire il cancello del Distretto Militare di Padova, dietro di lei entra un gruppo di terroristi. Ferito con un colpo di pistola il sergente Gabriele Sisto saccheggiano l’armeria andandosene con un furgoncino su cui hanno caricato mitragliatori, fucili semiautomatici e munizioni dopo avere tracciato sui muri il simbolo delle Br (Brigate Rosse). Ma poco dopo il furgoncino resta imbottigliato nel traffico e i terroristi fuggono abbandonando le armi. La rapina è opera dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari). La ragazza è Francesca Mambro, a guidare il furgoncino è Gilberto Cavallini, tra i terroristi che hanno fatto irruzione è anche Valerio Fioravanti. Suo fratello Cristiano racconterà che le informazioni necessarie sono state fornite da Franco Giomo, dirigente nazionale del Msi (Movimento Sociale Italiano). 
lunedì 31 marzo 1980  
martedì 1 aprile 1980  
mercoledì 2 aprile 1980  
giovedì 3 aprile 1980  
venerdì 4 aprile 1980  
sabato 5 aprile 1980  
domenica 6 aprile 1980  
lunedì 7 aprile 1980  
martedì 8 aprile 1980  
mercoledì 9 aprile 1980  
giovedì 10 aprile 1980  
venerdì 11 aprile 1980  
sabato 12 aprile 1980  
domenica 13 aprile 1980  
lunedì 14 aprile 1980  
martedì 15 aprile 1980 A 75 anni, muore a Parigi lo scrittore e filosofo Jean Paul Sartre.
mercoledì 16 aprile 1980  
giovedì 17 aprile 1980  
venerdì 18 aprile 1980  
sabato 19 aprile 1980  
domenica 20 aprile 1980  
lunedì 21 aprile 1980 Prima puntata di Mixer, rotocalco di attualità politica, culturale e di spettacolo. All’interno del programma diventerà celebre la sezione dedicata ai Faccia a Faccia, interviste curate da Giovanni Minoli.
martedì 22 aprile 1980  
mercoledì 23 aprile 1980  
giovedì 24 aprile 1980  
venerdì 25 aprile 1980  
sabato 26 aprile 1980  
domenica 27 aprile 1980  
lunedì 28 aprile 1980  
martedì 29 aprile 1980 A Torino è arrestato uno dei fondatori di Prima Linea, Roberto Sandalo. Il suo pentimento porta alla cattura di decine di militanti dell’organizzazione.
  A 81 anni, muore a Los Angeles il regista Alfred Hitchcock.
mercoledì 30 aprile 1980  
giovedì 1 maggio 1980  
venerdì 2 maggio 1980  
sabato 3 maggio 1980  
domenica 4 maggio 1980 A 88 anni, muore a Lubiana il maresciallo Tito.
lunedì 5 maggio 1980  
martedì 6 maggio 1980  
mercoledì 7 maggio 1980  
giovedì 8 maggio 1980  
venerdì 9 maggio 1980  
sabato 10 maggio 1980  
domenica 11 maggio 1980  
lunedì 12 maggio 1980 A Mestre (VE) viene ucciso bloccando la sua auto, il vice questore e dirigente della Digos, Alfredo Albanese. L’attentato viene rivendicato con un volantino dalle Brigate Rosse
martedì 13 maggio 1980  
mercoledì 14 maggio 1980  
giovedì 15 maggio 1980  
venerdì 16 maggio 1980  
sabato 17 maggio 1980 Gli Echo & The Bunnymen entrano per la prima volta nella classifica britannica dei dischi più venduti con il singolo Rescue. È il primo consistente risultato di una delle formazioni più attive della new wawe d’oltremanica. La band nasce attorno alla carismatica personalità del cantante Ian McCulloch, protagonista, nella seconda metà degli anni Settanta, della scena musicale della zona di Liverpool prima come solista e poi come componente dei Crucial Three, una band che comprende, oltre a lui, Pete Wyllie e Julian Cope. Dopo una brevissima esperienza con gli A Shallow Madness, nel 1978 dà vita agli Echo & The Bunnymen con il chitarrista Will Sergeant e il bassista Les Pattinson. Il nuovo gruppo fa il suo debutto su vinile con il singolo autoprodotto Pictures on my wall che attira l’attenzione dei talent scout della WEA Records. Il loro primo contratto discografico coincide con l’arrivo del batterista Pete de Freitas. Il buon successo del singolo Rescue fa da traino all’album Crocodiles e in breve tempo li impone tra i maggiori protagonisti della nuova avanguardia psichedelica britannica che, sia pur con varie differenze, si ritrova nella generica definizione di new wawe. Tra il 1983 e il 1984 toccano l’apice del successo con singoli come The cutter o The killing moon e album come Porcupine o Ocean rain. Parallelamente all’attività del gruppo ciascun componente sviluppa progetti personali. Nel 1983 il chitarrista Will Sergeant pubblica l’album Themes for grind e l’anno dopo McCulloch entusiasma la critica con una versione di The september song di Kurt Weill. Verso la metà degli anni Ottanta si avvertono i primi segni di stanchezza nella vita della band. All’inizio del 1986 Pete de Freitas se ne va sbattendo la porta e viene sostituito per qualche mese da Mark Fox, ex batterista degli Haircut One Hundred. Il ritorno di Freitas e la pubblicazione dell’album Echo and The Bunnymen non sciolgono gli interrogativi sul destino del gruppo che nel 1988 si produce in una versione di People are strange dei Doors, inserito nella colonna sonora del film “Ragazzi perduti”. L’uscita di Ian McCulloch e la morte di Freitas in un incidente stradale chiudono, di fatto, la storia della band, anche se i componenti superstiti continueranno a tenerne in vita il nome. (Gianni Lucini)
domenica 18 maggio 1980 Alla vigilia del primo tour statunitense della sua band, Ian Curtis, il cantante dei Joy Division, si impicca nella sua abitazione di Manchester. La crisi del suo matrimonio e, soprattutto, i primi chiari ed evidenti sintomi di un’epilessia progressiva hanno minato la sua voglia di vivere. In casa viene ritrovato un biglietto scritto qualche giorno prima sul quale il cantante ha vergato di suo pugno una frase che assume il valore di un addio: «In questo momento desidero essere morto. Non ce la faccio più». Con la fine del “leader dal cuore fragile”, come viene definito Ian Curtis in uno dei tanti articoli postumi scritti su di lui, si chiude la storia dei Joy Division, una delle band simbolo del post punk inglese degli anni Settanta. L’avventura inizia a Manchester nel 1976, quando tre compagni di scuola, il chitarrista Bernard Dickin detto anche Bernard Albrecht o Bernard Sumner, il bassista Peter Hook e il batterista Terry Mason formano gli Stiff Kittens. Dopo il debutto all’Electric Circuit di Manchester ai tre si aggiunge Ian Curtis, un giovane assistente sociale di Macclesfield. Il suo stile vocale e i suoi testi saranno fondamentali per il salto di qualità della band. Dopo aver cambiato nome in Warsaw, sostituiscono Terry Mason con il batterista Steve Morris, concittadino di Ian Curtis e, alla fine, accettano la proposta dello stesso Curtis e assumono il nome definitivo di Joy Division. La scelta non è casuale, visto il loro impegno antifascista. Il nome infatti è lo stesso dato dai nazisti agli spazi dei campi di concentramento destinati alla prostituzione delle detenute. Un paio di dischi prodotti dalle etichette indipendenti precedono il debutto radiofonico della band nella popolarissima “John Peel session” su Radio One il 31 gennaio 1979. Nell’estate dello stesso anno, l’album Unknown pleasures arriva al primo posto delle classifiche indipendenti inglesi. Il 1979 si conclude con la seconda “John Peel session” e con la pubblicazione del singolo Transmission. Il suicidio di Curtis trasforma la band in un mito. Nonostante le offerte i tre membri superstiti non ne prolungheranno la storia per rispetto della memoria del loro leader e, con l’aggiunta del tastierista e cantante Gillian Gilbert, ne continueranno il discorso assumendo la denominazione di New Order. (Gianni Lucini)
  La sentenza per il calcio scommesse retrocede d’ufficio in serie B Milan e Lazio, comminando inoltre diverse squalifiche e radiazioni.
lunedì 19 maggio 1980 A Napoli viene ucciso l’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione Economica, Pino Amato, della DC. Il gruppo di fuoco composto da 4 brigatisti (Bruno Seghetti, Maria Teresa Romeo, Salvatore Colonna e Luca Nicolotti) viene catturato dopo un inseguimento per le strade della citta’. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse, nel quadro della campagna contro la DC, con una telefonata anonima il 26 maggio 1980 che indicava il luogo dove trovare un volantino. Un ulteriore volantino perveniva alla redazione de “Il Mattino” il 3 giugno 1980. Con questo attentato nasce ufficialmente la colonna di Napoli
martedì 20 maggio 1980 L’Italia decide di partecipare alle Olimpiadi di Mosca, scegliendo tuttavia di non sfilare con la bandiera nazionale per protestare contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan.
mercoledì 21 maggio 1980  
giovedì 22 maggio 1980  
venerdì 23 maggio 1980  
sabato 24 maggio 1980  
domenica 25 maggio 1980  
lunedì 26 maggio 1980  
martedì 27 maggio 1980  
mercoledì 28 maggio 1980 Una pattuglia di agenti in servizio davanti liceo Giulio Cesare di Roma viene fatta bersaglio di una sparatoria dai terroristi dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) Valerio Fioravanti, Giorgio Vale, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini. Ucciso l’agente Franco Evangelista (Serpico) e ferito il suo collega Giuseppe Manfreda.
  A Milano, la Brigata XXVIII marzo uccide l’inviato del Corriere della Sera Walter Tobagi.
giovedì 29 maggio 1980  
venerdì 30 maggio 1980  
sabato 31 maggio 1980 Arriva al vertice della classifica dei singoli più venduti negli Stati Uniti un brano intitolato Funkytown. Si tratta di musica di facile ascolto, dalla chiara impronta dance, ma che non nasconde alcune originali soluzioni sonore di derivazione jazz. Lo interpreta una band sconosciuta che risponde al nome di Lipps Inc. Sull’onda del successo del singolo il gruppo entra in classifica anche con l’album Mouth to mouth. Parallelamente al successo cresce anche la curiosità su quale sia l’identità degli esecutori. Nessuno tra gli addetti ai lavori ha, infatti, sentito mai parlare dei Lipps Inc. C’è chi ipotizza che si tratti dell’escursione commerciale di un gruppetto di artisti jazz. Una vaga biografia del gruppo diffusa frettolosamente dall’ufficio stampa della loro etichetta non fuga i dubbi di chi sospetta che si tratti dell’ennesimo “gruppo fantasma” costruito a tavolino. Alla fine il mistero viene svelato. I Lipps Inc. non esistono. Dietro quella sigla si nasconde un progetto musicale ideato dell’autore e produttore Steven Greenberg. Lui è tutto il gruppo. Ha scritto di suo pugno Funkytown e gran parte dei brani dell’album ma non si è fermato lì. Con una serie di accurate sovraincisioni ha partecipato direttamente alla realizzazione del disco cantando, suonando il sintetizzatore, la batteria e il basso. Il resto delle parti musicali è stato eseguito da vari musicisti di studio di formazione jazz e la voce solista è stata prestata dalla cantante Cynthia Johnson che ha anche provveduto a registrare su tonalità diverse quasi tutti i cori delle canzoni. La rivelazione finisce per accrescere l’interesse e la curiosità intorno al lavoro del Lipps Inc. Steven Greenberg pubblicherà altri due album con quella sigla e centrerà ancora un paio di successi con brani come una personalissima e originale versione di Howlong, una canzone di Paul Carrack degli Ace e Designer music. Poi, stanco del giocattolo, passerà ad altri progetti. (Gianni Lucini)
domenica 1 giugno 1980  
lunedì 2 giugno 1980  
martedì 3 giugno 1980  
mercoledì 4 giugno 1980  
giovedì 5 giugno 1980  
venerdì 6 giugno 1980  
sabato 7 giugno 1980  
domenica 8 giugno 1980  
lunedì 9 giugno 1980  
martedì 10 giugno 1980  
mercoledì 11 giugno 1980  
giovedì 12 giugno 1980  
venerdì 13 giugno 1980 Michele Sindona viene arrestato a New York e condannato a 25 anni per il fallimento della Franklin Bank. Un mese dopo viene indiziato anche per l’omicidio Ambrosoli.
sabato 14 giugno 1980  
domenica 15 giugno 1980  
lunedì 16 giugno 1980  
martedì 17 giugno 1980  
mercoledì 18 giugno 1980 A New York viene proiettato per la prima volta in pubblico il film “The blues brothers”, una commedia musicale che ha per protagonisti John Belushi e Dan Aykroyd. Il film, che racconta le avventure dei fratelli Jack ed Elwood Blues alla ricerca di fondi per salvare dalla chiusura l’orfanotrofio nel quale sono stati allevati, riporta all’attenzione del pubblico di tutto il mondo un genere, come il blues, che sembrava definitivamente oscurato dall’avvento delle nuove mode musicali. Del cast fanno parte alcuni ‘mostri sacri’ della storia della musica internazionale come Aretha Franklin, Ray Charles, James Brown, John Lee Hooker e Cab Calloway.
giovedì 19 giugno 1980  
venerdì 20 giugno 1980  
sabato 21 giugno 1980  
domenica 22 giugno 1980  
lunedì 23 giugno 1980 In viale Jonio a Roma, alle 8 del mattino il sostituto procuratore Mario Amato, titolare di inchieste sull’eversione neofascista, è in attesa dell’autobus per recarsi in ufficio. Alle sue spalle si avvicina Gilberto Cavallini, sceso da una moto guidata da Luigi Ciavardini, che gli spara un colpo di pistola alla nuca uccidendolo all’istante. L’attentato viene rivendicato dai Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) con un volantino alla cui stesura hanno collaborato anche Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.
martedì 24 giugno 1980  
mercoledì 25 giugno 1980  
giovedì 26 giugno 1980  
venerdì 27 giugno 1980 Alle 20,58 esplode in volo, nelle vicinanze di Ustica, il DC9 Itavia diretto da Bologna a Palermo. 81 persone rimangono uccise. Inizialmente le indagini si orientano verso un cedimento strutturale del velivolo, e l’Itavia verrà fatta fallire. Poi si accredita la tesi della bomba esplosa a bordo e solo dopo molti anni si inizia a indagare in merito alla possibilità che l’aereo sia stato abbattuto da un missile. Molti saranno i tentativi di depistaggio nel corso delle indagini
  A Milano si tiene l’atteso concerto di Bob Marley. Da giorni si teme la presenza organizzata degli “autoriduttori”, gruppi di ragazzi che contestano il costo dei biglietti d’ingresso e tentano di entrare gratis la cui consistenza ha messo in difficoltà più di un servizio d’ordine. Per questo gli organizzatori del concerto si sono rivolti a un gruppo che a Milano ha fatto della sua capacità di “tenere la piazza” una delle caratteristiche principali: il Servizio d’Ordine dell’MLS, il Movimento Lavoratori per il Socialismo, erede dello storico Movimento Studentesco della Statale. La scelta crea non poche polemiche perché è la prima volta che un gruppo politico accetta di mettere il proprio servizio d’ordine a disposizione di un evento “privato”. A destra c’è chi sostiene che si tratti, nei fatti, di una sorta di “legittimazione” di un gruppo “paramilitare e violento erede dei Katanga sessantottini”. Non mancano però anche le critiche “da sinistra” per questa sorta di “mercificazione” della militanza. Incurante delle polemiche il servizio d’ordine intorno allo stadio è operativo fin dalla mattinata del 27 giugno. Sono circa cinquecento le persone impegnate, in gran parte militanti dell’MLS affiancati da qualche gruppo di “merce nera”, come vengono chiamati i volontari non politicizzati. Gli autoriduttori si sono dati appuntamento attraverso un volantinaggio a tappeto in una delle vie laterali allo stadio. Alle 17 arrivano le prime note della lunga kermesse musicale aperta dal bluesman Roberto Ciotti. Intorno alle 19, quando nel catino di San Siro inizia a suonare l’Average White Band, il gruppo degli autoriduttori fronteggia il cordone esterno del servizio d’ordine lanciando qualche slogan e molti insulti. Il primo assalto parte un’ora e mezza dopo e l’obiettivo è il cancello n. 23 dello stadio, che non può essere chiuso perché lesionato da mani ignote la notte precedente. Lo scontro con il servizio d’ordine è breve e violento e gli autoriduttori sono costretti a ritirarsi un po’ pesti. Maggior successo ha il tentativo delle 20.45 quando un centinaio di giovani arriva di corsa e si arrampica lungo le inferriate di recinzione dello stadio dal lato di Via Piccolomini, usando come piattaforma una FIAT 127 blu parcheggiata proprio lì dall’incauto proprietario per la felicità di uno dei tanti carrozzieri del capoluogo lombardo. Mezz’ora dopo arriva sul palco Bob Marley e da quel momento la cronaca lascia spazio alla musica. (Gianni Lucini)
sabato 28 giugno 1980  
domenica 29 giugno 1980  
lunedì 30 giugno 1980  
martedì 1 luglio 1980  
mercoledì 2 luglio 1980  
giovedì 3 luglio 1980  
venerdì 4 luglio 1980 La Procura di Milano ritira il passaporto a Roberto Calvi, gli verrà però celermente restituito a Settembre
sabato 5 luglio 1980 Björn Borg batte John McEnroe 8-6 al quinto set, aggiudicandosi per il quinto anno consecutivo il torneo di Wimbledon.
domenica 6 luglio 1980  
lunedì 7 luglio 1980  
martedì 8 luglio 1980  
mercoledì 9 luglio 1980  
giovedì 10 luglio 1980  
venerdì 11 luglio 1980  
sabato 12 luglio 1980 Sindona è indiziato di reato per l’omicidio Ambrosoli 
domenica 13 luglio 1980  
lunedì 14 luglio 1980  
martedì 15 luglio 1980  
mercoledì 16 luglio 1980 A Castel Camponeschi, in provincia di L’Aquila, si svolge il terzo “Campo Hobbit”, nome ispirato ai romanzi di Tolkien. L’idea è di Pino Rauti e vi partecipano circa 2000 neofascisti.
giovedì 17 luglio 1980  
venerdì 18 luglio 1980 Sui monti della Sila vengono trovati i resti di un Mig 23 libico: sulla data della caduta dell’aereo rimangono forti dubbi e si ipotizza che possa coincidere con quella della strage di Ustica.
sabato 19 luglio 1980 Prende il via a Mosca l’Olimpiade boicottata dagli USA e da altri paesi occidentali come protesta all’invasione sovietica dell’Afghanistan.
domenica 20 luglio 1980  
lunedì 21 luglio 1980  
martedì 22 luglio 1980  
mercoledì 23 luglio 1980  
giovedì 24 luglio 1980  
venerdì 25 luglio 1980  
sabato 26 luglio 1980  
domenica 27 luglio 1980  
lunedì 28 luglio 1980  
martedì 29 luglio 1980  
mercoledì 30 luglio 1980 Viene evitata solo per caso una strage a Milano per l’esplosione di una autobomba davanti a Palazzo Marino, sede del Consiglio comunale
giovedì 31 luglio 1980  
venerdì 1 agosto 1980  
sabato 2 agosto 1980 Strage alla stazione di Bologna. 85 morti e 200 feriti. La carica di tritolo collocata in una borsa era stata lasciata nella sala d’aspetto di seconda classe.
domenica 3 agosto 1980  
lunedì 4 agosto 1980  
martedì 5 agosto 1980 Un gruppo di terroristi rapina un’armeria a Roma impossessandosi, tra l’altro, di 63 pistole, 1300 cartuccie e 24 paia di manette. Rivendicano i Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari), Nucleo Zeppelin. Ammetteranno la rapina Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, quest’ultimo chiamerà in correità Giorgio Vale, Stefano Soderini, Pasquale Belsito e Gilberto Cavallini. 
mercoledì 6 agosto 1980 Il Procuratore capo della Repubblica di Palermo, Gaetano Costa viene assassinato a Palermo. Le successive indagini individuano solo il “palo” dell’operazione: Salvatore Inzerillo . Costa stava tentando di risalire attraverso gli intrecci societari e bancari ai soci occulti dei clan mafiosi degli Spatola, degli Inzerillo, dei Gambino e dei Bontate, legati a Michele Sindona, alla P2 e alla mafia americana. Il colonnello della Guardia di Finanza, Marino Pascucci, esecutore materiale delle indagini volute da Costa immediatamente dopo l’omicidio del magistrato viene rimosso dal suo incarico
giovedì 7 agosto 1980  
venerdì 8 agosto 1980 Muore in un incidente automobilistico, il comandante della base aerea di Grasseto e del centro radar di Poggio Ballone. E’ il primo di una serie di strani incidenti legati all’abbattimento del DC9 abbattuto ad Ustica
sabato 9 agosto 1980  
domenica 10 agosto 1980  
lunedì 11 agosto 1980  
martedì 12 agosto 1980  
mercoledì 13 agosto 1980  
giovedì 14 agosto 1980  
venerdì 15 agosto 1980  
sabato 16 agosto 1980  
domenica 17 agosto 1980  
lunedì 18 agosto 1980  
martedì 19 agosto 1980  
mercoledì 20 agosto 1980  
giovedì 21 agosto 1980  
venerdì 22 agosto 1980  
sabato 23 agosto 1980  
domenica 24 agosto 1980  
lunedì 25 agosto 1980  
martedì 26 agosto 1980  
mercoledì 27 agosto 1980  
giovedì 28 agosto 1980 Aldo Semerari, il criminologo fascista iscritto alla P2, viene arrestato nell’ambito delle indagini sulla strage di Bologna
venerdì 29 agosto 1980  
sabato 30 agosto 1980  
domenica 31 agosto 1980  
lunedì 1 settembre 1980  
martedì 2 settembre 1980  
mercoledì 3 settembre 1980  
giovedì 4 settembre 1980  
venerdì 5 settembre 1980  
sabato 6 settembre 1980  
domenica 7 settembre 1980  
lunedì 8 settembre 1980  
martedì 9 settembre 1980 A Roma viene ucciso con tre colpi di pistola alla testa Francesco Mangiameli (Ciccio), dirigente dell’oganizzazione di estrema destra Tp (Terza Posizione). Il cadavere, zavorrato e gettato in un laghetto, riaffiorerà due giorni dopo rivelando il delitto. A compierlo sono i fratelli Valerio Fioravanti e Cristiano Fioravanti, Giorgio Vale e Francesca Mambro dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari). Non confesseranno mai la vera motivazione del crimine. Si dice che mangiameli volesse fare rivelazioni circa la strage alla stazione di Bologna.
  Va in onda sulla Rete 3 la prima puntata del “Processo del Lunedì” di Aldo Biscardi che segna la nascita del calcio parlato.
mercoledì 10 settembre 1980  
giovedì 11 settembre 1980  
venerdì 12 settembre 1980  
sabato 13 settembre 1980 Viene ucciso a Roma Franco Giuseppucci, detto “Er Negro”, capo della banda della Magliana
domenica 14 settembre 1980  
lunedì 15 settembre 1980  
martedì 16 settembre 1980  
mercoledì 17 settembre 1980  
giovedì 18 settembre 1980  
venerdì 19 settembre 1980  
sabato 20 settembre 1980  
domenica 21 settembre 1980 La mattina del 21 settembre 1980 Bob Marley è a New York, dove la sera prima si è esibito al Madison Square Garden. Sua moglie Rita gli chiede di accompagnarla, come ogni giorno, a una funzione nella Chiesa Ortodossa d’Etiopia della città, ma Bob risponde che non se la sente. Non sta bene. Si sente strano e molto confuso. Deciso a scuotersi dallo strano torpore che lo opprime chiede a un gruppo di tecnici e compagni di tournée di accompagnarlo a fare un po’ di jogging nel Central Park. Sta correndo da qualche minuto quando, improvvisamente, cade a terra privo di sensi. Soccorso dagli amici che lo stanno accompagnando si riprende ma è profondamente turbato e sente il collo irrigidirsi in una posizione innaturale. Viene visitato da un’équipe medica che gli diagnostica quello che probabilmente Bob intuiva già da tempo: il suo cervello è stato aggredito da una massa tumorale. I medici sono ugualmente spietati per quel che riguarda la probabile evoluzione della malattia: la sua speranza massima di vita è di tre settimane. Marley accoglie in silenzio la sentenza. Non fa commenti e decide di continuare il tour statunitense e di partire ugualmente per Pittsburg dove è programma il concerto successivo a quello di New York. Quando Rita viene a conoscenza della sua condizione cerca in tutti i modi di impedire l’esibizione, ma invano. Nonostante il dolore Bob resterà sul palco per un’ora e mezza. Le sue condizioni di salute peggioreranno rapidamente tanto da vincerne anche la cocciuta determinazione ad andare avanti. Il tour verrà sospeso con un comunicato stampa che attribuirà la cancellazione delle date restanti a un non meglio precisato “stato d’esaurimento” di Bob Marley. Da quel momento inizierà una solitaria battaglia contro la morte fidando quasi esclusivamente sulla sua volontà e sulle risorse interiori di cui dispone. Smentirà le previsioni dei medici che gli avevano dato solo tre settimane di vita, ma non ce la farà a sconfiggere la malattia. (Gianni Lucini)
lunedì 22 settembre 1980 L’Iraq invade l’Iran: inizia una guerra che segnerà l’intero decennio.
  A Danzica, Lech Walesa e altri lavoratori fondano il sindacato libero polacco Solidarno??.
martedì 23 settembre 1980  
mercoledì 24 settembre 1980  
giovedì 25 settembre 1980  
venerdì 26 settembre 1980  
sabato 27 settembre 1980  
domenica 28 settembre 1980  
lunedì 29 settembre 1980  
martedì 30 settembre 1980  
mercoledì 1 ottobre 1980  
giovedì 2 ottobre 1980  
venerdì 3 ottobre 1980  
sabato 4 ottobre 1980  
domenica 5 ottobre 1980  
lunedì 6 ottobre 1980  
martedì 7 ottobre 1980  
mercoledì 8 ottobre 1980  
giovedì 9 ottobre 1980  
venerdì 10 ottobre 1980  
sabato 11 ottobre 1980  
domenica 12 ottobre 1980  
lunedì 13 ottobre 1980  
martedì 14 ottobre 1980 Manifestazione di lavoratori e quadri a Torino in contrapposizione alle politiche del sindacato. E’ la cosiddetta “marcia dei 40.000″.
mercoledì 15 ottobre 1980  
giovedì 16 ottobre 1980  
venerdì 17 ottobre 1980  
sabato 18 ottobre 1980  
domenica 19 ottobre 1980  
lunedì 20 ottobre 1980 L’inchiesta condotta dal sostituto procuratore della Repubblica Claudio Vitalone sul tentato colpo di Stato organizzato da Junio Valerio Borghese nel 1970 si conclude con un decreto di archiviazione
martedì 21 ottobre 1980  
mercoledì 22 ottobre 1980  
giovedì 23 ottobre 1980  
venerdì 24 ottobre 1980 Nell’ambito dell’inchiesta relativa allo scandalo dei petroli, il giudice istruttore di Torino spicca mandati di cattura a carico dell’ex comandante della Guardia di Finanza, Raffaele Giudice, e del suo Capo di Stato Maggiore Donato Lo Prete. Entrambi risulteranno appartenere alla loggia P2 
sabato 25 ottobre 1980  
domenica 26 ottobre 1980  
lunedì 27 ottobre 1980  
martedì 28 ottobre 1980  
mercoledì 29 ottobre 1980 Nel piccolo villaggio di Saint-Gély-du-Fesc, tra Séte e Montpellier muore Georges Brassens, un artista unico, un orso dotato di una genialità e un’ironia senza pari, scorbutico al punto da spaventare anche Fabrizio De André. Si racconta, infatti che il cantautore genovese, nonostante le parole di apprezzamento dello chansonnier per le versioni italiane delle sue canzoni da lui curate, non ha mai voluto incontrarlo temendo il suo brutto carattere. Nessuno può sapere se e quanto ci sia di vero in questa storia è vera ma non importa perchè certe storie hanno ragione d’esistere indipendentemente dalla loro veridicità. Aneddoti a parte Georges Brassens non ha mai avuto un bel carattere e il suo modo di scrivere canzoni non è differente dalla sua brusca capacità di relazione con il mondo. Mette al centro delle cure la parola. Come un artigiano perennemente insoddisfatto, la lima, la aggiusta, la adatta e quando non è convinto la sostituisce. Il risultato è una scrittura matematica che attraverso architetture ardite sviluppa un linguaggio raffinato con un rigore formale che non ammette deroghe. I suoi versi sono una costruzione perfetta, precisa come un orologio svizzero, complessa e insieme così semplice da poter essere cantati in coro dai liceali di buona famiglia come dagli avventori delle osterie o dai bambini. In questa fusione tra semplicità dei concetti e ricerca della perfezione formale c’è il segreto della grandezza e della longevità di Brassens. È il miracolo di quel coacervo di sentimenti, emozioni e passioni che l’umanità chiama da sempre poesia. Il suo non è il gioco dell’enigmista, l’esercizio senza scopo del letterato innamorato della propria cultura e delle proprie parole. In lui la poesia è forma ma anche sostanza. Le sue canzoni, pur attraversate da una febbrile tensione morale, si abbeverano alle sorgenti inesauribili dell’ironia e di quella capacità di benevolenza che gli antichi chiamavano “pietas” e che non può essere compiutamente rappresentata dalla sola parola “pietà”. Figlio di un muratore Georges Brassens nasce a Sète nel 1921 e lì nei dintorni muore sessant’anni dopo. In mezzo tra la nascita e la morte c’è una vita intensa, iniziata rubacchiando qua e là come un comune teppistello da strada e proseguita tra mille mestieri, compreso quello di spazzacamino e d’operaio alla Renault, passata per l’occupazione nazista, un campo di lavoro in Germania e l’adesione convinta al movimento anarchico. Quando arriva a Parigi non ha ancora compiuto vent’anni. Vive per lungo tempo a poche centinaia di metri dal parco che oggi porta il suo nome ubicato nei pressi del vecchio mattatoio. La capitale lo affascina, lo ispira e lo accompagna per quasi tutta la vita anche se non riesce mai a conquistarlo completamente tanto che quando sente che la morte sta per arrivare chiede di tornare a Sète, in quella che considera davvero casa sua. L’atteggiamento è in linea con un personaggio che nella propria vita si cura pochissimo della forma, diversamente da quanto accade nella sua poesia e nelle sue canzoni. Eppure, nonostante tutto, senza Parigi probabilmente non esisterebbe Brassens. È nella Parigi dei primi anni del dopoguerra, infatti, che trova gli umori giusti per far decollare le sue canzoni. Nella capitale francese respira l’aria degli esistenzialisti, sia pur senza troppo confondersi si mescola con gli intellettuali e gira per le cantine con il suo piccolo ensemble di derivazione jazz mettendo in musica le poesie di autori scomodi come François Villon. In questi fumosi locali negli anni Cinquanta nasce la sua fama di interprete della canzone sociale, erede della tradizione della chanson réaliste. I personaggi che popolano i suoi brani sono quasi sempre gli ultimi, quelli che vivono ai margini della società cosiddetta civile e, spesso, si prendono gioco anche degli intellettuali con le loro presunzioni. Nonostante tutto però proprio l’intellettualità parigina finisce per amarlo alla follia. Non è l’unica contraddizione del lungo percorso artistico di Brassens perché il gioco delle parti a volte è riserva sorprese inaspettate. A lui, anarchico e anti-istituzionale per eccellenza toccherà in sorte di ricevere encomi e riconoscimenti da alcune tra le più paludate e prestigiose istituzioni francesi. Se la poetica letteraria dei brani di Georges Brassens appare rigida nella sua definizione formale fino ad apparire più vicina all’Ottocento che al Novecento la musica non è da meno. Impermeabile alle mode e a qualunque evoluzione, la struttura di tutti i suoi dischi dal 1951 alla fine degli anni Settanta è sempre impostata su voce, chitarra e contrabbasso. Sbaglierebbe però chi s’immaginasse una lunga serie di brani sostanzialmente tutti uguali come accaduto alla canzone cantautorale italiana e anche a quella statunitense nella sua fase calante. Georges Brassens non attinge da quel pozzo. Per quel che riguarda i testi si riallaccia alla grande tradizione della chanson réaliste francese, quella che ha tradizionalmente per protagoniste le figure che popolano i bassifondi: vagabondi, poveri protettori, sbandati, prostitute, ladruncoli e delinquenti di strada. Prima di lui il genere era caduto nella stanca ripetitività didascalica. Lui impugna la ramazza, toglie la polvere, spazza le ragnatele e mette chanson la réaliste in relazione con le nuove pulsioni musicali derivate dal jazz e soprattutto dallo swing. In questa operazione fa tesoro della lezione surrealista di Charles Trenet che lui considererà sempre il suo maestro. Il risultato è che le sue canzoni, lungi dal restare aristocraticamente riservate a pochi intenditori, finiscono per diventare un patrimonio disponibile a tutti. Ascoltandole si piange e si ride, ci si indigna e ci si commuove perché le sue storie sono hanno una forza comunicativa cui non si può resistere. C’è chi gli ha rimproverato per questo una scarsa coerenza con la sua militanza nel movimento anarchico come se l’impegno politico e sociale in musica avesse il dovere di produrre solo inni. Lui non ha mai risposto lasciando che le canzoni parlassero da sole. La carica rivoluzionaria contenuta in storie come quella del gorilla che sodomizza l’autorità viaggia sul filo dell’ironia e dell’intelligenza. Se qualcuno non ce l’ha né Brassens né altri possono farci niente. Georges Brassens nasce il 22 ottobre 1921 a Sète, una città della Francia meridionale dove resta fino al 1940 quando va a Parigi. Appassionato di poesia nel 1942 riesce a pubblicare un volumetto con le sue composizioni che passa inosservato. Lavora come operaio alla Renault ma nel marzo del 1943 viene reclutato a forza dai tedeschi per il Servizio di Lavoro Obbligatorio e spedito in Germania. Non ci resta per molto. Sfruttando una licenza torna a Parigi e si nasconde in casa di Jeanne Le Bonniec, la bretone che l’ospiterà a pensione per una ventina d’anni. Dopo la Liberazione di Parigi nel 1946 aderisce alla Federazione Anarchica e scrive con vari pseudonimi sul giornale “Le Libertaire”, Nello stesso periodo comincia a cantare in pubblico le sue canzoni. Negli anni successivi suona in vari locali. La svolta arriva il 6 marzo 1952 quando tra pubblico che l’ascolta c’è Patachou, uno dei personaggi più popolari del cabaret francese. Patachou resta impressionata dalle sue canzoni e lo ingaggia per aprire i suoi spettacoli. Tre giorni dopo, il 9 marzo Georges Brassens debutta al Trois Baudets, uno dei templi del cabaret parigino di quel periodo. È il successo. Prima della fine dell’anno incide il suo primo album. Da quel momento, pur tra alti e bassi, la sia carriera continuerà ininterrottamente fino alla fine degli anni Settanta. Nel mese di novembre del 1980 si ammala di cancro. Quando capisce di essere condannato decide di lasciare Parigi. Nell’estate del 1981 torna nella sua città natale e il 29 ottobre dello stesso anno muore nel piccolo villaggio di Saint-Gély-du-Fesc, tra Séte e Montpellier, dove è ospite del suo amico e medico Maurice Bousquet. (Gianni Lucini)
giovedì 30 ottobre 1980  
venerdì 31 ottobre 1980  
Reagan viene eletto presidente degli Stati Uniti, Licio Gelli è fra gli invitati alla cerimonia del giuramento
sabato 1 novembre 1980  
domenica 2 novembre 1980  
lunedì 3 novembre 1980  
martedì 4 novembre 1980 Il repubblicano Ronald Regan sconfigge il candidato democratico Jimmy Carter e diventa il quarantesimo presidente degli USA.
mercoledì 5 novembre 1980  
giovedì 6 novembre 1980  
venerdì 7 novembre 1980  
sabato 8 novembre 1980  
domenica 9 novembre 1980  
lunedì 10 novembre 1980  
martedì 11 novembre 1980  
mercoledì 12 novembre 1980 A Milano viene ucciso su una vettura della metropolitana nei pressi della stazione “Gorla”, il direttore del personale della Magneti Marelli, Renato Briano. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse – Walter Alasia. Con questo attentato la colonna milanese si stacca dalle Brigate Rosse e si presenta come organizzazione autonoma
giovedì 13 novembre 1980 A Siena, dopo aver fallito il tentativo di liberare un “camerata prigoniero”, Valerio e Cristiano Fioravanti, Francesca Mambro e Giorgio Vale, dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari), vengono intercettati da una pattuglia dei carabinieri che li ferma per un controllo. Per evitare di essere scoperti i quattro esponenti de Nar, disarmano i carabinieri e fuggono.
venerdì 14 novembre 1980  
sabato 15 novembre 1980  
domenica 16 novembre 1980  
lunedì 17 novembre 1980  
martedì 18 novembre 1980  
mercoledì 19 novembre 1980  
giovedì 20 novembre 1980  
venerdì 21 novembre 1980  
sabato 22 novembre 1980  
domenica 23 novembre 1980 Un violento terremoto sconvolge l’Irpinia e la Basilicata, provocando circa 3.000 morti e 10.000 feriti. Il presidente della Repubblica Sandro Pertini, in visita ai luoghi della scossa, denuncia il ritardo nei soccorsi e laa cattiva gestione del territorio.
lunedì 24 novembre 1980  
martedì 25 novembre 1980  
mercoledì 26 novembre 1980  
giovedì 27 novembre 1980  
venerdì 28 novembre 1980 A Sesto San Giovanni (MI), viene ucciso nei pressi della sua abitazione l’ingegner Manfredo Mazzanti, direttore tecnico della Falk. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse – Walter Alasia
sabato 29 novembre 1980  
domenica 30 novembre 1980  
lunedì 1 dicembre 1980  
martedì 2 dicembre 1980  
mercoledì 3 dicembre 1980  
giovedì 4 dicembre 1980  
venerdì 5 dicembre 1980  
sabato 6 dicembre 1980  
domenica 7 dicembre 1980  
lunedì 8 dicembre 1980 A New York mancano dieci minuti alle undici di sera quando John Lennon, insieme a Yoko Ono, la sua inseparabile compagna di lavoro e di vita, scende dal taxi che l’ha riportato davanti alla sua casa nel Dakota Building, dopo una giornata passata in studio di registrazione a lavorare al brano Walking on thin ice. L’ex Beatle è stanco, ha freddo e affretta il passo. Nei pressi dell’ingresso del palazzo staziona un giovane che un paio di giorni prima l’aveva fermato per farsi autografare la copertina dell’album Double fantasy. Lennon incrocia distrattamente lo sguardo con quello dell’anonimo ammiratore e tira dritto. Improvvisamente una voce rompe il silenzio della notte. «Mr. Lennon?». John si volta e vede ancora il giovane di prima. È in ginocchio e impugna una pistola. Spara. Cinque colpi in successione colpiscono il più rappresentativo dei quattro ex Beatles, da sempre impegnato nelle lotte per la pace e i diritti civili, che scivola a terra. Mentre lo sparatore si dilegua Yoko Ono urla tutta la sua disperazione. Arriva un’ambulanza che carica a bordo il ferito e si dirige a tutta velocità verso il Roosvelt Hospital. A quell’ora le strade sono libere e i medici si prendono immediatamente cura dell’illustre ferito, ma non c’è più niente da fare. Mezz’ora dopo essere stato colpito, John Lennon muore quasi in contemporanea con l’arresto del suo assassino. È un mitomane che risponde al nome di Mark Chapman, in evidente stato confusionale. Non oppone resistenza agli agenti e mormora frasi senza senso. La notizia della morte di John Lennon vola rapidamente sulle ali dell’emozione e arriva in ogni parte del mondo. Spontaneamente, in molte città, i giovani si radunano per ricordare il musicista. Non manca chi, suggestionato dall’avvenimento, tenta il suicidio: una ragazza di sedici anni si uccide in Florida ingerendo una forte dose di barbiturici e un trentenne si spara nello Utah. Proprio per evitare fenomeni di isteria di massa, la compagna di John, Yoko Ono, lancia un appello dalle radio di tutto il mondo perché il 14 dicembre alle due del pomeriggio la memoria del musicista scomparso venga onorata da due minuti di silenzio dedicati a «pensieri di pace». (Gianni Lucini)
  Proprio nel giorno in cui negli USA viene assassinato John Lennon, alla Rockteca Brighton di Firenze fa il suo debutto una nuova band destinata a diventare uno dei simboli della resistenza all’omologazione sulla scena rock italiana degli anni Ottanta. Sono i Litfiba, un gruppo nato dall’incontro tra il chitarrista Federico “Ghigo” Renzulli e il bassista Gianni Maroccolo, reduci dalle esperienza con Raf e i Café Caracas, con Piero Pelù l’ex cantante dei Mulinos Rock. La formazione è completata dal tastierista Antonio Taiazzi e dal batterista Francesco Calamai. Alla loro prima uscita pubblica i Litfiba mostrano inevitabili carenze d’impostazione. La loro musica, ricca di echi dark, appare debitrice nei confronti di band come i Cure e soprattutto i Joy Division. Pochi mesi dopo daranno alle stampe il loro primo progetto su vinile, un disco realizzato dalla Materiali Sonori di S. Giovanni Valdarno che comprenderà anche l’ipnotico Guerra, destinato a diventare il primo inno della band. Sono i primi passi, un po’ incerti e confusi, di un band imperniata sul trio Pelù-Maroccolo-Renzulli che, con vari cambiamenti di formazione, diventerà una delle anime sonore delle esperienze alternative italiane degli anni Ottanta. La stessa storia dei Centri Sociali, in quel periodo divenuti preziose isole di resistenza alla progressiva individualizzazione delle giovani generazioni, si intreccerà spesso con la storia del gruppo. La fine del decennio terribile degli Ottanta vedrà la loro consacrazione definitiva e insieme l’inizio della disgregazione con una progressiva commercializzazione seguita dalla fuga di tutti i componenti storici tranne Ghigo Renzulli. (Gianni Lucini)
martedì 9 dicembre 1980  
mercoledì 10 dicembre 1980  
giovedì 11 dicembre 1980  
venerdì 12 dicembre 1980  
sabato 13 dicembre 1980  
domenica 14 dicembre 1980  
lunedì 15 dicembre 1980  
martedì 16 dicembre 1980  
mercoledì 17 dicembre 1980  
giovedì 18 dicembre 1980  
venerdì 19 dicembre 1980 Un gruppo di terroristi dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) rapina una gioielleria a Treviso. Tra di essi è Cristiano Fioravanti, che farà poi i nomi degli altri rapinatori: il fratello Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Gilberto Cavallini, Giorgio Vale, Pasquale Belsito, Fiorenzo Trincanato, Stefano Soderini e Andrea Vian, tutti nella veste di rapinatori ed organizzatori. I preziosi saranno ricettati da Angelo Manfrin. 
sabato 20 dicembre 1980  
domenica 21 dicembre 1980  
lunedì 22 dicembre 1980  
martedì 23 dicembre 1980  
mercoledì 24 dicembre 1980  
giovedì 25 dicembre 1980  
venerdì 26 dicembre 1980  
sabato 27 dicembre 1980  
domenica 28 dicembre 1980  
lunedì 29 dicembre 1980  
martedì 30 dicembre 1980  
mercoledì 31 dicembre 1980 A Roma viene ucciso il generale dei carabinieri Enrico Galvaligi, responsabile dell’Ufficio coordinamento delle misure di sicurezza degli istituti carcerari. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse nel comunicato n° 7 del sequestro del giudice Giovanni D’Urso

Le voci riportate giorno per giorno sono in gran parte tratte dalla rete. E’ dunque possibile che alcuni episodi risultino… schierati politicamente, ovvero descritti con una particolare enfasi di parte. Altri sembreranno, a ragione, di segno opposto. Sarà mia cura nel tempo renderli i più asettici e oggettivi possibile, anche se, la passione squilibrata resta comunque una componente irrinunciabile e indiscutibile di quegli anni.

I files della cronologia saranno continuamente aggiornati con modifiche ed integrazioni. Si accettano pertanto suggerimenti e segnalazioni, qualora si riscontrino errori od omissioni.

Per gli “aneddoti” musicali si è copiosamente attinto dal bellissimo blog di Gianni Lucini Rock & Martello.